A proposito della merda nazista che cita Faber. Faber l’ho scoperto io, abbiamo vissuto quasi 5 anni insieme, ci siamo picchiati (perché già beveva). Parlavamo molto di politica con lui e Roberto Danè, suo produttore. Gli ficcherebbe la chitarra nel culo a #selfini. Accesa però. Insieme ci siamo molto divertiti.

Peccato, non ho conservato nessuna foto coi più grandi del mondo, e me ne hanno fatte a migliaia. Però qui l’ho trascinato (lui riottoso) a fare delle foto insieme. L’ultima è stata fatta nel mio ufficio di Milano.

L’ultima volta che ci siamo visti, dopo decenni, è stato a Linate. Io aspettavo l’aereo per Cagliari e lui quello per Olbia. Ero al banco del bar che mangiavo un toast con una di quelle bottigliette da 1/4 di rosso sul vassoio. Mi arriva un impermeabile in faccia e sento “O FILL’EBAGASSA!”

La sua risata era inconfondibile come la sua voce. Io però l’ho riconosciuto solo perché ho riconosciuto Dori Ghezzi (chiedetelo a lei).  Lui era un otre. Il triplo di come lo avevo lasciato e con il viso sfatto. Mi Invitò a “disossare un maialetto insieme“, usando una mia vecchia frase, all’Agnata. Ero “obeso di impegni” come diceva il maresciallo del mio paese, ma gli promisi che ci saremmo visti presto. Non ho mantenuto la parola. Quando avrei potuto andare senza problemi di tempo, lui non c’era più…

L’AGNATA.

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