Buongiorno e grano

RICEVO DAL MIO AMICO GIOVANNI PANUNZIO

ghedini-perdente

Alla c.a.
Ministero dell’Interno – caposegreteria.ministro@interno.it
Polizia delle Comunicazioni – poltel.rm@poliziadistato.it
Guardia di Finanza – sos@gat.gdf.it

Osservatorio Antiplagio denuncia che un utente di Facebook, Raffaele Lucarelli (residente in Texas), ha creato un gruppo – www.facebook.com/group.php?gid=58221928296&ref=mf – intitolato: ”Giuseppe Setola, per tutti coloro che stanno con la camorra”. Attualmente risultano iscritti 98 membri. Giuseppe Setola e’ stato arrestato dai Carabinieri nel gennaio scorso. Nel 1992 aveva compiuto il suo primo omicidio. Il suo carattere ribelle e senza regole gli era valso il soprannome di ”a puttana”, affibbiatogli dai boss Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti. Dopo l’arresto di Francesco Schiavone, Setola aveva preso le redini del clan dei casalesi, insieme a Michele Zagaria e Antonio Iovine. Ritenuto responsabile della strage di Castelvolturno, fino alla data dell’arresto era considerato uno dei piu’ pericolosi latitanti. Nel suo appartamento sono stati trovati 100.000 euro in contanti, due pistole, un fucile a pompa e una busta di medicinali. Era ricercato dal 2008 per associazione a delinquere e omicidio.
Osservatorio Antiplagio sollecita l’intervento del ministro dell’Interno e della Polizia delle Comunicazioni o della Guardia di Finanza affinche’ venga chiesto agli amministratori di Facebook, che hanno gia’ ricevuto svariate segnalazioni in proposito senza intervenire, l’oscuramento del gruppo e l’immediata individuazione dei responsabili. Se si vuole contrastare realmente la criminalita’ organizzata, non si puo’ tollerare che in un ”social network” frequentato soprattutto da giovani si istighi alla violenza e venga fatta propaganda alle ”gesta” di un criminale.

Per Osservatorio Antiplagio
prof. Giovanni Panunzio
www.antiplagio.org
+39.338.8385999
Cagliari, 20/8/09

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Lascia un commento