La prima scelta che ho fatto quando sono diventato sindaco di Firenze è stata il sistema dei cassonetti interrati. Anche adesso, girando in tutto il mondo, mi rendo conto che la gestione dell’immondizia/nettezza è il primo problema pratico per un amministratore. @matteorenzi

FIRENZE, PULIZIA E ORDINE COL PD DI MATTEO RENZI.

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ROMA DEI GRILLINI E PRIMA DI ALEMAGNO NEL CAOS TOTALE (CON RUTELLI NON TROVAVI NEMMENO UNA CARTACCIA PER STRADA)

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Ciccia, non è EMERGENZA MEDICI! E’ EMERGENZA TUTTO! E’ più di un anno che l’Italia NON ha un governo.

IntervistaSanità

La ministra della Salute Giulia Grillo: “Per fronteggiare l’emergenza negli ospedali si potranno assumere anche gli specializzandi”

La proposta: “Stipendi più alti per chi sceglie i settori dove scarseggia il personale”

DI MICHELE BOCCI

Ottomila professionisti in meno, le ferie estive, il caldo che porta gli anziani nei pronto soccorso. Oggi in Italia la carenza dei medici è un problema enorme. La ministra alla Salute Giulia Grillo propone di affronarla pagando di più i camici bianchi, per evitare che i giovani vadano all’estero ma anche per premiare chi sceglie le specialità più in difficoltà. Inoltre dà il via libera all’assunzione degli specializzandi agli ultimi anni…

https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2019/06/23/news/la_ministra_della_salute_giulia_grillo_per_fronteggiare_l_emergenza_negli_ospedali_si_potranno_assumere_anche_gli_speciali-229485100/?ref=RHPPLF-BH-I229492528-C8-P10-S1.8-T1

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Quale governo? Perché c’è un governo?

Visco mette in guardia il governo: “I mercati reagiscono se si alimenta la paura”

Il governatore di Bankitalia al TechFestival di Venezia mette in fila le sue preoccupazioni per lo stato dei conti pubblici italiani

Visco  mette in guardia il governo: "I mercati reagiscono che se si alimenta la paura"

Ignazio Visco al TechFestival di Venezia (foto LaPresse)

“C’è paura del cambiamento, il mondo è molto cambiato. Ora però il cambiamento si sta compiendo molto più velocemente”. Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, è intervenuto oggi al TechFestival del Foglio. Il futuro cela opportunità, certo, ma anche rischi e preoccupazioni. E per questo, il futuro e le sue innovazioni vanno governate, spiega il governatore. “Abbiamo solo il 5 per cento del pil che proviene da settori digitalizzati, in Germania è l’8 per cento. Se non ci attrezziamo il futuro non sarà facile. Nel resto del mondo l’adeguamento è stato rapido”. Visco ha parlato della robotizzazione e del suo impatto nel mondo del lavoro. “I robot lavorano con noi e per noi. Scompariranno alcune professioni, ma se ne creeranno di nuove”. E poi “ci sono rischi di concentrazione tecnologica che possono portare a una distribuzione del reddito molto squilibrata”.

 Visco ha parlato anche dello stato dei conti pubblici italiani e delle preoccupazioni suscitate nei mercati finanziari. “Il condizionamento che viene dal debito pubblico ha diverse conseguenze – dice il governatore -: su cosa investire, innanzitutto e su come reagire a eventuali choc. L’economia richiede un grado di fiducia e di visione futura molto più elevati di oggi. Ad esempio, richiede di porre attenzione ai cambiamenti climatici e demografici”. “La fiducia è anche la capacità di rispettare gli obiettivi e una volta che questi sono stabiliti non vanno cambiato continuamente”. Il governatore ha però ricordato anche i punti di forza della nostra economia, da cui ripartire per rilanciare il paese:”Abbiamo partite correnti in avanzo, debito nei confronti dell’estero quasi azzerato, un debito privato basso. Il problema è il debito pubblico molto alto. Finora abbiamo sopperito a questo col risparmio privato”. La fiducia, ancora, è il problema principale per Visco: “Se si percepisce che l’economia non cresce c’è il dubbio che il debito non ti sia ripagato. Se nell’emissione di titoli pubblici paghiamo più di quanto non si paghi in Germania o in Spagna allora questo si traslerà anche al settore privato, dalle banche alle imprese. Questo trasferimento rallenta la crescita dell’economia”. E i mercati reagiscono a ogni elemento destabilizzante: “Credo che il dubbio che il debito pubblico non sia ripagato sia zero, ma credo anche che il rischio sia percepito comunque nei mercati. Se si alimenta la paura che la politica sia quella di distaccarsi dall’Europa allora i mercati si assicurano contro questo rischio”.

E poi ci sono le nuove criptovalute, come Libra, lanciata da Mark Zuckerberg: “La moneta di Facebook è complementare alle valute tradizionali – spiega Visco -. La differenza rispetto alle altre criptovalute e che Libra dovrebbe avere un valore stabile, indicizzata a un paniere di altre valute”. Ma ci sono alcuni problemi. “Il primo è quello della sicurezza digitale e della privacy e a livello G7 ci incontreremo e ne discuteremo. Poi c’è il rischio riciclaggio, oltre a quello della stabilità finanziaria e dei depositi. I rischi sono quindi di mercato, di insolvenza e di volatilità”. Ma Visco ricorda che “l’evoluzione tecnologica nella finanza c’è sempre stata: dalle lettere di cambio ai tempi del Rinascimento fino al microcredito e ai derivati”.
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Mai un giornalista VERO si sognerebbe di scrivere queste stronzate: NON ESISTONO ALBERI KILLER O STRADE KILLER: esistono sindaci incapaci e guidatori ubriachi e drogati.

Roma, alberi killer e parchi sbarrati tra incuria e flop dei controlli

Domenica 23 Giugno 2019 di Lorenzo De Cicco

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Pino crollato a viale Mazzini

Chissà se ora ci sarà un annuncio roboante: evviva, dopo due anni di nulla si è riusciti ad assegnare un appalto per potare gli alberi. Evento eccezionale, per un’amministrazione comunale. Tant’è. Dopo 26 mesi (26…) di lungaggini e rimandi, uno strafalcione burocratico dopo l’altro, il 19 giugno scorso il Campidoglio ce l’ha fatta: è stata assegnata la commessa da oltre 4 milioni per potare pini e platani, quelli che proprio per l’assenza di manutenzione hanno preso a schiantarsi su strade e marciapiedi dell’Urbe a un ritmo mai visto prima. L’appalto era stato sfornato ad aprile del 2017. Insomma, un’aggiudicazione in tempi record.

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/roma_alberi_crolli_flop_controlli-4574155.html

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La Svizzera, ragazzi! Senza commentare Orson Welles, è stata costruita dagli italiani del sud, come la padania e tutto il nord Italia. Loro hanno solo i miliardi delle mafie di tutto il mondo da amministrare, ma non sanno nemmeno accendere la luce da soli.

ApprofondimentoImmigrazione

I migranti rispediti in Italia dalla Svizzera: “Legati e picchiati, volevano toglierci la bimba”

Da Zurigo a Napoli, la denuncia di Joelson e Tatiana: “Spogliati e incappucciati, ci hanno trattato come bestie”

DI ALESSANDRA ZINITI

Non hanno nessuna intenzione di dimenticare, né paura di denunciare. E allora eccoli qui Joelson e Tatiana, mano nella mano, la piccola Leora in braccio, nel centro di accoglienza di Napoli gestito dalla Ong Laici Terzo Mondo, a raccontare il loro ritorno in Italia da “dublinanti”, l’agghiacciante brutalità con la quale sono stati rispediti in Italia dalla Svizzera, il Paese con il quale proprio ieri, in visita presso il centro federale d’asilo di Chiasso, il …

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/06/21/news/_legati_e_picchiati_volevano_anche_toglierci_la_bimba_-229346010/?ref=RHPPLF-BH-I229334909-C8-P3-S1.8-T1

COSA DISSE IL GRANDE ORSON WELLES?

In Italia sotto i Borgia, per trent’anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù.

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E tu che cazzo vuoi? E’ colpa tua e della #camusso. Hai votato NO al referendum. Oggi il Pil sarebbe a +4 e con @matteorenzi il sud cresceva più del centro e del nord ovest. Informati, ignorante! Studia!

Cgil, Landini al corteo per il Sud: “Porti chiusi, ma i giovani vanno via”

Cgil, Landini al corteo per il Sud: "Porti chiusi, ma i giovani vanno via"

Lo striscione di apertura del corteo per il Sud di Cgil, Cisl e Uil a Reggio Calabria 

Manifestazione per il lavoro a Reggio Calabria organizzata da Cgil, Cisl e Uil: “Il governo ascolti la piazza e chi la rappresenta”. Barbagallo (Uil): “Obbligare le Regioni a usare i fondi europei”. Furlan: “Flat tax iniqua e penalizza il Sud. Il governo fa cassa su infortuni”. Eurostat: quattro su cinque delle Regioni con il tasso di occupazione più basso in Europa sono nel Sud Italia.

di ALESSIA CANDITO

REGGIO CALABRIA. “Se il governo non dovesse starci a sentire non escludiamo nessuna iniziativa, neanche lo sciopero generale di tutte le categorie”. Da Reggio Calabria, dove i sindacati della Triplice si sono dati appuntamento oggi per chiedere lavoro, progetti e sviluppo per il Sud, il segretario della Cgil, Maurizio Landini lancia un messaggio chiaro al governo: sull’autonomia differenziata i lavoratori non staranno a guardare.

Tornati in riva allo Stretto a quasi 50 anni dai “treni per Reggio Calabria”del 72, quando gli operai del Nord arrivarono in massa nella città devastata dai Moti e presidiata dall’esercito per la Conferenza sul Mezzogiorno, i vertici delle organizzazioni sindacali insieme a quasi 25mila lavoratori sfilano per un centro storico che sembra quasi troppo piccolo per ospitarli tutti.

BUFFONE! BUFFONE! BUFFONE!

https://www.repubblica.it/politica/2019/06/22/news/cgil_landini_al_corteo_per_il_sud_porti_chiusi_ma_i_giovani_vanno_via_-229369650/?ref=RHPPLF-BH-I229371522-C8-P2-S1.8-T1

Vi ricordo che con lo statista Matteo Renzi il Sud Italia cresceva più del …


www.cappittomihai.com/vi-ricordo-che-con-lo-statista-matteo-renzi-il-sud-italia-cresc…
11 mag 2019 - Vi ricordo che con lo statista Matteo Renzi il Sud Italia cresceva più del Nord Ovest. … Renzi: il rapporto Svimez dice che il Sud cresce più del resto d’Italia … con il Pil che è aumentato dell’1%, più che nel resto del Paese dove è stato … delle famiglie sul territorio (+0,7% nel Sud e +0,6% nel Centro-Nord).
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Questo è un vero grande imprenditore italiano, non un riciclatore di miliardi mafiosi come chi sappiamo noi. E molti non lo sanno, ma lui era un martinitt, un povero orfanello senza niente. ORGOGLIO ITALIANO!

Luxottica, 1.150 giovani precari assunti a tempo indeterminato

Accordo tra azienda e sindacati che introduce la “flessibilità sostenibile”: lavoreranno 8 ore per sette mesi e per 6 ore negli altri cinque. Leonardo Del Vecchio: “Investiamo sulla dignità del lavoro e sulla sua stabilità”

di LUCA PAGNI

Luxottica, accordo rivoluzionario: turni di 6 ore per 5 mesi, assunti 1.150 giovani precari

Luxottica, 1.150 giovani precari assunti a tempo indeterminato

MILANO - Luxottica, rivoluzione nei contratti di lavoro. In due direzioni. Da un lato, trasforma in “tempo determinato” 1.550 posti di lavoro ora coperti da giovani inquadrati come precari e in somministrazione. Dall’altra, consente ad altri 10 mila dipendenti di ridurre volontariamente il loro orario di lavoro pur mantenendo lo stesso livello di stipendio.

E’ il frutto del nuovo accordo integrativo sottoscritto dall’azienda leader nel settore delle montature di occhiali e le organizzazioni sindacali e che riguarda tutti gli stabilimenti di Luxottica in Italia e la sede di Milano. Un accordo sotto il segno della “flessibilità sostenibile”, così come è stata definita. Perché da un lato si trova una forma si “stabilizzazione” a oltre mille giovani che da qualche anno venivano impiegati solo per una parte dell’anno, a seconda delle fasi stagionali della produzione. I 1.150 lavoratori interessati avranno un contratto a tempo indeterminato per il quale verranno impiegato 8 ore per sette mesi, mentre i rimanenti cinque avranno un orario ridotto a sei ore. Cala lo stipendio, ma con una proporzione inferiore rispetto alla riduzione di orario. La stabilizzazione a tempo indeterminato dei ‘somministrati’ dovrebbe avvenire già a partire dal primo luglio.

https://www.repubblica.it/economia/2019/06/21/news/luxottica_tempo_indeterminato-229327945/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1

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Misi alla prova mio figlio.

Circa 25 anni fa, cenammo nella casa di Cagliari, da soli, Lucio Wilson ed io. A un certo punto, molto imbarazzato, mi comunicò che avrebbe lasciato l’università. Aveva cominciato a scrivere qualcosina, aveva un programmino tra i meno scarsi in un videocitofono cagliaritano (videolina, fondata da me e rubata da un tossico massone) ed era il presentatore ufficiale per la Sardegna di miss Italia.

- O babbo, mi disse, sto diventando più famoso di te. Io voglio fare il tuo mestiere.

- Guarda che è un mestiere di merda e, specialmente ad alti livelli, sono tutti stronzi, raccomandati e incapaci.

- O ba’ ma per te sono tutti stronzi? (anni dopo mi confermò che avevo ragione).

- Ok. Io non vi ho mai imposto niente e quindi sei libero di fare quello che ti piace di più. Ma se vuoi fare il mio mestiere te ne devi andare dalla Sardegna. Vattene a Roma o a Milano, confrontati, impara e cresci.

- Ma se tu sei il numero uno in Italia, chi mi può insegnare meglio di te?

- Tutti. Devi imparare soprattutto da chi sbaglia.

Detto, fatto.

Si trasferì a Milano, città dov’è nato, e ha cominciato a fare la gavetta. Per mantenersi lavorò in un call center, poi da McDonalds, ma tutte le sere, finito il lavoro, andava a Zelig a imparare, il buono e il cattivo.

Ho sempre insegnato ai miei figli il valore dei soldi che io non ho mai avuto, tuttora non conto mai il resto, anche se sono povero in canna. Lo volevo aiutare senza farglielo vedere, e così con l’ultima scrittura della Rai come autore, lo chiamai per darmi una mano per un milione di £.  Ovviamente era una prova, un esame. Gli anticipai al telefono che si trattava di un programma assolutamente innovativo (mai fatto, perché la Rai era già in mano al mafioso truccato come Colombina), ma il contratto era firmato e io consegnai tutto puntualmente. Era ed è un capolavoro, ma lo buttarono in un cassetto e non mi pagarono. Dovetti lottare con gli avvocati e su 4 miliardi, dovuti e da contratto, presi 140 milioni… dopo anni. Ma questa è un’altra storia.

Si trattava di una fiction, con personaggi fissi, storie originali, ma comici veri giovani da testare e da lanciare.

Avrei dovuto scrivere la bibbia dei personaggi (già fatta), 12 soggetti (10 già scritti) e una sceneggiatura completa di una puntata.

Wilson arrivò a Passoscuro, quasi attaccata a Fregene, dove abitavo sul mare, con una sceneggiatura di uno dei soggetti… perfetta. Gliela bocciai. Il motivo? Glielo spiegai: “Chiunque avrebbe sceneggiato questa 1a puntata, è la più facile. Io invece voglio sceneggiare quella dove tutti si chiedono ” e questa come cazzo la risolve?”. Ecco. Io voglio sceneggiare quella!”

Arrivò col suo pc e lo aprì subito, pronto.

- Cazzo fai? Sei appena arrivato. Rilassati. Andiamo a fare una passeggiata in spiaggia.

Non era molto contento, anche perché aveva l’aereo il giorno dopo alle 19,30, ma mi seguì.

Tornammo, cenammo, e lui riaprì il pc.

-Wi’. chiudi. E’ ora di andare a nanna. Domani mi voglio alzare presto.

Di malavoglia, andò in camera sua. La mattina dopo, mi alzai mentre la mia compagna preparava la colazione, e lui era già col pc acceso.

- Cazzo fai? Prendi il cappuccino, mangiati due o trenta paste, e poi andiamo a vedere se i miei amici pescatori hanno portato qualcosa di buono. Soffriva e soffiava come un mantice. Ma mi seguì. Feci un largo giro per arrivare alla spiaggia, dove ormeggiavano le tre barche dei pescatori locali. Feci la spesa e andammo a casa. Preparai il pranzo e lui era sempre più incazzato. Andò da Lena: “Lo vedi? Mio padre fa sempre così. La tira per le lunghe e mi fa perdere tempo.”

- Ma che dici? – gli fece lei. – Tuo padre è l’unico uomo che ho conosciuto che quando dà una parola la mantiene. Ora mangia tranquillo e vedrai che ti sbagli.

Pranzammo. Lui guardava fisso il suo piatto. Dopo tre bicchieri di Cannonau e il caffè ero pronto. Lui bevve solo acqua, andò in camera sua a preparare il trolley.

- Che cazzo fai? Vieni in salone che scriviamo questa cazzo di sceneggiatura.

- Adesso? Sono le tre e io ho l’aereo tra 4 ore!

- E quanto cazzo ci vuole a scrivere una sceneggiatura coi controcoglioni?!

Prese il pc e mi seguì in salone piuttosto scettico. Accese l’arnese, io accesi una sigaretta e mi misi a passeggiare e a dettare. Lui mi fermò solo una volta per una cosa che stavo ancora sviluppando. Aveva la lingua fuori come i cani assetatati e scriveva alla velocità della luce. Contento come una pasqua.

- FINE. Dissi. Rileggila a voce alta.

Io presi un mirto e approvai il 90% del lavoro, il resto lo corressi al volo.

Lui alle 19,30 si imbarcò. L’indomani era a Zelig, dove ormai era tra gli autori e poi ne divenne il capo, e sentì tre o quattro comicaroli che stavano scrivendo la sceneggiatura del loro primo film da sei mesi. Rise e gli spiegò perché:

- Mio padre una sceneggiatura coi controcazzi la scrive da solo in due ore.

- E chi cazzo è tuo padre, Superman?

No, Lucio Salis.

- Ahhhh, beh….

Qui c’è un piccolo cv di mio figlio, ma il 70% dei lavori mancano, come nella mia pagina su Wikipedia con l’intervento della solita “manina” che mi ha fatto sparire i miei due miliardi versati per i contributi della mia pensione ENPALS da 12 mila € al mese.

https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Wilson

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QUESTA GLI DEVE ANCHE L’ARIA CHE RESPIRA.

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