Non ditelo all’idiota nazista #felpini quanto potrebbe essere più bella, più viva e più ricca l’Italia se questi paesi li facessero rivivere i richiedenti asilo: lavorando la terra, gestendo negozi e producendo artigianato.

Teresa se ne è andata e il paese di Braia adesso è disabitato

Teresa se ne è andata e il paese di Braia adesso è disabitato

Il borgo di Braia, frazione di Pontremoli (Foto da Amalaspezia)  
 

Aveva 85 anni ed era l’ultima abitante del borgo frazione di Pontremoli. Viveva sola, senza telefono e in compagnia di un cane.

Le dicevano: ma vieni via. E lei niente. Le dicevano: ma non hai paura a restare lassù da sola. E lei niente, non se ne è mai voluta andare. Fino alla fine. Si chiamava Teresa Pini e aveva 85 anni. Era l’ultima abitante di Braia, frazione di Pontremoli, vicino al passo del Brattello ai confini con l’Emilia.

Teresa si è spenta all’Istituto Cabrini di Pontremoli, dove ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita, per problemi di salute. Per oltre 20 anni è stata l’unica custode del paese, abitato d’estate col ritorno degli emigrati e saltuariamente da chi ha ancora la casa degli avi.
A dare notizia a La Nazione sono stati il fratello della donna, Lorenzo, con la moglie Angela e i nipoti Lisa e Luciano, emigrati a Londra, dove anche l’anziana ha abitato prima di tornare a Braia per aiutare i genitori.

“Ha abitato a Braia senza telefono e solo in compagnia di un cane – ha detto un amico dell’anziana al quotidiano - Insieme hanno sorvegliato le antiche mura nel silenzio e nel segno della memoria. Ad accompagnarla a Pontremoli per una malattia era stato un conoscente: era andato a prenderla in auto. Ma ogni tanto ci tornava”.

Teresa era il simbolo di quell’antico agglomerato di case di pietra, tutte restaurate dalle famiglie che hanno trovato lavoro nel Regno Unito. Persone che dalla seconda metà dell’Ottocento partirono per cercare lavoro verso diverse parti del mondo: sui bastimenti, a dorso d’asino o più spesso a piedi.

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/12/10/news/teresa_se_ne_e_andata_e_il_paese_di_braia_adesso_e_disabitato-213896314/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P16-S1.4-T1 …

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Non svegliate il questore di Roma. Lì questi nazisti minacciano e restano impunemente in un palazzo di lusso in centro ABUSIVAMENTE e nessuno li tocca.

Estrema destra, chiusa la sede di Casapound a Bari: 30 indagati per aggressione e ricostituzione del partito fascista

Estrema destra, chiusa la sede di Casapound a Bari: 30 indagati per aggressione e ricostituzione del partito fascista

La sede posta sotto sequestro 

Il provvedimento del tribunale di Bari al termine dell’indagine della Digos dopo l’attacco ‘premeditato’ ai manifestanti del corteo anti Salvini. La Procura: concreto rischio di nuovi agguati di stampo fascista

di GIULIANO FOSCHINI

Ricostituzione del partito fascista. Oltre alle aggressioni ai manifestanti del corteo anti Salvini, compresa l’europarlamentare Eleonora Forenza, e ad alcuni carabinieri. Il tribunale di Bari ha disposto la chiusura della sede di Casapound, ‘partito politico di estrema destra’ scrivono i pm al termine di una lunga indagine coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi.

Aggressione squadrista a Bari, il racconto dell’eurodeputata Forenza

 Trentacinque le persone indagate nella prima inchiesta sull’estrema destra a Bari. La Procura contesta a 30 di loro di “aver partecipato a pubbliche riunioni, compiendo manifestazioni usuali del disciolto partito fascista e di aver attuato il metodo squadrista come strumento di partecipazione politica”. E sottolinea il ‘concreto’ pericolo di nuove aggressioni.

I fatti partono dalla manifestazione del 21 settembre scorso quando, al termine di un corteo di protesta contro il ministro degli Interni, Matteo Salvini, organizzato dai ragazzi e le ragazze dell’ex Caserma Liberata nel quartiere Libertà, quattro persone furono aggredite da alcuni militanti di Casapound che si erano dati appuntamento proprio per la manifestazione nella loro sede di via Eritrea.

Aggressione squadrista a Bari, parla una testimone: “Inseguite con un manganello”

https://bari.repubblica.it/cronaca/2018/12/11/news/bari_sequestrata_sede_casapound-213963957/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P1-S1.4-T1

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Una letterina del miglior statista italiano. E chi vuol capire, capisca.

Post personale.
È buffo che chi mi contesta da anni “l’eccesso di personalizzazione”, se ne esca oggi dicendo: Dica Renzi quello che vuol fare, è colpa di Renzi, Renzi faccia chiarezza. Sta accadendo anche in queste ore.
Mi accusano di personalizzare e poi si preoccupano in modo ossessivo di me.
Che poi spesso sono gli stessi che qualche mese fa sognavano un accordo Pd-Cinque Stelle, che presentavano Di Maio come il nuovo Berlinguer e che quando ho alzato la mia voce, quasi solitario nel gruppo dirigente, andando in TV e dicendo “No all’accordo coi grillini, fatelo #senzadime” hanno detto: “Renzi stia zitto, invade il campo altrui, dovrebbe tacere”. Vedendo come governano i grillini mi sarei aspettato un grazie, non l’ennesima polemica.
Se taccio, devo parlare.
Se parlo, devo stare zitto.
Nel dubbio sorrido a tutti e dico la mia, libero e a viso aperto, come sempre.
Facciamo chiarezza.
1) Candidati al congresso, mi hanno scritto in tanti. Grazie del pensiero, ma non lo farò. Ho vinto due volte le primarie con il 70% e dal giorno dopo mi hanno fatto la guerra dall’interno. Mi sentirei come Charlie Brown con Lucy che gli rimette il pallone davanti per toglierlo all’ultimo istante. Non mi ricandido per la terza volta per rifare lo stesso. Chiunque vincerà il congresso avrà il mio rispetto e non il logorio interno che ho ricevuto io.
2) Con che lista ci presenteremo alle Europee e alle Politiche? Qualcuno vorrebbe liste superando il simbolo del PD, altri chiedono un fronte repubblicano, altri di aprire a Leu, qualcuno a Più Europa, alla società civile, al movimento dei sindaci, ai Gilet Gialli (che in Italia peraltro sono al Governo). A me sinceramente sembra giusto che questa decisione sia presa da chi rappresenterà la nuova leadership del PD. Altrimenti che facciamo a fare le primarie? Anche perché mettersi a litigare oggi noi sulle liste da fare mentre il Governo Salvini-Di Maio distrugge la nostra economia, bloccando le infrastrutture, perdendo credibilità in Europa, mi sembra assurdo. Siamo all’opposizione, facciamo opposizione al Governo anziché a noi stessi. O vogliamo continuare per tutto il 2019 ad attaccare il Matteo sbagliato?
3) Io farò quello che vi dico da mesi. E che sto facendo. Una gigantesca battaglia contro la cialtroneria di chi ci governa. Tutti i giorni combatto in Parlamento, sui social, sui media. Combatto quotidianamente una sfida culturale, educativa, politica. Se c’è da intervenire in Aula, lo faccio, a viso aperto. Tutti i giorni utilizzo i social per mostrare a una fetta di italiani perché il Governo è un pericolo per il nostro futuro. Sto nel mio collegio, da senatore eletto, a parlare con la gente. A fine gennaio uscirà un mio libro, per Marsilio, e girerò tutto il Paese, specie i piccoli borghi di provincia, per parlare e per ascoltare. Come ai vecchi tempi. Negli stessi giorni partirà un progetto di WebTV al quale sto lavorando da mesi per rilanciare i nostri contenuti e non lasciare la rete in mano alle Fake News. Continuerò a incoraggiare i comitati civici e a riunire il meraviglioso popolo della Leopolda, simbolo di chi ci crede e si impegna. Io continuo a combattere: non corro per il congresso ma non vado in pensione, resto in campo, sorridente e tenace.
Perché il tempo è galantuomo. E io ci credo davvero.

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Diritti umani, il ritorno all’anno zero dell’Italia fascista e analfabeta.

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10 dicembre 2018

Diritti umani, il ritorno all’anno zero dell’Italia

Nel giorno del 70°anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo, Amnesty international denuncia: “In Italia attacco ai diritti umani”

L’Italia assente al vertice dell’Onu per la ratifica del Global migration compact che si apre oggi a Marrakesh, Amnesty International che accusa il nostro Paese di stare sferrando un attacco ai diritti umani, e il presidente del Consiglio Conte che parla di principi da applicare “con coerenza rispetto alle sfide globali odierne” (qualunque cosa un’affermazione del genere voglia dire).
È questa l’immagine restituita dall’Italia, la patria di una delle Costituzioni più avanzate al mondo, nel giorno del 70° anniversario della Dichiarazione dei Diritti umani.

Prima un po’ di storia: il 10 dicembre del 1948, dopo la fine di uno dei conflitti più sanguinosi che il mondo abbia attraversato, l’Assemblea Generale della Nazioni Unite, allora formata da 58 Stati, adottò la Dichiarazione universale, diventata da allora parte vincolante del diritto internazionale oltre che costituire la base della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea, a sua volta parte integrante della Costituzione dell’Ue.

Un codice di un’importanza cruciale, che ha messo nero su bianco, per la prima volta nella storia, i diritti universali (cioè validi in ogni epoca e luogo) dell’essere umano: da quelli individuali a quelli sulle libertà di pensiero, opinione e fede religiosa. Norme frutto di conquiste sociali e civili costate molti sacrifici che hanno costituito, nel mondo occidentale, la base di una convivenza pacifica che resiste tutt’ora, ma che un mondo dominato da rabbia e paura sembra mettere in discussione.

I dati, con qualche luce e molte ombre, sullo stato dei diritti umani nel mondo, sono stati forniti dal rapporto annuale di Amnesty International, e quello sull’Italia in particolare è un vero e proprio j’accuse.

“Il nuovo governo– si legge nel Rapporto – si è subito distinto per una gestione repressiva del fenomeno migratorio. Le autorità hanno ostacolato e continuano a ostacolare lo sbarco di centinaia di persone salvate in mare, infliggendo loro ulteriori sofferenze e minando il funzionamento complessivo del sistema di ricerca e salvataggio marittimo”.
E a proposito del dl sicurezza, per Amnesty contiene misure “che erodono gravemente i diritti umani e avranno l’effetto di fare aumentare il numero di persone in stato di irregolarità presenti in Italia”.

Altro fenomeno additato dall’associazione, i cui riferimenti appaiono più che chiari, “il massiccio ricorso da parte di alcuni candidati e partiti politici a stereotipi e linguaggio razzista e xenofobo per veicolare sentimenti populisti”.
Del resto è la stessa Amnesty a denunciare un aumento dell’intolleranza in Europa e in Asia, “in un contesto di progressivo restringimento degli spazi di libertà per la società civile”.

Un dato confermato dall’allarmante ricerca dell’Agenzia dell’Ue per i diritti fondamentali (Fra) resa nota oggi e condotta fra maggio e giugno in 12 Paesi Ue, secondo la quale circa il 90% degli intervistati ritiene che l’antisemitismo stia crescendo nel loro Paese.
Un dato che sale anche in Italia e arriva all’81% (+14% rispetto al 2012). Una notizia che fa il paio, in un accostamento che mette i brividi, con quella del furto e la rimozione, a Roma, di venti “pietre d’inciampo”, le targhe della memoria a forma di sanpietrino dedicate alle vittime della Shoah. Per Adachiara Zevi, presidente dell’Associazione culturale Arte e Memoria “un attacco inaudito di fascismo e antisemitismo. Purtroppo un governo come quello che abbiamo, che aizza all’odio per il diverso, legittima questi atti”.

Tra le iniziative in programma, la fiaccolata a Roma alle 18.30 al Colosseo.

https://www.democratica.com/focus/giornata-diritti-umani-italia/?utm_source=onesignal&utm_medium=notifiche

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