Chi rappresenta l’Italia all’estero? L’on. Antonio Razzi

“L’asbirande Razzi, brondo
a fare del bene con Berluscone”

Ospite alla trasmissione radiofonica La Zanzara, il deputato di Popolo e Territorio Antonio Razzi, ex Idv passato tra le file della maggioranza il 14 dicembre 2010, è stato protagonista di una performance linguistica a dir poco audace, in grado di ignorare ogni semplice regola della lingua italiana. Quindici minuti tra nonsense, legami fantasiosi, nomi e coniugazioni sbagliate. Eppure Razzi è membro delle commissioni “Cultura, scienze ed istruzione” e “Politiche dell’Unione Europea”. Alla fine trionfa l’onestà: “Prendo lezioni di cultura da Sgarbi”. Ecco alcune parti. Razzi: “Il 14 dicembre ha portato fortuna al governo Berluscone e il 14 novembre porterà altrettanto fortuna. (…) In questo momento ci bisogna avere la responsabilità del paese, che il governo deve andare avanti, perché? Perché altrimenti al posto di Berlusconi chi c’è? Non c’è nessuno. Sennò altrimenti lo dobbiamo formare un altro Berlusconi”. Sugli scajoliani che vogliono far fuori Berlusconi, spiega: “Magari forse ci sono quelli che aspirano a poltrone grandi, a grandi poltrone. Io no: a me basta che ho la sedia per votare. Arrivare a fine legislatura? È dare del bene al paese. Altrimenti si spende circa un miliardo e mezzo”. Quindi sulla

questione della pensione: “No, io non so’ venuto a lavora’ perché per me li considero un lavoro! Trovo che oggi una cosa scandaloso che i cittadini votano per il centrosinistra perché lo devono rappresentare in aula e oggi non c’erano. E dov’erano? A fare shopping per Roma! Quando il Presidente Berluscone ha parlato loro potevono fare delle proposte. Ma i cittadini italiani sono abbastanza indelligendi e lo capirà, lo capirà…e dopo quando arrivan alle urne si saprà sicuramente scegliere il voto a chi l’ha rappresentato”. Eppure è stato eletto con l’Italia dei valori: “Ma guarda che tutt quelli che hanno votato all’estero addirittura s’hanno comblimendato. Me l’hanno detto Io ho votato a te e non al partito. L’aspirazione a parlamentare non è solo mio, ma sono di 60 milioni di italiani. E ognuno di voi vuole arrivare al coso, come tutti i grandi sindacalisti che fanno bla bla blaf per tutte le parte e qua..e dove lo… dove lo ritrovi? Lo ritrova alla Camera o al Senato. Prima parlano a favore dell’operaio e poi quando sta in Parlamento s’è dimenticato, come si dice a Napoli ‘scurdemoce o’ passad’ e non fa più e dopo non guarda più a queramente a quello che fabbisogno dell’operaio. (…) Sembra chissà che a me m’hanno combrado, ma a me non mi combrano mango Cristo: me ne avrei andato pure a pagando io. La differenza tra Berlusconi e Di Pietro? Quella che ci passa tra il giorno e la notte. Io, con 15 anni che sono stato con Di Pietro non ci ho parlato mang nu minuto. Con Berluscone ci parlo quando sento problema (…) Comunque, sto facendo un libro, ma devo trovare un editore: se ci riesco esce a dicembre. Finché che l’editore non mi consiglia alla… perché gli ho dato 4 o 5! Parla la mia storia da emigrato, ma parla degli ultima avvenimendi, perché sono andato via dall’Idv. Quello che del libro io non prendo niente perché lo devolgo alla Chiesa, per la ricostruzione di una Chiesa che sta cadendo (…) non ho mai venuto qui per prendere la pensione da parlamentare, non me ne frega niente, ma sono venuto per il bene della mia nazione (…) Nella vita bisogna sapere tutto, se no non si va avanti. Il professore Sgarbi m’insegna la cultura perché è l’unica in Italia che ne sa (…) Vabbè, le devo anche lasciare, perché sono col Maestro (…) Sull’italiano mi dovete correggere voi, quindi, e vi ringrazio che mi aiutate”.

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