Da medaglia!

«Facciamoci sentire». Ecco com’è nata l’idea dello striscione
di roberto rossi

Creatività italiana, efficienza europea. È bastata un notte, un paio di amici come supporto, la sfrontatezza dei ventenni e il gioco è fatto. È nato così lo striscione anti Berlusconi sollevato da due ragazzi italiani in piazza Hradcanske, di fronte al castello di Praga, durante il comizio di Obama, davanti a 30mila persone e al mondo intero.

Gli autori materiali si chiamano Antonio Tirri e Giampiero Surato. Sono entrambi campani. Il primo ha 24 anni ed è di Altavilla Irpina in provincia di Avellino. Il secondo di anni ne ha 23 ed è di Torre del Greco. Tutti e due a Praga con l’Erasmus, entrambi con la speranza di diventare ingegneri (in telecomunicazioni il primo, aerospazio il secondo). Quando li sentiamo sono già davanti al computer che leggono divertiti i commenti sul loro gesto che rimbalzano da un forum all’altro.

Come vi è venuta l’idea?
“Per caso. Non l’avevamo neanche programmata. Sapevamo che Obama sarebbe giunto a Praga e saremmo comunque andati a vederlo. Poi viste le ultime gaffe del nostro presidente del Consiglio abbiamo detto “facciamoci sentire”.

Lo striscione dove l’avete trovato?
“E’ un semplice lenzuolo che abbiamo colorato in una notte con pennarelli e vernice”.

E come siete riusciti a issarlo?
E’ stato semplice, siamo stati aiutati dai nostri amici. Ci hanno caricati sulle spalle.

Italiani?
No, europei. Anche loro conoscono Berlusconi. Si sono molto divertiti.

E i vostri genitori che cosa vi hanno detto?
Ci hanno chiamato subito quando hanno saputo. La notizia ha fatto il giro dell’Italia. Stiamo ricevendo un sacco di telefonate. Amici, parenti.

Perché volevate “farvi sentire”?
Perché, contrariamente a quanto dice il premier, non tutta l’Italia vota Berlusconi. Tutti devono sapere quello che sta combinando. Ci sono cose che non ci vanno giù.

Tipo?
Il modo in cui sta svuotando il Parlamento, come ha ridotto l’Università dopo i tagli della Gelmini, e per finire l’obbligo di denuncia degli immigrati da parte dei medici.

A luglio l’Erasmus finirà. Antonio e Giampiero torneranno a casa, con lo striscione in valigia.

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