#Fosforo. CRIMI è il diminutivo di CRIMINALE. Ricordate cosa ragliava sulla TRASPARENZA appena uscito dalla fogna? #Fosforo

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15 aprile 2019

Radio Radicale, il bavaglio del governo sull’informazione libera

Il sottosegretario all’editoria Vito Crimi: ieri predicava dirette streaming, oggi chiude le voci che informano i cittadini su ciò che accade nelle istituzioni.

Lo ricordate Vito Crimi, quello che predicava dirette streaming per una qualsiasi cosa? La passione per le dirette gli deve essere passata, se è vero che ora, da sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria – chiude le voci dell’informazione libera. Chiude Radio Radicale, che da oltre quattro decenni racconta ciò che accade nelle nostre istituzioni, e taglia il fondo per l’editoria.

Una scelta “sciagurata”, la definisce Giuseppe Giulietti, presidente nazionale della Fnsi, “perché colpisce le voci delle differenze. Per capirci: colpisce Radio Radicale, Il Manifesto, l’Avvenire, tanti giornali diocesani. Sono tagli destinati a diventare bavagli”.
Ma Crimi non fa una piega. Stamattina a Milano, nel convegno sull’informazione locale promosso dal Corecom lombardo, ha ribadito l’intenzione del governo Lega- 5Stelle: “non rinnovare la convenzione con Radio Radicale per un servizio che Radio Radicale ha svolto da 25 anni senza alcun tipo di valutazione inteso come un affidamento tramite gara”.

Radio Radicale, come si taglia la democrazia

Allora – gli ha subito risposto la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio – perché non ha il coraggio di indire la gara, visto che ne ha la competenza?”.
La senatrice Valeria Fedeli, capogruppo Pd nella commissione Diritti umani, sottolinea come il governo si stia assumendo “la responsabilità politica di tagliare la democrazia nel nostro Paese”, mentre la dem Francesca Puglisi, fondatrice di Towanda e candidata alle europee, osserva in un tweet che “Sono le voci libere che danno fastidio ai pentafascisti“.

“Questo governo è un pericolo per la libertà d’informazione”

Francesco Verducci, promotore con il gruppo Pd del Senato di una mozione per il rinnovo della convenzione con Radio Radicale, accusa Crimi “di non perdere occasione per minacciare e intimidire le voci non allineate. Questo Governo è un pericolo per la libertà di informazione nel nostro Paese”.

Intervenendo alla Camera, il giornalista e deputato dem Filippo Sensi ha fatto riferimento al “crescendo di intimidazioni, di atti di bullismo istituzionale, di spocchia e arroganza nei confronti di Radio Radicale, e di aggressione e disprezzo per la libertà di stampa e la pluralità delle voci dell’informazione, che non ha precedenti nella storia recente e, forse, più di un’affinità con governi come quello di Orban o Erdogan. Sappia Radio Radicale, i lavoratori che rischiano il posto e le loro famiglie, che noi continueremo al loro fianco la loro battaglia di libertà”.

https://www.democratica.com/focus/chiusura-radio-radicale-crimi/?utm_source=onesignal&utm_medium=notifiche
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