Frodo Mondadori e il piccolo delinquente in agonia, scagazzato anche dai suoi servi.

Antonio Padellaro

Dove ci trascina il
Frodo Mondadori?

Nella Salò di Berlusconi i gerarchi fanno a gara nel compiacere le mattane del duce declinante e non c’è neppure una Claretta Petacci che lo aiuti (gratis) a non farsi troppo del male. La farsa del codicillo che doveva, oplà, rinviare alle calende greche il maxi-risarcimento a De Benedetti non ha resistito all’onda d’urto del ridicolo, sentimento che, più dello
sconcerto o dell’indignazione, accompagna la fine dei potenti. Napolitano non ha avuto bisogno di rispedirgli indietro la legge truffa, perché l’ha ritirata lui gridando “è un’ingiustizia”, come i bambini (o i vecchietti) a cui negano il gelato e battono i piedi.

Resta da capire a che gioco sta giocando l’ancora incredulo segretario Pdl Alfano che, appena annunciato “il partito degli onesti” tra omeriche risate, si è subito dedicato (dicono i retroscena) a cucinare tutto solo la disonesta polpetta Mondadori. È possibile che la disciplina del signorsì abbia a tal punto obnubilato un ministro che di norme palesemente demenziali dovrebbe capirne qualcosa? O dietro la favola dei servi sciocchi si nascondono i traffici dei servi furbi, convinti che più il capo si mostra inaffidabile più spazi si apriranno per loro?

Ma forse è sbagliato cercare del metodo nella sconnessione delle menti, come dimostra il titolo di Libero (Silvio fa fesso De Benedetti), spiritoso come una barzelletta a un funerale. Il guaio è che l’agonia di regime rischia di trascinarsi e di trascinare il Paese in casini peggiori. L’Europa ci vede come un pericolo e davanti ai trucchi e trucchetti della manovra finanziaria (il Quirinale ne avrebbe scovati un’altra mezza dozzina) le agenzie di rating potrebbero declassarci per manifesta incapacità del premier e del suo degno governo. E che l’ultima fermata prima della Grecia si chiami Tremonti (il ministro che non parla, non vede e non sente) non è certo più rassicurante, visto che comunque la finta Finanziaria l’ha firmata lui. Berlusconi è bollito, ma fa ancora comodo a troppi.

b.facciadaculo
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