Il giornalista tedesco Udo Gumpel, in Italia da decenni, conosce l’Italia molto meglio del 70% degli italiani. Leggete e capite come stiamo per finire…

Perché il “reddito di cittadinanza” prende in giro la povera gente che spera in un lavoro e recherebbe un ulteriore danno al mercato del lavoro già non fiorente in Italia.

Uno, perché non è un un “reddito di cittadinanza” che semanticamente significherebbe un emolumento dato dalla collettività al soggetto in quanto cittadino, residente. Il che non è, invece la “gente” lo percepisce come tale – non è ciò che appare – ma tanto meglio, potremmo dire, perché allora la spesa totale sarebbe minore?
Sentiamo Luigi di Maio, quando a Linkiesta spiega il concetto del RdC:
«Il nostro reddito di cittadinanza è condizionato. Non diamo soldi a persone per starsene sul divano. Noi vogliamo fare in modo che chi prende sostegno al reddito abbia un rapporto di diritto-dovere con lo Stato. Se hai perso il lavoro, il nostro reddito di cittadinanza ti obbliga a formarti per dei lavori che richiede il centro per l’impiego incrociando domanda e offerta e devi dare 8 ore di lavoro volontario al comune. Il sindaco ha a disposizione gratis per lavori di pubblica utilità tutti quelli che prendono il reddito di cittadinanza. È un meccanismo condizionato che si conclude con una proposta di lavoro che proviene dal centro per l’impiego».

Il Centro d’Impiego dovrebbe poi, alla terza proposta rifiututa del cittadino, revocare il RdC. Sembra una idea sensata, come è prassi peraltro anche in Germania, che alle persone capaci di lavorare che rifiutano un impiego può esser decurtato il sussidio (SGBIII) detto anche Hartz4.
In Germania le offerte di lavoro ai disoccupati che escono da un lavoro, SGBII, che percepiscono ancora per due anni a seguito il loro reddito da lavoro, dall’assicurazione contro la disoccupazione, e quelli che non l’hanno mai avuto oppure disoccuati per per più di due anni, SBGIII, (Hartz4), sono assististi da 407 Jobcenter con 60.000 dipendenti che continuamente cercano e nella maggior parte dei casi trovano anche lavoro per chi lo desidera, tanto che i disoccupati (statistica ILO) sono il 3,6% della forza di lavoro totale dei ca 33 mio occupati, fulljobs o parttime ma non mini, (sozialversicherungspflichtig), in costante crescita, dai 27,5 nel 2008 ai 33 nel 2017, con una costante discesa dei minijobs. (il link ai dati metto come footnote nei commenti), e questi Jobcenter si occupano di 1,6 mio disoccupati tedeschi.

Ora dovete sapere, per poter valutare la fattibilità, la serietà della proposta del M5S, che cosa sono i Centro d’Impiego in Italia. Sono 556 Centri distribuiti per tutta la peninsola, con, e ora vi dico la cifra, 8713 dipendenti che dovrebbero trovare bellezza di 2,3 milioni di disoccupati ufficiali, 11% dei ca 23 mio di occupati che sono soltanto il 58% della possibile forza di lavoro, la quota di occupazione, a confronto dei 38 mio di occupati con una quota di ca 78% di occupati in Germania.

Facciamo un confronto? 60mila agenti per il lavoro per 1,6 mio di disoccupati e 8mila per 2,3 mio, senza contare quelle persone che non cercano piu lavoro e sono cascati fuori dalle statistiche, oppure i Neets, i giovani che non studiano, non lavorano e stanno a casa, quasi 3 mio. E questo in un mercato del lavoro in Germania con 1,3 mio di posti vacanti contro i 0,3 mio in Italia.

Dalle inchiesta del Ministero del Lavoro italiano sappiamo che solo il 3,6% degli occupati ha dichiarato di aver trovato il lavoro tramite i Centri d’Impiego. Il che è facilmente intuibile. Sono pochi, mal istruiti, e non hanno mezzi a disposizione, per la riqualificazione dei disoccupati.

Analizziamo a questo punto, con la conoscenza dei dati del mercato del lavoro, la proposta M5S.
E’ pressapoco da escludere che un disoccupato odierno trovi un lavoro per il tramit di un Centro d’Impiego. Il reddito di cittadinanza diventa dunque un assegno ” a perdere”, mero assistenzialismo. Che ha però altri effetti piuttosto negativi sul mercato del lavoro. I beneficiati devono, sempre secondo la proposta M5S, lavorare “gratis” in progetti utili, assegnati dal Comune. Questo lavoro deprime certamente la richiesta di lavoro – pagato – da parte del Comune. Perché dovrebbe pagare un’azienda esterna, pagare terzi, se ha migliaia di beneficiati dal RdC che devono lavorare “gratis”?

Il problema è molto serio, perché quando in Germania, all’inizio delle riforme del mercato del lavoro, fu chiesto ai disoccupati lo stesso tipo di lavoro a “Un-Euro” tutti i sindacati e tantissime imprese hanno protestato perché deprimeva la richiesta di lavoro proprio semplice. Come si capisce dalla proposta M5S, è una vecchia copia del sistema tedesco senza averne i soldi, l’esperienza e senza aver visto che anche la ricca Germania na ha corretto molti lati della proposta iniziale che ritroviamo oggi dai M5S.
E ora ricordiamo anche il costo totale. Per i 4,2 mio tedeschi del SGSIII (Hartz4) e i 1,6 familiari dei medesimi non in grado di lavorare la Germania spende all’anno 45 mrd di Euro.
I calcoli minimi per il reddito di cittadinanza prevedono un numero doppio di aventi diritti, circa 9 milioni. Con in Italia casse pubbliche completamente vuote, anzi, ancora oggi l’Italia fa 50 mld di nuovi debiti solo per pagare le spese correnti e non ha un surplus di bilancio (interno!) di 50 mld, come la Germania.
Ora, le stime sul costo aggiuntivo al bilancio dello Stato sono diverse. Si parte da un minimo di 14 mld fino a 35 mld in una prima fase, per poi raggiungere vette incredibili, per l’aumento del numero degli aventi diritti.
Considerate comunque che il M5S prevede questi emolumenti senza un vincolo patrimoniale: tipo il propretario di una villa con vista mare all’Argentario lo percepisce come colui che vive sotto i ponti – ambedue non hanno reddito, dunque va bene. Nella perfida Germania la base è di 416 euro al mese, in piu affitto e riscaldamento della casa in affitto ma chi è proprietario di un bene se ne deve alienare, perché non è povero: prima i soldi propri, poi la collettività.

Il RdC mette invece le briglie alla coda del cavallo, comincia dalla fine: il punto cruciale invece è la creazione di nuovi posti di lavoro e quelli si creano soltanto con massicci investimenti in ricerca e sviluppo, in Italia si spende il 1,2% del PIL, in Germania quasi il 3%.
Se l’Italia vuole fare debiti, li faccia per questo obiettivo.
Il RdC fungerebbe invece da vero compressore del salario generale, cosi non si creano posti con stipendi europei.

Che cosa impedisce al momento al M5S di capire che Ricerca e Sviluppo tecnologico sono i principali “drivers” attore di un mercato del lavoro che cresce con buoni posti? Una risposta avrei. E se fosse il pensiero anti-scientifico, come le lotte ai vaccini, per esempio, anti-tecnologico, il crudo ignorantissimo complottismo che ha contraddistinto il “pensiero M5S” negli ultimi anni? Il suo autarchismo politico-culturale, il rifiuto del confronto europeo? Tutti elementi che riportererebbero l’Italia ancora più indietro.
E’ la scienza il motore più forte della creazione di posti di lavoro e il ritardo italiano in quello che si chiama “Industria 4.0″, ovvero la digital revolution, è gia enorme. Con un governo guidato da complottisti anti-scientifici che ci mettono in guardia dalle scie chimiche il paese non si solleverà di sicuro.
Ora non mi va di finire con la solita cassandrata, perché una volta arrivati nelle stanze dei bottoni, anche il piu ottuso settarista avrà un sussulto di spavento che può portare a migliori consigli, ma per ora siamo solo in attesa. Noi europei, preoccupati per il destino dell’Italia.

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