La Oppo

Le parole sono sfinite

Le parole sono finite, anzi sfinite. Che dire, infatti, di Berlusconi che pretende le scuse dalla moglie per averla offesa nella sua dignità di donna, di madre e perfino di nonna? E che dire di Bruno Vespa, che, dopo aver fatto da notaio al premier nella firma del finto contratto con gli italiani, ora gli ha fatto da avvocato nella vera lapidazione mediatica della moglie? Ancora un passettino nella carriera di cronista ad personam e Vespa uscirà dalle liste dell’Ordine dei giornalisti per entrare trionfante in quelle (se esistono) delle guardie da serraglio del sultano. Superato ogni limite del buon gusto, che, in mancanza di meglio, è ormai l’unico sostituto dell’etica. Sorprende, perciò, che l’elegante Carlo Rossella, a Ballarò, abbia avuto la volgarità di accusare una gentile signora, per sostenere un uomo che ha la sola gentilezza di pagargli lo stipendio. E, mentre si esagitava nel sostenere la causa del suo boss, a Rossella si è perfino scompigliato il ciuffo. Via col vento.

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