La Rai come preda da disossare. Berlusconi e Minchiolini si abbuffano coi nostri soldi.

Direttor Minzolini, quanto ci costi? Crociere e alberghi sotto la lente

di Natalia Lombardo

Rischia brutto, il direttore del Tg1, per la disinvoltura con la quale ha mandato in onda servizi su una compagnia multinazionale di navi da crociera, la «Royal Caribbean International», per ben sei volte tra marzo e settembre 2010 all’interno di “Uno Mattina” o nello “Speciale Tg1”. O per l’intervista alla responsabile marketing del «Terme di Saturnia Resort» a cinque stelle, dove Augusto Minzolini ha trascorso week end alla grande. Pubblicità neppure tanto occulta, roba da far rischiare il licenziamento al «direttorissimo», come lo chiama Silvio. Addirittura un concorso vacanze per famiglie: se la prima edizione è stata oscurata, come rivela “Il Fatto”, la seconda campeggia sul sito del Tg1online dal 28 ottobre scorso: «Turisti reporter: vota lo spot». Poi l’annuncio con navona da crociera: «Arrivata la seconda fase del concorso che manderà un’intera famiglia a Miami per il viaggio inaugurale della Allures of the Seas. Vota sul sito».

Lo Squalo in crociera
All’ex retroscenista de “La Stampa” le crociere piacciono, soprattutto se passate con la bella deputata Pdl Gabriella Giammanco, sulla Msm, compagnia che Berlusconi ripagò, per non avervi svolto il G8 in Sardegna, con una assurda conferenza stampa a Napoli prima dell’evento spostato a L’Aquila.

Spese “pazze”
Servizi sponsor e note spese «pazze» del direttore del Tg1 sono all’esame del collegio dei sindaci del Cda Rai per un’indagine interna, un atto che ha dovuto accettare il direttore generale Mauro Masi che ha sempre difeso il «direttorissimo». Ma da maggio i conti delle spese di Minzo già non tornavano, confrontati con quelli di altri direttori. Così Masi ha bloccato la carta di credito aziendale del direttore del Tg1, che sfoggia una Porche bianca. Ama la bella vita, tanto da spendere in un anno 66mila euro con la carta Rai (soldi pubblici) messa a disposizione dei dirigenti per «rappresentanza», come risulta dalle note spese che il Dg ha dovuto portare nel Cda dopo la richiesta del consigliere Nino Rizzo Nervo. Carte sotto gli occhi del revisore della Corte dei Conti in consiglio, Luciano Calamaro. Dieci volte quanto ha speso Mario Orfeo, direttore del Tg2: il tetto annuale è attorno ai 7000 euro, il plafond della carta è di 500 euro al mese, «Minzo» ne avrebbe spesi 5.500, tra pranzi e grandi alberghi. E a Saxa dicono anche che alcune note spese fuori sede coincidano con la presenza del direttore in redazione. L’indagine procede, vedremo come andrà a finire.

Eppure la Rai soffre per i conti in rosso: «Senza ristrutturazioni o nuovi ricavi l’azienda ha due o tre anni di vita»: è l’allarme lanciato ieri in commissione di Vigilanza da Rizzo Nervo, accusando il Dg di inerzia e sottovalutazione. Un bilancio 2010 che si chiuderà «con un passivo di 118-120 milioni di euro, mentre l’indebitamento è di 240-260 milioni», con un «ricorso alle banche che la Rai non conosceva dal ’93». Allarme condiviso da Giorgio Van Straten, altro consigliere di area Pd: entrambi smentiscono il consigliere Pdl Rositani, che ha previsto la chiusura del bilancio 2011 «con un positivo di 28 milioni».

Se ieri i consiglieri di maggioranza erano presenti all’audizione in Vigilanza, a causa dei lavori parlamentari è comunque stata sospesa. Il presidente Rai Garimberti ha avvisato: il contratto di servizio «è più oneroso di quanto si incassi», data l’evasione del 30 per cento del canone contro la quale il presidente torna a chiedere «impegni ad hoc».

23 novembre 2010

minzo.marciapiede

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