Le scuole pericolose. Ma che gli frega al mafionano e alla sua cosca? Tanto loro a scuola non ci sono mai andati!

Le scuole pericolose

Secondo i parametri fissati dai ministeri dell’Istruzione e del Tesoro, in Italia quasi una scuola su tre è “a rischio”: il record spetta alla Calabria con più di cinque scuole su dieci, ma anche il Lazio ne conta quattro su dieci. Il risultato è che ogni anno nei plessi scolastici accadono una ventina di incidenti. L’anno scorso, per fortuna, nessuna vittima, ma qualche studente è rimasto ferito

la Repubblica
di SALVO INTRAVAIA e STEFANO PAROLA. Video di ALESSANDRO CONTALDO

Vecchi, trascurati, senza controlli
I numeri neri dei plessi scolastici

Vecchi, trascurati, senza controlli I numeri neri dei plessi scolastici

Liceo Darwin di Torino, l’aula dove è crollato il tetto nel 2008. Perse la vita un 17enne, Vito Scafidi

Un documento riservato firmato da Tremonti e Gelmini dopo la morte, nel 2008 al Darwin di Rivoli, dello studente Vito Scafidi elenca le caratteristiche di un edificio scolastico “a rischio”. E, secondo i dati anch’essi segreti, forniti dalle Regioni, una scuola su tre è attualmente in queste condizioni

Ritorno in classe per sette milioni e ottocentomila alunni nelle “solite” scuole sgarrupate. Il patrimonio edilizio delle scuole italiane continua a soffrire di una cronica carenza di finanziamenti e di interventi di ristrutturazione. Gli ultimi dati disponibili offrono un quadro dei 42mila plessi tutt’altro che confortante.

Edifici a rischio. Sono numeri riservati raccolti dal ministero e che a noi arrivano tramite il sindacato. L’elenco delle scuole messe peggio venne stilato dalle singole regioni nel 2010 e comprende il 30 per cento dei plessi: oltre 12mila edifici. Al Sud si concentrano le situazioni peggiori, mentre al Nord le cose vanno un

po’ meglio. In alcune regioni le condizioni di degrado degli edifici scolastici sono davvero preoccupanti. È il caso della Calabria, con il 54 per cento di edifici a rischio, e del Lazio, col 42 per cento di edifici in pericolo. Al Nord, la regione con più problemi è il Veneto, con 36 edifici scolastici su cento malmessi.

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Un altro documento top secret a firma congiunta Tremonti-Gelmini che ci spiega cosa si intende per “edifici a rischio”, tranquillamente frequentati ogni giorno da quasi dieci milioni tra alunni, docenti e personale scolastico. L’atto venne sottoscritto dopo il crollo del controsoffitto al liceo Darwin di Rivoli (Torino), che nel 2008 costò la vita a uno dei suoi studenti: Vito Scafidi. Il testo del decreto interministeriale, sottoscritto nel settembre 2009, parla di “edifici scolastici caratterizzati da situazioni di particolare criticità, a fronte degli elementi di degrado e dei parametri afferenti segnatamente a vetustà, tipologia strutturale, stato di manutenzione, completezza delle certificazioni rilevanti, presenza di elementi potenzialmente pericolosa ed insistenza in zona sismica”.

I lavori urgenti richiesti dai presidi. Il capo d’istituto non ha né l’autorità né i fondi per ordinare i lavori di manutenzione dei propri edifici. E per le urgenze deve rivolgersi all’ente locale di competenza: il comune per le scuole materne, elementari e medie e la provincia per le scuole superiori. Secondo le segnalazioni dei capi d’istituto, gli elementi che necessitano di “interventi urgenti” sono: soffitti, coperture e impianti igienici, nel 29 per cento dei casi, e intonaci nel 38 per cento dei casi. In un plesso scolastico su quattro il dirigente scolastico ha richiesto all’ente locale di riferimento di sistemare con urgenza anche l’impianto elettrico.

L’età delle scuole. Lo stato di degrado in cui si trovano troppi edifici scolastici italiani è probabilmente legato alla vetustà degli stessi. Il grosso dei 42mila plessi scolastici del Paese è stato costruito tra il 1961 e il 1980. Ma la carta d’identità delle scuole italiane svela che un edifico su tre ha sulle spalle più di 50 primavere, il 16 per cento ha oltre 65 anni di età, e il 4 per cento è stato costruito addirittura prima del 1900. Due edifici su tre hanno più di trent’anni di età. Una situazione che potrebbe anche non avere ripercussioni sulla sicurezza se nel corso degli anni gli enti locali avessero provveduto alla manutenzione. Ma così non è stato e gli edifici scolastici oggi mostrano tutto il tempo trascorso da quando venne posta la prima pietra.

Le certificazioni. Quella delle certificazioni in possesso dei plessi scolastici non è un pura esercitazione burocratica. Ma, piuttosto, un indicatore della regolarità e della sicurezza degli edifici stessi. Se un edificio non ha un certificato previsto dalla legge, ci sarà un motivo: o l’edificio non possiede i requisiti previsti oppure, pur possedendoli, non è mai stato controllato, o il certificato è stato smarrito. Sta di fatto che l’assenza delle certificazioni lascia pensare che l’edificio non sia a norma, e sia quindi a rischio la sicurezza di coloro che lo frequentano. Secondo le ultime rilevazioni, poco più della metà dei plessi scolastici è in possesso del certificato di agibilità statica e di quello di prevenzione infortuni sul lavoro. Un solo edificio su tre possiede il certificato di conformità dell’impianto antincendio e uno su quattro il certificato di agibilità igienico-sanitaria. In teoria tre scuole su quattro non dovrebbero accogliere alunni e insegnanti perché inagibili. Le cose vanno un po’ meglio sul versante degli impianti elettrici: soltanto quattro edifici su dieci sono sprovvisti di certificazione dell’impianto elettrico.

Le barriere architettoniche. Le barriere architettoniche non costituiscono di per sé un pericolo, se non per i portatori di handicap e per le persone a ridotta capacità motoria, ma la loro eliminazione costituisce un segno tangibile di civiltà. Negli edifici scolastici ci sono troppi ostacoli insormontabili per i disabili, anche se si tratta di situazioni provvisorie. Il caso più frequente è quello dello studente che si frattura un piede o una gamba e si ritrova in un’aula al secondo piano: nel bel mezzo dell’anno scolastico occorre trasferire la classe a piano terra perché soltanto il 12 per cento delle scuole è dotato di un ascensore. Ma le cosiddette “barriere” sono ancora presenti dappertutto: nel 70 per cento delle porte di accesso alle classi, nel 79 per cento delle scale, e in 71 servizi igienici su cento.

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