Sì, ma ringraziate il Dott. @matteorenzi. Tra due o tre anni vedrete la devastazione di salvini-di maio

Crescono le assunzioni con il turismo. Mancano fabbri e saldatori

Crescono le assunzioni con il turismo. Mancano fabbri e saldatori

Le previsioni delle imprese sono in miglioramento rispetto all’agosto del 2017 nonostante le polemiche sul decreto Dignità. Merito del buon andamento delle attività di ristorazione e accoglienza. Cresce il numero di aziende che fatica a trovare i profili richiesti.

MILANO - Le aziende hanno “fame” di fabbri, saldatori, montatori, meccanici artigianali, operai di macchine per lavorazioni metalliche, ma faticano a saziare il loro bisogno. Sono infatti alcune delle figure specializzate più difficili da reperire sul mercato ad agosto. Un “mismatch” tra domanda e offerta che a detta di Unioncamere può “mettere a rischio la produzione di importanti settori della manifattura made in Italy”.

Ma questo genere di difficoltà si sta estendendo, se si somma alla “ormai persistente complessità di ricerca di profili professionali ad elevata specializzazione e tecnici ingegneristici e informatici oltre che di estetisti e, anche a causa della stagionalità, di addetti alla ristorazione”. In tutti questi casi le imprese prevedono di trovare difficoltà di reperimento nettamente più elevate (con picchi anche largamente superiori al 40%) rispetto alla media che si attesta al 24% sulle 229mila entrate complessive previste per questo mese.

I dati arrivano dal dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra agosto e ottobre 2018. La dialettica sul decreto Dignità non sembra aver intaccato le prospettive di reclutamento, tanto che cresce di oltre un punto percentuale la quota di imprese che hanno programmato assunzioni rispetto ad agosto di un anno fa (10,7% contro il 9,5%) e, tra queste, solo quelle più piccole registrano aumenti del tasso di entrata (ovvero del rapporto tra numero di ingressi previsti e dipendenti delle imprese) che passa dal 2,3% dello scorso anno al 2,7% di quest’anno.

Sempre rispetto ad agosto dell’anno scorso aumentano anche le opportunità di trovare lavoro: 229mila le entrate programmate, +6,5%. E’ soprattutto il Sud, complice il buon andamento delle attività legate al turismo, ad incrementare la domanda lavorativa (+12,2%), seguito dal Nord Est (+8,0%) e Nord Ovest (+6,6%). In controtendenza, invece, la richiesta nel Centro Italia (-3,3%). Rispetto al mese di luglio 2018, quindi in un’ottica congiunturale, naturalmente le imprese che assumono e le entrate complessive previste nel mese di agosto diminuiscono per ragioni legate alla stagionalità.

Quanto alla tipologia di contratti, più di un’assunzione su due sarà a tempo determinato, con punte più elevate in Sardegna (67%), in Trentino Alto Adige (65%) e Liguria (60%). Un fattore che sembra confermare il carattere stagionale di questa tipologia di lavoratori. Mentre il 21% dei contratti lavorativi sarà a tempo indeterminato.  E’ il settore dei servizi a prevedere un numero nettamente maggiore di ricerche di personale per agosto, che potrebbero dare luogo a 166mila contratti (il 72% del totale) di cui quasi 58mila nel settore dei servizi alle imprese e circa 44mila nel turismo.

QUELLI DEL DECRETINO INDEGNITA’ SONO QUESTI CIALTRONI, CHE PROCURERANNO TANTE LACRIME, SANGUE E DISPERAZIONE:

 

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