Maria Novella Oppo

Lo scalpo degli immigrati

Il premier soffre tanto per il divorzio che è costretto a consolarsi con le finlandesi. E via con le barzellette, mentre ai terremotati non arrivano soldi, la cassa integrazione dilaga e c’è chi non ha neppure quella, per sopravvivere. Ma c’è sempre chi sta peggio e peggio di tutti stanno gli immigrati. Quelli regolari, che rischiano di diventare clandestini se perdono il lavoro (come capiterà a molti che vivevano in Abruzzo) e quelli irregolari figurarsi. Non sono neanche persone, ma numeri per Maroni, che si batte per il titolo di razzista dell’anno, del secolo e del millennio. Ed è apparso nei tg, coi suoi occhialetti rossi, furibondo perché il rinvio del cosiddetto «pacchetto sicurezza», provocherà l’uscita dai centri di 250 immigrati. I quali sicuramente faranno meno danni delle leggi imposte col ricatto dai leghisti, disposti a tutto pur di presentarsi alle europee con lo scalpo di qualche povero Cristo (meglio se bambino, malato o donna incinta) da scambiare un tanto a voto.

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da dagospia

CORREVA L’ANNO 1980: AL TEATro QUIRINO ANDAVA IN SCENA SALERNO CON VERONICA TETTONICA – AL RISTORANTE L’ASPETTAVA SILVIO IN COMPAGNIA DI ANTONIO RICCI E JIMMY IL FENOMENO – “la signora era solo un’attrice che faceva il suo lavoro e non il ciarpame DI OGGI”

Riceviamo e pubblichiamo:
VERONICA Lario

Caro Dago, quello che sta succedendo in questi giorni attorno a Silvio Berlusconi e soprattutto alla signora Mirian Raffaela Bartolini, meglio conosciuta come Veronica Lario, mi fa ritornare indietro nel tempo, quando vedevamo l’attuale Presidente del Consiglio – all’ora un 40enne signore milanese elegante e rampante con incipiente calvizie, attendere la sua dulcinea, giovane attrice emergente e soprattutto bonazza verace, di fronte al Bolognese a Piazza Del Popolo.

Allora non era molto conosciuto, anzi a presentarcelo fu la persona che conosceva tutti in Italia, cioè Jimmy il Fenomeno. Una sera, in attesa di Veronica, lo abbiamo persino fatto accomodare nella nostra macchina, era simpatico e raccontava barzellette. Era l’aprile del 1980 e la signora Lario stava lavorando in una commedia al teatro Quirino di Roma, “Il Magnifico Cornuto”, per la regia di Enrico Maria Salerno, tanto e vero che facemmo le foto dentro i camerini, perché si vociferava che tra la promettente attrice e il maturo regista ci fosse una storia.

Altri fotografi, evidentemente imbeccati da qualcuno, si nascosero tra il pubblico e scattarono la sequenza dello spogliarello (delle tette), durante lo spettacolo. Uno di questi era Brunetto Tartaglia che le pubblicò su “Novella 2000”.

In quegli anni i politici non si toccavano; non era ancora nato Dagospia e tutt’al più gli scatti venivano acquistati dai giornali e poi tolti di mezzo per scambio favori. Quando il Cavaliere sposò l’ex attrice, una MITICA signora molto attenta, prese a girare le varie agenzie fotografiche per acquistare i negativi delle foto incriminate.

Brunetto Tartaglia vendette i suoi dietro lauto compenso. Da allora raramente sono ricomparse sulla stampa. Fino ad oggi, quando sono state pubblicate (non si sa da quale provenienza) sulla stampa pro-berlusconiana, JUST TO PLEASE THE EMPEROR, per sputtanare la signora che era soltanto un’attrice che faceva il suo lavoro e non certamente il ciarpame che c’e’ in giro di questi tempi.
Umberto Pizzi

°°° E’ chiaro che quei negativi all’amico e sodale feltri li ha dati Miti Simonetto, una delle anime nere del mafionano. La vendetta più volgare è già iniziata. Io spero davvero che Veronica vada ad Anno Zero e ovunque si possa parlare liberamente e che gli faccia un culo così al nanerottolo malavitoso.

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BUFFONI ! Scarti di verme!

Fronte del video
di Maria Novella Oppo

Sardegna fiction di governo

Qualcuno forse ricorderà che, nel corso della recente campagna elettorale regionale, Berlusconi si era dichiarato sardo, come Kennedy berlinese. E in effetti, te lo vedevi spuntare dappertutto, tra i nuraghe, o dovunque ci fosse una telecamera al seguito. A fianco, come un cagnetto ben addestrato, il candidato Cappellacci, muto ma sedicente sardo pure lui. Il quale oggi, da presidente della Regione, non trova una parola da dire in difesa dei cittadini che lo hanno votato, fidandosi però della parola di un altro, famoso nel mondo per essere del tutto inaffidabile. Barzellette tante, per il resto finto come la sua moquette di peli alieni. E ora, a cose fatte e voti presi, i due bugiardi dichiarano candidamente che l’isola non conta per il governo se non come set, come location televisiva dove ambientare l’ennesima fiction con Berlusconi protagonista. Ieri sardo, oggi terremotato, fino al momento dell’incasso.

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