Manovra Bersani, mi sembra abbastanza corretta. Ma in galera Burlesquoni subito!

Una tantum, sui capitali, evasione e crescita
Ecco la contromanovra dei democratici

Da Bersani una serie di punti alternativi per affrontare l’emergenza. “Manovra Tremonti iniqua e non adatta alla ripresa del Pil”. Tra le proposte dismissioni immobili pubblici, liberalizzazioni e meno oneri sociali e investimenti su tecnologia e ricerca.

Una tantum, sui capitali, evasione e crescita Ecco la contromanovra dei democratici

ROMA – Per il Pd le decisioni prese dal Consiglio dei ministri “sono inadeguate e poco credibili rispetto alla sfida che il paese ha di fronte”.  Non solo. Sono “fortemente inique sul piano sociale e fiscale”. In sintesi, per i democratici, la manovra del governo scarica il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sugli onesti che pagano le tasse.  E’ inoltre un intervento destinato a deprimere l’economia invece di rilanciarla e non prevede nulla di significativo per la crescita.

Dal partito di Bersani arriva dunque una “contromanovra” oper affrontare l’emergenza, “con soluzioni più eque ed efficenti” e soprattutto “in grado di fornire un sostegno selettivo alla crescita”. Ecco i punti:

Una tantum sui capitali esportati. Si prevede un

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Il mafionano è fottuto, qualcuno lo avvisi.

Sondaggio: Berlusconi mai così giù
Il centrosinistra ora è maggioranza

Le rilevazioni Ipr Marketing: Pd, Sel, Verdi, Idv, Psi e radicali al 42,5%. Pdl e Lega al 39%. Terzo Polo al 13%. Il gradimento al premier al 29%

°°° Mi fanno ridere i pappagallini a tassametro del nano mafioso che fanno i paragoni tra la popolarità- secondo i sondaggisti – della Merkel o di Sarkozy e il loro padrone. Il dato vero sarebbe vedere la popolarità del nano in Francia o in Germania dopo 17 anni di disastri di berlusconi. Secondo me, sarebbe durato due mesi e non 17 anni e sarebbe ancora in galera.

b.manette

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Nei Paesi normali si fa così: i delinquenti vanno in galera, non al governo.

ISRAELE

Katzav condannato a sette anni
per violenza sessuale su sottoposte

L’ex capo dello Stato riconosciuto colpevole di aver stuprato due volte una sua sottoposta quando era ministro del Turismo e vari altri reati. “Hanno vinto le menzogne”, ha urlato alla lettura della sentenza

Katzav condannato a sette anni per violenza sessuale su sottoposte Katzav all’arrivo in tribunale

TEL AVIV – L’ex capo dello Stato di Israele Moshe Katzav è stato condannato a sette anni di reclusione per stupro, più due anni di detenzione con la condizionale e una multa di 100 mila shekel, circa 20 mila euro. A dicembre Katzav, 65 anni, era stato riconosciuto colpevole di aver violentato due volte una delle sue sottoposte all’epoca in cui era ministro del Turismo, alla fine degli anni Novanta; di due episodi di atti osceni, uno dei quali con l’uso della forza, e di molestie sessuali nei confronti di tre impiegate al ministero e poi alla presidenza dopo la sua elezioni nel 2000. Inoltre era stato dichiarato colpevole di ostacolo alla giustizia.

Durante la lettura della sentenza da parte del giudice George Kara, Katzav ha espresso ad alta voce alcuni commenti polemici. “Si sbagliano, è una menzogna”, ha urlato e, piangendo, ha abbracciato i figli. Poi ha inveito contro Kara. “Mi avete tappato la bocca durante l’intero processo, non mi avete permesso di presentare testimoni a mio favore – ha detto – Le menzogne hanno vinto”.

La seduta è stata trasmessa in diretta dalle televisioni israeliane, mentre attorno al tribunale di Tel Aviv sostava una folla di curiosi, fra cui esponenti di gruppi femministi. Il caso non ha infatti precedenti nello Stato ebraico e ha suscitato scandalo e grande interesse fin dalle prime rivelazioni. Secondo alcuni commentatori è molto probabile che Katzav – che si è sempre professato innocente e vittima di “un ignobile complotto” e di “un

linciaggio organizzato” – si appelli ora alla Corte Suprema. L’ex capo dello Stato dovrebbe entrare in carcere solo fra alcune settimane.

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