Lo squallore di raiset: l’azienda putrefatta nega i locali a Santoro per la conferenza stampa.

Ma come ha fatto un’azienda come la Rai a cadere così in basso? Infarcita di zoccole inutili, di attrezzi senza nessun talento, di marmaglia senza professionalità, dal 1994 è diventata la discarica ufficiale di merdaset. Non c’è più un solo dirigente che capisca una mazza di televisione. Il piccolo dittatore tra qualche mese non esisterà più o sarà in galera, che senso ha che questi servi siano ancora tutti piegati a 90°?

ASINO_CAVALLO

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Raiset cerca di rimediare, ma non va bene per nulla!

Dopo aver concesso il 75% ai deliranti interventi di burlesquoni, TUTTI RIGOROSAMENTE SENZA CONTRADDITTORIO, e dopo gli ultimi videomessaggi alla Bin Ladren, la discarica di merdaset stasera farà una piccola intervista a Vendola. Non va bene per nulla! Dovrebbero dare lo stesso spazio a tutti gli altri leader politici per un monologo senza contraddittorio della stessa durata e alla  medesima ora di messa in onda del nano mafioso. O no?

Nichificio

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Raiset: i miserabili

La televisione italiana è la più brutta e la più volgare del mondo, e questo lo sanno tutti. Ma ogni giorno che passa diventa sempre più stomachevole. C’è, a tutte le ore, questa corte dei miracoli di zoccole improbabili che ormai fanno tutto loro: dai conduttori agli autori, dagli ospiti agli opinionisti. Siamo passati da Montanelli che intervistava Guareschi con delle imperdibili trovate a paola perego; da Gianni Minà che intervistava i grandi della Terra a giletti; da Enzo Biagi che faceva il punto sui fatti pregnanti della settimana a scialba parietti o amadeus; da Corrado ed Enzo Tortora a carlo conti. Cosa c’è peggio di questa spazzatura? E pretendono anche che i cittadini paghino un canone!!! MA VACCAGARE!

lecco

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Raiset. Masi: servo senza vergogna (né un mestiere)

Masi furioso: il Cda lo lascia solo contro Santoro

Nervi tesi al Cda della televisione di Stato con il presidente Garimberti che ha dovuto sospendere la seduta per calmare il direttore generale che non ritirerà il ricorso che chiede la sospensione del reintegro del giornalista “Difendo la libertà editoriale dell’azienda”, ha urlato Mauro Masi, fumante in viso e con la cravatta più stretta del solito. Il direttore generale della Rai, in un consiglio di amministrazione teso come sempre, ieri ha provato a scaricare le proprie responsabilità nell’ennesimo “scontro” con Annozero e Michele Santoro.  E questa volta, lo scontro, è tutto giudiziario. Il motivo della tensione, infatti, è il ricorso che il direttore generale Rai – come anticipato dal Fatto Quotidiano – ha presentato in Corte di appello. Il ricorso mira a sospendere la sentenza che confermò, nel 2009, il reintegro di Michele Santoro. In attesa dell’ultimo e definitivo parere della Cassazione, se la Corte d’appello dovesse sospendere la sentenza, che consente a Santoro di dirigere Annozero, si creerebbero le condizioni per la sospensione del programma.  Di questo s’è discusso ieri nel consiglio d’amministrazione, e dopo l’urlo di Masi, mentre i consiglieri di maggioranza si guardavano disorientati, il presidente Paolo Garimberti ha deciso di sospendere la seduta per cinque minuti. Nel Cda Rai, nessuno sapeva che tra Masi e il presidente Garimberti, c’era stato un duro scambio di lettere. Garimberti contesta a Masi di aver tenuto all’oscuro il consiglio su quest’importante iniziativa legale contro Santoro.  In particolare, Garimberti contesta a Masi d’aver citato nel ricorso l’esposto firmato dal ministro Paolo Romani e indirizzato all’Agcom. Un esposto peraltro ignorato dalla stessa Autorità di garanzia che, infatti, ancora non ha aperto un’istruttoria. La tattica ricorda il “metodo Trani”, scoperto dall’inchiesta che svelò i rapporti stretti tra l’allora commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi (poi dimessosi) e Silvio Berlusconi, con un ruolo attivo di Masi. I consiglieri d’opposizione Giorgio Van Straten e Nino Rizzo Nervo hanno sollevato il problema in Cda ed è stato proprio questo a scatenare la reazione di Masi. Oltre lo scontro Garimberti-Masi, però, l’opposizione non ha armi per costringere il dg a ritirare il ricorso, anche se lo Statuto aziendale prevede che la collocazione dei dipendenti sia materia esclusiva del Cda. E quindi il prossimo 4 aprile la Corte di appello si riunisce per discutere la singolare richiesta di Masi: annullare la sentenza che permette a Santoro di lavorare e garantisce la messa in onda di Annozero. Qualora Masi dovesse vincere, per il programma di Rai2 la fine sarebbe vicina.  Ieri i consiglieri hanno toccato un altro argomento sensibile per Masi: l’inchiesta della Procura di Roma sulle spese con la carta di credito Rai di Augusto Minzolini (almeno 68 mila euro in 14 mesi non motivati). Per il momento il fascicolo aperto, secondo il cosiddetto “modello 45”, è contro ignoti e quindi Minzolini non è indagato. Ma la Procura – che aspetta l’informativa della Guardia di Finanza – nel caso venisse individuato un illecito, potrebbe ipotizzare i reati di truffa, peculato e una violazione delle norme tributarie. Masi ripete di aver fatto il possibile sul caso Minzolini e, per la prima volta, ammette che il direttore del Tg1 potrebbe restituire la somma. Non l’ha mollato, anzi l’ha protetto criticando la confusione che crea la “governance aziendale”.

di Antonio Massari e Carlo Tecce

Dal Fatto Quotidiano del 25 marzo 2011

°°° Amici! Tralasciando lo schifo di queste azioni sporche e dittatoriali, ma non si rendono conto che Santoro mantiene quasi da solo tutta Raidue? Non solo fa il miglior programma d’informazione dell’intera televisione italiana, ma è anche il programma più visto in tutto il mondo e quello che porta pèiù soldi e qualità. Se dovesse spuntarla la cosca, credo che dovremmo tutti querelare burlesquoni, masi, le scimmiette destronze del Cda e chiunque altro si rendesse complice, per danni all’erario e all’azienda, oltre che per violazione palese della Costituzione.

masi.fesso

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Salute e grano! Il troiaio di Raiset, e i professionisti a casa…

Per la valletta lituana favorita da Silvio
Masi inventa il “contratto ad personam”

Un accordo-monstre firmato direttamente dal direttore generale della Rai perché la direzione del settore risorse si era rifiutata di sottoscriverlo. Un curriculum scheletrico e una richiesta di 1500 euro a puntata per “Il Lotto alle otto” condotto da Timperi

di PAOLO BERIZZI

Per la valletta lituana favorita da Silvio Masi inventa il "contratto ad personam" Giada

MILANO – Un contratto ad personam per la valletta lituana prediletta di “papi”. Un contratto-monstre. Firmato direttamente dal direttore generale della Rai, Mauro Masi. Perché la direzione del settore risorse televisive, di fronte a una richiesta economica ritenuta a dir poco esosa, si era rifiutata di sottoscriverlo: dando parere negativo non una, ma ben tre volte. Lei è Rasa Kulyte, per le amiche Giada, ex miss Lituania ingaggiata come “dea della fortuna”, nel 2010, per la trasmissione “Il Lotto alle Otto” su Rai2. Giada è ospite alle feste di Silvio Berlusconi: sia a Arcore che a Palazzo Grazioli. Nelle carte del Rubygate il suo nome spunta qua e là, è definita dalle altre ragazze “una del giro di Roma”, una “intima” che “… ti è passata davanti”.

Repubblica qualche giorno fa ne ha svelato l’identità 1. E ha raccontato che Giada è una delle ragazze che animano le serate nella residenza romana del premier con dei balletti a metà tra il Bagaglino e il Lidò. Quando nel 2010 le si prospetta un contratto in Rai, il curriculum della Kulyte, bionda, occhi azzurri, racconta pochino: la ragazza non parla una lettera di italiano, al suo attivo ha la fascia di miss Lituania e il terzo posto a Miss European Union 2006. Ma come “dea della fortuna”, evidentemente,

può funzionare. Al “Lotto alle Otto” – che segue in diretta l’estrazione delle ruote di Roma, Milano e Napoli – la affiancano a Tiberio Timperi e il suo volto va in onda, assieme a Jasmine Gigli e Stefania Orlando, ogni sera dall’8 febbraio 2010 dalla sala dei Monopoli di Stato.

L’ingaggio della soubrette nella televisione pubblica risulta però assai complicato. Lo racconta Nino Rizzo Nervo, consigliere di amministrazione Rai. “La storia è iniziata così. Masi chiede al settore risorse televisive di fare un contratto a questa ragazza. Lei chiede 1.500 euro a puntata. Una cifra che appare spropositata visto che il conduttore del programma, Timperi, guadagnava 400 euro. La direzione del settore competente respinge la richiesta e non fa nessun contratto”. A quel punto inizia un’estenuante trattativa tra lo stesso direttore generale, Masi, e chi si deve occupare di formalizzare l’ingaggio di Rasa Kulyte. “Si scende a 1200 euro – ricorda Rizzo Nervo – ma la risposta è ancora: picche. Masi insiste e si arriva a 300 euro”.

La direzione risorse non cambia orientamento: la cifra è ritenuta comunque sproporzionata rispetto al compenso del conduttore. Se quest’ultimo guadagna 400 euro a puntata, è anomalo che a una valletta sconosciuta – per di più con un curriculum scheletrico – ne vadano 100 in meno. Risultato: “Di fronte all’ennesimo rifiuto dell’ufficio, Masi decide di firmare direttamente il contratto. Una pratica a dir poco anomala” – aggiunge Rizzo Nervo. In effetti con il suo blitz il direttore generale scavalca la direzione del settore competente per i contratti. Che aveva opposto un ripetuto rifiuto alle pretese della Kulyte. Ma tant’è, l’ex miss lituana sbarcò su Rai2. Almeno si è evitato che guadagnasse come una neo star del piccolo schermo.

La vicenda della “papi girl” ricorda, in parte, quella della regista-attrice-imprenditrice bulgara Michelle Bonev, un’altra amica di Silvio Berlusconi premiata alla Mostra del Cinema di Venezia con un riconoscimento creato ad hoc dal ministero della Cultura per il suo film Goodbye Mama. La pellicola è stata finanziata da Rai Cinema con 1 milione di euro. Anche in quel caso la richiesta di acquistare i diritti del film (dalla società della Bonev) era arrivata, nel 2009, da Masi. “Perché la Rai lo ha voluto comprare bisogna chiederlo a loro – dichiarò l’ex a. d. di Rai Cinema, Caterina D’Amico – io ho solo eseguito ciò che mi è stato chiesto dal direttore generale”.

(08 febbraio 2011)

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Raiset: sempre più in basso!

Il Dg Rai, il servo masi sta  pensando di apparire in video anche lui, come annunciato dal zerbino isterico Vittorio Sgarbi in un’intervista al “Corriere”: “Masi verrà nella mia trasmissione, avrà uno spazio suo, “L’angolo di Zorro”. Perché costringerlo a quelle telefonate lampo? Masi è il cuoco della Rai, cucina e mette in tavola i prodotti, può anche giudicarli. Finalmente anche lui avrà libertà di parola”. E così, dopo aver toccato il fondo stiamo scavando alacremente.

masi.fesso

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Adesso guarda la tv ché babbo c’ha da fare.

Mandi tuo figlio o tua figlia a svernare davanti a queste tv dimmerda del mafionano: Raiset, per intenderci, nel pomeriggio (ma la programmazione è identica anche a notte inoltrata) e sembra uno di quei teatrini dei burattini dimenticato in soffitta per anni e anni. Tutto impolverato e pieno di ragnatele resistentissime, sgranocchiato da tarli e topi, ma fisso, immobile. MORTO!

C’è sempre l’invasato, stuprato per anni in collegio e quindi odia il mondo intero, che strilla: “CAPRA! CAPRA! CAPRA! SEI UN IGNORANTE! CAPRA! CAPRA! CAPRA!” dando prova di grandissima cultura umanistica, di profonda misura, e di incommensurabile senso estetico.

Poi c’è la coscialungadellasinistra – barricadera e bagassera -, che ha grappoli di cellulite sia alla coscia destra che a quella sinistra (par condicio), e che protende un naso finto e due canotti da diporto per porgere le identiche, trite, cazzate, quasi più vecchie di lei. Poi c’è l’amante ufficiale di mezza

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Gli struzzi ipocriti della fogna Raiset contro Crozza.

Ballarò, Garimberti contro Crozza
“Il turpiloquio svilisce la Rai”

http://www.repubblica.it/politica/2010/09/16/news/ballar_garimberti_contro_crozza-7140084/?ref=HREC1-5

°°° Dunque, amici, alla Rai va bene tutto: la discarica di merde berlusconiane inutili strapagate coi nostri soldi,  le zoccole raccomandate dall’ominicchio in persona, le pompinare del portavoce di fini, gli sgarbi e le parietti, i mafiosi e i camorristi incapaci che portano dentro anche le loro famiglie,  le minchiate di minchiolini e dei pappagallini del mafionano, i giochini per handiccappati,  i dj ignoranti e senza talento foraggiati con milioni annui, i principi decerebrati con la consistenza di un pugno di diarrea, i telefilm e lefiction pieni di violenza-sangue e volgarità…  Va tutto benissimo, ma Crozza NO!  L’intelligenza non è tollerata in questa Raiset di tolleranza. Lo sapevate?

barbone ricco

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Buonanotte a tutti! I peracottari di Raiset “bucano” il gol di cassano

Cassano «salva» l’Italia. E la Rai buca il gol –

°°° Questo è uno dei due risultati vergognosi che si ottiene quando si mette la più grande azienda di ex informazione italiana nelle mani di servi sciocchi senza mestiere. L’altro è quello di perdere in due anni metà degli ascolti, dati i programmi spazzatura che piacciono tantoa berlusconi. Programmi discarica di zoccole di tutti i sessi e senza nessun talento.

Caligola

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