Dell’Utri è mafioso e non ci piove. Ma il suo sodale più stretto e suo padre Luigi e suo fratello… tutti gigli?

Il pentito Grado: Dell’Utri “cucchiaio” di tutte le famiglie di Cosa nostra

La testimonianza del collaboratore di giustizia al nuovo processo per concorso esterno: il senatore e Mangano sarebbero stati i tramiti per l’investimento di Cosa nostra nei cantieri di Silvio Berlusconi a Milano. “La ‘ndrangheta minacciò il Cavaliere, intervenne il boss Teresi”

Marcello Dell’Utri? Era il cucchiaio per tutte le pentole, quindi vicino a tutte le famiglie di Cosa Nostra, soprattutto la mia”. Parola di Gaetano Grado, storico capomafia della famiglia di Santa Maria di Gesù, braccio destro di Stefano Bontadee oggi collaboratore di giustizia. L’ombra lunga del denaro di Cosa Nostra è tornata a fare capolino sui rapporti finanziari tra Milano e Palermo negli anni ’70. Un rapporto saldo quello che

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Il Pdl di Berlusconi si dissolve: come muore la cosca della P2-P3-P4

Il Pdl di Berlusconi si dissolve: manette, ruberie e scissioni. Così muore un partito

La fronda ex An tenta la riorganizzazione. La Russa, Gasparri, e Alemanno si vedranno oggi a pranzo, il terzo nel giro di dieci giorni. L’ideona dell’ex ministro della Difesa è di fare una scissione morbida con la benedizione dell’ex presidente del Consiglio. Che da Palazzo Grazioli fa sapere che da solo vale il 9 per cento.

Il Pdl di Berlusconi si dissolve: manette, ruberie e scissioni. Così muore un partito

Un partito muore così. Tra manette, ruberie, faide, minacce di scissioni, parlamentari inerti e smarriti. Sopra tutti e tutto aleggia lo spettro di un Capo indeciso e che non ha più voglia, costretto al silenzio dai suoi fedelissimi. La dissoluzione del Pdl è una frana continua. Verso il carcere, verso destra, verso il centro, verso il montismo, persino verso il nascenterenzismo. Ovunque. L’arresto di Franco Fioritoscolpisce un memorabile epicedio per il partito degli onesti mai nato: “Meglio il carcere che il Pdl”. Che si può parafrasare in mille modi.

PRIMO………http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/03/pdl-di-berlusconi-si-dissolve-manette-ruberie-e-scissioni-cosi-muore-partito/370997/

 

 

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FINALMENTE SI RIVEDONO LE MANETTE PER I LADRI! ARRESTATO FIORITO.

Fondi Lazio, arrestato Fiorito ex capogruppo Pdl.

E’ accusato di peculato

La Guardia di Finanza fatto scattare le manette nei confronti del politico questa mattina all’alba. E’ accusato di peculato per l’utilizzo indebito di soldi pubblici. Il consigliere detto “Er Batman” è anche indagato a Viterbo per calunnia e falso. Perquisizioni in corso.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/02/fondi-lazio-arrestato-fiorito-ex-capogruppo-regionale-pdl/369795/

Batman Franco Fiorito

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“Cavaliere, lei è in debito con me”. Ecco la lettera del ricatto di Lavitola a Berlusconi

Venti pagine in cui l’ex direttore de L’Avanti! mette sotto scacco l’ex premier con una serie di richieste in denaro e soprattutto elencando le tante promesse non mantenute dall’allora presidente del Consiglio: “Entrare nel governo o nel Parlamento europeo o almeno nel Cda Rai”; ottenere comunque “un incarico importante all’inizio del 2010; “collocare Iannucci nel Cda dell’Eni”; “nominare (Paolo) Pozzessere almeno direttore generale di Finmeccanica”

lavitola interrogatorio di garanzia

°°°Conoscendo il mafionano è TUTTO VERO e dovrebbe avere l’ergastolo solo per queste accuse, semplicissime da provare.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/28/lettera-del-ricatto-di-valter-lavitola-a-silvio-berlusconi/367240/

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Intervista a Burlesquoni ovvero: come far sbellicare il mondo intero.

Una lunga intervista al gangster italiota da parte di Alessandro De Angelis, abbastanza zerbinato, per l’Uffington Post. La solita accozzaglia di bugie, deliri, falsità macroscopiche, insulti e calunnie contro magistrati, Corte Costituzionale, comunisti inesistenti e fantasmi vari. Insomma, niente di serio o di nuovo sotto la nebbia del suo cervellino.

http://www.huffingtonpost.it/2012/09/25/silvio-berlusconi-monti-polverini_n_1911659.html?utm_hp_ref=italy

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Altri nodi loschi vengono al pettine: Burlesquoni-Impregilo-Panama

L’ordine di B. per quell’appalto Impregilo che ‘tocca’ il presidente di Panama

Il Cavaliere intercettato al telefono con Massimo Ponzellini, il numero uno del colosso ora nel mirino della Procura di Napoli. Si parla della costruzione di ospedali nel paese centroamericano: secondo i pm potrebbe essere uno stratagemma per pagare tangenti al presidente di Panama-

berlusconi martinelli interna

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/22/lordine-di-b-per-quellappalto-di-impregilo-in-favore-del-presidente-di-panama/330864/

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Berlusconi si ricandida per salvare la “roba” che ha rubato da una vita.

Berlusconi si ricandida per salvare la “roba”

 Per “senso di responsabilità” si è dimesso, per “senso di responsabilità” si ricandida. Silvio Berlusconi scende di nuovo in campo. E la storia si ripete. Come nel 1994 anche oggi l’impegno in politica appare l’unica via per salvare il salvabile di un patrimonio che si sta rapidamente consumando in spese personali (circa 100 milioni annui tra mantenimento delle Olgettine, delle ville e dell’ex moglie Veronica Lario) e che lo hanno costretto a mettere in vendita le ville di Antigua e tentare di attuare una sorta di spending review.

Insomma per salvare la “roba” Berlusconi si ricandida. Ma anche per salvare se stesso dai processi e le sue aziende dalla crisi. Preoccupato certamente dal caso Ruby e in attesa della pronuncia della Cassazione sul ricorso presentato sul Lodo Mondadori: 560 milioni versati alla Cir di Carlo De Benedetti che l’ex premier (e soprattutto la figlia Marina) rivogliono veder tornare indietro.

Questioni di famiglia  

Le aziende poi hanno smesso di registrare (e regalare) utili. Fininvest ha chiuso il bilancio 2011 con un indebitamento di 2,07 miliardi di euro, circa la stessa esposizione che aveva nel 1993 (1,7 miliardi di euro). Poi la discesa in campo cambiò tutto. Nel 2005, alla scadenza del secondo Governo Berlusconi, l’azienda distribuì ai soci cedole per un miliardo mentre nel 2010 chiuse il bilancio con un utile di 160 milioni. La permanenza a Palazzo Chigi ha coinciso anche con una costante crescita del reddito personale: dai 14 milioni dichiarati nel 2008, anno in cui Berlusconi torna a Palazzo Chigi per la terza volta, fino ai 48 registrati nel 2011.

Ma come si allontana dalla presidenza del Consiglio cominciano i guai. Mediaset, ad esempio, nel primo trimestre 2012 ha chiuso con un utile di 10,3 milioni di euro contro i 68,4 dello stesso periodo del 2011 poi chiuso con 225 milioni di utili e 1,77 miliardi di indebitamento. E poi c’è il Milan, poche gioie e tanti dolori. È dovuta intervenire Fininvest nel 2011 per ripianare i conti della squadra, in perdita di 67,3 milioni, così da permetterle di rispettare le regole Uefa. Ma la società di via Turati è una cambiale continua per il Cavaliere, che tenta da anni di venderla, senza però riuscirci. Ma ora gli sarà utile, come negli ultimi venti anni, a fini elettorali. Una corsa, quella alle politiche del 2013, che si annuncia dunque importante. Per Berlusconi. Che anche a Piazza Affari soffre notevolmente.

La settimana del passaggio di consegne a Mario Monti la famiglia del Cavaliere lasciò in borsa 160 milioni. Una perdita secca di circa 100 milioni di euro per Silvio Berlusconi, di 13 milioni ciascuno per Marina e Piersilvio e di 34 milioni in tutto per Barbara, Eleonora e Luigi, i figli del premier e di Veronica Lario.

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Ok, Silvio, torniamo alla lira e falliamo tutti in due mesi: te compreso.

Se ci fosse una scala per misurare il grado di populismo che un politico può raggiungere nel suo gioco al rialzo per conquistare il favore del pubblico, la pazza idea di Berlusconi di uscire dall’Euro si classificherebbe chiaramente tra le prime posizioni. Berlusconi ha dimostrato più volte di essere una macchina macina-tormentoni. Ora che il parito gli si sta dissolvendo sotto i piedi – e così i consensi – ha bisogno di istillare nuova linfa al suo popolo. Il costituzionalismo lo ha scaldato poco. E allora via con l’idea di stampare l’Euro attraverso Bankitalia, altrimenti ciao ciao Eurozona. Bene, siccome il populismo è una brutta bestia, proviamo a fare i conti con cosa significherebbe, nella realtà, un’uscita del nostro paese dall’Euro.

1 CORSA AGLI SPORTELLI
Ne vedremmo, di file agli sportelli di banche e poste. Il primo pavloviano riflesso di

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