L’evasione fiscale vola e si chiama burlesquoni e tvemonti. In compenso la corruzione è alle stelle.

“Se” la guerra totale
all’evasione è solo uno spot

Il governo dei condoni ora si affida al buon cuore degli evasori. Ma i redditi e gli utili non dichiarati al fisco arrivano a 275 miliardi di euro

Da oggi sui vostri schermi va in onda la lotta all’evasione: due spot che passeranno sulle reti Rai per un paio di mesi e faranno pure mostra di sé nelle stazioni e negli aeroporti di Roma e Milano. A commissionarli alla Saatchi and Saatchi è stata l’Agenzia delle entrate con l’idea – si presume – di creare a mezzo stampa quella censura sociale che gran parte del popolo italiano si rifiuta di comminare a chi si auto-diminuisce le tasse. Il primo spot è un’animazione intitolata “Se” e dovrebbe ricordare ai cittadini, semmai non lo sapessero, che con le tasse si pagano i servizi pubblici. Il secondo dovrebbe essere invece un pregnante ritratto antropologico dei “parassiti che vivono alle spalle della società, succhiando risorse alla collettività”. Insomma, una sorta di chiamata alle armi della cittadinanza dopo quella, con scarsissimi esiti, con cui Giulio Tremonti invitò alla pugna i Comuni (trovate gli evasori e vi lascio un po’ di soldi). Meglio di niente, si dirà, eppure non proprio quella guerra totale all’evasione fiscale che sarebbe “la vera patrimoniale”, come ha detto Vladimiro Giacché, dirigente della Sator di Matteo Arpe oltre che editorialista del Fatto Quotidiano: “A causa di questa illegalità, ciascun contribuente in regola paga 3.000 euro all’anno di più; in concreto, negli ultimi 30 anni il lavoro dipendente ha pagato maggiori tasse per 870 miliardi”.

I redditi e guadagni non dichiarati al fisco – dati Istat di quest’anno – che oscilla tra i 255 e i 275 miliardi all’anno, il 16,3 e il 17,5 per cento in percentuale sul Pil: il mancato gettito è

Continua a leggere

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Lo sfascio di Burlesquoni e Tvemonti non si ferma. Senza benzina la polizia penitenziaria e il governo non paga!

Niente benzina, processi a rischio

I detenuti non vengono portati in aula: i distributori non prendono i buoni carburante della polizia penitenziaria

Auto della Polizia Penitenziaria a un posto di blocco
Auto della Polizia Penitenziaria a un posto di blocco

ROMA – E ora saltano anche i processi con i detenuti perché manca la benzina per tradurre gli imputati dal carcere al tribunale. Succede a Vibo Valentia e la stessa scena sta per ripetersi a Santa Maria Capua Vetere. Ma l’intero circuito delle traduzioni affidato alla polizia penitenziaria è ad alto rischio perché i tagli lineari imposti al ministero della Giustizia hanno raggiunto pure i serbatoi dei blindati blu. I distributori che di solito accettano le «tessere carburanti» del ministero, infatti, iniziano a chiedere i contanti visto che i ritardi nei pagamenti (già posticipati a 60-90 giorni) sono iniziati già a gennaio.

ORGANICI SCARSI -L’ultima segnalazione arriva dalla Calabria, dal procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, che la scorsa settimana ha ricevuto una telefonata molto allarmata da parte del direttore della casa circondariale: «Caro dottore, le comunico che non ci forniscono più la benzina a credito per i nostri mezzi, i fondi sono finiti da tempo…». Per cui le udienze con i detenuti rischiano di saltare ogni giorno perché

Continua a leggere

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Visco smonta le stronzate del ragionierino evasore e incapace Tvemonti

Visco smonta Giulio: «La sua è solo pura fantasia»

di Bianca di Giovanni

IMG

Giulio Tremonti parla di taglio alle agevolazioni fiscali, ripete che sono oltre 400. Troppe. «E quante agevolazioni ha introdotto lui, non lo dice? Una per tutte: l’aliquota flat sul salario di produttività. Ma ce ne sono molte». Vincenzo Visco è tranchant sull’ultima uscita del ministro dell’Economia: molte parole, pochi fatti. Come dire: fumo. Quelle tre aliquote e cinque tasse annunciate ieri tecnicamente vogliono dire ben poco, perché il peso del fisco dipende da molti altri fattori.

Fino a ieri il ministro parlava di rigore. Oggi parla di riforma fiscale. Arriverà?
«Se si tratta di una delega a maglie larghe, fatta per propaganda, che poi alla fine non porterà a nulla, è possibile che arrivi. Anche durante l’altro governo presentarono una mega-delega che si risolse solo con la riforma del fisco sulle società, in cui si abolì la Dit e si introdusse la Pex, che favorì le operazioni finanziarie delle imprese. Io prevedo una delega con aliquote basse, con perdita di gettito che il ministro coprirà con le detrazioni. Ma, vorrei ricordare, che la maggior parte delle detrazioni riguardano i carichi familiari. Altro che palestre. In ogni caso, finora Tremonti ci ha fatto l’elenco delle detrazioni in vigore: quando vedremo quello delle agevolazioni che vuole eliminare potremo discutere. Ma quell’elenco non lo farà».

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

La moglie di Tvemonti

La moglie del sedicente ministro tvemonti ha finalmente ricevuto in regalo dal marito la tanto sospirata pelliccia di leopardo. “Che meraviglia, tesoro! E pensare che questo stupendo dono mi viene da una bestia così crudele … un animale che io detesto!”.
“Non ti chiedo di ringraziarmi, cara. Ma almeno non offendermi!”

miseria

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Berlusconi-Gelmini: assassini della scuola pubblica. Tra le migliori 200 università nemmeno una è italiana

Tra le migliori 200 università
nemmeno una è italiana

La allarmante classifica di “The”. Ottantanove sono gli atenei europei presenti. Ai primi 5 posti gli Usa. Moltissime nuove entrate da Oriente. Tra i parametri la ricerca, la qualità della didattica, gli stimoli creati dall’ambiente accademico, il livello di retribuzione di docenti e ricercatori.

GELMINI ACCAREZZA BERLUSCONI E TVEMONTI

gelmini palle

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Tvemonti, quello che “la crisi non c’è”, sbaglia clamorosamente i conti. DI NUOVO! e ci fa precipitare ancora.

Tremonti: conti ok, rischi da Paesi sull’Atlantico
Ma l’Fmi lancia l’allarme sul debito

Il ministro dell’Economia: “Sul 2010 siamo assolutamente tranquilli, non serve modificare la manovra” (video). Il Fondo monetario: “Grecia e Italia presentano rischi di bilancio elevati”

°°° Maledetto ragionierino di merda!

TREMONTI-merdasecca

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter