Vergogne del mafionano. Nato: il governo di Roma paga i guerriglieri per evitare attacchi.

da “L’espresso” In edicola domani

I soldati italiani in Afghanistan combattono, uccidono e muoiono. I bollettini di guerra sui nostri militari colpiti ormai sono quasi quotidiani: in due settimane ci sono stati due caduti e dieci feriti. Un tributo di sangue elevato, pari a quello degli altri eserciti occidentali impegnati contro i talebani in questa estate di fuoco.

Segreto di Stato berlusconi e pollariSegreto di Stato berlusconi e pollari

Ma fino a due anni fa le nostre perdite erano molto più basse, tanto da venire citate come prova di una voce che circolava in tutti i comandi della Nato: il governo di Roma paga i guerriglieri per evitare attacchi. Un’accusa sempre smentita dai ministri che adesso prende consistenza nei cablo segreti della diplomazia americana, ottenuti da WikiLeaks e pubblicati in esclusiva da “l’Espresso”. Con una rivelazione fondamentale: nel giugno 2008 George W. Bush ha domandato personalmente a Silvio Berlusconi di farla finita con le tangenti ai miliziani fondamentalisti.

SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN copyright L'ESPRESSOSOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN copyright L’ESPRESSO

Dal 2008 in poi ci sono almeno quattro dossier della

diplomazia statunitense che sollecitano interventi al massimo livello sul governo Berlusconi per stroncare il giro di mazzette. Fino all’estate 2009, quando con la prima grande offensiva della Folgore anche i nostri militari sono passati all’assalto dimostrando con le armi la nuova volontà bellica del centrodestra. Ma da allora anche il numero di bare avvolte nel tricolore è cominciato a crescere, sempre di più fino a quadruplicare: nei primi quattro anni erano state sei, negli ultimi due sono state 24 a cui vanno aggiunti oltre cento feriti.

Il primo dei file scoperti da WikiLeaks è dell’aprile 2008, alla vigilia delle elezioni che portarono alla vittoria del centrodestra, quando l’ambasciatore Ronald Spogli definisce la strategia verso il prossimo governo. A partire dalla priorità di ottenere un potenziamento del dispositivo in Afghanistan.

«Sia Berlusconi che Veltroni saranno riluttanti ad esporre i soldati italiani a rischi più grandi. Faremo pressioni perché le truppe assumano un atteggiamento più attivo contro gli insorti. Daremo anche un forte segnale opponendoci all’abitudine del passato di pagare denaro per ottenere protezione e negoziare riscatti per la liberazione di persone rapite». Il 6 giugno Spogli incontra il neopresidente del Consiglio e Gianni Letta per definire l’agenda dei colloqui con il presidente Bush.

SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN copyright L'ESPRESSOSOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN copyright L’ESPRESSO

«L’ambasciatore ha detto a Berlusconi che continuiamo a ricevere fastidiosi resoconti sugli italiani che pagano i signori della guerra locali e altri combattenti. Berlusconi si è detto d’accordo che ciò vada fermato».

Stando ai documenti ufficiali, nel successivo vertice con Bush «in merito alle accuse di pagamenti italiani ai leader degli insorti per evitare attacchi, Berlusconi ha promesso che andrà fino in fondo». Ma quattro mesi dopo la situazione non è cambiata. Anzi, nel suo resoconto indirizzato all’attenzione della Casa Bianca, Spogli è ancora più duro sottolineando però il peso dell’affaire tangenti.

«Disgraziatamente, l’importanza del contributo è messa a repentaglio dalla crescente reputazione negativa degli italiani che evitano i combattimenti, pagano riscatti e denaro per ottenere protezione. Questa reputazione è basata in parte su voci, in parte su informazioni dell’intelligence che non siamo stati capaci di verificare completamente.

Vero o no, resta il fatto che gli italiani hanno perso 12 soldati in Afghanistan (questa cifra include le vittime di incidenti, ndr.), meno di gran parte degli alleati con responsabilità simili. La maggioranza degli scontri nella zona affidata all’Italia sono stati condotti dalle forze americane o dell’esercito di Kabul. Le indicazione che abbiamo ricevuto dal quartiere generale della Nato suggeriscono che questo comportamento potrebbe provocare tensioni tra gli alleati».

George w BushGeorge w Bush

Spogli prosegue la sua analisi con severità: «Ho già fatto presente la questione a Berlusconi. Lui mi ha assicurato di non saperne nulla e che l’avrebbe fermata se ne avesse trovato le prove». Gli americani però sembrano convinti che le informazioni sui pagamenti siano vere. E quindi Spogli raccomanda a Bush di «rendere chiaro a Berlusconi come la traballante reputazione dell’Italia, anche se fosse immeritata, stia mettendo a rischio la sua credibilità nella coalizione. Cosa ancora più grave, se ci fosse un fondamento a queste accuse, il comportamento italiano starebbe mettendo in pericolo le truppe degli alleati».

Fonti dell’intelligence hanno confermato a “l’Espresso” che ci sono stati pagamenti a capi locali, spesso alleati dei talebani, nell’area della capitale. È la prima zona dove i nostri soldati si sono schierati a partire dal 2004, fino a ottenere per alcuni semestri la responsabilità della sicurezza di tutta Kabul. I fondi per queste “operazioni coperte” sono stati gestiti dal Sismi, allora diretto da Nicolò Pollari, durante il vecchio esecutivo di Silvio Berlusconi.

raf22 amb usa ronald spogliraf22 amb usa ronald spogli

Come “l’Espresso” ha scritto nel 2005, solo nei primi due anni della missione afghana il servizio segreto militare ha ottenuto oltre 23 milioni di euro extra per «attività di informazioni e sicurezza della Presidenza del consiglio dei ministri». Ma le elargizioni sarebbero proseguite anche durante il governo Prodi. E in città non ci sono mai stati attacchi contro gli italiani.

L’unico episodio grave è l’imboscata del settembre 2009, una trappola così potente da dilaniare due veicoli blindati Lince: è scattata dopo la fine di ogni regalia, poche settimane prima che il nostro contingente traslocasse nella regione di Herat. Le conclusioni dell’inchiesta su quel massacro non sono mai state rese note. Di sicuro, nel mirino c’era proprio la Folgore: una rappresaglia per le azioni dei parà o la moratoria delle mazzette ha pesato sulla ferocia dell’assalto?

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