Eppure, un dubbio su Arcore…

Caso Marrazzo, ora si indaga su altri due ricatti eccellenti

di Claudia Fusani

b.gangster

Una premiata ditta di ricatti e estorsioni. Con quanti soci, quante vittime – oltre a Marrazzo gli investigatori parlano di «almeno altre due persone» – e a quale livello, è il pezzo della

storia che deve essere scritta nei prossimi giorni. Per capire se il caso Marrazzo e la premiata ditta di ricatti ed estorsioni che potrebbe muoverne le fila a distanza, è “solo” unaffare fra trans brasiliani, papponi e carabinieri infedeli. Oppure un affaire che magari coinvolge una di questa agenzie private di investigazioni che già nelle passate elezioni regionali avevano provato ad intevenire nella campagna elettorale per le regionali e che, già allora, per il candidato Marrazzo avevano previsto di confezionare un video con un trans. Pezzi importanti, e ancora mancanti di questa brutta storia, potrebbero già sortire fuori tra oggi e domani con nuovi interrogatori tra cui il fotografo Max Scarfone che ha cercato di vendere il filmato ad importanti quotidiani. Sarà sentito nuovamente anche Piero Marrazzo al momento parte lesa e testimone di tutta la faccenda. «Piero è unavittima e va difeso» ha insistito ieri il suo legale Luca Petrucci che evoca scenari da «Uno Bianca» visto che «ci sono quattro carabinieri in carcere per un ricatto». Militari che hanno dato versioni diverse e sul cui ruolo, molto si attende dalle indagini patrimoniali in corso già da giorni. Ieri per tutto il giorno ci sono state riunioni in procura tra gli investigatori del Ros e i magistrati, l’aggiunto Giancarlo Capaldo e il sostituto Rodolfo Maria Sabelli.

I punti fermi sono nelle otto pagine dell’ordinanza con cui il gip Sante Spinaci ha confermato l’arresto dei quattro carabinieri con l’accusa di estorsione e sulla base di «un quadro indiziario assai grave» che racconta di «un piano preordinato per l’acquisizione di profitti illeciti». Sullo sfondo il seminterrato-casitas di via Gradoli 96, zona da tempo di gran traffico – dicono alcuni testimoni – di «auto blu con lampeggianti », vip in cerca di incontri proibiti annaffiati dalla cocaina e pagati migliaia di euro. Marrazzo, per esempio, quella mattina del 3 luglio arriva con l’auto blu in via Gradoli («non andava con la scorta dei carabinieri – precisano gli investigatori – ma con il suo autista») con «cinquemila euro». E’ il primo punto che il governatore autosospeso dovrà il prima possibile spiegare e da cui potrà discendere qualcuno dei pezzi mancanti. Secondo l’interrogatorio del 21 ottobre, 3000 euro erano «la cifra concordata per la prestazione con Natalie». La quale Natalie, però, riferisce «di essersi molto contrariata perchè quella cifra è finita nelle tasche dei carabinieri che fecero irruzione». I trans coinvolti sono almeno quattro: c’è Natalie; c’è Brenda, un altro habituè degli incontri con Marrazzo; Michelle, al momento fuggita, forse in Francia; e c’è Gianguarino Cafasso, confidente di Carlo Tagliente e Luciano Simeone, i due carabinieri che con Nicola Testini e Antonio Tamburrino componevano la squadra antiprostituzione della compagnia Trionfale.

Cafasso è morto a settembre, unpeccato anche perchè potrebbe raccontare un sacco di cose. E’ Cafasso, ad esempio, che, secondo una versione dei quattro carabinieri a cui però i magistrati non sembrano credere, «a fine luglio 2009chiama i carabinieri per proporgli un filmato su cd in cui era ripreso Marrazzo in atteggiamenti ambigui e in cui c’è anche polvere bianca». Per il gip questa versione è «un espediente difensivo (tanto Cafasso è morto, ndr) visto che il filmato non può che essere stato fatto dagli stessi carabinieri » la mattina del 3 luglio in cui, sicuramente chiamati, i carabinieri arrivano in via Gradoli e sorprendono Marrazzo «solo con la camicia». La cocaina è un altro punto delicato. Gli investigatori non escludono che la droga fosse veramente già lì ( così si spiegherebbe anche la somma di soldi che Marrazzo aveva nel portafoglio). E non escludono anche che «uno o due carabinieri seguissero la prassi di fare le irruzioni e sottrarre ai trans coca e soldi in cambio del silenzio ». Il gip scrive che gli arrestati «hanno collegamenti con ambienti di criminalità organizzata» e che in «libertà possono compiere attività intimidatoria ».

°°° Basta partire dalla regola elementare: CUI PRODEST?

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