chi sono

Sono un autore che ha preso tante legnate per imparare a scrivere. Poi ho imparato così bene che prendo tante legnate (dai politicanti mafiosi) per smettere. Sono anche un attore e un comico. Ho fatto circa 4.000 spettacoli live in mezza Europa e non so cosa sia un fischio.

Sono un idealista POCO INTERESSATO AL DENARO, ANCHE SE DI MILIARDI NE HO GUADAGNATI (E REGALATI e FATTI RUBARE) TANTI.

Sono un sognatore e vorrei tanto che l’Italia fosse un paese normale, senza raccomandati, senza fasci, senza ZOCCOLE DI TUTTI I SESSI CHE SI FOTTONO IL PANE MIO, DEL GRANDE MONICELLI, DI ANTONELLO FALQUI, E DI TANTI ALTRI MAESTRI SENZA SAPER FARE NULLA! Vorrei un Paese senza mafia e quindi senza burlesquoni-previti-dell’utri-cuffaro, cosentino-salvini e pregiudicati simili.

Combatto per migliorare il mio Paese, dato che per la Sardegna non c’è più nulla da fare.

Cerca Lucio Salis su YOU TUBE e scoprirai che la mafia ha fatto sparire oltre 300 filmati con le mie performances televisive . Così come ha tranciato brutalmente almeno il 90% delle cose da me fatte sulla pagina che mi ha dedicato Wikipedia.; e una manina misteriosa ha cancellato anche dal computer centrale dell’ENPALS il 90% dei miei versamenti di 50 anni, che mi avrebbero permesso oggi di avere una pensione da 12 mila€ mensili, e invece campo con l’assegno sociale. La mafia non uccide solo con le bombe o la lupara, sappiatelo: la MORTE CIVILE non è migliore di quella fisica.

Dopo il mio ennesimo NO alla cosca Berlusconi-ricci, che mi voleva imporre di calunniare coi miei testi e le mie apparizioni televisive i loro nemici (Scalfari, Spadolini, etc.) e di diventare il vessillifero della nascente “Forza Italia” (che nasceva nel ’90 da “Sicilia Libera” di Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina), venni calunniato e fatto fuori da tutto. Ai giornalisti che chiedevano di me, una povera segretaria rispondeva: “No, Salis non lavora più con noi perché è scappato senza pagare l’albergo” “Ma come? La star delle vostre televisioni si deve pagare l’albergo lui?! E da quando?” “Ah, io non so niente. Mi hanno ordinato di rispondere così “

E mai nessuno di quelli che ai grandi giornalisti erano abituati a leccare il culo: da ricci in giù, si presentarono mai all’apparecchio.

In realtà, registrato l’ultimo speciale per Capodanno (che poi loro contrabbandavano come “DIRETTA da CASMPIONE D’ITALIA”) insieme a Bramieri e tanti altri, il 17 dicembre del 1990 partii per stare coi miei tre figli, sapendo di avere numerosi appuntamenti con le varie produzioni dall’11 Gennaio in poi, per tutta una serie di altri programmi che mi volevano e per mettere in cantiere una Sit-Com mia: “PIZZERIA ITALIA”. Ovviamente, presi solo il necessario e partii. Ma alle mie telefonate per conferma, dall’8 Gennaio in poi, non rispose mai nessuno dei produttori. La mia roba restò in quell’alberghetto di via Vitruvio e dovetti anche pagare la stanza e il trasporto. CRIMINALI A TUTTO TONDO ALLA FININVEST.

Da allora tutte le porte si chiusero e i grandi dirigenti Rai e i grandi impresari, come Vincenzo Ratti, che mi chiedevano di lavorare con loro, furono fatti oggetto di minacce e di azioni intimidatorie.

Un’amica mi ha fatto notare che in Rete entrano soprattutto i giovani e, dal momento che i signori (si fa per dire): la mafia di kossiga- burlesquoni e antonio ricci non permettono che io lavori dal 17 Dicembre del 1990… è corretto che scriva qui alcune delle cose che ho fatto in 45 anni di studio, sacrifici e duro lavoro.

Dalla mia biografia:

1960-66 I Barrittas.

A 14 anni in Sardegna dà vita al gruppo vocale e strumentale «I Barrittas», per il quale scrive e compone diversi brani. Sotto la supervisione di Lucio Salis il gruppo conquista ben presto la ribalta nazionale con diverse importanti produzioni discografiche tra le quali spicca la «Messa Beat», il cui successo – nell’edizione inglese curata da Clay Pitts – varcherà i confini nazionali. Per la sede regionale RAI della Sardegna è autore di numerose commedie in sardo per la regia di Lino Girau, di numerosi programmi di successo, e della prima STRISCIA satirica in Tv. A livello nazionale è autore di numerosi sketch e gag teatrali per il gruppo comico-musicale dei «Brutos»

1966-68 I Salis’n’Salis

Con i cugini Francesco e Tonietto Salis, già dei «Barrittas», dà vita al gruppo vocale e strumentale dei «Salis and Salis», per i quali scrive e compone canzoni poi riprese da numerosi altri interpreti internazionali quali Brenton Wood, Bing Crosby, Elis Regina, Rita Pavone. Con i «Salis and Salis» incide alcuni singoli e due fortunati LP pilastri della storia del Pop. Con le canzoni scritte per i «Salis and Salis» ottiene cinque Premi della Critica, assegnati dalle maggiori testate nazionali che si occupano di musica giovanile. Anche per i cugini Lucio non si limita a scrivere i brani, ma fa il produttore, il direttore artistico, il PR, l’impresario, presenta i primi concerti, mescolando satira e barzellette per allungare il brodo, dato che i repertoti erano di massimo 60 minuti di musica, ma i contratti prevedevano 3 ore di spettacolo, ecc.

Dal successo dei Salis nascono in Sardegna oltre 1500 complessi musicali e così, senza saperlo, Lucio crea oltre 30 mila posti di lavoro stabili che prima non esistevano: musicisti, fonici, tecnici specializzati, venditori di strumenti musicali, delegati alle affissioni, montatori di palchi momentanei, autisti, etc.

1968-72 La BlueBell

A Milano è il giovane direttore artistico della «Bluebell», poi diventata «Belldisc» e infine «Produttori Associati». Tra i numerosi autori scoperti e lanciati sotto la sua supervisione il più importante è certo Fabrizio De Andrè, che maturerà allora, e grazie a Lucio, il suo inguaribile amore per la Sardegna. Lanciò anche gli Alunni del sole, e rilanciò i mitici Santo&Jhonny, dopo anni di ombra, ma non riuscì a far firmare un contratto a un altro sicuro Big come il suo amico Rino Gaetano, e per questo cominciarono i dissapori col suo editore ottuso e cieco, che portarono poi Lucio alle dimissioni. Il nostro presentò Rino a Vincenzo Micocci che lo fece diventare una star assoluta della musica. È nominato Segretario giovanile dell’UNCLA (Unione Nazionale Compositori, Librettisti e Autori). Scrive programmi radiofonici per Radio Capodistria e Radio Monteceneri. Si batte per la maggioretà e il voto ai diciottenni.

1973-74

CREA IL cabaret politico, insieme a Dario Fo, ed è il primo in Italia a fare satira politica anche davanti a 40 mila persone. Rientra in Sardegna per realizzare il progetto di una grande casa discografica regionale, la «Strega Record», fatta fallire dal suo socio dimostratosi un poco di buono. Inizia l’esperienza di attore e autore satirico imponendo il suo personalissimo cabaret italo-sardo. Alcuni dei suoi monologhi, incisi su disco, diventano ben presto popolarissimi nell’Isola e fuori.

1975-77 L’emittenza privata (libera)

È in prima fila nella battaglia per l’affermazione della nascente emittenza privata. Crea e anima «Radiolina» e poi «Radio 24 ore»: due tra le primissime radio private in Italia. Dall’esperienza di «Radiolina» nascerà poi «Videolina». Oggi purtroppo in mano a peracottari senza nessun talento al soldo della massoneria.

È il primo a portare il cabaret dai locali nelle piazze: il tour estivo «Sardegna Viva» ottiene per tre anni consecutivi un grande successo di pubblico: anche 40 mila persone per sera, in piedi o sedute per terra per 4/6 ore, e ovviamente suscita l’interesse dei tre quotidiani locali, che gli dedicano intere pagine. Ma anche in alcuni libri dedicati all’università del teatro: IL CABARET, si parla di lui.

1978-85 L’esperienza nazionale.

Nuovamente a Roma è ospite fisso della fortunata trasmissione «Radio anch’io». Nanny Loy lo vuole a «Cinema democratico», dove entra in contatto con i grandi nomi del cinema italiano, da Ugo Pirro a Sergio Leone, da Pippo e Suso D’Amico a Federico Fellini, affinando le sue capacità di sceneggiatore e scrittore. “Porta il caffè” per alcuni anni a questi giganti, rubando tutto il mestiere possibile. Insegna sceneggiatura a Roma per tre anni. La grande riscoperta del mezzo radiofonico, profondamente rinnovatosi sotto la spinta dell’emittenza privata, lo vede ancora protagonista in Rai, a RADIOUNO, con le 95 puntate di «Via Asiago-Tenda », «Permette, cavallo?», «Ribalta aperta», «Sapore di Salis», «Il Guastafeste»… Diventa la star comica di Radio Uno, per la quale scrive e recita oltre seicento monologhi.

1986-90 DRIVE IN

A Milano, dopo essere stato inseguito per sei mesi da Antonio Ricci in persona, entra a far parte del fortunato gruppo di «Drive In», la trasmissione cult degli anni Ottanta. A «Drive In» impone un nuovo personaggio di sardo mite e simpatico, e lancia in tutta Italia il suo «CAPPITTOMIHAI?!» diventandone la star assoluta e facendo 5 volte più ascolti di qualunque altro partecipante (fanno fede i tabulati Auditel “minuto per minuto” mostrati a Lucio dal capo dell’Ufficio Marketing, Gianni Pilo). La grande visibilità: 16/18 milioni di telespettatori a puntata, gli permette anche di SDOGANARE i sardi da osceni e volgarissimi luoghi comuni che li vedevano tutti “inaffidabili, banditi, sequestratori o sodomizzatori di pecore e galline”.

L’esperienza di «Drive In» lo conferma attore e autore tra i più quotati in Italia. Sulla scia del successo, è spesso ospite in trasmissioni quali «Odiens», «Campione d’Italia della risata», «Risate di Capodanno», «Buon Compleanno Canale 5», «Buon Natale», «Il gioco del 9». E’ ancora oggi recordman di ascolti e gradimento televisivi. In quasi tutti i programmi cui ha partecipato ha sempre raggiunto il picco d’ascolto. Nel 1989 è ideatore, autore e attore della fortunata serie di «Striscia la notizia»: un format depositato da Lucio alla Siae nel 1974, intitolato “TELEGIORNALE DELLA PERA” ed eseguito centinaia di volte nei teatri, nelle piazze, nelle radio e tv private di Roma e infine a RADIOUNO, poi scippato dal solito antonio ricci. Lucio Salis riceve più volte il «Telegatto d’Oro».

Lucio è la star comica più richiesta in Italia insieme al grande Benigni, ma questo non è servito a tenerlo all’apice. Dopo i suoi decisi NO alla cosca mafiosa di Berlusconi, che lo voleva vessillifero della nascente “Forza Italia” (che nasceva nel 1990 e non tre anni dopo e nasceva sulle tracce di “Sicilia Libera”, un movimento creato da Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina) e che pretendeva, tramite il sicario #ricci di imporgli di recitare in video testi non suoi per deridere e diffamare i nemici del mafionano: Scalfari, Spadolini, etc. TUTTE LE PORTE SI CHIUSERO.

I FATTI:

Dopo aver registrato l’ultimo speciale per le festività: “BUON CAPODANNO CON CANALE 5” dal Casino di Campione d’Italia, con Bramieri e altri colleghi (che loro poi spacciavano tutto come “diretta”), il 17 Dicembre 1990 Lucio lascia Milano per stare coi suoi figli a Cagliari. Non senza aver prima concordato appuntamenti coi vari produttori Fininvest per nuovi programmi e per la messa in cantiere della prima Sit-Com tutta italiana, scritta e interpretata dallo stesso Salis: PIZZERIA ITALIA., con la partecipazione di Stefano Satta Flores, suo grande amico fraterno. Dunque, passate le feste, Salis comincia a chiamare per conferma i grandi produttori della Fininvest già dall8 Gennaio, ma… erano tutti spariti. Lo stesso killer #ricci si rese latitante. E ai giornalisti come Leandro Palestini o Beniamino Placido di Repubblica che chiedevano notizie, una imbranatissima segretaria rispondeva: “No, Salis non lavora più con noi perché è SCAPPATO SENZA PAGARE L’ALBERGO!!!” “Come, senza pagare l’albergo? – chiese Placido – E da quando la vostra star comica si deve pagare l’albergo lui?” “ Ah, io non so niente. So solo che mi hanno ordinato di rispondere così.”

QUESTI SONO I METODI MAFIOSI DI QUEI CRIMINALI: LA DIFFAMAZIONE E LA CALUNNIA contro chi non sottostà ai loro voleri. A Salis, qualche mese dopo, non restò che pagare la stanza per tutto il periodo in cui le sue cose erano state in ostaggio nel misero albergo di via Vitruvio, e si dovette pagare anche il trasporto. Ma c’è di peggio: intimorirono e “punirono” anche tutti i dirigenti Rai, come Roberto Morrione (punito e relegato in uno stanzino senza nessuna mansione: ci morì di crepacuore), e i grandi impresari come Vincenzo Ratti, che volevano a tutti i costi avere Salis per i loro progetti.

ECCO CHI SONO I CRIMINALI DELLA FININVEST. E ancora oggi, quel ladrone di antonio ricci, quello che ha copiato Drive in dal BENNY HILL SHOW, IL Gabibbo da BIG RED, Striscia da TELEGIORNALE DELLA PERA” e che manda il 99% dei filmati di Paperissima rubati alle tv di tutto il mondo, oscurandone il logo originale con un logo mafioso enorme, continua a querelarmi perché scrivo qualche verità sul mio blog: www.cappittomihai.com, seguito da oltre CINQUE MILIONI DI PERSONE IN TUTTO IL MONDO.

Ma quando li ho querelati io, perché mi hanno rubato almeno 400 milioni di diritti dovuti e cachet non pagati, loro si sono comprati i miei avvocati romani, un sindacalista e i giudici. Tipica mossa del mafionano innestato a previti.

***Ma non basta ancora: una manina dei servizi deviati, e lo so per certo) è entrata nel computer centrale dell’ENPALS, e ha cancellato il 90% dei circa due miliardi da me versati per la pensione. Che avrei certo devoluto ai più bisognosi, perché nel mio mestiere non si va mai in pensione. Ma quando mi sono trovato col culo per terra ed ho chiesto la mia pensione di 12 mila € mensili, mi hanno detto che io NON AVEVO I CONTRIBUTI!!! 50 anni di contributi miliardari… PUFFF! Spariti con un clic. E da allora umiliazioni, fame, sfratti per morosità, etc. Oggi mi devo accontentare dell’assegno sociale di 640 euro, che se ne vanno quasi tutti per l’affitto. Ma la cosa che non perdono a quelle merde è che hanno devastato la psiche di mia figlia minore per tutto lo stress che mi hanno costretto a farle subire. Lei è in cura da una psicologa e da una psichiatra, ha perso due anni di liceo classico, dove era tra le migliori studentesse, e ora la dovremo inserire in una struttura che la riequilibri almeno un pochino. Sono troppo vecchio e malandato per andarli a cercare, quei criminali, ma ho sempre avuto fiducia nella Nemesi. La Nemesi non sbaglia e so già che pagheranno salato per tutto il male fatto a noi e ad altre persone con la schiena dritta.

1991-2000 L’esperienza cinematografica

Lavora in RAI alla preparazione dell’edizione 1991 di «Uno Pomeriggio», ma il programma salta a causa di numerose telefonate minatorie dell’allora presidente Francesco Kossiga ai dirigenti e capistruttura. Naturalmente salta il programma, idea di Salis, ma salta anche Lucio, mentre tutti i soliti raccomandati continuano tranquillamente a percepire cifre astronomiche senza avere nessun talento. Inutile fare nomi, basta accendere la tv e vedere lo stato infimo e pietoso in cui hanno ridotto anche la Rai.

Mentre sulla stampa appaiono recensioni favorevoli del suo personaggio a firma di Beniamino Placido, Oreste del Buono, Umberto Eco. Viene definito “La nuova, grande Maschera della Commedia dell’Arte“. Le sue migliori battute vengono raccolte e consacrate accanto a quelle dei maggiori umoristi del secolo in volumi di successo quali «Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano». Dopo l’esperienza con Nanny Loy, Lucio Salis sente sempre più l’attrazione per il cinema. Con Renato Pozzetto gira per la regia di Pasquale Festa Campanile «Porca Vacca»; quindi per Duccio Tessari «Baciami Strega». Per Giuliano Montaldo è il protagonista del remake tv di «Un cittadino al di sopra di ogni sospetto», andato in onda su Rai Tre; anche per Bruno Corbucci ha interpretato alcune puntate di fiction televisiva. Con Pupi Avati gira nel ruolo di co-protagonista «Magnificat», conquistandosi una nomination al festival di Cannes. È quindi protagonista assoluto in «Sos Laribiancos – I dimenticati» di Piero Livi (menzione d’onore al Festival del Cinema di Palm Springs). Nel Maggio 2008 partecipa con un CAMEO a “Un’estate al mare” di Carlo Vanzina (su you tube)

2000- Oggi. Da Gavino al Cinghiale Marino

Il nuovo personaggio di Lucio Salis si chiama Gavino, proprietario di un improbabile ristorante al mare che però… sta in montagna. Il personaggio di Gavino è stato presentato in tv da Lucio Salis nel corso di un’applauditissima puntata di «Zelig», dove gli hanno però tagliato due battute… proibite. «A casa di Lucio», uno show quotidiano interamente prodotto in Sardegna e andato in onda nel 2005 su una tv regionale ha superato qualunque indice di ascolto e gradimento mai raggiunti nell’isola.

P.S. Ho visto questo CV su wikipedia, ma qualche scimmietta invidiosa entra a taroccare i dati, così come hanno fatto sparire oltre 300 filmati con le mie performances da Youtube e i miei contributi Enpals… non fateci caso. Ho fatto tante altre cose, tipo 90 puntate in diretta quotidiana a TMC con Fabio Fazio e Daniele Luttazzi; 15 puntate a Raiuno per Rai Educational, parecchi passaggi su Raidue, 24 telefilm per videolina “SalisCitty!“ecc. Lavori che arricchirebbero gli scarsi CV dei sedicenti artisti sardi, ma non li trovo degni di menzione.

Ora sono a Olbia, dove spero di riuscire a fare finalmente una tv decente anche in Sardistan, dove siamo pieni di videocitofoni con tante pretese (tanti debiti) e nessun talento.

COMPRATE I MIEI LIBRI!!!

MI PIACEREBBE CONOSCERE:

Tante belle persone pulite e piene di energia. Tanti sardi in gamba che abbiano a cuore le sorti di quest’isola, ormai senza cultura e senza turismo per colpa soprattutto degli amministratori asini, ladri, o incompetenti; sicuramente quasi tutti molto ignoranti e spocchiosi. Faccio eccezione per il mio amico Mario Melis, l’unico Presidente serio e cazzuto che abbiamo mai avuto. Ma ora lui non c’è più… CONTATTATEMI QUI, su TWITTER o su FACEBOOK. Buona vita a tutti!

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