L’italietta di Mafiolo

Denunciò una truffa al teatro: picchiato il sovrintendente di Palermo
di Luca Del Fra

Lo hanno aggredito a tradimento ieri sera in una strada deserta, tempestandolo di pugni e di calci neanche fosse Masetto nel secondo atto del “Don Giovanni” di Mozart: è successo a Antonio Cognata, sovrintendente del Massimo di Palermo, il più importante teatro lirico siciliano, mentre rientrava a casa in via Civiletti.

Per la sua dinamica l’imboscata appare opera di professionisti che, sopraggiunti a bordo di una moto, hanno agito con il volto coperto dai caschi e si sono prontamente dileguati. A Cognata, accompagnato dalla moglie in ospedale, sono state diagnosticate una lussazione con sospetta frattura della spalla e riscontrate diverse ecchimosi: la prognosi è di 30 giorni.

Si è subito levato un coro di messaggi di solidarietà con il sovrintendente, a partire dal prefetto del capoluogo siciliano, al CdA e ai sindacati unitari del teatro, fino al sindaco di Palermo e al ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi.

Secondo fonti vicine agli inquirenti l’aggressione di Cognata sarebbe da mettere in relazione con la vicenda della truffa degli assegni familiari perpetrata ai danni del teatro da alcuni suoi dipendenti, scoperta nel giugno 2008 e che era costata al Massimo oltre un milione di euro. Dopo il licenziamento di 17 dipendenti coinvolti nella vicenda nel febbraio scorso, Cognata era stato oggetto di reiterate e pesanti minacce anonime.

Non di meno il sindaco di Palermo Diego Cammarata e il CdA del teatro di cui è presidente, in un comunicato hanno voluto mettere in rapporto l’aggressione con il clima di tensione all’interno del teatro per la politica di risanamento finanziario messa in atto da Cognata come sovrintendente: un collegamento dunque politico e forse un po’ ardito, dal momento che fin’ora non trova riscontro nelle indagini.

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