Piano, sicurezza, molto piano…

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La giovane ventenne aggredita da un uomo armato di coltello e col volto coperto da passamontagna
Le modalità coincidono con la violenza di un mese fa alla Bufalotta, vittima una giornalista

Roma, violentata nel garage di casa

“Nella capitale stupratore seriale”

– L’ha violentata nel garage di casa, mascherandosi il volto con un passamontagna, minacciandola con un coltello. L’ha fatto tra le 2 e le 3 di notte a Tor Carbone, un quartiere borghese a

Roma Sud. Uno stupro che sembra la copia di quello che è accaduto un mese fa alla Bufalotta, sempre nella capitale ma dall’altra parte della città. Anche allora il violentatore parlava italiano. Troppe analogie per non parlare di uno stupratore seriale.

Nessuno ha sentito le urla. La vittima di ieri notte è una studentessa ventenne. Rientrava a casa dopo una serata trascorsa in compagnia degli amici. Nascosto nell’ombra dei box ha atteso che la vittima scendesse dall’auto appena parcheggiata e le è piombato alle spalle, minacciandola con un coltello a serramanico. Urlare è stato inutile: le spesse pareti di cemento armato del garage isolano il rumore dal resto del condominio. Nessuno poteva sentirla, neppure i suoi genitori che dormivano a soli pochi metri.

Le analogie con la violenza alla Buffalotta. La studentessa è stata trasportata all’ospedale Sant’Eugenio, poi ascoltata dalla squadra mobile. Gli agenti sono convinti che l’aggressore è la stessa persona che il 5 giugno scorso, in un’autorimessa in zona Bufalotta, a nord di Roma, ha violentato una giornalista di 34 anni. Anche il quel caso, il violentatore stringeva un coltello in mano, indossava un passamontagna nero e scelse di colpire la vittima nel garage condominiale a notte fonda. Lasciò però una traccia: la sua firma biologica sul nastro adesivo che usò per legarle le mani e tapparle la bocca. La Scientifica riuscì a ricavare dai frammenti di pelle lasciati sulla colla del nastro adesivo, il Dna dello stupratore. Un indizio che sarà comparato con gli altri rilevati nella violenza sessuale della scorsa notte.

“Credevamo fosse un quartiere tranquillo”. Il garage a Tor Carbone, teatro dell’ultimo stupro a Roma, è ricavato nei fondi un condominio che si affaccia su una stradina silenziosa, in zona Ardeatina, nei pressi della Fondazione Santa Lucia, molte villette bifamiliari circondate da giardino. C’è un cancello automatico che chiude l’ingresso alla rimessa. “Non abbiamo sentito nulla stanotte”, racconta Angelica, una coetanea della vittima che abita vicino. “D’altra parte il garage è sotterraneo ed è molto difficile sentire rumori. E’ la prima volta che succede una cosa del genere in questa zona. Finora tutti la consideravamo un quartiere molto tranquillo”.

°°° Vorrei solo far notare sommessamente che PER UN UNICO STUPRO, successo in quasi quindici anni a Roma, sotto le amministrazioni Rutelli e Veltroni, ci hanno fatto due coglioni così per mesi e mesi a reti unificate. Da quando sono arrivati loro, queste (ed altre) porcate SUCCEDONO TUTTI I GIORNI.

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