Altro cemento, altre porcilaie in arrivo

L’annuncio del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli
dopo il sì della Conferenza unificata Stato-Regioni e del Cipe

Approvato il piano casa

“100mila alloggi in 5 anni”

Altero Matteoli

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ROMA – Approvato il piano casa. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe. “L’obiettivo è quello di

realizzare centomila alloggi in cinque anni” annuncia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

Il piano, aggiunge Matteoli, prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale.

Beneficiari saranno nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni in Italia o da cinque nella stessa regione.

“Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti. Il piano – sottolinea Matteoli – consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per tre miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Tra l’altro è prevista la valorizzazione di aree demaniali con la loro riqualificazione urbana”.

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(di Antonio Cianciullo)

Case: tanto cemento per nulla

Ha senso varare un piano casa che punta solo sulla quantità? Forse sarebbe opportuno cominciare a mischiare le carte: invece di pensare per compartimenti stagni, inserire la questione ambientale nel vivo delle singole scommesse economiche. Il terremoto climatico che ci attende richiede decisioni coerenti, capacità di progettare il futuro evitando oggi danni che diventeranno ancora più visibili domani. Gli edifici consumano circa il 40 per cento dell’energia che utilizziamo: se non si punta sul miglioramento della qualità sarà difficile raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni serra e di efficienza energetica decisi dall’Unione europea.
In altri paesi questo legame è ormai assodato anche dal punto di vista dei benefici in termini di occupazione. Negli Stati Uniti hanno calcolato che con 100 miliardi di dollari spesi per rendere più efficienti le case si possono creare due milioni di posti di lavoro. In Gran Bretagna tutte le case costruite dopo il 2016 e tutti gli edifici commerciali costruiti dopo il 2019 dovranno essere a emissioni zero.
L’Italia invece resterà a macchia di leopardo. Come nota Legambiente, avremo un sistema di regole diverso in ogni Regione: Toscana, Provincia di Bolzano e Puglia hanno posto seri vincoli al piano casa mentre Veneto e Sicilia hanno puntato sull’aumento delle cubature. In metà delle Regioni varranno gli standard energetici che permetteranno di migliorare l’efficienza degli edifici. Nell’altra metà si potrà continuare a costruire male, danneggiando chi in quegli edifici andrà a vivere e l’ambiente.

°°° Due parole sulla bio-edilizia le avrei volute spendere anch’io, ma Cianciullo è stato abbastanza esaustivo. Che dire? Mai aspettarsi che questi destronzi malavitosi e ignoranti vadano oltre le tangenti e la costruzione di vere e proprie porcilaie, che erano VECCHIE anche 60 anni fa.

berlusconivespaty7

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