Camorra e politica, 55 fermi in tutta Italia chiesto arresto ex sottosegretario Cosentino. I magistrati: “E’ il referente politico dei Casalesi”

°°° E DOVE STA LA NOVITà?

Maxiblitz a Gomorra
richiesta di arresto per Cosentino

Scattano 55 arresti a Casal di Principe. Si indaga su ipotesi di voto di scambio per le amministrative 2007 e 2010, coinvolti politici e imprenditori

di DARIO DEL PORTO

Maxiblitz a Gomorra richiesta di arresto per Cosentino

Blitz con 55 arresti a Casal di Principe e su tutto il territrio nazionale, coinvolti anche politici. Chiesto l’arresto per il deputato del Pdl, ex sottosegretario nel governo Berlusconi, Nicola Cosentino. I reati attribuiti al parlamentare sono: concorso in falso, violazione della normativa bancaria e reimpiego di capitali. Nella richiesta di arresto il

parlamentare viene definito “referente politico nazionale del clan dei Casalesi”.

L’ALTRA ACCUSA/Una pentita racconta

Il referente del clan – La richiesta di arresto per Cosentino è firmata dai pubblici ministeri Antonello Ardituro, Francesco Curcio, Giovanni Conzo ed Henry John Woodckock, il blitz che ha portato al fermo di 55 indagati dal gip Egle Pilla. Per Cosentino è la seconda richiesta di arresto: attualmente è imputato di concorso esterno in associazione camorristica perche ritenuto anche in quel caso il “referente politico nazionale” del clan dei Casalesi.

IL PERSONAGGIO/Lepore va in pensione

La Procura anticamorra di Napoli ipotizza per gli arrestati nel blitz i reati di associazione camorristica riciclaggio, falso, corruzione per camorristi, politici appunto e imprenditori.

LO SCRITTORE/Saviano e il narcotraffico

Il principe e la ballerina – L’operazione denominata in codice “il principe e la ballerina”, dove la ballerina sarebbe la scheda elettorale, fa luce infatti su ipotesi di voto di scambio per le amministrative 2007 e 2010 nel comune di Gomorra.

L’INTERVISTA/La città violenta, parla Pennasilico

Arresti da Nord a Sud - I provvedimenti restrittivi colpiscono in particolare elementi riconducibili alle fazioni Schiavone e Bidognetti del clan dei Casalesi. Come detto, tra i destinatari anche esponenti politici di rilievo nazionale e locale, personaggi del mondo bancario e imprenditoriale attivi oltre che in Campania anche in Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

LE IMMAGINI/Fiorella Mannoia testimonial anticlan

L’affare del centro commerciale – L’inchiesta della Dia verte sulla costruzione di un grande centro commerciale nel comune di Casal di Principe. Cosentino è accusato di avere fatto pressioni su funzionari di una agenzia Unicredit di Roma affinchè concedessero un imponente finanziamento a esponenti del clan dei Casalesi per la realizzazione del centro commerciale. Gli inquirenti hanno ricostruito che il finanziamento venne concesso ma successivamente in parte bloccato perchè la documentazione presentata era falsa. Il parlamentare del Pdl avrebbe anche imposto al dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di dare via libera alla concessione per la costruzione del centro in violazione di tutte le norme urbanistiche.

Politici asserviti, osmosi patologica- L’inchiesta ricostruisce analiticamente i rapporti tra una parte della classe politica di Casal di Principe e il clan camorristico dei Casalesi. “Si tratta di un’osmosi – scrive il gip Egle Pilla nell’ordinanza di custodia cautelare – che genera effetti patologici nei settori più rilevanti della vita sociale e politica della provincia casertana: quello elettorale, quello economico e quello istituzionale”. “Intorno a questo intreccio – prosegue il gip – si muovono enormi interessi economici del clan dei Casalesi e i politici coinvolti sono asserviti al sodalizio camorristico. E ciò che avviene in snodi fondamentali e sensibili dell’attività economica: nell’apertura di centri commerciali, nelle attività edilizie e nella fornitura del calcestruzzo. Ed i poteri della politica e dell’ente mafioso si saldano nel momento più solenne ed importante della vità democratica: il momento elettorale”.

Cosentino, richiesta arrivata alla Camera – La richiesta di arresto per l’esponente del Pdl Nicola Cosentino, inviata dalla Procura di Napoli nell’ambito di una inchiesta sulla camorra, è arrivata sul tavolo del presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera Pierluigi Castagnetti.

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