“Niente informazioni, né servizi: è l’accoglienza turistica sarda” Se ne accorgono oggi! Lo dico e lo scrivo da 45 anni!!! Sempre peggio.

IL DESERTO TOTALE IN PORTI E AEROPORTI.

Benvenuti nell’isola dell’accoglienza fai da te. Metà mattina, domenica di fine giugno, l’area arrivi dell’aeroporto “Riviera del Corallo” di Alghero poco dopo mezzogiorno si riempie di facce pallide e sorridenti provenienti da Dortmund, ricca città industriale della Germania. Insieme a tanti tedeschi di tutte le fasce di età, dal volo Ryanair appena atterrato a Fertilia scende una coppia di giapponesi.

Sguardi spaesati, forse anche un po’ stanchi dal viaggio, i turisti orientali non sembrano due che si scoraggiano facilmente. Zaino in spalla e infradito che sporgono da una tasca laterale, dopo due ore di volo dalla Germania la coppia di asiatici non chiede molto al posto in cui si trova per la prima volta nella vita: due informazioni su cosa vedere di interessante nella zona, dove andare a dormire e a che ora parte il prossimo autobus per il centro di Alghero.

La grande “i” di informazioni al centro dello scalo attira la loro attenzione. La collocazione scelta dal sistema turistico locale per l’infopoint dell’aeroporto è strategica, perfetta, è impossibile non vederla. Ai due turisti giapponesi provenienti dalla Germania (due posti che non scherzano affatto quando si tratta di efficienza e di servizio agli utenti) basta voltare lo sguardo verso destra per scorgere l’isola esagonale su cui campeggia la “i” rassicurante.

Molto meno rassicurante è quello che si trova sotto il cubo blu su cui è stampata la lettera che in quasi tutte le lingue del mondo è sinonimo di informazioni: tre maxi schermi spenti e ancora più giù due postazioni desolatamente vuote. «L’ufficio informazioni? È chiuso e non sappiamo se e quando riaprirà», commenta allargando le braccia la dipendente di una delle società che a pochi passi dall’infopoint deserto noleggiano auto.

«Siamo noi a dare le informazioni ai turisti – spiega la dipendente dell’autonoleggio – l’ufficio informazioni è chiuso da gennaio e allora siamo noi, sia a chi noleggia la macchina sia a chi si ferma per avere due dritte su come spostarsi, a dare le risposte che dovrebbe dare l’infopoint dell’aeroporto».

di Luca Fiori

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Poesia scritta di getto per le mie amiche-compagne e per i guerrieri ora presenti in rete. E special per quelli su twitter.

(c) Luciosalis 2014

LE PAROLE SE NE VANNO

 

Le parole se ne vanno

Si fanno i loro giri e a volte tornano

Tornano quando non servono

Più.

Oppure servono,

ma tu non sai comporle in modo armonico.

Le peschi a caso

Come ciliegie da una cesta mista

Dove ci sono le buone

Confuse con le marce.

Le parole son terribili

Ti vengono alla mente per le scale

Quando te ne stai andando.

Ma loro rimangono lì,

immobili,

di giorno, mentre i bimbi vanno a scuola.

Di notte,

quando si consumano i drammi

nei letti stanchi

dopo  giornate amare.

Le parole stanno lì,

Lungo le scale,

in attesa che una voce le riprenda.

In attesa di una rabbia che fa danno.

Le parole se ne vanno

Ma ritornano alla mente nella notte

Quella notte che tu non puoi dormire

Quella notte che ti serve per decidere.

 

Le parole non lo sanno

Che possono servire per uccidere.

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