Questa volta lo Stato c’è e un Premier VERO c’è, e non si sentiranno gli sciacalli di regime ridere al telefono per i loro sporchi affari dopo sisma.

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25 agosto 2016

Sciacalli senza onore: questa volta non vogliamo sentir ridere nessuno

Gli sciacalli sono tanti e alcuni attendono un pasto ancora più ricco. Come dimenticare la risata degli imprenditori legata al terremoto dell’Aquila

Arrivano anche questa volta. Avremmo voluto non raccontarlo, ma le esperienze passate ci hanno insegnato che purtroppo è una costante. Puntuali con i corpi ancora caldi sotto le macerie, si avvicinano gli sciacalli. E razziano. Così, come se fosse una cosa normale. Senza cuore. Senza onore. Senza remore. Approfittano di morte e distruzione, mettendo addirittura  a repentaglio la propria vita pur di arraffare quanto possono. E anche questa volta vengono visti. Frugano nelle macerie delle vite crollate di chi alle 3.36 di due notti fa ha perso tutto.

Le notizie che arrivano confermano che si moltiplicano gli episodi di sciacallaggio nelle zone terremotate, sopratutto in località Pescara del Tronto, nelle Marche. Racconta il sindaco, Aleandro Petrucci: “Purtroppo nella notte ci risultano casi di sciacallaggio che però la polizia è riuscita a bloccare, anche perché c’è un cordone di sicurezza attorno alle macerie che impedisce a chiunque di avvicinarsi troppo. Ci hanno segnalato diversi casi di persone che vengono dicendo di voler aiutare la popolazione e i soccorritori, ma in realtà sarebbero ‘sciacalli’”.

Contro lo sciacallaggio è stata messa in piedi una grande task force composta di uomini dei carabinieri e della polizia, sin dalle prime ore successive al sisma. Su questo terreno si è impegnato personalmente il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che coordina la macchina dei soccorsi.

Ma gli sciacalli sono tanti e alcuni attendono un pasto ancora più ricco. Come dimenticare la risata degli imprenditori legata al terremoto dell’Aquila diventata il simbolo del cinismo e dell’avidità.

Pierfrancesco Gagliardi e suo cognato Francesco Piscicelli furono intercettati mentre e si raccontavano di quanto avessero riso ridevano al telefono, subito dopo il terremoto che aveva colpito l’Aquila, parlando apertamente dei grandi affari che sarebbero stati possibili con la ricostruzione.

L’Italia rimase indignata e ancora oggi è difficile voltare pagina.  Stiamo attenti: gli sciacalli più voraci sono proprio quelli

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TERREMOTO. Gli sciacalli della setta padronale cominciano con le loro bufale e il loro sciacallaggio.

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26 agosto 2016

E al terzo giorno già spuntano sciacalli politici

Certo che bisogna discutere ma non seminare nuove tensioni

Era troppo bello un clima di sospensione della polemica politica. Non siamo ancora alle baruffe da talk show, ma qua e là già si percepisce una voglia di farsi notare, mettere bandierine, menare le mani. Naturalmente speriamo di sbagliare ma forse siamo ai primi sciacallaggi politici. 

In questa fase tutto serve tranne che la demagogia, le recriminazioni. Brutto dirlo, ma quando senti personaggi strologare su presunti ritardi dei soccorsi – come ha fatto questo Aldo Giannuli, uno degli “intellettuali” d’area M5S stamane a Omnibus – si ha l’impressione che gli sia dispiaciuto che i soccorsi, come lui sa, siano stati tempestivi e efficaci.

Di un altro “intellettuale”, che però ha rotto con Grillo, cioè Paolo Becchi, che volgarmente insulta Delrio e i 50 milioni stanziati ieri, non merita parlare.

Poi c’è il deputato M5S Riccardo Nuti, che con un tweet invita legittimamente a versare soldi su un certo conto corrente per i terremotati “che sarà trasparente per chi giustamente non si fida…”. E certo, il tuo conto è buono, degli altri, “giustamente”, non ci si fida. Di quello della Protezione civile, non ci si fida? Ma come si permette?

Non mancano gli intelligentoni-dietrologi. E qui arrivano i pezzi grossi: Luigi Di Maio, per esempio. Che si scandalizza per una cosa ovvia detta da Graziano Delrio a Porta a Porta che aveva accennato alle possibilità occupazionali quando si tratterà di ricostruire, un concetto banale che però non ha impedito al vicepresidente della Camera, nonché candidato M5S per palazzo Chigi, di tuonare: “Delrio a Porta a Porta dice che i terremoti creano Pil. Lo dica alle famiglie delle vittime! Il ministro deve chiedere scusa”.

Infine, c’è il disgustoso parallelo istituito da Libero, “Vittime del sisma in palestra, extracomunitari in albergo” – che per la verità era stato improvvidamente creato ieri da quel povero Bertolaso – che potrebbe diventare lo slogan di Salvini.

Sono primi scricchiolii di quella concordia nazionale giustamente invocata dal premier. Che non significa non discutere – è il timore di settori della sinistra sempre avida di dibbbattiti -, significa semplicemente evitare di seminare nuovi odii e tensioni, l’ultima cosa di cui c’è bisogno.

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