La cameriera che accusa Strauss-Kahn «Ho detto la verità» IO CREDO A LEI.

«Ho detto la verità, anche lui lo sa»

La cameriera che accusa Strauss-Kahn
si mostra per la prima volta in televisione

La copertina di Newsweek (Ap)
La copertina di Newsweek (Ap)

MILANO – «Dio mi è testimone: ho detto la verità. Lo giuro, Dio lo sa. E anche lui (Dominique Strauss-Kahn, ndr) lo sa». Accetta per la prima volta di svelarsi Nafissatou Diallo, alias «Ophelia», la cameriera del Sofitel di New York che accusa di stupro l’ex direttore del Fondo Monetario internazionale. E così, mostra il suo volto a lungo nascosto in televisione, su Internet e sulla carta stampata, con due lunghe interviste a Abc e a Newsweek.

In televisione
Rcd

RACCONTO – «Ho detto agli inquirenti ciò che mi ha fatto quell’uomo. Non ho mai cambiato versione. Io so bene cosa mi ha fatto» si difende la donna, la cui credibilità è stata nell’ultimo mese messa in dubbio. «A causa sua mi chiamano prostituta – attacca ai microfoni della Abc – Voglio che vada in carcere. Voglio che sappia che vi sono dei posti dove non può usare il suo potere e i suoi soldi». Poi i dettagli su quanto, secondo lei, sarebbe accaduto nella lussuosa stanza del Sofitel: DSK era «come pazzo» dice a Newsweek. La donna aggiunge anche che non sapeva chi fosse Strauss-Khan e di essere rimasta «terrificata» quando l’ha scoperto: «Guardavo Channel 7 e hanno detto che quell’uomo, io non lo sapevo, doveva diventare il prossimo presidente della Francia. E ho pensato, adesso mi uccideranno».

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