C’è un complotto europeo contro Raggi? GOMBLOTTO! Anche la Germania boccia la sua gestione di Roma

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano il nostro paese. Oggi articoli di Sueddeutsche Zeitung, Mundo, New York Times, Figaro…

C'è un complotto europeo contro Raggi? Anche la Germania boccia la sua gestione di Roma

Roma, un anno di disastri

Berlino, 22 giu – (Agenzia Nova) – A un anno esatto dalla sua elezione, il sindaco di Roma Virginia Raggi, esponente del Movimento 5 stelle, ha tenuto una conferenza stampa nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio per presentare i risultati conseguiti dalla sua amministrazione. L’evento è avvenuto proprio in concomitanza con la fine delle indagini della procura della Capitale in merito ad alcune nomine al Campidoglio che potrebbero portare al rinvio a giudizio del sindaco per abuso di ufficio e falso. Se Raggi dovesse andare a processo, il prossimo autunno o in inverno, alla vigilia delle prossime elezioni politiche, ciò rischierebbe di nuocerebbe non poco al Movimento 5 stelle. Il bilancio del primo anno di amministrazione Raggi, scrive la “Sueddeutsche Zeitung”, è pessimo: i servizi cittadini sono peggiorati durante questo anno e il 70 per cento dei romani si dicono insoddisfatti del sindaco, così come un elettore su due del suo partito.

Leggi l’articolo del Sueddeutsche Zeitung

La Cassazione italiane e la Corte suprema russa siglano un accordo di cooperazione

Mosca, 22 giu – (Agenzia Nova) – La Corte suprema della Russia e la Corte di Cassazione d’Italia hanno firmato un accordo di cooperazione. Lo ha annunciato l’ufficio stampa della Corte suprema russa. L’accordo, spiega la nota, “ha l’obiettivo di sviluppare i rapporti di lavoro e promuovere la cooperazione tra le due Corti supreme nel contesto del sistema giudiziario e in altri settori giuridici”. L’accordo prevede lo scambio di esperienze tra le parti per il miglioramento del sistema giudiziario, il rafforzamento del ruolo e del prestigio della magistratura, le attività delle varie istituzioni giudiziarie, l’indipendenza dei tribunali e la formazione dei magistrati. “Le giurisdizioni superiori hanno deciso di informarsi reciprocamente circa la legislazione di base in materia di organizzazione e funzionamento del sistema giudiziario e la formazione della magistratura”, afferma il comunicato rilanciato da “Ria Novosti”.

Leggi l’articolo dell’Interfax

 

L’ex premier Berlusconi, di nuovo al centro della scena politica, attacca i 5 Stelle

New York, 22 giu – (Agenzia Nova) – L’ex premier italiano Silvio Berlusconi, di nuovo al centro della scena politica dopo i buoni risultati ottenuti dal suo partito, Forza Italia, alle recenti elezioni locali, ha rivolto un attacco al Movimento 5 stelle, definendolo un pericolo per il paese. “”Io sono sceso in campo contro il pericolo comunista. Adesso c’è un altro pericolo, quello di Grillo (il comico Beppe Grillo, co-fondatore del Movimento 5 stelle) e dei suoi sostenitori. Il centrodestra deve rimanere unito”, ha detto l’ex premier, che ha anche accusato i grillini di non saper fare nulla: “l’80 per cento di loro non hanno fatto alcuna dichiarazione dei redditi. Quelli di M5s hanno fatto saltare l’accordo sulla legge elettorale perché vogliono stare lì per guadagnare l’indennità”. Berlusconi è incandidabile dopo una sentenza di condanna per evasione fiscale comminatagli nel 2013, ma ha presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, e si è comunque impegnato a fare campagna elettorale per il suo partito in vista delle prossime elezioni politiche, con l’obiettivo di “superare il 20 per cento dei consensi”.

Leggi l’articolo del New York Times

 

 

Intesa Sanpaolo vuole comprare 2 banche per 1 euro

Parigi, 22 giu – (Agenzia Nova) – Intesa Sanpaolo, la prima banca italiana al dettaglio, ieri mercoledì 21 giugno si è offerta di acquisire al prezzo simbolico di 1 euro la parte sana delle due banche venete in difficoltà, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato l’offerta a condizione che l’operazione non abbia alcuna incidenza sulla ratio di solvibilità dell’istituto e sulla sua politica di distribuzione dei dividendi: “La potenziale transazione, di conseguenza, esclude qualunque aumento di capitale per Intesa Sanpaolo”, ha dichiarato la banca in un comunicato ufficiale. Le due banche venete in questione potrebbero essere smembrate dopo una ricapitalizzazione con fondi statali ed il conferimento dei loro crediti irrecuperabili ad una struttura di liquidazione (bad bank).

Leggi l’articolo del Figaro

 

Nel sud dell’Italia, i centri di accoglienza per i giovani migranti sono strapieni

Parigi, 22 giu – (Agenzia Nova) – Il quotidiano francese “Le Monde” pubblica un reportage della sua inviata speciale Maryline Baumard realizzato in Calabria e focalizzato in particolare sulle condizioni di vita dei centri di accoglienza per immigrati bambini e minorenni, sommersi dall’enorme flusso migratorio registrato negli ultimi anni e definiti come assolutamente non in grado di fare fronte al probabile aumento degli arrivi di migranti sulle coste italiane grazie alle condizioni climatiche propizie che nella stagione estiva favoriranno la traversata del Mar Mediterraneo.

Leggi l’articolo del Monde

 


 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

 

Berlino: i media turchi attaccano la moschea liberale di Seyran Ates

Amburgo, 21 giu – (Agenzia Nova) – L’avvocato Seyran Ates, 54 anni, fondatore di una moschea liberale nel quartiere berlinese di Moabit, la “Ibn Rushd Goethe”, considerata vicina al movimento del predicatore Fethullah Guelen – oppositore in esilio del presidente turco Recep Tayyip Erdogan – è stato duramente attaccato dai media di ankara. Nella moschea possono entrare tanto le donne senza velo, quanto gli omosessuali: una liberalità cui buona parte dell’Islam guarda con profonda disapprovazione, tanto in Germania che all’estero. L’emittente turca “AHaber” è stata tra le più critiche di Ates. Negli ultimi mesi Erdogan ha esortato senza successo il governo tedesco ad estradare in Turchia i presunti sostenitori di Guelen, che Erdogan ritiene il responsabile del colpo di Stato fallito dello scorso anno. AHaber ha definito il progetto della moschea di Berlino come “uno scandaloso tradimento” con cui la Germania ha mostrato “il suo vero volto”. Forti critiche sono arrivate anche dai quotidiani “Sabah” e “Takvim”. Ates ha subito una pioggia di critiche e minacce su Twitter: “Avevo pensato alla possibilità delle minacce, ma non al fatto che ci diffamassero da parte turca dicendo che siamo sostenitori di Guelen. Questo è semplicemente assurdo”, ha detto l’uomo. L’avvocato è stato minacciato di morte e la sua famiglia in Turchia è stata posta sotto custodia, accusata di far parte della rete di Guelen.

Leggi l’articolo dello Spiegel

 

Francia, Macron vuole un Islam compatibile con la Repubblica

Parigi, 21 giu – (Agenzia Nova) – Per la prima volta ieri sera martedì 20 giugno un presidente francese ha partecipato all’Iftar, la cena che segna la fine del mese di digiuno del Ramadan, organizzata dal Consiglio del culto musulmano (Cfcm): Emmanuel Macron si è presentato nei saloni Hoche a Parigi accompagnato dal suo ministro dell’Interno, Gérard Collomb, per festeggiare la ricorrenza ma anche per mandare un islamica francese, il primo del suo quinquennato. Il presidente ha esortato l’Islam di Francia a proseguire nella “lotta comune contro il fanatismo religioso e la sua diffusione” e ad essere “più compatibile con i valori della Repubblica”: è però necessario, ha detto Macron, che i musulmani francesi abbandonino ed isolino “la pratica di un Islam che organizza una auto-segregazione in seno alla Repubblica e tutto ciò che somiglia ad un ripiegamento identitario, perché”, ha spiegato, “fondare la propria identità politica e sociale solo sulla fede religiosa è come ammettere che in fondo la propria fede non è compatibile con i valori della Repubblica”.

Leggi l’articolo del Figaro
Belgio, identificato l’autore del fallito attentato alla stazione di Bruxelles

Bruxelles, 21 giu – (Agenzia Nova) – Il ministro dell’Interno del Belgio, Jan Jambon, ha annunciato che è stato identificato l’autore del fallito attentato avvenuto nella serata di ieri martedì 20 giugno alla stazione centrale di Bruxelles: tuttavia, ha spiegato il ministro, “è troppo presto per diffonderne il nome”; secondo informazioni anonime raccolte dai media, l’attentatore sarebbe un residente del famigerato quartiere di Molenbeek, la cui popolazione è a maggioranza musulmana. L’uomo ha fatto esplodere una bomba, senza per fortuna fare alcuna vittima, ed è stato abbattuto dalla polizia; l’esplosione ha comunque paralizzato lo scalo ferroviario e provocato un’ondata di panico nel centro della capitale belga. Il governo belga stamattina stessa ha convocato una riunione urgente della cellula di crisi anti-terrorismo: “Ascolteremo l’opinione dei servizi di sicurezza”, ha detto il ministro Jambon, “e valuteremo se prendere altre misure”. Il Belgio è costantemente in massima allerta terrorismo sin dal duplice attentato del 23 marzo 2016 all’aeroporto internazionale e ad una stazione della metropolitana di Bruxelles.

Leggi l’articolo del Soir

 

Iran: ayatollah Khamenei avverte premier iracheno, “mai fidarsi degli Stati Uniti”

Teheran, 21 giu – (Agenzia Nova) – L’ayatollah Seyyed Ali Khamenei, guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran, ha incontrato ieri a Teheran il premier iracheno Haider al Abadi. Khamenei ha elogiato “l’unità e l’armonia delle correnti religiose e politiche” irachene nella lotta contro lo Stato islamico, ha sottolineato la necessità di mantenere l’integrità dell’Iraq e ha esortato Baghdad a non fidarsi dell’alleanza con gli Stati Uniti, riferisce l’agenzia di stampa “Irna” ,che cita le parole dell’Ayatollah: “E’ necessario essere vigili nei confronti degli Stati Uniti e non prestare mai loro fiducia, perché gli Usa e i loro alleati nella regione sono nemici dell’indipendenza, dell’identità e dell’unità dell’Iraq”. Agli Stati Uniti, ha aggiunto Khamenei, “non dovrebbe essere concessa alcuna occasione di seminare discordia o causare conflitti in Iraq. Alle forze statunitensi non può essere consentito di intervenire in Iraq con pretesti come quello dell’istruzione”. Nel corso della conversazione con il premier iracheno, Khamenei è tornato ad accusare gli Usa di aver sostenuto e finanziato l’ascesa dello Stato islamico. Al Abadi ha ringraziato Teheran per il suo sostegno nella lotta contro l’Isis, e ha dichiarato di voler promuovere il rafforzamento dei legami bilaterali in diversi settori.

Leggi l’articolo dell’Irna

Terrorismo: tre arresti a Madrid, trovati “manuali per kamikaze”

Madrid, 21 giu – (Agenzia Nova) – La polizia spagnola ha arrestato questa mattina a Madrid tre cittadini di nazionalità marocchina, uno dei quali ritenuto integrante della sigla terroristica Isis. L’uomo, di 32 anni, aveva per gli inquirenti redatto un copioso numero di guide d’azione, tra cui il “Manuale per il terrorista suicida” o il “Manuale per la jihad elettronica”. Il ministero degli Interni fa sapere che l’arrestato “presentava un profilo estremamente pericoloso, sovrapponibile a quello dei terroristi di recente coinvolti negli attentati in Regno Unito o Francia ed era considerato una chiara minaccia per la sicurezza del nostro paese”.

Leggi l’articolo del Mundo

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Gianni Letta chiede un’intesa al Pd per alleggerire il codice antimafia

Perché non mi stupisce? Ha preso il posto di dell’utri? Il corrotto berlusconi vuole avere le mani libere per continuare a corrompere e a rubare tranquillo.

Incontro in Senato ma Zanda e Finocchiaro chiudono: riforma strategica, si va avanti FI contraria alle misure preventive per i casi di corruzione. Martedì il testo va in aula

di LIANA MILELLA

Gianni Letta chiede un'intesa al Pd per alleggerire il codice antimafia

ROMA – Forza Italia, addirittura con Gianni Letta, cerca di cambiare il codice Antimafia. L’esplicita richiesta arriva al Pd che però, con Zanda e Finocchiaro, ribadisce che si tratta di “un provvedimento strategico”, a cui il governo annette una decisiva “importanza”, al punto di aver perfino pensato, col premier Gentiloni nell’ultimo consiglio dei ministri, di ricorrere al voto di fiducia. A preoccupare Forza Italia che ieri, con Letta e Paolo Romani, ha chiesto al presidente dei senatori Luigi Zanda di fermare il dibattito parlamentare, rinviare tutto alla prossima settimana, e modificare il testo, è una specifica previsione del codice, la possibilità di applicare anche ai reati di corruzione le misure di prevenzione personali e patrimoniali. Nella lista dei reati c’è anche la corruzione in atti giudiziari, per cui è imputato a Milano, nel processo Ruby ter, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

Ieri, quello di palazzo Madama, pareva proprio un pomeriggio tranquillo, anche in vista dell’interruzione dei lavori per i ballottaggi. Tra i provvedimenti da discutere anche il codice Antimafia, un testo di iniziativa popolare, che Repubblica ha inserito tra i ddl strategici da approvare. Niente pubblico in aula. In apparenza non ha stupito più di tanto la doppia votazione – bocciata sia la richiesta di sospensiva che le pregiudiziali di costituzionalità – su esplicita richiesta di Forza Italia, dopo gli interventi di Giacomo Caliendo, Francesco Nitto Palma e il verdiniano Ciro Falanga. Poi ecco il rinvio della discussione generale e del provvedimento a martedì prossimo, prima chiesta dal capogruppo Pd Luigi Zanda e poi fatta propria dal parigrado forzista Paolo Romani.

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La Capitale è diventata un set di un film di fantascienza. E Marino, dopo un anno di fango grillino fu prosciolto COMPLETAMENTE!

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21 giugno 2017

La Capitale è diventata un set di un film di fantascienza

Surreale bilancio della Raggi, ecco i disastri di un anno

Stato etico per gli avversari, stato anestetico per gli adepti della setta: ascoltando la sindaca di Roma dire che tutto va bene, dopo un anno di malgoverno e alla vigilia di un probabilissimo rinvio a giudizio per falso e abuso d’ufficio, questa è la metafora che ci è venuta in mente.

Infatti, assegnarsi un bel sette e mezzo (legittimo e reale, con l’aiutino della matta, ironizzano sul web) mentre Roma diventa il set di un film di fantascienza con cinghiali che razzolano lungo le arterie cittadine, topi che aggrediscono uomini, giganteschi gabbiani che uccidono topi (ci mancano i Lanzichenecchi e siamo a posto), può essere spiegato solo con l’ingerimento di forti dosi di anestetico, qualsiasi cosa il Movimento chiami con questo nome.

Lo stato etico per gli avversari vuol dire che se essi vengono raggiunti da un avviso di garanzia devono dimettersi di corsa dopo essere stati sottoposti alla punizione preventiva della gogna mediatica: l’elenco è lunghissimo ma, per restare a Roma, basta riandare al sindaco Ignazio Marino, quando fu raggiunto da un avviso di garanzia per le spese sostenute con la carta di credito del comune, accuse dalle quali è stato pienamente prosciolto.

Ebbene, come si comportò allora il M5S? Intanto alimentando la campagna contro le inesistenti spese pazze di Marino. E Virginia Raggi che allora sedeva in Consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione? Chiedeva a gran voce le dimissioni del sindaco mentre il grido O-ne- stà, O-ne-stà rimbombava come una maledizione sui corrotti che sarebbero stati spazzati via dall’avvento di una nuova era della trasparenza illuminata dai Raggi del Sol dell’Avvenire.

E un anno dopo, quando la sindaca riceve l’avviso di conclusione delle indagini per falso e abuso d’ufficio? “Andiamo avanti”, dice e aggiunge: “Mi atterrò al codice etico del movimento” che prevede che per le dimissioni serve almeno una condanna di primo grado.

Mettendosi così in salvo anche dal probabilissimo caso che in autunno ella venga rinviata a giudizio e debba dunque subire un processo. Il codice etico, si noti bene, è stato trasformato in codice anestetico solo dopo aver avuto la certezza che, prima o poi, l’avviso di garanzia sarebbe arrivato anche alla sindaca.

Benissimo. Chi, come noi, è sempre stato garantista non potrebbe che plaudire a una simile svolta. Semmai ci fosse. Peccato che non ci sia alcuna svolta, perché il comportamento non è mutato e le inchieste giudiziarie vengono utilizzate, vedi caso Consip, per abbattere gli avversari.

Quanto alle accuse, non si tratta di inezie, come vorrebbero farci credere i corifei della sindaca: abusare del proprio potere per garantire a un proprio fedelissimo una promozione con un superstipendio (caso Romeo) che altrimenti non avrebbe avuto ; oppure dichiarare il falso per proteggere la promozione del fratello di un altro suo fedelissimo, anche in questo caso con lauto aumento di stipendio (caso Marra) non sono proprio bazzecole per un amministratore pubblico.

Tuttavia, l’abbiamo scritto sin dall’inizio, non chiederemo mai al sindaco di dimettersi per un avviso di garanzia. Saranno i giudici a decidere se la sindaca è colpevole o innocente.

Per noi, fino al terzo grado, resta innocente e può restare al suo posto, se è in grado di governare.

Ecco, è proprio questo il punto. Ai nostri occhi e agli occhi dei sette romani su dieci che bocciano il suo operato, il problema è che un anno di governo basta e avanza. Dice che gli è servito a mettere in moto la macchina, che hanno ereditato uno sfascio, etc…, che d’ora in poi Roma cambia. Ma come? Il primo anno di governo ci dà diverse indicazioni.

Partiamo dalle ordinanze del sindaco: su 227 atti ben 149 hanno a che fare con nomine, revoche o deroghe assegnate ad assessori o dirigenti. Stessa cosa è avvenuta in giunta: su 258 delibere, 75 – più di un terzo – riguardano l’assunzione di personale esterno.

La Raggi ha passato gran parte del tempo da sindaco a occuparsi di poltrone: la sua giunta ha messo a contratto 102 collaboratori esterni, dodici in più di quelli nominati da Ignazio Marino, quindici in più dell’era Alemanno.

In un anno sono cambiati il vicesindaco, l’assessore all’ambiente, quello all’urbanistica, due volte il titolare del bilancio. Solo all’Ama si sono avvicendati quattro amministratori delegati e due direttori generali.

Potremmo continuare all’infinito: sul suo principale collaboratore, Raffaele Marra, finito agli arresti domiciliari; sullo stadio della Roma il cui progetto i grillini sono riusciti a peggiorare; sul blocco del completamento della linea C della metropolitana, e mentre i trasporti sono al collasso si immaginano inutili, grottesche e costosissime funivie; dell’emergenza rifiuti abbiamo già detto e poi ci sono i 98 milioni di euro di debiti fuori bilancio sui quali indaga la Corte dei Conti.

Se questa è la realtà dei fatti, concentrarsi sui guai giudiziari della sindaca potrebbe paradossalmente essere un favoloso assist alla sindaca medesima. Intendiamoci: i media, com’è giusto che sia, informino e indaghino sulle bugie della prima cittadina.

Ma la politica non si presti a questo gioco. Trascinare nel fango la sindaca non assolverebbe nessuno, e tanto meno il Pd, dalle sue colpe passate che hanno avuto un ruolo determinante nel determinare la vittoria pentastellata.

Bisogna concentrarsi sui problemi di Roma che in quest’anno sono diventati purulenti. Per togliere la città dalle mani di una cricca incompetente non basta contrapporre bandiera a bandiera, per riconquistare la fiducia dei romani non basta attaccare la svolta a destra della sindaca che dietro le tradizionali parole d’ordine della destra romana (no agli immigrati e ai Rom) cela la sua totale incapacità di governare.

Serve altro, come ha scritto di recente Chicco Testa sul Corriere della Sera: un patto civico che metta insieme le forze produttive, intellettuali, sociali, il mondo dell’associazionismo e del volontariato, le più fresche energie del riformismo romano. E poi, dice Testa, ci vorrebbe un Macron romano, in grado di federare tutto ciò. Il tempo non è moltissimo, anche perché, forse non sarà la politica a dettare i ritmi della partita.

Qualora infatti fosse rinviata a giudizio, la Raggi subirebbe il processo a ridosso delle elezioni politiche del 2018 e siccome non è un processo dai tempi lunghissimi qualora venisse condannata, secondo lo statuto, ancorché anestetizzato, del movimento, dovrebbe dimettersi.

Tanti anni fa, al paese di mio padre, si presentò una lista civica con il simbolo della Sveglia. Ecco, forse è questo il simbolo che servirebbe al dormiente riformismo romano.

http://www.unita.tv/focus/raggi-roma-rinvio-giudizio-ordinanze-spazzatura/

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I SUCCESSI DELLA RAGGI “Fuga Capitale: le imprese stanno lasciando Roma”

Dopo i tg di Sky e Mediaset altri gruppi se ne vanno. Chiusure e trasferimenti ora colpiscono farmaceutica, chimica e petrolio

ROMA

Una città senza guida e senza un progetto. Roma, al contrario di Milano, a un anno dall’insediamento della giunta 5Stelle di Virginia Raggi, è una città senza una missione. Che non sa fare squadra e con una immagine, anche internazionale, in caduta libera. Sino al punto da mettere in fuga molte imprese, perdendo posti di lavoro e centri decisionali. Dopo Sky, che nelle scorse settimane ha annunciato che trasferirà a Milano il grosso della sua redazione e delle strutture tecniche (col corredo di 120 esuberi), e il Tg5 di Mediaset che a ruota sposterà a Cologno 50 giornalisti e 90 tecnici, l’emorragia si è tutt’altro che arrestata. Secondo la Cgil sono circa 11 mila i posti in bilico nella capitale «con la crisi Alitalia, che rischia di impattare su 3-5 mila occupati e le ristrutturazioni del settore chimico-farmaceutico, dove si perdono 200 posti alla volta, che destano le maggiori preoccupazioni» spiega il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola.

 

GRAVE CRISI DI SISTEMA

Dopo l’addio alla Città eterna da parte dei due tg privati entro luglio anche «Consodata » (ex Pagine Gialle, ora Italia on line), che opera nel direct marketing, getterà la spugna «bruciando» un’ottantina di posti. Ma in queste ultime settimane a suscitare allarme nei sindacati sono soprattutto la farmaceutica, che in questa area del Paese rappresenta uno dei settori industriali più importanti, e il comparto petrolifero. «Roma purtroppo sta perdendo la propria vitalità e la propria capacità attrattiva. È una crisi di sistema molto grave», ha sancito nelle scorse settimane il presidente della Regione Nicola Zingaretti. «Ci sono fatti specifici che riguardano accorpamenti, riorganizzazioni, interventi per la riduzione dei costi che non riguardano la perdita di appeal della capitale – spiega il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello -. Dopodiché è innegabile, anche dal punto di vista psicologico, che essere perennemente in emergenza per colpa dei rifiuti o nel campo della mobilità non aiuta». Così come non aiuta «la situazione disastrata delle infrastrutture, che scoraggia i tanti manager delle multinazionali a trasferirsi qui nonostante riconoscano alla capitale un gran fascino. Per non dire poi delle nostre croniche lentezze nel campo della giustizia e della burocrazia».

 

TROPPO POCHI INVESTIMENTI

«C’è un depauperamento di molte attività – denuncia Ilvo Sorrentino, segretario generale della Filctem Cgil di Roma e Lazio -. Nel territorio romano magari restano ancora le sedi legali ma il rischio di deindustrializzazione soprattutto nel campo farmaceutico è concreto, a causa dei pochi investimenti in ricerca e sviluppo che mettono a rischio un settore importante, che esporta sempre tanto, ma ormai maturo». Il bollettino delle partenze si allunga di settimana in settimana: Baxalta lo scorso marzo ha chiuso il suo quartier generale dell’Eur e trasferito 40 persone a Milano; Italchimici, dopo essere stata acquisita da Recordati, ha lasciato la sede legale a Pomezia ma ha trasferito (sempre a Milano) 60 dipendenti e lo stesso ha fatto Mylan, multinazionale americana dei generici, che nella capitale ha lasciato appena 40 persone su 110. E ora, dopo il passaggio ad Alfa Wassermann, si teme per il futuro dell’ex Sigma Tau che già in passato ha lasciato a casa 500 persone e trasferito fuori regione le sue attività di ricerca.  (altro)

http://www.lastampa.it/2017/06/22/italia/cronache/fuga-dalla-roma-capitale-3QdWtgV66u6kFAFDbDrXLJ/pagina.html

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Nel m5$ è sempre colpa di qualcun altro. Sapevatelo. Mai che si assumano una responsabilità.

Marra e l’ira di Raggi:
“Dice che le ho teso un tranello, è da esame psicologico”

Le prove che l’ex braccio destro sapeva della nomina del fratello 

Nei verbali l’ira della sindaca sulle nomine in famiglia. L’ex braccio destro si sfoga con un’amica: “Dice che la dovevo svegliare, che le ho teso un tranello”

di LORENZO D’ALBERGO e GIUSEPPE SCARPA

Roma, l'ironia di Marra su Virginia Raggi: "È da esame psicologico"

ROMA - ”Mi sta addebitando che non sono stato sufficientemente chiaro, aperto. Che non gliel’ho detto dieci volte invece di nove. (Raggi, ndr) mi sta dando dello scorretto”. È nelle nuove intercettazioni dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma l’ennesima prova che Raffaele Marra ha partecipato all’iter che si è concluso con la promozione del fratello Renato alla direzione Turismo del Campidoglio. Un fatto che cozza con quanto sostenuto dalla sindaca Virginia Raggi nella relazione inviata all’Anac subito dopo la nomina. Quell’atto, il documento spedito all’Anticorruzione con cui si è assunta tutta la responsabilità della scelta coprendo l’ex collaboratore, ora rischia di costarle il rinvio a giudizio per falso.

L’ex braccio destro della prima cittadina grillina si confida prima con l’assessore al Commercio Adriano Meloni e poi con l’amica Concetta, conoscenza in comune con l’ex vicesindaco e attuale assessore allo Sport Daniele Frongia. L’ex capo del personale a loro racconta che la prima cittadina pentastellata “è arrabbiatissima. Addirittura ha usato parole del tipo ‘me l’hai messa in c…’”. Poi ridacchia. Ma, come dimostra il turpiloquio, l’inquilina di Palazzo Senatorio è davvero fuori di sé: “È arrabbiata perché non gliel’ho detto sufficientemente. Dice ‘ma non me l’ha fatto capire bene, non me l’ha detto con quella chiarezza che mi serviva. Mi doveva svegliare’. E vabbè, ‘a prossima volta faccio un esame psicologico pe’ capi’ come te lo devo dire. È ‘na follia, guarda”.

Marra riprende e l’amica Concetta annuisce: “O non se n’è accorta o ho comandato io. Dovevo evitare che lei potesse passa’ i guai e non gliel’ho detto. Lei la sta vivendo come un fatto personale, come se io l’avessi tradita… non proteggendola”. L’ex finanziere si difende con gli interlocutori. Non si capacita di come la sindaca Raggi, prima d’accordo nel promuovere il fratello Renato a capo dei vigili, ora sia furiosa per una gratifica di minore entità: “Che dici a fare davanti a 15 persone ‘guarda un po’ che cazzo, io non posso fa’ – perché lei dice pure le parolacce – ‘guarda un po’ che coglioni che non lo posso fa comandante sennò la stampa mi attacca’. E allora devi essere coerente!”. (altro)

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