Articoli marcati con tag ‘assessore’
Lo sfacelo dell’Aquila, ‘Odissea dei terremotati e le minchiate del cazzaro di Hardcore
L’Aquila, si dimette un assessore
“Siamo ostaggio dello strapotere del governo”
Giustino Masciocco, responsabile delle Politiche sociali, scrive al sindaco Cialente: è impossibile lavorare per l’assistenza alle popolazioni terremotate e per la ricostruzione.
°°° Insomma, amici… Finite le passerelle propagandistico/elettorali, rubati i soldi a La Maddalena e alla Sardegna tutta, procurato appalti e mazzette alla loro cricca di malavitosi, coi 480 milioni della UE, berlusconi e bertoladro si sono vaporizzati. Hanno lasciato sfacelo, porcilaie prefabbricate invivibili e già diroccate, tubature che scoppiano, mobili di cartone che cadono a pezzi dopo soli tre mesi, e tanta disperazione e desolazione. Questo ha sempre fatto berlusconi e questo continueràa fare. SE NON LO FERMIAMO!
IL PARTITO DELL’AMORE. A PAGAMENTO…

Moratti “licenzia” un assessore, è accusato di molestie sessuali
Moratti “licenzia” un assessore
è accusato di molestie sessuali
A Milano il sindaco chiede le dimissioni del titolare dell’Ambiente, il pdl Paolo Massari.
°°° Certo che è una malattia di famiglia, ereditata dal loro padroncino: rubare, corrompere, approfittare dei deboli. Questi destronzi, se non pagano profumatamente qualche escort o se non ricattano, forti della loro autorità (Scajola docet)… e quando trombano?
LE MOGLI DI DESTRA SI ANNOIANO (o vanno in cerca di qualche immigrato assatanato)

Milano. Ancora tangenti: avviso di garanzia per l’ex assessore lombardo Ponzoni
Ancora tangenti: avviso di garanzia
per l’ex assessore lombardo Ponzoni
Il politico del centrodestra avrebbe intascato 220 mila euro per agevolare un’operazione urbanistica
°°° Ormai è una carneficina tra questi ladri destronzi.
COMARI, OCCHIO AI TAMPONAMENTI

Assessore legaiolo:”Il Tricolore è carta igienica”
Assessore della Lega su Facebook
“Il Tricolore è carta igienica”
Tra gli iscritti alla pagina, anche l’assessore ai servizi sociali di Malnate Mingardi
L’opposizione in Consiglio comunale ne chiede le immediate dimissioni
°°° Certo che dev’essere triste pulirsi la faccia sempre con la carta igienica! Regaliamo un asciugamano a questo cercopiteco.
L’ASSESSORE MINGARDI NEL SUO UFFICIO

Assessore (Cagliari)Pellegrini… un povero pellegrino
Questo immane cervellone, un vero lumicino della scienza, assessore alla Qultura del comune di Cagliari (il paesone più morto e ignorante del mondo), dice che l’anfiteatro romano del capoluogo sardo - bistrattato e violentato da decenni di malgoverno della destra –
E’ SOLO UN RUDERE…
O COGLIONE!!! Ma perché il Colosseo o i Fori Imperiali cosa sono? Li buttiamo a mare? MABACCAGAI, ignorante!

La società dei magnaccioni
(da l’Unità)
Scoppia la crisi al Comune di Roma
di Jolanda Bufalini
È sparito l’assessore. In giunta mercoledì scorso non c’era. Il sindaco Alemanno, non si sa se in qualità di detective o di principale imputato, a domanda risponde: «Non ci sono novità». Francesco Storace, anche lui celebre per la passione da detective, dice di avere la soluzione del giallo: «Fonti autorevoli mi dicono che l’assessore si è dimesso il 5 giugno, un giorno prima delle europee, in una lettera in cui denuncia il caos delle controllate del comune». I sindacati non confermano la data. «L’ho sentito l’ultima volta venerdì 12», dice Salvatore Biondo, sindacalista della funzione pubblica Cisl «avevamo fissato un incontro sul riassetto delle società comunali per lunedì prossimo». Ma poi la riunione è stata “sconvocata” dal capogabinetto del sindaco Sergio Gallo. L’assessore desaparecido non è un due di briscola. Si tratta di Ezio Castiglione, assessore al Bilancio. Ovvero, secondo Roberto Morassut, «con Urbanistica e Lavori pubblici l’architrave del governo della città». Tecnico da tutti riconosciuto per la competenza, amico personale del sindaco Gianni Alemanno, Castiglione tace. Ma il silenzio anziché dissipare infittisce le nebbie del giallo. Anche perché, ufficiale o «ufficiosa», come sostiene Alemanno, la lettera c’è e dunque anche la crisi. Ma nessuno riferisce in Consiglio mentre si accavallano le ipotesi per la successione. E Maurizio Leo, tecnico targato An, il più papabile, fa professione di stima verso il dimissionario.
La prima pista è quella del «gruppo dei corvi» appollaiato in Campidoglio. «Un manipolo che condiziona il sindaco, svuota il lavoro del consiglio comunale, spossessa la giunta del suo ruolo», sostiene il segretario regionale del Pd Morassut. Il quadrumvirato, secondo Athos De Luca, è formato da Andrea Augello, Fabio Rampelli, Vincenzo Piso, Claudio Barbaro. «Lui cerca di far quadrare i conti, il sindaco di far quadrare le poltrone», stigmatizza Alfredo Ferrari, vice capogruppo Pd alla commissione Bilancio: «Alemanno, invece di preoccuparsi dell’efficienza e della tutela dei lavoratori si affanna a accontentare i potenti del momento». «Confondono il governo della città con il potere», rafforza Morassut.
Il casus belli è un documento di attuazione delle linee guida approvate il 15 maggio 2009 sul «Riassetto del gruppo comune di Roma». Prevede sostanzialmente tre cose: 1) riportare sotto controllo le aziende indebitate. Ama, per esempio, i cui nuovi vertici politicamente targati fanno piani megagalattici e bypassano i controlli tecnici trattando direttamente con il sindaco. Le entrate non migliorano e la pulizia della città è un disastro. 2) La dismissione di quote di minoranza in società di servizi «non strettamente necessari» alla pubblica amministrazione. Fra questi la società Gemma, 20% del comune. Ma quello è un punto di forza dell’Ugl e si sconta la fiera resistenza di Luca Malcotti, sindacalista e consulente del sindaco. O la Multiservizi, che fa pulizie nelle scuole e ha 4000 dipendenti, il comune dismetterebbe il suo 5% ma in favore di Ama. 3) L’integrazione o semplificazione di altre società: un gestore unico per i trasporti pubblici ma, dopo la sparizione dell’assessore i CdA di Atac, Trambus e Metro sono stati prontamente congelati. L’integrazione di Zetema e Palaexpò. Risorse per Roma è invece una società che si trova in una situazione kafkiana. Occupa, ormai, personale qualificato alla progettazione e al controllo del PRG. Ma il Campidoglio continua a ripianarle, unico committente, non dà più commesse. Il piano prevede una verifica economica «propedeutica a un nuovo contratto di servizio».
Ricordate il “buco”? Lo spauracchio agitato da Alemanno appena insediato contro Veltroni. A un anno di distanza si può fare un bilancio: sul piano della riduzione degli sprechi tanti passi in dietro. In compenso il sindaco è riuscito a ottenere 500 + 500 milioni dal governo (2008-2009). Per farne cosa? Investimenti nelle periferie, dice Ivano Caradonna presidente del municipio della Tiburtina, non se ne vedono. Si vedono invece i regali pronti per la rendita fondiaria, per il contenzioso: il più ricco è una roba da 200 milioni per il conte Vaselli a Tor bella Monaca. Ma i comuni, invece di tenere da parte i soldi, dovrebbero combattere giuridicamente fino all’ultimo colpo.
°°° Cari amici, ecco l’ennesima dimostrazione della pericolosità di questa destra. Sono assolutamenti incapaci di governare e di amministrare, dediti come sono soltanto al potere a a mangiare. Altri tre anni così e Roma diventerà una città morta e incolta come una Cagliari o una Potenza qualunque.
I CITTADINI ROMANI SONO PIENI DI DUBBI E DI PENSIERI BRUTTI.
IL CAZZARO ALEMAGNO
IN CAMPAGNA ELETTORALE AVEVA ANNUNCIATO: È UN INUTILE CARROZZONE, LO CHIUDEREMO – MA ALLA VIGILIA DEL VOTO “RISORSE PER ROMA”, IN PROFONDO ROSSO, VARA BEN 16 ASSUNZIONI, TRA CUI AD E VICEPRESIDENTE IN QUOTA FI E AN…
Giovanna Vitale per “La Repubblica – Roma”
In campagna elettorale era uno dei suoi cavalli di battaglia. Quando si trattava di attaccare «il sistema clientelare costruito dal centrosinistra in quindici anni di governo della città» il non ancora sindaco Alemanno citava sempre “Risorse per Roma” come esempio di «inutile carrozzone» da smantellare appena insediato in Campidoglio.
Un anno dopo, però, non solo l´azienda in house nata nel ‘95 per gestire la dismissione e la valorizzazione degli immobili comunali è ancora là, ricapitalizzata per ben due volte con oltre 12 milioni di euro, ma ha appena proceduto a 14 nuove assunzioni in pianta stabile, che diventano 16 se si contano anche quelle a termine dell´amministratore delegato Maurizio Bonifati (area Forza Italia) e del vicepresidente Alfredo Tirrò (già dirigente provinciale di An). Niente male per una società che doveva essere chiusa. E per di più a un passo dall´insolvenza a causa della perdurante mancanza di commesse da parte del Campidoglio.
A denunciarlo, in un´informativa consegnata alla giunta e ai sindacati, è stato l´assessore al Bilancio Ezio Castiglione. Il quale, l´8 aprile, scrive che «l´importo della ricapitalizzazione, in assenza di ricavi contabilizzati dall´azienda e considerato un costo mensile di 1,5 milioni di euro, è sufficiente a tenere in vita Risorse per Roma fino a metà maggio». Termine entro il quale il Campidoglio avrebbe dovuto intervenire – con nuovi fondi, nuove commesse o stipulando un contratto di servizio – per evitare di portare i libri in tribunale.
Tuttavia, proprio in quei giorni difficili, cosa fa il cda? Stabilisce di assumere nuovi dipendenti, in aggiunta ai 216 già in organico e ridotti a far nulla. Nell´ordine: 2 autisti (sebbene Risorse ne abbia già 3), 6 quadri, 4 addetti alle relazioni esterne, persino un´hostess e un´assistente dell´amministratore delegato. La quale si dimette da AceaElectabrel (società quotata) per entrare nell´azienda comunale. Ciliegina sulla torta? Il contratto di consulenza a una esperta di comunicazione che, guarda caso, pochi giorni prima aveva firmato un´intervista al presidente Kappler su un periodico del Rotary club.
°°° Vedete, amici? Questi magnaccia sparano cazzate su cazzate contro gli amministratori seri, imputandoli calunniosamente di azioni che POI LORO COMMETTONO DAVVERO! Io ricordo dei “dieci miliardi di buco” che, secondo Mafiolo e Alemanno, avrebbe lasciato Veltroni. Ovviamente, non è assolutamente vero. Quei soldi sono investiti in infrastrutture monumentali (di cui Roma aveva assoluto bisogno) e che sono in via di ultimazione. Mentre DIECI MILIARDI VERI di rosso, quelli sì, li ha lasciati francesco storace, allora an, quando era l’allegro presidente della regione Lazio… solamente in campo sanitario! E credo che esista ancora un’indagine aperta che lo riguarda, insieme all’ex segretario particolare di Fini e anche alla ex signora Fini. Questi sono fatti.
IL GATTO TERRORISTA DI ALEMAGNO
Da Travaglio
La Camera degli imputati
Tira una gran bell’aria, in Sicilia. Il viceministro Gianfranco Miccichè (Pdl) dà del «farabutto» al coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castiglione, già condannato in primo grado per turbativa d’asta a 10 mesi per gli appalti truccati dell’ospedale di Catania. Il governatore Raffaele Lombardo, indagato per abuso d’ufficio con Cuffaro dell’Udc (hanno messo in piedi un ufficio stampa di 20 giornalisti, tutti capiredattori, roba che nemmeno la Casa Bianca), azzera la giunta e ne fa una nuova. Continuerà a farne parte l’assessore ai Beni Culturali, Antonello Antinoro (Udc), indagato per voto di scambio mafioso nel silenzio dei due magistrati antimafia, Russo e Ilarda, che fanno parte della stessa giunta. Antinoro è pure candidato alle Europee: se tutto va bene, lo esportiamo a Strasburgo. Per non farci mancare nulla, Piercasinando ha riportato alla Camera l’ex governatore siciliano Giuseppe Drago: l’anno scorso, quando fu eletto, era già stato condannato in appello a 3 anni per peculato, con interdizione perpetua dai pubblici uffici (nel 1998 scappò con la cassa dei fondi riservati al governatore, poi disse di averli spesi in beneficenza, ma non era vero). Ora la Cassazione ha confermato condanna e interdizione, portando a 17 il numero dei pregiudicati nel Parlamento italiano. Ma, anziché mettere Drago alla porta, la giunta per le elezioni della Camera ha avviato una lunga procedura per vedere se sia il caso di eseguire una condanna definitiva (per Previti impiegò 2 anni). Intanto prosegue il dibattito nel Pd per vedere se sia il caso di allearsi con l’Udc. Auguri.


















