Auguri a Spatuzza!

Gli auguri di Santoro,

indirizzati anche a Repubblica e a Marco Travaglio, non sono piaciuti a Maurizio Gasparri, non presente in studio. «Santoro è impudente e provocatore. Lui e il frequentatore di condannati per mafia – dice l’eponente di maggioranza riferendosi probabilmente a Travaglio – sono i creatori della tv dell’odio che genera violenza. Sono di fatto i fiancheggiatori dei peggiori fenomeni che avvelenano la vita del Paese». «Ed è uno scandalo – aggiunge Gasparri – che questa gente faccia tutto ciò con le tasche piene di soldi dei cittadini. Annozero è una pagina oscura della vita italiana. Un’area sottratta ai valori della libertà e della democrazia. Sì. Sono i mandanti morali della violenza in atto». Gli fa eco Daniele Capezzone: «Sto assistendo all’ennesima puntata di Annozero: tutto è ossessivamente e sistematicamente rivolto contro una sola parte» dichiara il portavoce del Pdl . «La domanda, a questo punto – prosegue in una nota – è tanto semplice quanto chiara: perché dobbiamo pagare il canone per stipendiare Santoro e Travaglio e subire simili esempi di scatenata faziosità?». (Corsera)

°°° Mi associo agli auguri di Santoro e certifico che i due pappagallini del mafionano sono sempre più simili alle loro stesse caricature. Se non fossero essi stessi delle irresistibili caricature, di portaborse miracolati e corrotti e ominicchi da comic streep.

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Auguri, silvio!

AUGURI, SILVIO!

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OPS… SBAGLIATO  FOTO…

b+capello

Oggi, il vostro presidente del consiglio, il migliore degli ultimi 150  anni, compie 74 anni. Bondi aveva provato ad accendere le 74 candeline sulla torta allegorica a forma di Italia, ma sono arrivati prontamente gli uomini di Bertolaso con le autopompe, gli elicotteri e i canadair per spegnere l’incendio. Un vero e proprio oceano d’acqua del lago di Bracciano su palazzo Grazioli.

Se non altro, Gasparri e Cicchitto si sono finalmente datti una lavata. E’ andata peggio a Capezzone: quello non chiude mai la bocca e ha rischiato di annegare.

Io però voglio fare personalmente gli auguri a Silvio Berlusconi, anche se, per dirla con Mark Twain, è dotato di una stupidità che se distesa appena un po’ farebbe il giro del globo quatto volte, con tanto di nodo finale“.

Per i milanesi Doc  quest’uomo è

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Auguri, Romano!!!

Dopo tanto spazio dedicato al mentecatto brianzolo che dal 1990 devasta l’Italia, un abbraccio a un uomo vero, a un grande Statista, a un galantuomo.

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prodi


Il Professore compie 70 anni. Avviso al Pd: no ai giochi di tessere
Nel “castelletto” di Bebbio gran raduno di famiglia. Tra gli auguri quelli di Kohl
Prodi: il Cavaliere ha vinto con le tv
ma il centrodestra non è di cemento
dal nostro inviato MARCO MAROZZI

Prodi: il Cavaliere ha vinto con le tv ma il centrodestra non è di cemento

Romano e Flavia Prodi con la torta del 70esimo compleanno
BEBBIO – Berlusconi? “Direi il piatto vuoto”. E il giornalista tedesco, per essere sicuro che i suoi lettori capiscano, aggiunge come nota: “Pietanza senza sapore”. Romano Prodi ritorna. Compie 70 anni e torna: come professore, economista, maratoneta. Non come politico. Solito ritornello. “Ho chiuso. E sono una persona seria”. Non si fa intervistare, poi la politica spunta quando il giornalista di ADAC reisemagazin lo trascina a discutere di cibi e piatti, bellezze d’Italia e della vita. Dai Bertoluccci a Fellini, dai portici alla gente. Lui si santifica come Mortadella, per il suo storico avversario non spreca paragoni.

Il ruolo del Grande Vecchio lo intriga adesso che è dimagrito e tutti gli fanno i complimenti. Al Pd lancia indicazioni. “Da iscritto”. Indicazioni pesanti. Su come andare al congresso, non fare trucchi con le tessere, rappresentare genti e territori. Lavorare. Ricordando, “rinnovandosi e rinnovando”. “Io ho comunque vinto due elezioni e la maggioranza di centrodestra non è poi cementata. Berlusconi ha cambiato l’Italia grazie anche alle sue tv e vinto le elezioni del 2008 perché rappresenta lo spirito della maggior parte delle persone. Ma si può cambiare. Io credo che tra i miei connazionali molti preferiscono parcheggiare in seconda fila. Io però sto sempre attento alle disposizioni vigenti”.

Anche la vecchia Mortadella può servire con una risata. “E’ una eccezionale specialità di Bologna. La città detta la Dotta e la Grassa. Amo questi due appellativi, segni di due grandi identità. La cultura in quanto conoscenza, l’università più antica, il professore. E la cultura del mangiare bene. La Mortadella è un insaccato della tradizione, appartiene alla gente semplice, ai lavoratori. E in più va preparata in modo accurato e con l’utilizzo di ottimi prodotti e in tante varianti”.

Il cuore batte per Pierluigi Bersani, ma Prodi saluta il fatto che con l’ex comunista ci siano cattolici come Rosi Bindi ed Enrico Letta e con l’ex dc Dario Franceschini ci siano ex comunisti come Piero Fassino e Sergio Cofferati. “Guarda te, due dell’Emilia – Romagna. Con il Pci quando si celebrava la regione rossa mai era successo. E nella Dc l’unico fu Zaccagnini”. L’Ulivo nella storia e nel futuro? “Rimescolare – è lo slogan – . Era la cosa più importante. Il partito ha bisogno di fondere le proprie radici sempre di più. Mi sembra che l’obiettivo sia raggiunto”.

Si allena in Italia, ma deciso a correre per il mondo. Prepara il nuovo corso alla Brown University, uno dei sette atenei più importanti d’America. Studia la possibilità di un corso su Europa ed economia che gli hanno offerto all’ateneo di Shangai. Gli hanno chiesto di fare trasmissioni tv nel paese asiatico in marcia verso tutto. Vede se l’Onu gli confermerà il suo incarico sui peacekeeping in Africa. Macina chilometri per New York, per una maratona mitica che l’anno scorso uno strappo gli vietò quasi sul nastro di partenza. Si commuove alla lettera di auguri di Helmut Kohl, in tedesco, piena di affetto ben oltre la politica. Si industria per rispondergli nella stessa lingua. “Ci siamo sempre capiti benissimo. Abbiamo un retroterra simile, l’educazione cattolica. Io l’ho sempre ammirato, per come semplificava problemi enormi. Fino ad arrivare ad un si o ad un no”.

Settant’anni. Dal 9 agosto 1939. La famiglia immensa l’aspetta, nel casone sulle colline di Reggio Emilia. “Ma niente festa. Al massimo si riflette. Poi se ci siamo vedremo per gli ottanta”.
Otto fratelli, dacché Giorgio “il più intelligente” è morto più di vent’anni fa, oltre cento fra figli, nipoti, coniugi e affini.
Pranzo all’aperto, se non piove. Torta e niente celebrazioni. Anche se qualche pellegrino arriverà. Non politico, comunque. I prodiani non esistono più come gruppo, il Prodi-pensiero ritorna. Dopo l’ira della caduta, “disfatta”, la riflessione è sul Pd. “I partiti sono essenziali, ma come dice la Costituzione devono assicurare il “metodo democratico”. I cittadini, tanto più con la sciagurata legge elettorale voluta dal centrodestra, invece si sentono espropriati da decisioni prese con criteri arbitrari e non comprensibili. Fino al terribile gioco delle “veline””. E ancora una riflessione-messaggio: “Il Pd deve fare del metodo democratico la sua bandiera, rispondere ai suoi elettori e evitare che alla vigilia di ogni congresso si ripeta la lievitazione delle tessere. I delegati devono essere in proporzione dei voti riportati e non dei tesserati. E poi le primarie. L’elettore ha il diritto di scegliere leader regionali che conosce e che, forti di questa legittimazione territoriale, contribuiscano alla elezione dei vertici nazionali”.

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