Cani, spesso migliori degli uomini.

Gli anziani proprietari non potevano più accudirle, ora attendono una nuova famiglia

Lily è cieca, Maddison la guida ovunque
I due alani che commuovono gli inglesi

La storia di due cagnolone dal cuore tenero. Sempre insieme, da qualche tempo sono rimaste senza un tetto

Lily, la cagnolona cieca, e Maddison, il suo «angelo custode»
Lily, la cagnolona cieca, e Maddison, il suo «angelo custode»

MILANO – Sono un duo fuori dal comune e la loro è una di quelle storie che appassionano non soltanto gli amanti degli animali. Due grossi alani, entrambi esemplari femmina, dei quali uno è cieco e l’altro è la fedele compagna e guida, commuovono il Regno Unito. All’età di 18 mesi Lily perde la vista. I suoi occhi da quel giorno diventano quelli di Maddison. Le due non si separano un attimo. Ora aspettano in un canile inglese l’arrivo di una nuova famiglia.

GIGANTI BUONI – È anche una storia d’amore, la loro. Se Walt Disney ci ha regalato con Lilli e il vagabondo la più bella storia d’amore tra cani del grande schermo, quella di Lily e Maddison è ancora più toccante e reale della finzione. Lily, di sei anni, e la sua inseparabile aiutante Maddison, di sette, cercano un nuovo proprietario, un padrone che sia amorevole e che abbia

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L’ipocrisia dei cani al potere, come B. insegna: stravolgere le parole e dire bugie.

La capotreno punita
per aver detto «guasto»

Lettera di Trenitalia: sull’Alta velocità usare altri termini

MILANO – È un po’ come se un idraulico non potesse parlare di «perdite» ai suoi clienti ma solo di «verifiche della tenuta delle tubazioni dell’impianto idrico». Il manuale degli annunci a bordo delle Frecce, Rosse o Argento che siano, è chiaro: in caso di guasto ai passeggeri dell’Alta velocità si deve parlare solo di «controlli tecnici sulla linea». C’è un guasto alla trazione elettrica? Il capotreno consulta la tabella e annuncia il «controllo tecnico».

C’è un guasto ai binari, ai deviatoi? Il capotreno di una Freccia, a differenza del collega di un «treno normale», parlerà sempre di controllo tecnico. Non è andata così il 16 maggio a bordo dell’Eurostar 9455. Per un problema sulla linea, tra Firenze e Roma, il Frecciargento è stato deviato dalla Direttissima alla «linea lenta». La capotreno ha annunciato «un guasto deviatoio». E per quelle parole, veritiere ma non rispondenti a quanto previsto dalla tabella sulle criticità, è finita nei guai: «L’azienda le ha inviato una contestazione disciplinare – fa sapere la rivista dei macchinisti ancora In Marcia ! -, poi le ha notificato una sanzione di 20 euro». La motivazione è scritta in una lettera del 31 maggio firmata dal responsabile della Divisione Frecciargento: l’aver comunicato la presenza di «un guasto deviatoio quando il manuale degli annunci (Mab) per i treni Av non prevede il termine “guasto” e ha utilizzato il termine tecnico “deviatoio” probabilmente sconosciuto ai viaggiatori. Avrebbe dovuto dire invece per “un controllo tecnico sulla linea”».
Di manuali per gli annunci ne esistono tre. C’è il manuale di Rfi per gli annunci nelle stazioni (Mas) redatto con il Dipartimento di studi filologici, linguistici e letterari della Sapienza di Roma. C’è quello per gli annunci a bordo (Mab) usato su tutti i treni. E ce n’è uno ad hoc per Frecciarossa e Frecciargento. Nei primi due la parola «guasto» è prevista. «Anche se poi come successo due domeniche fa a Napoli – dicono da ancora In Marcia ! -, per ore è stato annunciato un problema elettrico omettendo che era deragliato un treno». In quello per l’Av la parola è sostituita con il noto «controllo tecnico». Nei primi due l’«ostacolo in linea» è annunciato come tale («Anche se si tratta di un albero di trasmissione perso da un Pendolino»), in quello per l’Av diventa un generico «ingombro». E in caso di incendio? Tutti e tre prevedono che si parli di «intervento dei vigili del fuoco». «Così come è accaduto per il rogo a Tiburtina: su Viaggiatreno per due giorni i ritardi sono stati motivati con l’intervento dei pompieri».

°°° Questa è la “regola Burlesquoni”: dire libertà al posto di dittatura, amore al posto di servilismo, stiamo lavorando al posto di mi sto facendo i cazzi miei, giustizialismo al posto di giustizia, ecc.

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Cani

Bene, parliamo di cani

Onorate la Resistenza e la Liberazione, torniamo un po’ al cazzeggio del fine settimana. Oggi volevo parlare di cani. Molti di noi ospitano un cane, ma non tutti sanno come ci si comporta col miglior amico dell’uomo. Io ho capito subito perché il cane è il miglior amico dell’uomo… e ti credo! Gli dai da mangiare, da dormire, lo curi, lo vaccini, gli regali la medaglietta, lo porti a trombare… Anche io sarei il miglior amico dell’uomo (meglio della donna) se mi facesse trovare sempre la pappa pronta!
Mio padre aveva un bastardino, Furia, ma lo teneva legato con una catena corta in un orticello a un km da casa. Raramente gli portava da mangiare. Insomma, lo trattava come ha sempre trattato i figli e non fa testo. Nonno aveva un cane. L’aveva chiamato FERMO… ed era un casino quando gli dava gli ordini: “Vieni qui, Fermo!” Povera bestiola, l’hanno ricoverato alla neuro per cani dopo sei mesi. Allora ne ha preso uno da caccia. Si trovavano col suo amico Bustianu in piazza, alle sei del mattino: nonno portava il cane e le armi, Bustianu (Sebastiano) si sarebbe occupato del vino e del cibo. Non era cosa… Già la prima mattina ci fu uno screzio. Nonno aveva i fucili, i pugnali, le cartuccere e il nuovo cane da caccia. Bustianu si presentò con due panini microscopici, un pezzetto di salsiccia, e una damigiana da 50 litri di cannonau.
“Non capisci proprio niente! – lo rimbrottò mio nonno – E adesso, che cosa ce ne facciamo di tutto quel pane?!”
La giornata andò male, anche se il cane si confermò un autentico CANE DA RIPORTO… Ne senso che all’andata, tutto bene, arrivò a Monte Arci con le sue zampe, ma al ritorno lo ha dovuto RIPORTARE mio nonno in braccio. Era stanco.
Da ragazzo ero poverissimo e facevo tanti mestieri: tiravo la cinghia. Una volta ho fatto persino l’addestratore di cani. Io tiravo la cinghia e loro me la riportavano.
Una volta, mi avevano affidato un alano, alto e grosso. Ovviamente, usavo un guinzaglio bello robusto di cuoio e CORTISSIMO. L’alano tira come una locomotiva e se gli lasci il guinzaglio lungo può diventare pericoloso. Mi legavo bene il capo del guinzaglio al polso e mi era venuto un braccio come Maciste. Questo cane era parecchio stronzo e disubbidiente. La cosa che gli piaceva di più era passeggiare lungo il molo del porto di Cagliari. Un casino. Insisteva sempre che lanciassi un bastone in acqua e gli piaceva da matti tuffarsi per prenderlo. Poco male. Sennonché io lanciavo il bastone e mi dimenticavo sempre di liberare il polso dal guinzaglio. Lui si tuffava beato e io tornavo sempre a casa fradicio e puzzolente di nafta: l’acqua del porto è proprio sporca e inquinata e il cane era davvero stronzo.
Adesso Melina, la mia piccola, ha un cane da cuccia. Dorme sempre. E’ un cane stranissimo: è una piccola stronza disubbidiente di nome Lilli, un incrocio tra un piccolo canguro, un pipistrello e una lontra. Fa schifo proprio. In compenso, piscia e caga dentro casa.
Mi toccherà disperderla nell’ambiente.

vendetta

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Per tutti gli amici di Nuoro/Fonni e dintorni

DA ANGELA SANNA:

SERVE UNA MANO PER I CANI MALTRATTATI DI FONNI

“Mi rivolgo a te, che sei una persona sensibile e con molta visibilita’, noi Animalste di Nuoro dell’ A.N.P.A.N.A., ci stiamo battendo per un canile-lagher di Fonni, dove i cani stanno letteralmente MORENDO di FAME e di FREDDO, abbandonati a se’ stessi da gentaglia senza sceupoli…Ti prego AIUTACI !!!
Un GRAZIE di cuore se’ lo farai….”

°°° Prego tutti gli amici della zona di intervenire assolutamente. Contattate Angela. GRAZIE!

cane rapinatore

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