Capogruppo Pdl “fa pipì sul 25 aprile” via Facebook. Siamo arrivati a questo!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/capogruppo-pdl-pipi-aprile-facebook-procura-apre-uninchiesta/213250/

25aprile_rullo

 

Il deputato Garagnani: “Reazione eccessiva. Condanno l’episodio, ma la liberazione resta un evento problematico e falsamente democratico”

°°°Ma che cazzo dici, fascio di merda?!

Guardate come si finisce per colpa di questi cialtroni:

Catania, messa in onore di Mussolini. E in chiesa parte il saluto romano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/prete-catania-mussolini/213530/

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Ti serve un prestito? Ora ci pensa Facebook

Arriva Send Money, un’applicazione Fb per prestarsi soldi con i propri amici. Attiva già in 65 Paesi, funziona con PayPall e non prevede costi aggiuntivi. Beppe Grillo l’aveva detto: “In questo modo si bypassano le banche”
Ti serve un prestito? Ormai non c’è più bisogno di rivolgersi alle banche, basta scaricare Send Money, una semplice applicazione Facebook. Attiva già in 65 Paesi al mondo, adesso l’opzione di prestiti peer to peer sbarca anche in Italia, veicolata proprio dal celebre social media. Grazie a questa applicazione, si può prestare o ricevere denaro senza nemmeno usare la carta di credito, bensì una semplice PayPal, la carta per gli acquisti on line.

Bassissime le commissioni: appena 30 centesimi. Si paga di più invece se si utilizza una carta diversa, precisamente il 2,9% dell’importo versato. Facebook invece non prende proprio niente, ma si limita a fornire la piattaforma per gli scambi. Un commercio di denaro tra i propri “amici” e contatti, con i quali sarà possibile anche scambiarsi regali e donazioni. Insomma lo stesso principio che regola la condivisione di musica, e-books e video.

Facile l’utilizzo. L’applicazione prevede la possibilità di trasferire denaro a tutti i propri contatti con un semplice click, basta avere i dati PayPal e scegliere una cartolina elettronica d’accompagnamento. Un mercato che si prevede in rapida espansione, visto il bacino del network su cui si appoggia: circa 800 milioni di utenti. E Facebook cosa ci guadagna? Sicuramente popolarità, soprattutto in vista della guerra con Google +, il nuovo social media lanciato dal colosso americano Google che ha ambizioni di mercato molto elevate.

Send Money rappresenta l’ultima frontiera del prestito virtuale, un mercato che sta vivendo un notevole sviluppo negli ultimi anni. Sempre più spesso il cittadino-risparmiatore cerca online una risposta alle proprie esigenze di finanziamento, per se o per la propria azienda, di solito piccola o media. Sempre su Internet si possono infatti trovare i cosiddetti “comparatori on line”, ad esempio SuperMoney, che consentono di valutare le offerte di venti banche e finanziarie per trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

Ma con Send Money si va addirittura oltre la logica del prestito bancario. Si realizza la profezia di Beppe Grillo, che più di una volta ha citato nei suoi spettacoli esempi di prestiti privati in vigore in altri Paesi. Ad esempio il sito Zopa.com, secondo il comico genovese sponsorizzato direttamente dalla BBC. Ad oggi questo sito permette a circa 800mila inglesi di prestarsi soldi a vicenda mettendosi d’accordo sul tasso d’interesse da pagare. Il tasso d’interesse viene deciso con una specie d’asta aperta dal prestatore sul modello Ebay. Tutta la transazione si compie con una sola tassazione dell’1 per cento. “In questo modo si bypassano le banche, non c’è più nessun usuraio”, ha più volte detto Grillo. “Purtroppo questo non è possibilmente in Italia perché c’è una legge della Banca d’Italia che vieta espressamente la mutualità del credito”. Ma niente paura, da oggi in Italia ci pensa Facebook.

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Facebook, croce e delizia. E manette…

La compagna pubblica le foto su Facebook
Preso camorrista latitante da quattro anni

D’Avino è stato catturato in Spagna vicino Marbella
La donna lo aveva raggiunto dal Marocco per partorire

NAPOLI – A tradirlo è stata la sua compagna, anche se involontariamente. La donna, infatti, felice di poter essere in “vacanza” con il suo uomo (latitante in Spagna), ha pensato bene di condividere questa gioia con gli amici pubblicando le fotografie su Facebook. Una mossa che è stata fatale per Salvatore D’Avino latitante dal marzo 2007. Trentanove anni, del quartiere Forcella di Napoli, D’Avino, nel 2006, rimase coinvolto nell’inchiesta «Piazza pulita» che mise ko, con oltre cento arresti, il traffico di droga gestito da diversi clan della camorra, tra i quali i Giuliano e i Mazzarella. Quando scattarono gli arresti, D’Avino era detenuto in Spagna. Successivamente, per il reato per il quale era in carcere, ottenne un permesso premio: ne approfittò e da allora è risultato latitante.

Salvatore D'Avino e nel tondo la foto della compagna su Facebook che lo ha fatto scoprire
Salvatore D’Avino e nel tondo la foto della compagna su Facebook che lo ha fatto scoprire

D’Avino è stato catturato ieri nei pressi di Marbella dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli in collaborazione con la Guardia Civil. Il ricercato si era da anni rifugiato in Marocco. La sua compagna marocchina si era trasferita sotto falso nome in Spagna per partorire (seguita alcuni giorni fa da D’Avino) e aveva pubblicato su Facebook alcune sue fotografie in località turistiche della Costa del Sol, foto che hanno tradito il latitante indirizzando gli investigatori sulla pista giusta. L’uomo aveva raggiunto la Costa del Sol dal Marocco con una moto d’acqua. D’Avino – legato, anche da vincoli di parentela, al clan camorristico dei «Giuliano» già operante nel centro storico di Napoli e inserito nell’elenco dei 100 ricercati di massima pericolosità – è stato bloccato mentre stava facendo rifornimento di benzina. I carabinieri gli hanno

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Padova, consigliere comunale su Facebook “Questi rom mi fanno proprio vomitare”

Consigliere comunale su Facebook: Sti Rom mi fanno proprio vomitare

PADOVA. «Sti rom mi fanno proprio vomitare». Così il consigliere comunale della Civica Vittorio Aliprandi (nella foto) ieri alle 17.55 in Facebook. «Quando vedo quello che fa lo storpio e che in stazione cammina normalmente vorrei prenderlo a calci». Una dichiarazione che si commenta da sè. Destinata a rinfocolare le polemiche estive (e non) sull’uso improvvido di FB nella «comunicazione politica».

E stamattina il consigliere comunale, sempre usando il social network, ha voluto precisare ancora la sua posizione: “Sempre polemiche… ma che palle! – ha scritto – Ma a uno non possono dar fastidio i rom? dobbiamo integrarci noi fargli le case mantenerli? Questi non vogliono integrarsi, rubano come attività principale e fanno figli a nastro. E nessuno di loro vuol lavorare e noi dobbiamo farci un culo cosi pagare tasse assurde. Se vogliono fare i nomadi… che vadano in campeggio come facciamo noi, che si adeguino alle nostre regole”.

In una discussione sul profilo dell’altro consigliere comunale della Civica, Gregorio Cavalla, Aliprandi si è spinto fino ad affermare che servirebbero i “campi di concentramento”, salvo poi precisare che “scherzava”.

Aliprandi si era già distinto all’epoca del «caso Pavanetto». L’assessore provinciale Pdl esibiva nel social network la sua personale sintonia con il fascismo. Il consigliere comunale chiosò: «Meglio froci o fascisti?». Aliprandi replica lo stesso dilemma. Ma sui rom non ha dubbi…

°°° Vedi quanti malati di mente hanno fatto uscire dalle fogne berlusconi e bossi?

maron

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