Burlesquoni odia i “giudici comunisti”. Che non esistono. però adora i magistrati corrotti e massoni che lo hanno salvato fin’ora.

Anche se ogni tanto ne arrestano uno, senza bisogno delle sue leggi porcata per fermare i vari Di Pietro, De Magistris, Ingroia e… a suo tempo, Falcone e Borsellino. ma lì si rivolse ai suoi amici siciliani, non al parlamento.

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Smontata anche la bufala dei “giudici comunisti”: sono gli unici per bene. Il marcio sta a destra anche lì.

La sfango col fango

Quando emergono nuove prove in grado di ribaltare sentenze anche definitive, è prevista la revisione del processo (vedi strage di via d’Amelio). Purtroppo nulla di simile avviene per le sentenze del Csm, che in questi anni si è distinto nel colpire i magistrati perbene che tentavano di fare pulizia nella cloaca che collega Puglia, Basilicata, Calabria e Campania.

Un pozzo nero fatto di ruberie di fondi pubblici (soprattutto europei), assunzioni clientelari, lobby cricche e logge spurie, servizi deviati, poliziotti infedeli, scambi di favori fra malapolitica, malagiustizia e malaimpresa. Un sistema trasversale di finanziamento occulto dei partiti cresciuto e ingrassato al riparo dai riflettori, visto che l’informazione è molto distratta sugli scandali del profondo Sud.

In questo sistema si erano imbattuti alcuni magistrati coraggiosi a Potenza, Catanzaro, Salerno, perlopiù giovani, magari un po’ ingenui, non ancora formattati alla

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Berlusconi: “sono un criminale?” SI!

Il premier a Ballarò contro i “giudici comunisti, anomalia italiana”

E arriva la dura risposta del procuratore aggiunto di Milano

Caso Mills, Robledo replica a Berlusconi

“Toghe rosse? Per il sangue versato”

MILANO – Arriva a stretto giro la prima replica all’ennesimo attacco portato da Silvio Berlusconi ai giudici nel corso della trasmissione Ballarò. “Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino“, e di

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