Luttacci ha sempre copiato tutto, anche decine di battute mie: FINALMENTE SPUTTANATO!

Copiare è lecito? Le nostre 10 domande a Luttazzi e la sua risposta

di Francesca Fornario

http://www.unita.it/news/culture/99761/copiare_egrave_lecito_le_nostre_domande_a_luttazzi_e_la_sua_risposta

 Caro Daniele, ho visto un video realizzato dai tuoi ex fan che ti accusano di copiare le battute. L’ho visto e ora mi sento come se avessi sorpreso il mio fidanzato a letto con uomo. Non uno a caso: Cesare Previti. Il video, pubblicato con il consenso degli autori sul sito dell’Unità, nasce da un blog (http://ntvox.blogspot.com), dove i tuoi ex fan hanno raccolto centinaia e centinaia di gag e battute di satirici americani accanto alla traduzione presa dai tuoi spettacoli e dai tuoi libri. Ne sentivo palare da giorni ma non volevo crederci. Con i miei amici e colleghi, sembravamo lo staff di Marrazzo: «Ma figurati, sono solo calunnie. Figurati se uno come lui. Di certo c’è una spiegazione. Figurati se davvero c’è un video che lo inchioda. Vedrai che c’è dietro Feltri».

Ho letto qua e là il blog, e mi sono sentita come la moglie gelosa che cerca i bigliettini nelle tasche del marito perché ne ha trovato uno per sbaglio. Non è in discussione la qualità artistica del tuo lavoro, mi dicevo, ma la tua onestà. Più andavo avanti a leggere e più trovavo alcune tra le battute che avevo amato di più. Ne ho trovate tante, e a quel punto era in ballo anche la qualità artistica, ma non me ne fregava niente, perché più banalmente mi chiedevo cose tipo: come fa uno che plagia a criticare chi ruba? Semplice: plagia le battute di uno che critica chi ruba. Mi ricorda qualcuno. Poi ho cominciato a leggere la tua corrispondenza con l’autore del blog, le tue improbabili giustificazioni che sembravano scritte da Ghedini («Non copio ma cito senza citare il nome e comunque le miglioro»), o da Craxi («Ehi, è quello che fanno tutti»), o da Berlusconi («Non ho mai detto che è quello che fanno tutti, anzi, è vietato»), le loro puntuali smentite. Non entro nel dettaglio, chi vorrà leggerà il blog e deciderà se indignarsi o fregarsene o difenderti (lo fanno in molti. Avevi ragione a dire che agli italiani piace prenderla nel sedere. Bella, era tua?).

Sull’Unità abbiamo sempre dato risalto al tuo lavoro – personalmente, anche difendendolo quando suscitava polemiche – perciò volevamo anche darti la possibilità di spiegare e replicare come meglio credevi. Ti ho mandato cinque domande via mail, e un sms: «Ciao Daniele, vorrei intervistarti riguardo al video Il meglio non è di Daniele Luttazzi e darti la possibilità di replicare. Ti ho mandato una mail, riesci a rispondermi oggi? Grazie». Non mi hai risposto né alla mail né al sms. E così ne aggiungo cinque. Fanno dieci. Dieci domande per te.

L’INTERVISTA

1) In un’intervista a Radio Deejay hai detto: «Non mi divertirei a dire battute scritte da un altro», ma alcuni tuoi fan ti accusano di aver copiato centinaia di battute e di gag da altri satirici, soprattutto americani (la lista, in continuo aggiornamento, su ntvox.blogspot.com). Come stanno le cose?

2) Dici ai tuoi fan che tra i satirici è normale e diffuso il costume di prendere gag e battute di altri senza citarne la paternità, ma dici anche che tra comici c’è un codice per cui è vietato copiare: «Nessun comico copia le battute dell’altro». Quale delle due?

3) Per esempio, perché ritieni che tu abbia il diritto di appropriarti delle battute degli altri e attacchi Paolo Bonolis se si appropria di una tua battuta (che poi non è tua ma è di Carlin)?

4) I tuoi ormai ex fan sostengono che tu abbia modificato la data e il contenuto di alcuni post del tuo blog per avvalorare la tesi della «Caccia al tesoro» e delle citazioni da una lista di autori. È vero?

5) È probabile che alle domande precedenti tu abbia risposto che non plagi ma «citi migliorandole» le battute e le gag di altri. I tuoi ex fan hanno realizzato un video che mette al confronto alcuni pezzi dei tuoi spettacoli con le parti a loro dire copiate, ma il video e il trailer vengono regolarmente e rapidamente rimossi da YouTube su richiesta della tua casa di produzione, ossia tua. Dal momento che sostieni di non copiare le battute ma di migliorarle, e che questo sia normale tra i satirici, non sarebbe meglio lasciare che tutti vedano il video per difenderti dall’accusa di plagio e rassicurare i tuoi fan?

6) Davvero pensavi che la scusa della caccia al tesoro reggesse?

7) No, dai davvero?

8) Davvero?

9) Davvero?

10) Ok. Naaaa, davvero?!

Luttazzi mi ha risposto via mail dopo le 23, quando il giornale era già in stampa. Ecco la sua risposta e la mia replica:«Cara Francesca, la mia replica ufficiale è: Il video in questione è diffamatorio. Infatti non scopre nulla che ioi non abbia già detto da anni.
Ad esempio sul mio blog nel 2005 e nel 2007:

http://www.danieleluttazzi.it/node/285

http://www.danieleluttazzi.it/node/324

Chi adesso finge di “scoprire” una cosa che “Luttazzi tiene nascosta” diffama consapevolmente, per ovvi motivi.

Caro Daniele, mi spiace che tu non abbia risposto a nessuna delle mie domande (questa è di D’Avanzo, ma io l’ho migliorata. Dai, non si può più scherzare…). Quanto a ciò che sostieni nei post, rimando alla replica degli autori del blog ntvox.blogspot.com, che hanno sviscerato e argomentato la vicenda per anni con una dedizione che io riservo soltanto all’esegesi dei Peanuts. Sono così meticolosi che ricorrono addirittura a web.archive.org, un grande registro dei contenuti della rete che tiene traccia di tutte le modifiche, per provare come tu abbia modificato il contenuto dei post che mi inviti a consultare solo dopo essere stato scoperto. È un loro puntiglio, come il riportare la risposta basita di Emo Philips, il satirico dal quale riprendi molte battute sostenendo che fosse lui a usare i tuoi sketch (Emo scrive ai ragazzi: “Queste battute le ho scritte io per me nel 1985 e non le ho né vendute né cedute a nessuno!”). È tutto nel blog, per chi avrà voglia di leggere. Personalmente, consiglio di più la lettura dei Peanuts. Sarà che mi interessa poco sapere quando hai tirato fuori la giustificazione della Caccia al tesoro o quella della lista o quella dell’escamotage contro la censura o tutte le altre perché le trovo comunque ridicole e inaccettabili.Saluti da una ex fan delusa

°°° Insomma, alcuni amici di FB mi conoscono di persona, altri conoscono la mia carriera meglio di me e ricordano battute mie molto più di me. Altri amici sono solo virtuali, ma mi conoscono da quando frequentavo il NG  it.media.tv e sanno perfettamente che denuncio da 16 anni questo ridicolo frillo di Luttacci, senza faccia né tempi comici né talento, per i suoi innumerevoli (direi TOTALI) plagi.

Si è fatto un nomino grazie a fortissime sponsorizzazioni politiche (come tutti,  escluso me: basti vedere quanto spesso (e a sproposito) viene citato da Santoro o dai raccomandatissimi e senza talento, dandini e fazio) e grazie al fatto di aver ospitato Travaglio, in un programmino completamente copiato da David Letterman. Insomma, un misero remake di Arbore (che non sa fare un cazzo – non ha mai fatto ascolti – e sfrutta da una vita qualcuno bravo: da Benigni ai compositori, ai musicisti) ma è passato alle cronache come “lo scopritore di Benigni”…ma quandomai?! Benigni, e lo ha dimostrato soprattutto DOPO arbore, è Benigni!  e lo era anche prima di fare il programmino poco visto di arbore. Luttacci NON è stato censurato da nessuno, anzi! Gli davano programmi anche se  faceva sempre ascolti ridicoli. Fu cacciato da La 7 perché non lo guardava nemmeno sua mamma e gli sponsor erano imbestialiti. Questa è la verità. E questo pezzo serve anche per quelle tre capre decerebrate che mi accusarono di parlare così di luttacci  per… invidia!!!

(Purtroppo, l’ ho conosciuto benissimo nella sua nullità-arroganza-supponenza-megalomania-viscidezza: avendolo avuto nel camerino confinante per quasi 4 mesi in T’AMO TV a TMC nel ’93. Non fece mai ridere nessuno nemmeno mezza volta e la regista RITA VICARIO, lo cazziava ogni giorno con queste parole: “Luttazzi, ma porcaputtana! Avete qui Lucio Salis… e cercate di rubargli almeno i tempi comici,  echecazzo!”

luciu

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Again

Epurazioni e anatemi, 15 anni in tv all’ombra del Caudillo
di Marco Travaglio

Nella Spagna di Francisco Franco e nella Serbia di Slobo Milosevic, l’opposizione si riuniva nei teatri agli spettacoli di satira. Che veniva tollerata da quei regimi, come estrema valvola di sfogo. Nel regimetto ottuso del ducetto italiota, celebre nel mondo (ma non in Italia) per aver fatto fuori in 15 anni i migliori giornalisti, da Montanelli a Biagi, da Santoro a Beha a Massimo Fini, non si tollera nemmeno la satira.

Quella contro Vauro è soltanto l’ultima di una lunghissima serie di censure ed epurazioni di autori e attori satirici in tv (sui giornali, l’unico precedente è la ridicola querela di D’Alema a Forattini, poi fortunatamente ritirata). Serie che nella Seconda Repubblica (nella Prima gidano ancora vendetta i caso di Dario Fo en Franca Rame, nonché di Beppe Grillo) è stata inaugurata nel 2002 dall’editto bulgaro che colpiva anche Daniela Luttazzi, additato al mondo (ma soprattutto a Saccà) come “criminoso” e mai più visto dalle parti della Rai (tornò due anni fa a La7, giusto il tempo per essere riepurato alla vigilia di una puntata sul Papa e la Chiesa, con la scusa di una battuta su Giuliano Ferrara). Nel 2003, in rapida successione, toccò a Sabina Guzzanti, che si vide chiudere il programma «Raiot» dopo una sola puntata (record di ascolti per Rai3) grazie al trio Annunziata-Cattaneo-Ruffini; e a Paolo Rossi, invitato e poi disinvitato da “Domenica In” per aver osato proporre la lettura di un discorso di Pericle, noto sovversivo, sulla democrazia ateniese.

Nel 2004, sempre regnante Al Tappone, l’apposito Del Noce provvide ad annullare una comparsata di Paolo Hendel nel varietà del sabato sera perché il comico toscano minacciava addirittura una battuta su Vespa e una su Bondi. Fu allora che il popolare Noisette, scavalcando Milosevic, annunciò all’inclita e al colto che «la satira politica è estranea al piano editoriale di Rai1» perché “da noi non si parla male di nessuno».

Memorabile, nel 2005, la telefonata di Gasparri a “Che tempo che fa” per protestare con Simona Ventura che s’era azzardata a mandare in onda un servizietto satirico sul suo conto. L’altra sera il sincero democratico Maroni ha concesso il bis con Maurizio Crozza, già bersagliato ai tempi di La7 per aver imitato nientemeno che il Papa. Altri anatemi, negli anni, hanno fulminato Dario Fo e Franca Rame (il loro “Anomalo bicefalo”, denunciato da Dell’Utri che poi ha perso la causa, andò in onda la prima sera su Sky senza l’audio), Corrado Guzzanti (per il suo irresistibile Bossi-Hannibal Lecter) e altri celebri tupamaros come Antonio Cornacchione (“povero Silvio”), Rosalia Porcaro (l’operaia Veronica), Paola Minaccioni (che si era permessa di parodiare mamma Rosa vergine e martire), Francesco Paolantoni e i conduttori di talk satirici come Fabio Fazio e Serena Dandini.

Punito con continue sanzioni disciplinari anche il responsabile della satira di Rai3, Andrea Salerno, colpevole di collaborare con simili figuri e di chiamare censure la censure. Ognuna delle quali veniva accompagnata da una giustificazione, ancor più ottusa della censura che intendeva coprire: satira senza contraddittorio, satira blasfema, satira che fa informazione, satira inopportuna, satira eversiva, satira senza par condicio, satira poco riformista, satira volgare, satira nemica del dialogo, satira a senso unico, satira che cerca il martirio.

Roba da far rivoltare, anzi scompisciare nella tomba Aristofane e Rabelais. Vauro, satiricamente in vacanza a San Pietroburgo (che lui chiama ancora Leningrado), si starà sbellicando a sua volta. «L’invidia del cretino per l’uomo brillante – diceva Max Beerbohm – trova sempre qualche consolazione nell’idea che l’uomo brillante farà una brutta fine». E da noi la madre dei cretini è sempre gravida. Un po’come il cavallo di Viale Mazzini.

°°° Caro Marco, so che mi leggi… sono felice che abbia usato una mia terminologia specifica (regimetto, ducetto italiota…). Sono meno contento che tu abbia accomunato a Fo, Rame, Paolo Rossi e Grillo un bel po’ di scimmiette comicarole senza alcun pregio, dimenticando che io sono stato IL PRIMO EPURATO da Mafiolo nel 1990 e che facevo sedici/diciotto milioni di telespettatori. Non i programmi (Drive in, Striscia) ma io personalmente nei miei pezzi: come da tabulati Auditel minuto per minuto. Tutti quelli che hai accostato a noi comici non li faranno nemmeno tutti insieme in 90 anni l’ascolto che io ho fatto ogni sera per quasi quattro anni. Molti di loro, infatti, a cominciare da luttacci, sono stati cacciati perché non li guardava nessuno, non certo per censurarli. Erano semplicemente inguardabili e antieconomici. Se la prossima volta ti ricordi di distinguere, non mi dispiacerebbe. Grazie.

forza-mafia2

santoro3

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