Cin cin

“Ragazzi fate sesso”

Guida-shock divide

la Gran Bretagna

Polemica sui consigli agli studenti del ministero della Salute: “Un orgasmo al giorno toglie il medico di torno”.

°°° Mai cosa fu più sana e giusta. Naturalmente, che usino il preservativo! Sarà meglio sfogare l’aggressività naturale della pubertà a letto, piuttosto nelle risse coi coltelli! O no?

UN BEL CALICE DI CANNONAU A TUTTI!

cannonau

PRESERVATIVO  CON HANDICAP

preservativo-handicap

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Gaffes mediche e farmaceutiche (reali!)

Vorrei la pomata del “bardascetto”(trad.= ragazzino) (Voltaren emulgel) (scatola con un omino stilizzato)
si richiedono n.50 ultrasuoni assortiti.

Rx apparato digerente: diagnosi: dolori per tutta la vita.

Richieste di ricovero: si invia al Pronto Soccorso per ferita lacerocontusa all’altezza della tasca sinistra del pantalone

Medico legale: “Interrogato, il morto non risponde e pertanto si invia in medicina legale per gli accertamenti del caso”

Tra i pazienti: “Mi sono prenotata per fare il topless (doppler)”

Il dottore dice che per dimagrire devo mangiare meno idrocarburi (carboidrati)

Dottore, mi scriva una pomata per le estorsioni (escoriazioni)

Ho l’ernia del discolo (al disco)

Ho avuto uno shock profilattico (anafilattico)

Mio marito ha un’erezione (eruzione) cutanea

Mio marito ha un neon (neo) sulla fronte

Signora, lei fa abuso di cibo? No, io non sono abusiva.

Ad una prenotazione di ecografia dell’addome inferiore: devo fare una ecografia di controllo perché ho avuto un intervento alla Volvo (vulva)

ho avuto l’ernia di Natale (iatale)

sono stato ricoverato al

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Cazzaro


“Papi” va a fare il suo controllo annuale dal dottore, che gli chiede come si sente. “Non sono mai stato meglio in vita mia.” – risponde il vecchio. “Ho appena trombato una ragazza di diciotto anni. E’ già incinta e tra poco sarò di nuovo padre. Cosa ne pensa?” Il dottore pensa un momento e dice:”Presidente… le voglio raccontare una storia. Ho conosciuto un tale che era un cacciatore accanito. Non aveva mai mancato una stagione di caccia. Ma un giorno uscì di casa precipitosamente e prese l’ombrello al posto del fucile.
Quando fu nel bosco, improvvisamente, un orso si precipitò verso di lui.
L’uomo prese l’ombrello, lo strinse con forza e lo puntò verso l’orso. E sapete cosa successe?” “No.” Risponde il vecchio mafioso. Il dottore continua: “L’orso cadde morto davanti a lui!” “E’ impossibile!” esclama Mafiolo. “Qualcun altro deve aver sparato al posto suo!” “E’ esattamente quello che sto cercando di spiegarle!” conclude il medico.

silviosvenuto

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IO CI CREDO

“Macché overdose
Hendrix fu ucciso”

L’ex fonico: “Me lo disse l’assassino, il suo manager”
FRANCESCA PACI
CORRISPONDENTE DA LONDRA
I fan più irriducibili non si arrendono al finale aperto firmato dal medico legale e continuano ad arrovellarsi sulle ultime ore del grande Jimi Hendrix nella camera spoglia del Samarkand hotel, nel cuore della vulcanica Londra del 1970. Che gli eroi si spengano giovani e spesso in circostanze poco chiare è l’assioma di chi si nutre di leggende. Figurarsi nel caso del rocker rivoluzionario considerato dalla rivista Rolling Stone Magazine il maggior chitarrista della storia della musica. Il libro di un ex tecnico di Hendrix, James «Tappy» Wright, riapre ora il caso svelando un retroscena inedito e destinato a scatenare i patiti della dietrologia. Secondo Wright, che a giugno lancerà in Gran Bretagna Rock Roadie, memorie di un fonico all’ombra dei concerti di Tina Turner e Elvis Presley, l’icona di Woodstock non morì d’overdose, come spesso vagheggiato, ma fu ucciso dal suo manager disposto a tutto pur d’incassarne la polizza sulla vita. A rivelargli il delitto, spiega l’autore nella prefazione, fu lo stesso assassino, Michael Jeffrey, dopo una pesantissima sbronza carica di fantasmi e rimorsi.

«Non riuscivo a sostenere quella conversazione, a guardare l’uomo che conoscevo da così tanto tempo, la sua faccia pallida e la fila dei bicchieri vuoti davanti a lui», scrive «Tappy» Wright. L’episodio risale al ‘71, un anno dopo la scomparsa di Hendrix. La sera del 18 settembre 1970 i medici archiviano il decesso come «intossicazione da barbiturici e annegamento nel vomito» lasciando aperta l’ipotesi sulle cause. Se avessero anche solo menzionata l’eventualità di un suicidio l’assicurazione avrebbe dato battaglia. Invece, forte del mistero, Jeffrey si presenta alla cassa e riscuote, senza colpo ferire, 2 milioni di dollari, l’equivalente di 1,2 milioni di sterline attuali (1,3 milioni di euro).

Un gol a porta vuota. Salvo portarsi dentro il segreto machbetiano fino a un quantitativo di alcol sufficiente a giustificare la confessione: «Dovevo farlo Tappy, capisci non è vero? Dovevo farlo. Sai dannatamente bene ciò di cui parlo. Dovevo farlo, Jimi mi sarebbe stato più redditizio da vivo che da morto. Quel figlio di puttana voleva mollarmi. Se lo avessi perso avrei perso tutto».

La versione ufficiale della storia è rimasta finora sigillata tra le pareti omertose del Samarkand hotel, dove Hendrix viveva all’epoca con Monika Dannemann, una giovane donna conosciuta pochi giorni prima. Una sequenza da mattinale della questura: gli infermieri dell’ambulanza che trovano il corpo del chitarrista riverso sul letto al centro della stanza deserta, il gas acceso, la porta spalancata, nessuna traccia di chi ha chiamato il 999. Lo sfogo di Jeffrey con l’ignaro Wright svelerebbe, se provato, l’anello mancante: «Ero a Londra la notte della sua morte, Tappy. Con alcuni vecchi amici andammo a gironzolare intorno alla camera di Monika. Presi una manciata di pillole, le ficcai in bocca a Jimi e gli versai in gola diverse bottiglie di vino». Hendrix muore alcune ore dopo all’ospedale lasciando al mondo della musica la meteora dei suoi 27 anni e un’ultima chicca, l’album non ancora completato First Rays Of The New Rising Sun.

L’epilogo della storia o l’ennesima puntata d’una leggenda eterna quanto la Jimi Hendrix Experience? Nel ‘92 John Bannister, il chirurgo che aveva seguito Hendrix al pronto soccorso, scrisse in un articolo d’essere convinto che il chitarrista fosse «annegato» nel vino nonostante la scarsa percentuale di alcol trovata nel sangue: «Ricordo nitidamente la quantità di vino che c’era nel suo stomaco e nei polmoni. Pensai che avesse preso sedativi e bevuto moltissimo prima di andare a dormire. Sospetto che si sia strozzato con l’alcol, a casa o lungo la strada per l’ospedale». Inutile sperare che Jeffrey aggiunga nuovi dettagli o smentisca quelli rivelati da «Tappy»: è morto un incidente aereo nel ‘72, neppure il tempo di spendere interamente l’eredità del mito.

jimi

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