Ricevo da Nichi Vendola e pubblico il suo ennesimo miracolo.

04 NOVEMBRE 2012, 16:56

Puglia al top per investimenti

Voglio condividere con voi un elemento di soddisfazione: la Ragioneria generale dello Stato e il dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica hanno sancito che la Puglia ha la migliore capacità di spesa dei fondi comunitari.

La Puglia ha investito risorse europee più di tutte le altre regioni del Sud messe insieme e ha superato del 78% il target di spesa assegnato dal governo a febbraio. E’ un risultato incredibile, certificato anche dal Ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca.

Abbiamo immesso nel sistema produttivo pugliese più di un miliardo e mezzo di euro. E i risultati si vedono, se la disoccupazione in Puglia continua a diminuire, se il PIL tiene nonostante gli smottamenti economici di tutto il paese, se le esportazioni delle imprese pugliesi aumentano vertiginosamente.

Questo è il modo per battere le crisi: investire risorse in innovazione, ricerca e formazione, a tutela del lavoro e della produzione.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Cosa ci insegna il processo a Vendola (di Bruno Tinti | 2 novembre 2012)

Sono molto contento che Vendola sia stato assolto. Assoluzione vera, perché il fatto non sussiste. Non taroccata: assolto perché il reato è estinto per prescrizione, amnistia o perché non è più previsto dalla legge come reato.

Certo, non si tratta di una sentenza definitiva: è probabile che la Procura ricorra. E poi la verità processuale è solo il pallido fantasma della verità ontologica. È tutto quello che abbiamo per garantirci la convivenza civile, per attribuire torti o ragioni, condanne o assoluzioni; perché, se non l’avessimo, dovremmo risolvere i nostri contrasti con la forza. Ma è un’illusione pensare che il processo ricostruisca sempre la realtà, che accerti i fatti come si sono verificati. Può succedere, speriamo che succeda. Ma anche no; e, in questo caso, la sentenza resterà comunque lo strumento necessarioper regolare i rapporti tra i cittadini.
Dunque non sono contento perché Vendola è innocente. Sono contento perché il processo a suo carico gli ha consentito di dare una straordinaria manifestazione etica: si è sottoposto al giudizio e si è impegnato ad abbandonare la vita politica in caso di condanna.

Straordinaria? Sì, lo è, con i tempi che corrono. Non accusare i giudici di malafede, persecuzione politica, asservimento all’opposta fazione, è cosa cui B. e i suoi epigoni ci avevano disabituato. Eravamo finiti in un rassegnato stupore: possibile che, processo dopo processo, continuino a ripetere queste calunnie eversive? Sì, è possibile, è avvenuto, sta avvenendo, cosa ci possiamo fare. Poi è arrivato Vendola e si è fatto processare; senza vittimismi, difendendosi nell’aula del tribunale, non su giornali e televisioni.

Ma davvero unico è stato l’impegno ad abbandonare la politica in caso di condanna. Condanna di 1° grado, attenzione. Non la mitica sentenza definitiva della Cassazione perché “c’è la presunzione di innocenza”, come sbandierato a ogni piè sospinto da quei giuristi d’accatto che hanno scoperto nella lunghezza (appositamente procurata) del processo penale la legittimazione del loro restare attaccati ai privilegi e al malaffare della funzione pubblica di cui si sono impadroniti.

L’impegno di Vendola (cui manca la controprova, è vero; ma nessuno sano di mente oserebbe non mantenere un impegno così pubblicizzato) segna la differenza tra lui e gli altri. Vendola sa chel’onorabilità politica è cosa diversa dalla colpevolezza processuale. Per formazione culturale ed etica prima che giuridica conosce l’art. 54 della Costituzione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”. Non sono molti i politici che se ne ricordano. E sono troppi, tra loro, gli uomini d’onore senza onore.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

E l’unico che ragiona lucidamente da statista lungimirante è sempre lui: Nichi Vendola

FIAT. Vendola: «Referendum è una porcata». Ma c’è chi lo contesta

“Bisogna mettersi nei panni di chi guadagna 1.300 al mese, si alza alle cinque del mattino e magari ha tre figli da mantenere”. Risponde così Nichi Vendola, leader di Sel, appena arrivato davanti alla porta 2 dello stabilimento di Mirafiori a quanti gli chiedono cosa voterebbe al referendum.

Ma alcuni operai e sindacalisti della Fismic, con in testa Roberto Di Maulo, lo hanno contestato. Sono volati insulti mentre alcuni rappresentanti della Fismic sventolavano un articolo del ‘Il Giornale’ dal titolo ‘Sorpresa, Vendola a Bari fa il Marchionne’.

“Bisogna avere rispetto di tutti i lavoratori comunque votino – osserva Vendola – io non sono venuto qui per dare un orientamento”. Tuttavia il leader di Sel aggiunge: “Un referendum come questo è una porcata. Votare tra la sopravvivenza ed essere buttati per strada, votare tra lanciarsi a terra con un paracadute o senza, beh è chiaro che uno sceglie di cadere con il paracadute”.

°°° E io continuo a chiamarla FIAD: Fabbrica  Incapace Automobili Detroit. Almeno finché continuerà a sfornare barattoli.

Nichificio

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Precari, la videolettera di Nichi Vendola «Siete i veri eroi del nostro tempo»

Precari, la videolettera di Nichi Vendola «Siete i veri eroi del nostro tempo»

Il governatore della Regione Puglia si rivolge ai precari dell’Università, lasciati ai margini della società dai tagli di Tremonti e dalla riforma epocale del Ministro Gelmini. 1 miliardo e 400 milioni di tagli, un salasso che non ha precedenti nella storia del nostro paese. Di fronte a queste operazioni di macelleria sociale, i precari sono «i veri e propri eroi dei nostri tempi».

”Caro precario, io penso che non valga la pena di lamentarsi, forse e’ giunto il momento di rivoltarsi”, dice il portavoce nazionale di Sinistra Ecologia e Liberta’ (Sel) nella videolettera. ”Siamo al capolinea di una stagione che ha sfigurato l’Italia – afferma tra l’altro Nichi Vendola – che ha massacrato diritti sociali fondamentali. Il colpo grosso e’ quello che riguarda proprio la formazione: precarizzare il mercato del lavoro e rendere precaria la cultura, gli apparati formativi, i docenti, gli insegnanti, gli studenti. E’ la societa’ della precarieta”’.

”Carissimo precario, la voglia di scriverti – spiega Vendola – mi deriva dalla considerazione della tua ingratitudine: in fondo tu sei il vero eroe del nostro tempo”. ”I precari che oggi dilagano in ogni segmento del mondo produttivo sembrano viceversa non accorgersi di questa centralita”’, afferma Vendola. ”In particolar modo, la tua ingratitudine – dice – oggi rischia addirittura di rappresentare un granello di sabbia che puo’ inceppare il meccanismo del Governo”. Nichi Vendola continua sottolineando che il ministro Gelmini e’ stata sul punto ”di mettere una toppa a quel dolore acutissimo o a quel buco violentissimo che si sta creando nel sistema universitario, e la toppa era un emendamento salva-precari”. ”Ma la Gelmini – aggiunge – anche questa volta
non aveva fatto i conti con il Ministro Tremonti”. L’Universita’ italiana, di fatto, subira’ tagli per un miliardo e 400 milioni di euro, ”un salasso che non ha precedenti nella storia italiana, sostanzialmente un colpo alla nuca del sistema universitario”. ”Non c’e’ salva-precari, non c’e’ salvezza”, sostiene Vendola rivolgendosi ai precari, ”sei ancora una volta, caro precario, l’eroe del Governo
Berlusconi”.

Nichificio

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Nichi Vendola e il premier gay, oltre a Spadolini.

Vendola: “Premier gay? Ce n’è stato uno”
L’intervista alle ‘Iene’: “Era democristiano”

Il presidente della Regione Puglia allo show in onda domani sera su Italia 1: “Il nome non lo farò mai”

il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola

Nichificio
ROMA – “Un premier gay c’è stato. Ma non dirò mai il suo nome. Neanche fossi sotto torura”. A dirlo è stato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervistato da “Le iene Show”, in onda eccezionalmente domani alle 21.10 su Italia 1. “Un gay può diventare Presidente del Consiglio?”, gli hanno chiesto. Risposta: “Lo è gia stato”. “Chi?”. “Non lo dirò mai”. E le iene: ” Di che partito era?”. Vendola: “Democristiano”.

Incontrando i giornalisti a Matera, Vendola ha parlato anche del pericolo, “non scongiurato” delle elezioni anticipate 1, anzi: “Si andrà a votare in primavera”.. “Mi pare che la deflagrazione del centrodestra – ha detto il presidente della Regione Puglia – è figlia di una crepa autentica che si è aperta tra Berlusconi e l’Italia ed è figlia solo delle fratture all’interno del centrodestra. Sono fratture di natura culturale, politica e strategica. Quindi – ha concluso – non sono sanabili”.

Sulla possibilità di entrare nel Pd Vendola ritiene invece che “se il partito democratico diventasse il partito della sinistra del futuro, grande popolare plurale, io c’entrerei”, mentre a proposito delle possibili alleanze dice sì a Di Pietro, Casini 2, Rifondazione, Beppe Grillo (“Sì, discutendo”), no a Fini. Riguardo alle primarie, spiega di volerle “perché il centrosinistra è in uno stato comatoso. Possono essere un principio di rivitalizzazione”.

E sui simboli della scuola di Adro, Vendola non si frena: “Abbiamo contato fino a diecimila per avere una parola di buon senso”, ha detto a Matera sull’intervento del Ministro per l’Istruzione 3, Mariastella Gelmini. “Si chiama federalismo quello che in realtà è un processo di separazione e di secessione. Il problema non è solo il tappetino leghista della scuola padana, sotto quel tappetino c’è una semina di cultura regressiva: l’idea che il Nord si può salvare se manda alla deriva il Sud. Hanno seminato veleni in questi anni. A noi – ha concluso il governatore pugliese – toccherà fare una lunga bonifica di questa terra avvelenata”.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Vendola vale molto più di mille stronzi come berlusconi

Vendola punta sulle Rinnovabili

«Sì all’eolico, al solare, all’idrogeno verde e alle biomasse». Il governatore rilancia le fonti alternative. E boccia il nucleare.

La Puglia punta dritto alle fonti rinnovabili. E lo annuncia per bocca del suo Governatore Nuchi Vendola. «L’industria energetica è una delle nostre sfide di eccellenza insieme a quella legata all’innovazione» e «ci piacerebbe che la Puglia divenisse in Europa uno dei Parchi energetici mirati alle fonti rinnovabili e all’innovazione». Lo ha detto oggi Vendola, presentando la prima bozza del piano energetico ambientale regionale. All’incontro di oggi erano presenti anche Rodolfo Pasinetti di Ambienteitalia e Gian Maria Gasperi della Emas-Ecolabel, le due società che hanno elaborato la bozza di piano.

Si tratta di 83 pagine che contengono una sola filosofia, ha spiegato l’assessore regionale alle politiche energetiche e ambiente Michele Losappio: «La Puglia vuole contribuire a colmare il deficit energetico del Paese ma riducendo le

Continue reading

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Vendola per noi (leggete e diffondete)

Vendola: la diretta dai suoi stati generali
«Noia nel centrosinistra, noi vogliamo il cambiamento»

«Le Fabbriche di Nichi dicono al centrosinistra che la domanda di cambiamento è molto più larga di quanto non siano i recenti dei partiti del centrosinistra e che là dentro talvolta si muore di noia o di vecchiezza e non si è in grado di connettere la politica alla vita. Noi siamo qui perché vogliamo il cambiamento». Il presidente della Regione Puglia Vendola, ha inaugurato così gli Stati generali delle Fabbriche di Nichi – chiamati “Eyjafjallajökull” come il vulcano islandese – al camping Baia San Giorgio di Bari.

«Una macchia nera ammorba l’Italia»
«Le Fabbriche di Nichi qui hanno la necessità di organizzarsi – ha spiegato – perché c’è una macchia nera non solo nel Golfo del Messico; c’è una macchia nera in Italia, c’è una macchia nera che dilaga, che avvelena le nostre coste, che ammorba l’aria e la politica, è una macchia nera fatta di pezzi di Stato che sono apertamente costruttori di dinamiche illegali, di uno Stato paracriminale. Secondo Vendola, «non abbiamo mai avuto una condizione come quella attuale di decadenza dei costumi, di decadimento della sua politica e della sua missione. Mai avevamo avuto – ha concluso – un livello così basso di impoverimento, di clima torbido, di intimidazione diffusa, una guerra di dossier, di gossip».

«Una sfida per il paese»
«Io sono protagonista a metà di questi stati generali, lanciamo una sfida per cambiare il paese, per uno spiazzamento rispetto alla politica nazionale, per sparigliare la politica. Le “fabbriche” vogliono porre il problema di come si costruisce l’alternativa di governo, vedremo come si sta in questo progetto». Lo ha dichiarato Nichi Vendola presentando i “suoi” stati generali a Bari, in corso fino al 18 luglio, che hanno preso il nome dal vulcano islandese e che definisce la Finanziaria di Tremonti «scandalosa».

«”Cesare” ha impedito un confronto reale»
«Penso che, come dice la Bibbia, ogni cosa a suo tempo, ogni giorno ha i suoi oggetti e il suo calendario. Credo che Berlusconi si sia costantemente sottratto al confronto con la realtà, al confronto anche con i suoi avversari. Berlusconi è entrato dentro un meccanismo pubblicitario, si è venduto alla stregua di un detersivo – ha aggiunto Vendola – In un sistema informativo manipolato, censurato, e piegato dal berlusconismo che è il proprietario privato, monopolista dell’emittenza televisiva, che controlla tutta l’emittenza pubblica e gran parte del sistema editoriale, Cesare, cioè Silvio Berlusconi ha impedito che in Italia ci fosse un confronto politico reale. Basta immaginare che per due anni è stata negata l’esistenza della crisi; si è giocato a nascondino e poi improvvisamente la crisi emerge come una fiammata violenta che uccide l’Italia».

«Mi candido alle primarie del cenrtosinistra»
«Le primarie si sono rivelate il metodo migliore per avvicinare il nostro popolo alla sinistra. Le abbiamo già fatte per Prodi. Non solo e assurdo, ormai è impossibile non farle», ha affermato il governatore a «Il Fatto», preannunciando la volontà di candidarsi alla guida del centrosinistra. «Voglio capire se c’è la possibilità di rimettere in moto una speranza» dice il leader della Sel.

°°° Come ho detto più volte, vedo in Nichi l’unico collante per tutta la sinistra italiana, che è ben oltre il 51%.  E’ colto, pulito, intelligente, capace, comunica serenità e propone un sogno VERO.  Basta con la pessima fiction! Voi che ne pensate?

nichi-vendola

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter