PROCURADE ‘E MODERARE. Pastori sardi: derubati dalla cricca, cornuti e mazziati dalla cosca al potere. Leggete questa…

Quella notizia del 19 notte, che continuo a non vedere da nessuna parte e che
avrebbe meritato almeno un comunicato ufficiale del Movimento Pastori o
di qualcun’altro dei Movimenti.

Un pastore di Sarule rientrando in tarda serata a casa, con in dosso ancora la
maglietta del Movimento Pastori, è stato fermato da una pattuglia al bivio di Ottana.
E’ stato invitato a fornire documenti e spiegazioni del luogo dal quale pro veniva.
Al suo diniego, è stato picchiato.
Portato successivamente in caserma, è stato picchiato ancora.
Poi lasciato in un Pronto Soccorso, dal quale ha chiamato avvocato e parenti.

°°° Cosa dobbiamo pensare, amici? C’è un disegno repressivo e criminale. Non è assolutamente consentito ai sardi di alzare la cresta. Lo vedo da come si comportano con me da almeno 20 anni in campo nazionale e da quasi nove anni qui in Sardistan. Ma io sono pericoloso, ho troppo seguito, e sono uno dalla schiena troppo dritta  e un tipino IRRICATTABILE.  Ora tocca a pastori e studenti. E se ci sollevassimo tutti noi che non siamo scimmiette ammaestrate e decerebrate?

PROCURADE ‘E MODERARE
Inno contro i feudatari – Francesco Ignazio Mannu – 1794

Traduzione in italiano e storia di questo importante inno di protesta

Procurade de moderare
Procurad’e moderare
Barones, sa tirannia
Chi si no, pro vida mia,
Torrades a pés in terra
Decrarada est giaj sa gherra
Contra de sa prepotentzia
Incomintzat sa passentzia
In su pobulu a mancare

Mirade ch’est pesende
Contra de bois su fogu
Mirade chi no est giogu
Chi sa cosa andat ‘e veras
Mirade chi sas aeras
Minetan su temporale
Zente cunsizzada male
Iscurtade sa ‘oghe mia

No apprettedas s’isprone
A su poveru ronzinu,
Si no in mesu caminu
S’arrempellat appuradu;
Mizzi ch’es tantu cansadu
E non ‘nde podet piusu;
Finalmente a fundu in susu
S’imbastu ‘nd ‘hat a bettare.

Su pobulu chi in profundu
Letargu fit sepultadu
Finalmente despertadu
S’abbizzat ch ‘est in cadena,
Ch’istat suffrende sa pena
De s’indolenzia antiga:
Feudu, legge inimiga
A bona filosofia!

Custa, populos, est s’ora
D’estirpare sos abusos
A terra sos malos usos
A terra su dispotismu
Gherra, gherra a s’egoismu
E gherra a sos oppressores
Custos tirannos minores
Est pretzisu umiliare

Traduzione:

 Fate in modo di moderare

Baroni (proprietari terrieri),
cercate di moderare la vostra tirannia,
Altrimenti, a costo della mia vita,
tornerete nella polvere (per terra),
La guerra contro la prepotenza
è stata già dichiarata
e nel popolo la pazienza
inizia a mancare

State attenti perché contro di voi
si sta levando il fuoco,
Attenti perché non è un gioco,
se questo inizia per davvero
Guardate che le nubi
preannunciano il temporale
Gente consigliata male
ascoltate la mia voce

Non continuate ad usare lo sprone
sul povero ronzino,
o in mezzo al cammino
si ribellerà imbizzarrito;
è così stanco e malandato
da non poterne più,
e finalmente dovrà rovesciare
il basto e il cavaliere.

Il popolo sardo
che era caduto in un profondo letargo
Finalmente anche se disperato
si accorge di essere schiavo
Sente che sta soffrendo
solo a causa dell’antica indolenza
Feudo, legge nemica
di ogni buona filosofia!

Questa, o popolo sardo,
è l’ora di eliminare gli abusi
Abbasso le abitudini nefaste,
contro ogni dispotismo
Guerra, guerra all’egoismo
e guerra agli oppressori
È importante che questi piccoli tiranni
vengano vinti.

 

bandito

 

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