La moglie di Dell’Utri accusata di riciclaggio: “I magistrati sono impazziti”°°° Solito refrain dei mafiosi.

Con i miei soldi faccio quello che voglio. E Marcello è un ostaggio politico.

°°°No, ciccia, è un pericoloso mafioso come il suo padrone ed entrambi si sono scaraventati in politica per non finire in galera. Nulla sanno di politica e poco gliene cale. Sono lì solo per continuare a delinquere in santa pace senza pagare dazio. E tu sei mafiosa come loro e come lo è sempre stata la madre del mafionano: che sapeva e vedeva tutto, ma magnava e zitta.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/19/moglie-di-dell%E2%80%99utri-accusata-di-riciclaggio-%E2%80%9Cmagistrati-impazziti%E2%80%9D/357570/

berlusconi dell'utri e la moglie

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Le merde del Pdl, Cosentino:Riesame,esempio riciclaggio

Cosentino:Riesame,esempio riciclaggio

09 Gennaio 2012 14:28 CRONACHEPOLITICA

(ANSA) – ROMA – ”Esempio da manuale di riciclaggio”: cosi’ il Tribunale del riesame di Napoli definisce il progetto, mai attuato, per la costruzione di un centro commerciale a Casal di Principe (Caserta): operazione avviata ”con il contributo consapevole e decisivo” di Nicola Cosentino (Pdl). L’ordinanza e’ stata depositata due giorni fa alla Camera, che deve decidere sulla richiesta di arresto:la giunta si pronuncera’ domani. Cosentino è accusato di aver agevolato gli interessi del clan dei Casalesi.

anals

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Minchiolini e tg1 senza vergogna: la crisi spiegata da un peracottaro di serie C

Gianni Lepre, lo strano economista
che si affaccia sul Tg di Minzolini

Mentre altrove parlano i Nobel, l’ammiraglia dell’informazione Rai concede una rubrica al professore della Libera Università del Mediterraneo di Bari. Ultimo in Italia nella classifica del Sole-24 Ore, l’ateneo è stato fondato da un politico di Forza Italia. Ora lo guida il figlio, coinvolto in un’inchiesta per riciclaggio

Gianni Lepre, professore della Libera Università del Mediterraneo di Bari

L’Italia affonda nella crisi e occorre dar voce ai massimi esperti per capire che cosa sta succedendo e, soprattutto, come se ne esce. Così ieri sera il Tg2 ha intervistato Michael Spence, premio Nobel per l’economia nel 2001 e professore all’università di Stanford.

E il Tg1, testata ammiraglia dell’informazione Rai? Il Tg1 Economia, quotidiana appendice dell’edizione delle 13,30, da tempo si affida al professor Gianni Lepre, della Libera università Mediterranea (Lum) di Casamassima, in provincia di Bari. Che la classifica di Il Sole-24 Ore colloca all’ultimo posto nella classifica degli atenei non statali italiani – con 237 punti su un massimo di 900 – in base ai dati forniti dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario. Nella testata diretta da Augusto Minzolini, Lepre è titolare di una rubrica fissa, “Il punto”.

Dal curriculum si apprende che il titolare dell’autorevole ribalta mediatica è un commercialista, autore del volume “L’Industria orafa italiana e internazionale” nonché fondatore del Lepre Group, con “oltre 500 clienti presso le sedi di Napoli e Marcianise”. Ha anche fondato la newsletter “Lepre Giornale”, notiziario on line sul mondo dell’oreficeria-gioielleria e del fashion.La Libera Università del Mediterraneo, o Lum, è stata fondata nel 1995 da Giuseppe Degennaro, politico di Bitonto (Bari), parlamentare dal 1979 al 2004 – anno in cui è deceduto – prima per la Democrazia cristiana e poi per Forza Italia. La carica di rettore è quindi passata al figlio Emanuele detto Lello, anche lui impegnato in politica con il centrodestra. Nel 2005 si candidò alle elezioni suppletive indette per coprire il seggio lasciato dal padre, ma fu sconfitto da Nicola Latorre, dalemiano del Pd.

Recentemente, riporta l’edizione barese di Repubblica, gli uffici di Emanuele Degennaro sono stati perquisiti dal Gico della Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine per riciclaggio contro il clan mafioso Parisi-Stramaglia.

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Scajola: “Indagatelo per riciclaggio”

A Roma le carte su Scajola
“Indagatelo per riciclaggio”

Perugia, i segreti del pc di Anenmone. Versamenti anche a Bertolaso e al cardinale Sepe. Nella contabilità anche la figlia di Lunardi. Tra i regali anche un frullatore, terra per vasi e un trasformatore per il mezzanino al Colosseo

dal nostro inviato CARLO BONINI

A Roma le carte su Scajola "Indagatelo per riciclaggio" Claudio Scajola

PERUGIA – Ne aveva per il Diavolo e per l’Acqua Santa, Diego Anemone, il Grande Elemosiniere del sistema degli appalti. Fossero centinaia di migliaia di euro per “case da ministro” o 8 euro per il “bollino blu” del controllo dei gas di scarico dell’auto. Per dirne qualcuna: 230 mila euro, di cui nulla sin qui si era saputo, per il preliminare di acquisto del celebre mezzanino vista Colosseo di via del Fagutale, il cui proprietario, l’”inconsapevole” Claudio Scajola, “ignorava” il vero compratore (e cioè lui, Diego Anemone). Cinquemila euro consegnati al cardinal Crescenzio Sepe, guida di Propaganda Fide. Contanti a fiumi per accudire i bisogni, anche di lavanderia, del potentissimo capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, nonché per sedare le richieste della famiglia di Angelo Balducci, presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. E ancora: la miseria dell’acquisto di un frullatore, della terra per vasi, e di un trasformatore per un onorevole “ministro” (ancora Scajola, per i pm), la “tassa” delle cene elettorali di Forza Italia (4 mila euro), spese immobiliari per il presidente dell’Enac Vito Riggio (oltre 18 mila euro), ventimila euro a beneficio di un immobile (piazza Capponi) della patinata coppia Giulio Violati-Maria Grazia Cucinotta, un significativo giro di contanti verso Martina L., identificata come la figlia del ministro Pietro Lunardi.

Cade l’ultimo segreto che proteggeva la contabilità occulta del costruttore Diego Anemone. I file estratti dal computer della

sua segretaria, Alida Lucci, dal Ros dei carabinieri di Firenze e ora trascritti in 900 pagine depositate ieri agli atti della cosiddetta “inchiesta G8″, consegnano ai pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, un documento cruciale che torna ad accusare i principali protagonisti di questo affaire. E che annuncia nuova tempesta per Claudio Scajola. La posizione dell’ex ministro, oggi impegnato a riprendersi il coordinamento del Pdl, è stata trasmessa da Perugia al procuratore aggiunto di Roma Alberto Caperna (che nelle prossime ore riceverà anche queste ulteriori 900 pagine) perché, “anche alla luce delle nuove acquisizioni”, “valuti la possibilità” di una sua iscrizione al registro degli indagati per riciclaggio.

SOLDI PER SCAJOLA DAL 2001
Scajola, dunque. Di lui, il certosino Anemone (al costruttore non sfugge un centesimo delle sue “liberalità”), che lo archivia come “Scaiola” o preferibilmente “Scaj”, annota una prima volta nell’ottobre del 2001, quando è ministro dell’Interno e il denaro si conta ancora in lire. “5 milioni per rimborso Vanessa spese ministro”; “1 milione spese autista Scaiola”. Lo ritroviamo quindi il 19 maggio del 2004, due mesi prima del contratto definitivo di compravendita del mezzanino di via del Fagutale (6 luglio) che lo farà felice e “inconsapevole” proprietario. Sapevamo sin qui che Anemone, tramite l’architetto Zampolini, aveva “contribuito” per 900 mila euro. Ora, salta fuori che il costruttore si muove già per il compromesso e per saldare le spese di agenzia: “compromesso (200)+agenzia (30) Scaj”. Fanno 230 mila euro. Che vanno sommati ad altri misteriosi 168 mila di “rimborso” così segnalati in uscita il 21 ottobre 2004: “c/c via del Fagutale Rimb. A Maria Corse”. Non è tutto. Ci sono 147 euro e 60 per l’elettricista (5 agosto 2004), 96 euro per un banale trasformatore in via del Fagutale, 83 euro e 20 per “terra segr. Scaj” e, “verosimilmente”, ritengono i pm, 100 euro di “rimborso” che la contabilità indica “per frullatore Ministro”.

LA FIGLIA DI LUNARDI
Ce n’è anche per un altro ex ministro, quel Pietro Lunardi, accusato di corruzione per

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Ior, confermato il sequestro dei beni “Omissioni delle norme sul riciclaggio”

Ior, il gip conferma il sequestro
Respinta l’istanza sui 23 milioni

Per il giudice, l’accordo tra la banca vaticana e il Credito Artigiano “non è datato, è generico e non introduce novità rispetto alla problematica inerente le modalità di identificazione dei clienti Ior”

http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/20/news/ior_il_gip_conferma_il_sequestro-10420684/?ref=HREC1-9

°°° LA MAFIA VATICANA NON SI SMENTISCE MAI. Se Cristo tornasse li butterebbe tutti fuori a calci nel culo e a bastonate. A cominciare dal crucco.

papapasqua

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Antigua, banca Arner come la Rasini? Berlusconi, Previti, Doris, evasione e riciclaggio… e io pagooo!!!

Chi c’è dietro quella banca?

Il forziere di famiglia del CavaliereGli intrecci della Banca Arner. Di Berlusconi il “conto numero 1″. Tra i clienti Doris e i Previti. Nella sede milanese anche i conti delle holding che fanno capo ai figli Marina e Piersilvio. L’istituto è sotto inchiesta per riciclaggio, e Bankitalia ne certifica l’opacità
di GIUSEPPE D’AVANZO
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/10/18/news/quella_villa_d_avanzo-8169812/?ref=HREC1-1
… Chi è il proprietario effettivo della Banca Arner? E’ di Silvio Berlusconi? Se non lo è, il Cavaliere ne conosce l’identità? Se Silvio Berlusconi è soltanto uno dei correntisti – anche se il numero 1 – quali sono i motivi che lo spingono a utilizzare un istituto di credito di pessima reputazione, sotto inchiesta per riciclaggio, cosi oscuro da convincere Bankitalia a sostenere “l’impossibilità di accertare i beneficiari economici di alcune società che hanno il conto alla Arner Italia” e, fra queste, la Flat Point Development Limited di Antigua? A chi Berlusconi ha versato il denaro per acquistare i terreni di Antigua? Conosce i proprietari della Flat Point di cui i pubblici ministeri di Milano segnalano “l’assoluta opacità dell’effettivo beneficiario” e rilevano le “causali poco verosimili” di “trasferimenti di somme all’estero” tra Flat Point, la filiale italiana di Arner Bank (che ha due dirigenti indagati per riciclaggio) e poi la Arner svizzera? Può Berlusconi smentire pubblicamente che la Flat Point Development Limited sia una sua proprietà? Ecco queste sono le questioni imbarazzanti che hanno convinto Ghedini a giocare una palla ad effetto per parlar d’altro.

(18 ottobre 2010)

antigua

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