Ma Minchionne vuole ancora soldi dallo Stato, cioè da noi!

Il “saldo” Fiat: 7,6 miliardi di euro ricevuti dallo Stato, investiti 6,2 miliardi.

Uno studio della Cgia di Mestre fornisce le cifre su un tema di cui si torna a discutere spesso: gli aiuti pubblici ricevuti dalla casa di Torino, dal 1977 a oggi, a fronte dei benefici restituiti all’economia. Esclusi dal conto gli ammortizzatori sociali.

disoccupazione dati ocse

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/19/fiat-76-miliardi-di-euro-ricevuti-dallo-stato-investiti-62-miliardi/357338/

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Dell’Utri: “Trattativa giusta”°°° Cosa vi aspettavate da un mafioso di merda?

Invitato a La Zanzara di Radio 24 nel ventesimo anniversario della strage di via D’Amelio, il senatore spara a zero contro la commemorazione: “Una stronzata”. E il pm Ingroia è “come Khomeini, mi ha rovinato la vita”.

°°°Ma brutta merda puzzolente, come ti permetti di insultare gli eroi di questo paese?! Spero di vederti presto in manette col tuo socio e che possiate entrambi schiattare in galera tra atroci sofferenze. Non sarebbe nulla in confronto alla devastazione che avete compiuto in Italia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/19/dellutri-trattativa-giusta-se-fatta-per-evitare-guai-peggiori/298930/

E ancora raglia: “Ingroia,  ma lo vedete come è fatto fisicamente? Con quella barba, si mette un caffettano ed è perfetto.

°°° Tu non hai bisogno di metterti niente per sembrare il mafioso viscido che sei. Perfetto così. E tuo fratello gemello Alberto, che fa, eh? Perché lo tenete nascosto?

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Quando le escort sono meno troie delle politicanti berlusconiane e MOLTO PIU’ ONESTE E RESPONSABILI.


Le escort vogliono pagare le tasse. L’appello
di Marina: “Fateci aiutare il nostro Paese”

La proposta arriva direttamente da una prostituta che ha lanciato la proposta dalle colonne del Gazzettino. Secondo Marina“in Italia, la legalizzazione della prostituzione porterebbe tanti miliardi di euro nelle casse dello Stato”

“Credo che il Governo Monti debba includere nella sua Manovra sul lavoro anche la possibilità di legalizzare la Prostituzione, che significa altresì far emergere il ‘lavoro sommerso’ di circa 300.000 individui fra donne/trans/uomini che oltretutto risultano per lo Stato disoccupati. Legiferiamo sulla Prostituzione, fateci pagare le tasse, fateci aiutare il nostro Paese”. Chi scrive è Marina: si definisce “orgogliosamente una ‘puttana’” e ha inviato al Gazzettino.it una lettera. Con una richiesta: visto il momento di crisi economica in cui la manovra mette le mani nelle tasche dei lavoratori italiani, anche lei vuole contribuire pagando i

santanchè

contributi. E per farlo bisogna legalizzare il mestiere più antico del mondo.

“Appartengo a una categoria di persone che tanto vorrebbe pagare le tasse, ma che in questo paese non gli viene permesso”, scrive Marina. E spiega che “in Italia, la legalizzazione della prostituzione non solo porterebbe tanti milioni, se non miliardi di euro, nelle casse dello Stato – scrive Marina -, ma risolverebbe indirettamente anche il problema dello sfruttamento della prostituzione e della tratta di esseri umani dei quali sono vittime numerose ragazze non solo dell’Est Europa, ma anche del Centro Africa e sempre più anche cinesi”. Oltre a dare un giro di vite allo sfruttamento delle straniere, la prostituta ricorda che “negli ultimi 20 anni circa davanti a un problema si è preferito chiudere gli occhi facendo finta che non ci fosse, piuttosto che adottare delle valide strategie per risolverlo”.

Marina, però, non è l’unica ‘lavoratrice del sesso’ disposta a rimpinguare le casse dello Stato. Ambra, ad esempio, ha 40 anni e una doppia vita. Di giorno impiegata e di notte, per necessità, escort. “Sono d’accordo, sarebbe ora di legalizzare e pagare i contributi, specie per chi lo fa a tempo pieno – puntualizza – . Anche per noi è un momento difficile: se prima riuscivi a fare 1000 euro a settimana adesso devi accontentarti di 200. Ma visto che in Italia ci sono migliaia di prostitute, sarebbe giusto tassarle. E in questo momento darebbero un aiuto importante”. Anche Gaby, 35 anni, vorrebbe che “il lavoro di escort venisse regolarizzato” e sta già pensando da sé a come inquadrare la sua posizione fiscale. “In questi giorni ho iniziato a cercare su Internet per capire come fare – racconta -. Vorrei pagare le tasse, e anche allo Stato converrebbe metterci nelle condizioni di farlo”. Infatti anche altre “colleghe” condividono la stessa opinione. Ad esempio Elena, 28 anni, convinta che “per non avere problemi sarebbe meglio che il ‘mestiere’ fosse riconosciuto per legge”. Ma per ora “niente normativa e niente tasse”. Non tutte però sono d’accordo: tra queste Chiara, escort di 31 anni “solo per soldi e piacere”, che spiega di non avere nessun interesse a essere inquadrata come ‘normale’ lavoratrice. “Dallo Stato non mi aspetto nulla. E visto che sono giovane non riceverò neanche la pensione”. Che, quindi, costruisce con i soldi negati al fisco.

In altri paesi europei, però, la “professione” è già stata regolamentata e le prostitute versano regolarmente i contributi. Proprio come gli altri cittadini. In Germania ad esempio, le lavoratrici del sesso sono soggetti contribuenti per il fisco dal 2002, quando una legge firmata da Gerhard Schroeder le ha inserite nel registro delle attività lavorative e ha riconosciuto loro gli stessi doveri fiscali dei concittadini. Una norma che consente a chi esercita di farlo con le tutele necessarie a livello sanitario e previdenziale. Anche in Olanda, Svizzera, Austria, Grecia,Ungheria e Lettonia la prostituzione è legalizzata e impone il regolare versamento di contributi oltre che di controlli sanitari per la prevenzione di malattie veneree e la regolare registrazione anagrafica di chi esercita. E’ considerato reato lo sfruttamento ma le prostitute versano i contributi sui proventi delle loro attività ed esercitano in case d’appuntamento, quartieri a luci rosse e bordelli riconosciuti dallo Stato. E rimpinguano le casse dei loro paesi.

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QUEI BRAVI RAGAZZI… Mafia: indagato Marcello Dell’Utri

Trattativa tra Stato e mafia
indagato Marcello Dell’Utri

Condannato in appello a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, il senatore Pdl sarebbe accusato in questa indagine di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario

Trattativa tra Stato e mafia indagato Marcello Dell'Utri

PALERMO – Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è indagato dalla Procura di Palermo nell’inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. Condannato in appello a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, Dell’Utri sarebbe accusato in questa indagine di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario.

L’inchiesta, condotta dai pm Nino Di Matteo, Paolo Guido e Lia Sava, ipotizza l’esistenza di una trattativa tra Stato e mafia che negli anni avrebbe visto alternarsi diversi protagonisti istituzionali, politici e

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Lo stato e le istituzioni, secondo B. sono una sua faccenda privata da minacciare e maltrattare

Lodo Mondadori, gli ispettori a Milano
Chiesta la copia della sentenza

Il ministero di Giustizia manda i suoi uomini a Palazzo di Giustizia per ritirare l’atto col quale il gruppo Fininvest, di proprietà del premier Silvio Berlusconi, ha condannato l’azienda a pagare 560 milioni allla Cir

°°°Da un colpo di stato all’altro. Davvero allucinante!

b-cazzone

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