TROIAIO

(Dagospia)

DALL’ORGIA DEL POTERE AL PANICO. I POLITICI SOTTO L’OSSESSIONE DELLO SPUTTANAMENTO – DAI LIBRI AI GIORNALI WEB SERPEGGIANO RIVELAZIONI DI AMANTI SADO E DI MINISTRI MASO – “SI ABBASSÒ I PANTALONI E MI CHIESE DI SCULACCIARLO. MI MOSTRÒ ALCUNI “ATTREZZI”” – “LA MAIALITÀ SENILE È ENIGMA E DRAMMA MASCHILE. PIÙ PER DISPERAZIONE CHE PER VIZIO” –

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Dalla satiriasi alla penitenza? Ieri, il Giornale di famiglia è stato l’unico a gridare in prima pagina l’ultima notizia sul Cavaliere di Palazzo G: «Le vacanze? Le passerò nella caserma del G8». Tanta enfasi è stata commentata in modo crudo da un berlusconiano di corte:

«Agosto all’Aquila? Sai che palle».

E Villa Certosa? Niente programmi al momento. Le estati con la bandana, Apicella, le ninfette, i leader internazionali potrebbero essere solo uno sbiadito ricordo. Adesso c’è la caserma della Guardia di finanza di Coppito, dove il premier allestirà il suo quartier generale per seguire i lavori della ricostruzione con «l’occhio del padrone».

BERLUSCONI D ABRUZZO – CARLIS WAY da IL RIFORMISTA

E la sera? I viali di Coppito saranno corridoi di passi perduti in cui espiare le bugie sul Noemigate e sul Patriziagate? Ha scritto Guido Ceronetti sulla Stampa del 15 luglio scorso: «Anche la maialità senile è enigma e dramma maschile. Il vecchio perde il ritegno più per disperazione che per vizio, in specie dopo una vita irreprensibile, non può far conto di corteggiamenti, sbatte nell’impotenza. La perdita totale di rapporti con gli accessi ad altri mondi e con il Dio Ignoto, fracassa le dighe frollite del cumulo d’anni».

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Coppito come l’eremo del quasi settantatreenne Cavaliere penitente?
Nei due mesi che vanno dalla festa di Casoria allo scandalo di Bari, Silvio Berlusconi è sempre stato in bilico tra la tentazione di cambiare vita (Veronica Lario: «Mio marito è un uomo malato») e quella di non rinnegare nulla. Proprio dalla caserma del G8 dell’Aquila, il 25 giugno scorso, proclamò: «Io sono fatto così e non cambio. Se mi vogliono sono così. E gli italiani mi vogliono così. Al massimo ho sbagliato qualche ospite». E che ospite. Si chiama Gianpaolo Tarantini e avrebbe procurato escort e ragazze per i festini di Palazzo Grazioli e Villa Certosa. Ora, però, la scelta di Coppito per le ferie estive appare come una retromarcia rispetto alle parole di giugno. Perché?

MARIA GABRIELLA GENISI con sabelli fioretti

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In privato, il premier ha spesso scherzato sulla sua fama di «puttaniere». Accadde, per esempio, il 24 marzo scorso, come ha rivelato Tommaso Labate su questo giornale. Era l’inaugurazione della Freccia Rossa da Milano a Roma e il premier viaggiava sul treno, in compagnia del sindaco di Firenze Leonardo Domenici e del governatore emiliano Vasco Errani, entrambi del Pd. I due amministratori rossi riferirono che il Cavaliere era in vena di battute: «Dite la verità: vi piace il presidente ferroviere, eh?». E loro, imbarazzati: «Beh, sì». A quel punto il premier piazzò la stoccata: «Ah sì? Io invece preferisco il presidente puttaniere».

Quando poi Gian Antonio Stella ha ripreso l’episodio sul Corriere della Sera, un aedo berlusconiano, Giorgio Stracquadanio, si è precipitato a rettificare: «Fui io, seduto accanto a Domenici (Errani era più in là) ad accogliere Berlusconi con un “Viva il presidente ferroviere”. E il premier rispose: “Per qualcuno preferirei essere il presidente puttaniere”».

Ma ieri una fonte autorevole del Pdl ha raccontato al Riformista un altro aneddoto che rinforza la versione di Domenici ed Errani. La scena risale a un anno fa, altri tempi, decisamente. Il Cavaliere è a cena con Michela Vittoria Brambilla e altri esponenti azzurri. Come al solito tiene banco. Si mangia e si ride. Poi una confessione ai commensali: «Voglio scrivere la mia autobiografia. Ci sto pensando da tempo. E sapete come la intitolerò?». Coro di no e risposta finale: «Mi piacerebbe chiamarla “Il Santo Puttaniere”». Tutto torna.

Questa sarà un’estate diversa non solo per il presidente del Consiglio. Nonostante il successo della vetrina del G8, gli umori nella corte del Sultano non sono dei migliori. Si temono altri scoop a luci rosse. I nervi sono a fior di pelle, come dimostrano le reazioni della maggioranza alla storia del pesce rosso, il romanzo di Maria Gabriella Genisi su sesso e politica che ha come protagonista un ministro dell’attuale governo, il cui identikit combacia con quello di Sandro Bondi.

Insomma, il panico. Ieri un altro indizio, sorprendente per certi versi. Il quotidiano online L’Occidentale, espressione della fondazione Magna Carta, ha pubblicato la lettera di un anonimo politico con questa avvertenza del direttore Giancarlo Loquenzi: «La lettera sembra provenire da un uomo politico di un certo peso (non dice a quale partito appartiene) e denuncia in modo accorato e sofferto la condizione di chi vede la propria vita privata potenzialmente assediata e violata. Non sappiamo se è vera ma sembra vera. D’altronde di cose che non si sa se sono vere ma si limitano a sembrarlo ne sono state scritte una caterva. Non sarà questa lettera a cambiare le cose, ma certo fa riflettere».

I-POD  DELLA BRAMBILLA

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Scrive l’anonimo politico: «Sono un politico di non lunghissimo corso ma già gravato di non immeritate responsabilità: i miei precedenti successi professionali, un certo prestigio che godo tra i miei attuali colleghi e l’attenzione che spesso la stampa riserva alle mie proposte e iniziative, potrebbero far dire che la mia carriera politica sia destinata anche a maggiori traguardi. Il mio partito mi apprezza e i miei rapporti con il leader sono ispirati da stima (ritengo reciproca) e sicura lealtà. Dovrei insomma essere tranquillo e dare il meglio di ciò che posso per veder realizzate le mie migliori aspirazioni».

Qual è il problema, allora? Il politico, separato da «una donna splendida», ha perso la testa per una ragazza più giovane di lui, «così bella che spesso mi chiedo cosa trovi in quest’uomo brizzolato e appesantito che sono diventato». L’amore è bello, travolgente, pieno di sms «ma ora tutto è cambiato: apro le cronache di Repubblica o del Riformista e resto incredulo nel leggere pagine che pensavo relegate nei giornali per uomini soli».

Poi, però, l’anonimo conferma la veridicità del racconto del pesce rosso, forse involontariamente: «Ora tremo all’idea che possa chiedermi una candidatura, un posto in Parlamento. Ho un certo potere ma non è detto che sarei in grado di farla candidare e tantomeno eleggere. Potrebbe essere questo il motivo di una vendetta, potrei anch’io diventare il protagonista di un libretto porno? È già successo, potrebbe succedere anche a me».

Dall’Occidentale a un altro giornale online, Italian People, network d’opinione e d’inchiesta. La notizia è del 16 luglio: «Esclusivo/ Sylvie Giustinetti perseguitata da un noto politico: “Mi propose una candidatura, voleva che lo sculacciassi”». Giustinetti viene presentata come una «misteriosa pittrice». Rivela di essere stata corteggiata da un «leader nazionale di quelli che si vedono a Porta a porta». Un ministro. Lui le offre un incarico di partito, propedeutico a un posto in lista. Ma in camera da letto le cose non vanno bene:

«Mi lasciai andare, nella speranza che lui fosse prestante come sembrava. Ma fu proprio in quel momento che successe l’inaspettato: si abbassò i pantaloni e mi chiese di… sì insomma, mi chiese di sculacciarlo… Voleva essere sculacciato! Mi disse che gli piaceva fare questi “giochini”, come farsi legare e farsi picchiare, mi mostrò anche alcuni “attrezzi”».

Chiede l’intervistatore: «E tu?». Risposta: «Io l’ho insultato! Mi sono alzata e gli ho chiesto di riaccompagnarmi subito in albergo, e lui cominciò ad implorarmi di non dire nulla a nessuno, dicendomi che in cambio mi avrebbe dato qualsiasi cosa. Mi faceva talmente schifo che non lo ascoltai nemmeno, presi la mia borsa e uscii sbattendo la porta». Che estate. Qui al Riformista contiamo i giorni. E le Ore.

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