Umilio Fede querela il suo caposcorta°°° Ma perché questo zerbino inutile ha la scorta?

Fede querela il suo caposcorta
Chiamato in causa per le ragazze

Emilio Fede querela il suo caposcorta, il carabiniere che ha raccontato ai magistrati di aver accompagnato ragazze nella notte ad Arcore con dichiarazioni che coinvolgono pesantemente il direttore del Tg4.

Le dichiarazioni del brigadiere

Carabiniere: «Il 14 febbraio 2010 c’era marocchina»

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Il brigadiere capo in servizio presso l’Ufficio scorte assegnato a Emilio Fede anche come autista, Luigi Sorrentino, racconta che gli stessi uomini della scorta riaccompagnavano a casa le ragazze che partecipavano alle feste di Arcore. E parla del 14 febbraio 2010: c’era una marocchina.

Negli atti trasmessi dalla Procura milanese alla Camera si legge cosa racconta il carabiniere agli inquirenti: dice che quando era in servizio presso Emilio Fede i turni serali erano più lunghi perché poi avevano il compito di riaccompagnare a casa tutte le ragazze che prendevano parte alle feste del premier. Sorrentino si ricorda la sera del 14 febbraio dell’anno scorso perché prestò servizio «dalle otto di mattina alle quattro della mattina del giorno dopo» e rammenta anche di aver riaccompagnato il direttore del Tg4, in macchina, insieme a due ragazze, una delle quali marocchina.

«Dopo aver preso visione, attraverso i verbali di interrogatorio dell’inchiesta sulle cene ad Arcore», Fede ha affidato ai suoi legali l’incarico di querelare il brigadiere capo dei carabinieri, Luigi Sorrentino, ritenendo le sue affermazioni «non corrispondenti al vero e lesive della propria dignità umana e professionale». In una nota il giornalista spiega che «il signor Luigi Sorrentino non è mai stato autista di Emilio Fede», che «Emilio Fede non è mai rientrato alle 4 del mattino, come invece racconta il caposcorta», che «mai Emilio Fede, mai, ha utilizzato la scorta per accompagnare ragazze a casa» e che «al tempo stesso Fede ha invitato i vertici dell’Arma dei carabinieri ad accertare se il racconto di Luigi Sorrentino corrisponda, oppure no, alla verità».

°°° Cioè… ma in nome di che cosa questo servo del mafionano deve avere una scorta pagata coi nostri soldi? Lui, sgarbi, belpietro,ecc. Questi domestici lavorano tutti pro mafia, ma hanno costosissime scorte, mentre i magistrati che rischiano la vita per combattere i soci del loro padrone, TROPPO SPESSO NE SONO PRIVI!

BASTA SCORTE AI SERVI  INUTILI!!!

vermi-tg

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