Capito su rai1 per sbaglio e vedo antonio ricci e greggio, il nulla coi loro nulla. Spero che gli italiani sfigati che hanno visto capiscano di che merda si tratta.

Mi dispiace solo, non per il mezzo miliardo di euro che mi hanno rubato, visto che il programma E’MIO, ma per cosa ne hanno fatto di un’idea così bella. Da tg satirico è diventata una lercia macchina del fango contro i nemici personali del ladrone ricci e del gangster berlusconi. E io lo so, c’ero e assistevo alle loro telefonate: alle 15 per prendere gli ordini (ricci) e alle 19,30 – a programma registrato – per la messa a punto secondo le volontà del padrino. Se sono stato criptico per qualche ignaro, ricci querela facilmente, visto che non paga i legali… ma ripeto qui che è un ladro recidivo: ha rubato Drive in al Benny Hill Show, Striscia a me, il gabibbo a un ragazzo di un’università americana (Big Red, cercate su google e veddrete), Paperissima a tutti i filmati delle tv Usa – DI CUI OSCURA IL LOGO – etc. Quando gli dissi in faccia che era un ladro, lui, arrogante come tutte le merde, mi rispose: “Sì, io rubo. Che fai, mi denunci?” Sì, coglione! Io continuo a denunciarti e gli avvocati per me lavorano GRATIS a te li paga un mafioso più ladro di te, ma padrone del tuo stupido culo.

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“Gli italiani hanno pagato 7,4 miliardi negli anni per salvare l’Alitalia” Che Prodi aveva venduto al doppio del valore ad AirFrance, ma B.

Arrivò col suo carico di arroganza e incompetenza totale e sfasciò anche quell’affare colossale. Vi ricordate il gangster pagliaccio? “Ho pronto anche lo slogan “AMO L’ITALIA, VOLO ALITALIA”. E la sua corte di zoccole e servi tutti a spellarsi le mani. Ecco i risultati. L’abbiamo persa, si vola di merda e ci è pure costata quasi dieci miliardi!

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Che vi dicevo stamani? Se n’è accorto anche qualcun altro…

Fabio Fazio, il disservizio pubblico

Dopo l’intervista a Berlusconi, avrei un sogno: che i vertici di viale Mazzini convocassero il conduttore di “Che tempo che fa”. E gli ricordassero qual è la missione della tv nazionale…

DI RICCARDO BOCCA

Fabio Fazio, il disservizio pubblico
I have a dream.Sì, lo confesso: ho un sogno al culmine dei miei pensieri che vorrei si traducesse in realtà. Vorrei davvero che la Rai, cioè la nostra televisione pubblica, trovasse l’onestà e la voglia per convocare nei suoi più alti uffici il signor UsD (l’Uomo senza Domande), noto anche al pubblico come Fabio Fazio.
L’occasione potrebbe essere l’intervista – ma sì, non spacchiamo il capello: eleviamola con nonchalance al rango di intervista – che il conduttore ha fatto domenica sera a Silvio Berlusconi.
Un esempio di televisione da disservizio pubblico, in cui l’assenza di pudore e verve ha rimbalzato per l’intera penisola.
Dunque immagino il dirigente che convoca Fazio davanti alla sua scrivania, al settimo piano di viale Mazzini, e dopo un finto sorriso complice gli recita un discorso asciutto e chiaro assieme.
Del genere: «Vede, carissimo Fazio, ciò che è successo a “Che tempo che fa” alla presenza di mister Silvio, non è soltanto un sintomo del suo stile, propenso a tremacchiare di fronte a qualsivoglia potente di turno, e tantomeno è riassumibile in un casuale errore di percorso».
Piuttosto – vorrei che gli spiegasse l’emerito dirigente -, «si tratta di un insulto al pubblico pagante (il canone, s’intende). Gente», sarebbe il caso che il dirigente aggiungesse, «che merita assai più rispetto dell’ex piduista e pregiudicato B., a cui lei ha concesso praterie di applausi».
Dopodiché, nel mio sogno impossibile, vorrei che il supercapo lasciasse tempo e modo a Fazio per spiegare le proprie ragioni, e difendersi dall’accusa di aver costruito un telemondo cinico: un mercato, insomma, in cui trionfano solo gli amici degli amici, i consigli per gli acquisti librari, il riciclo di miti collettivi per dare lustro allo show, e dove persino i nemici di passaggio (vedi il caso di Arcore) trovano lieti appigli per conquistare consenso.
«Chieda scusa e non lo faccia più…», vorrei che infine fosse sussurrato al discolo Fazio: «perché questa è la televisione pubblica, e non un gioco suo e del suo agente Caschetto».
Al che di scatto mi alzerei in piedi, commosso, e applaudirei fino ad esaurimento mani la fine di questo regimetto stanco.
Stop alle interviste senza domande, dunque. Stop ai deliri senili di Berlusconi e simili. Stop al teatrino con il sipario logoro del duo Fazio-Littizzetto.
L’esatto opposto, temo, della realtà che ci attende.
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Siamo un popolo di accattoni, circondati di accattoni. Fateci caso…

Abbiamo il 50% dei parlamentari analfabeti. il 70%, minimo, di concittadini analfabeti o quasi. Nessuno legge più, tutti a smanettare stronzate sgrammaticate su inutili I-phone, ma tutti o quasi si improvvisano scrittori. Dieci anni fa erano tutti comici, oggi sono tutti scrittori-registi-attori. E tutti questi raccomandatissimi chicazzé, utili quanto le zecche ai cani, a ogni ora, in tutte le tv a fare accattonaggio promozionale. Siamo pieni di talk scemi e di vuccumprà ancora più scemi che presentano il loro libro (di merda) o il loro film (di merda). Dagli anni 60 a tutto il berlusconismo, c’era l’accattonaggio per lo stipendio fisso. Non il LAVORO, beninteso, ma lo stipendio con tutti gli annessi e connessi. Abbiamo la classe impiegatizia pubblica più fancazzista e analfabeta del mondo. E poi ci lamentiamo che non funziona niente. Abbiamo i quiz televisivi scritti e condotti da ebeti, che ospitano concorrenti che non sanno rispondere nemmeno a domande da seconda elementare. O domande piene di errori marchiani che nessun concorrente è in grado di contestare. Siamo circondati da ridicoli “talent show” dove l’ultimo dei concorrenti è molto più bravo e preparato dei sedicenti giudici e conduttori. Insomma, compagni, SIAMO NELLA MERDA!

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Sono contento per Podemos e Tsipras, così Renzi non resta solo come baluardo europeo della sinistra. La destra merdosa avanza sulle paure.

Paure che hanno creato ed alimentato loro stessi. Come i grullini e i legaioli coi fascisti dichiarati qui da noi. Poi, arrivati al potere, abbiamo visto i disastri terrificanti in tutto il mondo. Ricordate gli Usa di bush jr? erano falliti! Come erano falliti prima dell’arrivo di Clinton e l’italietta di burlesquoni fino all’arrivo di Renzi.

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