Merdman salvini e l’ebete di mail sono gli sciacalli del cambiamento.

Contro gli sciacalli del cambiamento

Dalla ricerca del capro espiatorio alla fine dello stato di diritto. Perché le reazioni al crollo di Genova mostrano il dramma di un paese ostaggio degli estremisti e incapace di fermare il tracollo della sua credibilità

Claudio Cerasa

di Claudio Cerasa

Contro gli sciacalli del cambiamentoMatteo Salvini in visita a Genova. Foto LaPresse

 Le incredibili reazioni registrate nelle ore successive alla tragedia di Genova ci dicono che accanto al dramma umano, cioè alle decine di vite inghiottite dal cedimento del ponte Morandi, esiste un dramma simmetrico che riguarda un crollo non meno grave di quello del viadotto che collegava Genova con il Piemonte, e quel crollo è legato alle ragioni per cui negli ultimi mesi è improvvisamente precipitata l’affidabilità del nostro paese. A tre giorni dal tracollo del ponte Morandi nessuno ha ancora…

https://www.ilfoglio.it/politica/2018/08/17/news/contro-gli-sciacalli-del-cambiamento-210176/

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Leggete questo e maledite gli idioti che hanno votato NO al referendum costituzionale che tra le altre cose ottime avrebbe dimezzato la burocrazia.

Alle radici del disastro di Genova ci sono tutte le sindromi dell’ipertrofia burocratica

Il crollo del ponte Morandi è una tragedia vera: per il tributo di vite umane, per la rottura fisica e simbolica della città, per il senso di fragilità e inadeguatezza che si ribalta su un’economia provata e indebolita

17 Agosto 2018 alle 06:11

Alle radici del disastro di Genova ci sono tutte le sindromi dell’ipertrofia burocraticaFoto LaPresse

 Genova. “Insiste inutilmente il cielo sulla nostra città, che da acqua, fango e bombe ne è sempre uscita”, recitano gli amari e anonimi versi che tanti genovesi hanno condiviso sui social network. Il crollo del ponte Morandi è una tragedia vera: per il tributo di vite umane, per la rottura fisica e simbolica della città, per il senso di fragilità e inadeguatezza che si ribalta su un’economia provata e indebolita. Mentre ancora la polvere non si è posata, forse non è il tempo di pretendere quelle risposte, che potranno arrivare solo con le perizie tecniche, le verifiche amministrative e le indagini della magistratura. E’ il tempo di porre le domande giuste.

 La prima domanda è la più semplice: che fare, oggi? La priorità non è appendere un presunto colpevole al ramo più alto. Semmai, riconoscere che Genova è ferita e bisognosa di aiuto. Non servono fiori, ma opere di bene: intervenire per ripristinare la viabilità. Ricomporre la drammatica frattura di Genova, della Liguria e del nord-ovest deve essere il primo e più inderogabile degli obiettivi. Costi quel che costi.

 La seconda questione riguarda la dinamica dell’incidente: cosa è successo? Quali sono le responsabilità di Autostrade? Ha senso revocare la concessione? Quasi nessuna di queste domande ha un sentenza semplice o immediata. La dinamica del crollo va compresa, e vanno ricostruiti gli interventi del gestore dell’infrastruttura per verificare eventuali negligenze. Va anche capito se i controlli siano stati attenti, puntuali e capillari come avrebbero dovuto. Di certo, prendere provvedimenti esemplari prima di avere fatto chiarezza rappresenta non solo una spallata allo stato di diritto. Come ha ricordato Roberto Sculli sul Secolo XIX, sarebbe anche un indebolimento autolesionista di Autostrade, proprio quando è nell’interesse pubblico che si attivi subito per ripristinare i collegamenti. Semmai, bisogna investire su un sistema di monitoraggio e controllo più efficace e su una regolazione del settore autostradale più moderna e trasparente, sulla scorta delle infrastrutture energetiche: l’Autorità per i trasporti ne ha la capacità e gli strumenti tecnici, ma non ha poteri sulle vecchie concessioni.

Infine: perché, trentaquattro anni dopo il primo progetto di Gronda, e nove dopo il dibattito pubblico voluto dall’allora sindaca Marta Vincenzi, l’autorizzazione è arrivata solo nel 2017 e i lavori inizieranno (se tutto va bene) alla fine di quest’anno? Il problema riguarda quella complessa dinamica descritta da Francesco Giavazzi e Giorgio Barbieri nel loro libro “I signori del tempo perso”: l’iper-regolamentazione, la proliferazione degli adempimenti formali e l’indecisionismo della politica creano un forte disincentivo a dare il via libera a un’opera, a tutto vantaggio del partito dello status quo. Il principale ostacolo agli investimenti pubblici in Italia non sta nella scarsità delle risorse (che, per esempio, nel caso della Gronda sono garantite dai pedaggi) ma dalla moltiplicazione delle carte bollate. Non di rado, peraltro, le lungaggini forniscono l’alibi a quei politici che non vogliono mettere le dita negli occhi ai “comitati del No”. Di conseguenza, la via maestra per l’ammodernamento infrastrutturale sta nella semplificazione dei processi, nella contendibilità degli affidamenti, nel passaggio a forme di smart regulation e nella distinzione netta tra regolatore e regolato.

Il doppio paradosso del governo gialloverde è che da un lato minaccia la nazionalizzazione perché “non possiamo attendere i tempi della giustizia”, pur proponendosi di estirpare la prescrizione, con questo ampliando a dismisura l’alea giudiziaria. Dall’altro lato, agli oggettivi problemi di un monopolio mal regolato pretende di reagire con la statalizzazione – cioè un monopolio sregolato – anziché la regolazione moderna. La lezione di Genova è che spesso i fallimenti infrastrutturali hanno radici istituzionali: non servono minacce, ma riforme. Non grida, ma silenzio per rispetto dei morti, e lavoro per il futuro dei vivi.

https://www.ilfoglio.it/cronache/2018/08/17/news/alle-radici-del-disastro-di-genova-ci-sono-tutte-le-sindromi-dellipertrofia-burocratica-210158/

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D’accordo con l’Elefantino per una volta. “Genova conferma: i cialtroni vanno combattuti per ciò che sono”

Genova conferma: i cialtroni vanno combattuti per ciò che sono

Subito dopo il crollo del ponte Morandi, hanno cominciato a blaterare in ogni direzione accuse e giudizi definitivi che solo degli irresponsabili, degli abusivi sfruttatori elettorali di morte, potevano permettersi

17 Agosto 2018 alle 06:00

Genova conferma: i cialtroni vanno combattuti per ciò che sonoIl ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e il vicepremier, Luigi Di Maio (foto LaPresse)

 Ecco un caso di scuola, in mezzo al lutto per Genova, della mia teoria, poco liberale, ma realista e pragmatica, secondo la quale l’opposizione ai gialloverdi nazionalpopulisti si può e si deve fare mirando a ciò che essi sono prima che a quello che fanno. Subito dopo il crollo del ponte Morandi, mentre i soccorsi erano in azione e gli italiani guardavano sbigottiti all’enormità della tragedia, i cosiddetti governanti hanno cominciato a blaterare in ogni direzione accuse e giudizi definitivi…

https://www.ilfoglio.it/politica/2018/08/17/news/genova-conferma-i-cialtroni-vanno-combattuti-per-cio-che-sono-210175/

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E insomma, grazie al tempestivo e articolato intervento di Renzi e dell’ottima Protezione Civile (che non ha nulla a che vedere con la rovinosa dirigenza bertolaso) anche Amatrice sta uscendo dal tunnel.

Sagra dell’amatriciana: si parte venerdì 31 agosto, ma quest’anno si entra soltanto su prenotazione

Amatrice, alla sagra dell'amatriciana a fine agosto si entrerà solo su prenotazione
di Alessandra Lancia

Sagra dell’Amatriciana, si entra solo su prenotazione. Il comune di Amatrice conferma il ritorno della celebre sagra degli Spaghetti per venerdì 31 agosto, sabato 1 e domenica 2 settembre, ma per non ingolfare la viabilità del paese ha previsto per i non residenti un sistema di accesso su prenotazione on line sulla falsa riga di quella del concerto organizzato da Luca Barbarossa l’anno scorso nei prati di Campotosto.

La circostanza, anticipata due settimane fa dal sindaco Filippo Palombini al Il Messaggero, è ora confermata. La sagra, organizzata dalla Pro Loco col supporto di Comune e Regione Lazio, si svolgerà lungo la statale per Campotosto, nell’area che va dal “Don Minozzi” al campo Anpas, zona che sarà resa completamente pedonale per i tre giorni della manifestazione.

Ad Amatrice si torneranno così a mangiare in piazza i celebri spaghetti, ma anche prodotti tipici del Lazio. Non mancheranno eventi musicali e di intrattenimento. Il terremoto di due anni fa fermò l’edizione numero cinquanta della sagra. Lo scorso anno Comune e Pro loco valutarono che non c’erano le condizioni, anche psicologiche, per riproporre la manifestazione.

Quest’anno la sagra torna all’insegna della ripartenza: nel logo un sole giallo dal cuore rosso, in cui si può indovinare un piatto di spaghetti con la salsa celebre in tutto il mondo, sul profilo stilizzato dei Monti della Laga. Tutte le informazioni, da martedì 21 agosto, si potranno trovare al  link: https://www.comune.amatrice.rieti.it/sagra-degli-spaghetti-allamatriciana/

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Ormai il malcostume dilaga. Non a caso abbiamo anche un falso presidente del consiglio che non conta un cazzo e un falso governo che fa ridere il mondo.

Falsi prosciutti San Daniele Dop: 103 indagati e 25 aziende sotto accusa

La Procura ha chiuso le indagini preliminari sull’ipotesi di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio di prodotti agroalimentari con denominazione di origine protetta, alla contraffazione della Dop «Prosciutto di San Daniele». Numerosi i reati contestati a 103 indagati, persone fisiche e società, tra responsabili e impiegati del macello di Aviano, allevatori, prosciuttifici, ispettori del Consorzio di tutela. Emessi decreti di sequestro per 270 mila prosciutti, per 27 milioni di euro.

I reati sono stati contestati a 62 persone – tutti della filiera produttiva, di controllo e sanitaria – a 25 imprese ed a 16 posizioni stralciate ad altre procure. L’inchiesta è parallela a quella della Procura di Torino che ha fatto emergere le medesime ipotesi di reato in relazione alla Dop Prosciutto di Parma.

Le condotte contestate riguardano anche la commercializzazione di carne di suino con la certificazione di qualità regionale «Aqua», il cui disciplinare di produzione è analogo a quello del prosciutto di San Daniele.

http://www.lastampa.it/2018/08/17/italia/falsi-prosciutti-san-daniele-dop-indagati-e-aziende-sotto-accusa-SVkswvByoFgasxzFRXFG9N/pagina.html

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