Non esiste nessuna guerra tra governo e magistratura. Anzi! Mentre Renzi esorta a lavorare bene e di più, magistrati obsoleti lo insultano.

E i fatti, da davigo a morosini:

“Renzi va fermato”. Giallo sulle frasi di Morosini. Orlando chiede chiarimenti ai vertici del Csm

Lo dimostrano in maniera lapalissiana. Non si vuole crescere, non si vuole entrare nel mondo civile. Stanno tutti benissimo così, al caldo. Ecco perché dal 1974 non hanno mai arrestato berlusconi (protetto da andreotti, craxi e mafia)  che gli garantiva continuità nei privilegi.

Ecco il neo inquisitore santo, morosini: che si chiama piergiorgio, come piersilvio. Tutto dire.

 

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Csm, Orlando chiede chiarimenti su dichiarazioni di Morosini. Il magistrato: “Fermiamo Renzi”.

 

Avrei terrore a farmi giudicare da uno così”: il Pd contro Morosini (Csm)

Il magistrato di Md parteciperà alla campagna per il No al referendum: “C’è il rischio di una democrazia autoritaria, voglio fermare Renzi”. Il responsabile giustizia dem David Ermini: “Dice che vuole tornare presto in aula? Sarei terrorizzato a farmi giudicare da uno come lui”.

di GOFFREDO DE MARCHIS

"Avrei terrore a farmi giudicare da uno così": il Pd contro Morosini (Csm)

David Ermini 

ROMA - “Avrei terrore a farmi giudicare da uno così”. È la durissima reazione del responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, al colloquio del consigliere Csm Piergiorgio Morosini con Il Foglio. Ennesimo atto dello scontro tra i democratici e le toghe.

Parlando con il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, Morosini, ex Gip a Palermo oggi consigliere del Csm in quota Magistratura democratica, la corrente di sinistra, annuncia che parteciperà attivamente alla campagna per il No alreferendum costituzionale. Girerà per le città, ha già pronto un tour. “Bisogna guardarsi bene dal rischio di una democrazia autoritaria. Un rapporto equilibrato tra Parlamento e organi di garanzia va preservato. Per questo occorre votare No ad ottobre”. Quindi, l’obiettivo è fermare Renzi, anche se Morosini precisa: “Non vedo l’ora di tornare in trincea”, ovvero a fare il magistrato. “Al Csm è tutto politica. Correnti, membri laici…”.

Le parole di Morosini fanno fare un salto sulla sedia al responsabile Giustizia del Pd David Ermini. Durante la trasmissione Omnibus, Ermini critica le dichiarazioni del magistrato e si preoccupa per il suo ritorno in Procura. “Avrei terrore a farmi giudicare da uno così”. Così politicizzato, intende. L’intervista alimenta i sospetti che già serpeggiano a Palazzo Chigi da giorni, quelli di una manovra delle procure contro Renzi collegando l’inchiesta di Tempa Rossa, all’indagine sul presidente del Pd campano Stefano Graziano fino all’arresto di Simone Uggetti, sindaco di Lodi dem. Ma la linea non cambia. “Per noi garantismo non significa difendere i singoli indagati, anche quando pensiamo che siano puliti – spiega Ermini -. Significa invece ricordare tutti i provvedimenti anticorruzione che abbiamo approvato. Strumenti utili ai magistrati per combattere il fenomeno e anche per procedere più velocemente. Questo è anche il modo per non essere simili a Berlusconi nel rapporto con la giustizia. I magistrati dovrebbero riconoscerlo al Pd, invece di dire che non è cambiato niente”.
Morosini conferma il “colloquio informale” con il Foglio, ma ne smentisce il contenuto: “Mi sono state attribuite delle affermazioni che non ho mai fatto e dalle quali prendo con nettezza le distanze. Prima fra tutte quella del titolo: non ho mai detto che Renzi va fermato”.

David Ermini 

ROMA - “Avrei terrore a farmi giudicare da uno così”. È la durissima reazione del responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, al colloquio del consigliere Csm Piergiorgio Morosini con Il Foglio. Ennesimo atto dello scontro tra i democratici e le toghe.

Parlando con il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, Morosini, ex Gip a Palermo oggi consigliere del Csm in quota Magistratura democratica, la corrente di sinistra, annuncia che parteciperà attivamente alla campagna per il No alreferendum costituzionale. Girerà per le città, ha già pronto un tour. “Bisogna guardarsi bene dal rischio di una democrazia autoritaria. Un rapporto equilibrato tra Parlamento e organi di garanzia va preservato. Per questo occorre votare No ad ottobre”. Quindi, l’obiettivo è fermare Renzi, anche se Morosini precisa: “Non vedo l’ora di tornare in trincea”, ovvero a fare il magistrato. “Al Csm è tutto politica. Correnti, membri laici…”.

Le parole di Morosini fanno fare un salto sulla sedia al responsabile Giustizia del Pd David Ermini. Durante la trasmissione Omnibus, Ermini critica le dichiarazioni del magistrato e si preoccupa per il suo ritorno in Procura. “Avrei terrore a farmi giudicare da uno così”. Così politicizzato, intende. L’intervista alimenta i sospetti che già serpeggiano a Palazzo Chigi da giorni, quelli di una manovra delle procure contro Renzi collegando l’inchiesta di Tempa Rossa, all’indagine sul presidente del Pd campano Stefano Graziano fino all’arresto di Simone Uggetti, sindaco di Lodi dem. Ma la linea non cambia. “Per noi garantismo non significa difendere i singoli indagati, anche quando pensiamo che siano puliti – spiega Ermini -. Significa invece ricordare tutti i provvedimenti anticorruzione che abbiamo approvato. Strumenti utili ai magistrati per combattere il fenomeno e anche per procedere più velocemente. Questo è anche il modo per non essere simili a Berlusconi nel rapporto con la giustizia. I magistrati dovrebbero riconoscerlo al Pd, invece di dire che non è cambiato niente”.
Morosini

conferma il “colloquio informale” con il Foglio, ma ne smentisce il contenuto: “Mi sono state attribuite delle affermazioni che non ho mai fatto e dalle quali prendo con nettezza le distanze. Prima fra tutte quella del titolo: non ho mai detto che Renzi va fermato”.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Cioè, Renzi taglia 25 miliardi di tasse in due anni, ma le i geni de La 7… “Le tasse grosso modo stanno lì, so’ le stesse. ” IMBECILLI!

Per questi disfattisti i fatti concreti e la matematica NON ESISTONO. Bisogna dare addosso a Renzi, che tutto il mondo ci invidia – è bene ricordarlo, e basta seguire la grande stampa estera per scoprirlo – e al suo governo che, fino a prova contraria è il migliore, il più capace, e il più operoso dal dopoguerra ad oggi.

Renzi: "Tagli all'Irpef per famiglie e abolizione del bollo auto" 

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Il Pd si batte per la legalità e la trasparenza. E gli altri? Ma quando mai! Non lo hanno mai fatto.

·

5 maggio 2016

Il Pd si batte per la legalità e la trasparenza. E gli altri?

Molte voci si sono levate a criticare la misura cautelare. Non noi, noi rispettiamo le scelte di chi ha avuto responsabilità in merito.

Ieri è stata la giornata di un arresto che ha fatto rumore, il Sindaco del PD di una città importante, Lodi, accusato di turbativa d’asta e tradotto in carcere. Noi ci auguriamo che il Sindaco potrà dimostrare la sua estraneità all’accusa. Nel frattempo lo stesso si è sospeso dal Partito, come succede, da noi, nel PD, sempre. Molte voci si sono levate a criticare la misura cautelare. Non noi, noi rispettiamo le scelte di chi ha avuto responsabilità in merito. Il magistrato che ha deciso tale provvedimento avrà considerato sufficienti le motivazioni che ha ponderato. Altri magistrati valuteranno nel riesame tale scelta, non la politica. Noi democratici, non consideriamo nemmeno da lontano, l’idea di un complotto della magistratura contro il governo o contro il nostro partito, non ci sfiora nemmeno, respingiamo con forza questa ipotesi, se mai lo pensassimo, vorrebbe dire che riterremmo cancellato lo Stato di diritto; lasciamo ad altri queste illazioni.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Roma per due giorni capitale della Ue. Renzi porta avanti la sua leadership di fatto.

 

epa05133502 German chancellor Angela Merkel (L) receives Italian Prime Minister Matteo Renzi at the chancellery in Berlin, Germany, 29 January 2016. Renzi is on an official visit to Germany.  EPA/MICHAEL KAPPELER

La Cancelliera tedesca Angela Merkel (e non solo) arriva in Italia e incontrerà, a Roma, il premier Matteo Renzi

Per due giorni sarà Roma la ‘capitale’ della Ue. La giornata di oggi e quella di venerdì, complice la consegna del premio Carlo Magno a Papa Bergoglio, vedranno a Roma una sorta di vertice Ue per l’arrivo, oltreché di Juncker, anche della Cancelliera Angela Merkel, del presidente del Consiglio Ue Donald Tusk e del presidente socialista del Parlamento europeo Martin Schulz.

Tutti ospiti del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che coglierà l’occasione per rilanciare le proposte italiane sul fronte dell’immigrazione e della politica economica. Il primo appuntamento sarà con il commissario europeo per i diritti, Frans Timmermans, che proprio ieri ha annunciato il nuovo sistema di ‘relocation’ dei rifugiati, con il principio che chi non accetterà la sua quota dovrà pagare in denaro sonante.

L’ospite a pranzo oggi sarà invece Angela Merkel, con la quale è anche in programma una conferenza stampa al termine dell’incontro. Probabilmente l’occasione per discutere della minaccia austriaca di chiudere il Brennero. Il tema dell’immigrazione e di Schengen sarà il più importante sul tavolo. E Renzi vorrà capire quali aperture ci saranno verso l’Italia. Rispondendo al question time alla Camera Matteo Renzi ieri ha ribadito il “no” ai controlli ripristinati dall’Austria al Brennero. Un’operazione “pericolosa perché gioca con la paura – ha detto il premier – e quando si gioca con la paura non è detto che il vincitore sia quello che rischia per primo”.

Subito dopo a palazzo Chigi arriveranno il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. Al primo Renzi ha rinnovato ancora ieri il ringraziamento per aver accolto e rilanciato la proposta italiana del cosiddetto ‘Migration compact’. Al termine del colloquio, alle 18.30,i tre si sposteranno ai Musei Capitolini, dove interverranno al dibattito sullo Stato dell’Unione Europea, organizzato dal Premio Carlo Magno e dall’Istituto universitario europeo.

L’incontro a quattr’occhi con Donald Tusk, presidente del Consiglio Ue, si terrà invece venerdì mattina, quando Merkel si sposterà in Vaticano, per il premio Carlo Magno a papa Francesco. Un evento che promette di diventare una sorta di ‘vertice’ sull’Europa: il pontefice leggerà un importante discorso sul tema davanti alla cancelliera tedesca, al presidente dell’europarlamento Martin Schulz, al re spagnolo Felipe IV, protagonisti una importante platea di ospiti italiani ed europei.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Tanto rumore (pilotato) per nulla. Vi ricordo che il 99,99% degli indagati o condannati Pd poi vengono assolti con tante scuse.De Luca docet

Per non parlare di Penati e di tutti gli altri innocenti del Pd processati e condannati sui media di merda. Altrettanto non si può dire dei condannati delle destre: dai ladri della lega ai delinquenti di Forza Italia e a quelli della setta padronale di Grullo. Che in proporzione a quelli del Pd sono cento volte di più e colpevoli davvero.

INNOCENTE!

Risultati immagini per De luca

INNOCENTE

Risultati immagini per PENATI

Ce ne sono molti altri, ma vi risparmio la lista. Vi faccio però notare che il 90% degli amministratori locali ascritti al Pd sono in realtà TUTTI approdati al Pd IERI provenienti da Psi (Giusy la Ganga, per esempio e tanti altri), da Udc, Ncd, Forza Italia, etc. Dei cambiacasacca saltati sul carro del vincitore poco prima di essere indagati. Controllate e vi si aprirà un mondo.

La mia non vuole essere una giustificazione a priori, è solo che, da che mondo è mondo, a sinistra la politica è una cosa seria che prevede onestà di base e servizio per i cittadini. E’ questo il DNA della sinistra, insomma, come la delinquenza a prescindere e il desiderio di farla franca è tipico delle destre. Soprattutto con l’avvento di craxi e burlesquoni, bossi e maroni.

 

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

“Brunetta: “Così è nato l’asse con la Camusso per difendere i lavoratori” Quali lavoratori? Quelli che avete devastato per 22 anni insieme?

Pensate che accoppiata! E questi due asini, accoppiati come un giogo di buoi, non si vergognano di aver creato oltre 9 milioni di disoccupati con il silenzio complice dei sindacati. Ma la Camusso attacca da due anni Renzi, che il lavoro lo sta creando davvero.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

La7.Solito falso storico. gasparri “Il Pci veniva finanziato dall’Urss” Cazzata! La Russia finanziava la corrente Cossutta anti Berlinguer.

Io ho buona memoria e sono sempre stato informatissimo: Berlinguer era inviso all’Unione Sovietica per due motivi:

1° Li mandò a cagare personalmente e pubblicamente a casa loro, a rischio della sua incolumità personale, uomo minuto ma con un coraggio da leone.

2° Si schierò apertamente con la Nato. E questo agli occhi dei comunisti sovietici fu un affronto imperdonabile.

Gasparri è un demente ignorante e lo sappiamo tutti, ma almeno il sedicente giornalista avrebbe potuto studiare la storia o “chiesimo” a qualcuno preparato, prima di affrontare certi temi, che ignora in buona o malafede.

Risultati immagini per enrico berlinguer

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

“Renzi: “Tagli all’Irpef per famiglie e abolizione del bollo auto”

Le misure allo studio. Aliquote centrali giù di un punto o riduzione degli scaglioni. Equitalia, rate facili e nuove chance a chi non paga

di ROBERTO PETRINI

Renzi: "Tagli all'Irpef per aiutare le famiglie e stop al bollo auto"

(agf)

ROMA. Renzi torna all’attacco sulle tasse e prospetta una riduzione dell’Irpef che potrebbe addirittura arrivare fin dal prossimo anno. Nella diretta Twitter e Facebook il presidente del Consiglio ieri ha rilanciato il progetto tenuto a battesimo all’Expo la scorsa estate e ha concentrato il tiro su imposte sui redditi e aliquote, un intervento che fino ad oggi è stato collocato nel 2018 ma che non è escluso possa essere anticipato.

“Abbiamo iniziato con gli 80 euro”, ha scritto il premier ricordando l’operazione bonus per i redditi fino a 26 mila euro in vigore da ormai due anni. “L’ideale sarebbe ridurre le fasce Irpef, che sono cinque ad oggi”, ha detto Renzi che ha fatto cenno alla riduzione di tasse contenuta nel programma del centrosinistra del 2013. Fiducia anche sulle compatibilità finanziarie: “Alla fine dovremo trovare il modo di avere quattrini su questo. Spero che riusciremo a farlo”, si è limitato a dire.

Se il premier ha evocato l’Irpef sui social, in Parlamento ha aggiunto anche altri dettagli e rispondendo ad un question time di Maurizio Lupi, ha assicurato: “Siamo disponibili ad implementare ulteriori misure per le famiglie”, soprattutto per far fronte alla crisi demografica. Parole che potrebbero far pensare ad un intervento sugli assegni familiari o sulle detrazioni per i figli a carico.

Per l’Irpef 3 miliardi
Il tema centrale resta tuttavia l’Irpef. L’operazione aleggia da tempo sul tavolo del governo: Renzi potrebbe essere tentato di anticiparla al 2017, con una riduzione del numero degli scaglioni (come propone Scelta civica con la flat tax del viceministro dell’Economia Zanetti che ne ipotizza tre al costo di 9 miliardi) oppure optare per un tradizionale taglio delle aliquote. Comunque la parola d’ordine sarebbe quella di alleggerire il peso per il ceto medio, cioè per le fasce centrali di reddito.

Un eventuale intervento sulle aliquote potrebbe riguardare lo scaglione tra i 15 e 28 mila euro (dove si paga il 27 per cento) e quello tra 28 e 55 mila euro (dove si paga il 38 per cento). Il costo del taglio di un punto delle due aliquote sarebbe di circa 3 miliardi (1,9 per il 27 per cento e 1 per il 38 per cento). Il problema sarebbe quello delle coperture e ci sono già tre ipotesi allo studio, come confermano ambienti della maggioranza. La prima prevederebbe di rinviare il taglio dell’Ires, già finanziato e inserito nella scorsa legge di Stabilità che costa esattamente 3 miliardi, esattamente quanto la limatura dei due scaglioni centrali; ma non tutti nel governo sono della stessa opinione. La seconda prenderebbe in considerazione l’idea di far scattare una parte degli aumenti Iva previsti dalla clausola di salvaguardia e recuperare così risorse. La terza è quella di far correre il rapporto deficit-Pil, oggi all’1,9 per il 2017 (secondo le stime della Commissione) al 2,1 per cento, Bruxelles permettendo.

Bollo auto e benzina
Terzo punto all’ordine del giorno, la tassa che pesa sugli automobilisti. “Abolire il bollo auto aumentando un po’ le accise non è una cattiva idea perché in questo modo pagherebbe chi consuma e inquina”, ha osservato Renzi. Il meccanismo era già stato proposto nei mesi scorsi ma la vicenda aveva segnato il passo: a pesare il gettito di circa 6,5 miliardi e dunque la necessità di un aumento congruo delle accise pari a 15 centesimi. Obiezioni vennero inoltre sollevate sul piano sociale: mentre il bollo è legato al tipo di macchina, di lusso o utilitaria, l’aumento della benzina ricadrebbe su tutti indistintamente. Reazioni prudenti anche in casa Pd dove Giacomo Portas, presidente della Commissione sull’anagrafe tributaria, ha avvertito che “bisogna prima sentire le Regioni”, alle quali va appunto il gettito del bollo. Si lavora – il dossier è nelle mani del viceministro all’Economia Luigi Casero – comunque anche alla eliminazione di due microtasse, non costose, ma fastidiose: la tassa sul passaporto (73,50 euro) e quella sul diploma di laurea (16 euro).

Rate fisco più facili
Quarta sortita sui temi del “fisco amico”, oggetto della recente svolta dell’Agenzia delle entrate. Stavolta tocca alla riscossione: “Seguite Ernesto Maria Ruffini, che è l’amministratore delegato, ci sono novità in arrivo su Equitalia”, ha aggiunto il premier nel “Matteorisponde”. Il riferimento è sostanzialmente alle rateizzazioni dei debiti con il fisco, oggetto anche di una mozione parlamentare in via di approvazione in Commissione Finanze della Camera:

è probabile un “alleggerimento” delle garanzie per poter avere accesso al pagamento a rate e, in seconda battuta, la possibilità di aprire ulteriori “finestre” di rientro nel programma di rateizzazione anche se si è entrati in mora per mancati pagamenti.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter