Non sanno fare altro: truffare, rubare stipendi, diffamare, devastare e… rubare le idee degli altri.

Manovra, Pd infuriato con il M5S: “Ci bocciano il testo sui contraccettivi gratis ai giovani e lo ripresentano come fosse loro”

Manovra, Pd infuriato con il M5S: "Ci bocciano il testo sui contraccettivi gratis ai giovani e lo ripresentano come fosse loro"

 Giuditta Pini, deputata del Pd 

La deputa dem Giuditta Pini presenta un emendamento alla Legge di Bilancio. La maggioranza lo boccia, ma i grillini lo copiano e lo ripresentano in un’altra commissione. Con tanto di rivendicazione con un comunicato stampa

di SILVIO BUZZANCA

ROMA - Il Partito democratico è infuriato con il Movimento Cinque Stelle: ci bocciano un emendamento alla legge di Bilancio per regalare i contraccettivi ai ragazzi sotto 26 anni in commissione Affari Sociali e lo ripresentano come fosse loro in commissione Bilancio. Con tanto di rivendicazione dell’iniziativa con apposito comunicato stampa.

Il “furto” di emendamento avviene alla Camera e lo denuncia la deputata dem Giuditta Pini.

Giuditta Pini

✔@piccolapini

lavori mesi ad una proposta sulla contraccezione gratuita. il te la boccia in commissione. poi prende il testo lo copiaincolla lo presenta in bilancio e fa un comunicato stampa per dire che è una loro proposta. questa volta abbiate almeno la decenza di votarla

“Ma come? Ho passato tutta la campagna elettorale a distribuire preservativi gratis ai giovani”, ironizza la deputata. Che poi racconta la vicenda. “ A parte gli scherzi. Noi ci Abbiamo lavorato a lungo, anche confrontandoci con le associazioni e i medici”.

Uno sforzo che aveva portato alla presentazione di un emendamento alla legge di Bilancio in Affari sociali che prevedeva di coprire le spese per la contraccezione a tutti i giovani sotto i 26 anni, alle persone che non raggiungono i 25.000 euro annui di reddito.

Agevolazione estesa alle donne che hanno partorito da poco o che hanno avuto una interruzione volontaria di gravidanza entro sei mesi, alle persone affette da Hiv o da qualsiasi malattia sessualmente trasmissibile e ai detentori di protezione internazionale.

Ma la maggioranza in commissione ha detto no all’emendamento e lo ha bocciato. Con la deputata Maria Lapia che spiegava, ricorda Pini, che “non bisognava aiutare i ragazzi a comprare i preservativi visto che i soldi ce li hanno. Come dimostra il fatto che li usano per le ricariche del telefonino”.

Oggi, continua la deputata del Partito democratico, scopriamo che invece hanno ripresentato la proposta in un testo che è identico. Sono sbigottita. Siamo al limite del ridicolo”. E in effetti il testo grillino apparso in commissione BIlancio prevede le stesse cose della proposta Pd.

Contraccettivi ai giovani sotto i 26 anni e a chi è esentato dalla compartecipazione delle spese sanitarie. Beneficio anche alle donne che abbiano abortito nell’ultimo anni e a chi ha un certificato che attesti una malattia sessualmente trasferibile  E ai beneficiari di protezione internazionale o richiedenti asilo.  Identico anche il costo preventivato: 5 milioni di euro.

Adesso Pini però cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. “Piuttosto che ammettere che era una buona proposta e sottoscriverla, hanno copiato e incollato l’emendamento e lo hanno firmato loro. Nemmeno una telefonata per dirti: guarda abbiamo discusso la proposta ci piace. No: un bel comunicato stampa in cui dicono che è una loro proposta. Mi dico brava da sola. Adesso speriamo che almeno la votino”.

“Peccato, – conclude la deputata dem – ma noi non faremo come loro, noi voteremo anche il loro emendamento. La prossima volta però se una proposta li convince, non c’è bisogno di copiarla. Basta che la votino”.

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Come andare col cappello in mano a leccare il culo al padrone. Intanto il 99% dei cittadini russi stanno morendo di fame. Mia moglie è di Mosca e si sa: si sono arricchiti solo gli amici di Putin e le loro escort. Hanno depredato il Paese, come ha fatto berlusconi in Italia per 30 anni.

ApprofondimentoRussia

Mosca, i giovani della Lega in missione per un gemellaggio con il partito di Putin

Le “giovanili” del Carroccio e di Russia Unita firmano un’alleanza programmatica. Tra i capisaldi, la lotta all’immigrazione clandestina, la difesa dell’identità nazionale e il riconoscimento di Mosca come “partner imprescindibile”. Primo passo di un più ampio piano sovranista

DI MATTEO PUCCIARELLI

Lotta all’immigrazione clandestina e al terrorismo islamico, difesa della “nostra storia e identità”, riconoscimento della Russia come “partner imprescindibile” del sistema di sicurezza internazionale: dopo quello tra i partiti dei grandi siglato nel 2017, anche le giovanili di Lega e Russia Unita hanno firmato oggi un’alleanza programmatica a Mosca.   I Giovani Padani non ci sono più dallo scorso anno, c’è la Lega giovani, 10mila isc…

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/11/17/news/russia_i_giovani_della_lega_in_missione_a_mosca_per_un_gemellaggio_con_il_partito_di_putin-211938768/?ref=RHPPBT-BH-I0-C8-P2-S1.8-T2

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I grandi trionfi europei dei due chicazzè e mezzo del “governo del fallimento”

Eurozona: così la vogliono Germania e Francia

Pronta la proposta comune di Merkel e Macron sulla riforma del bilancio della zona euro. Prevede che avranno diritto ai Fondi solo i Paesi che rispetteranno le regole, il che – allo stato attuale – escluderebbe l’Italia

dalla nostra corrispondente TONIA MASTROBUONI

Eurozona: così la vogliono Germania e Francia

BERLINO - Angela Merkel ha ceduto: dopo mesi e mesi di tentennamenti, la Germania presenterà insieme alla Francia una proposta per un fondo dell’eurozona per gli investimenti all’eurogruppo di lunedì prossimo, in vista del vertice Ue di dicembre. La bozza del documento elaborato in particolare dai due ministeri delle Finanze guidati da Olaf Scholz e Bruno Le Maire, e che “Repubblica” è in grado di anticipare, parla di un fondo che “cofinanziando la spesa pubblica” deve puntare “a stimolare la crescita attraverso investimenti, ricerca e sviluppo, innovazione e capitale umano”.

Secondo una fonte vicina al dossier, anche i Paesi della cosiddetta “Lega anseatica”, dunque il Nordeuropa, potrebbero convergere sulla proposta franco-tedesca. La prossima settimana gli olandesi incontreranno il presidente dell’Eurogruppo Centeno per parlarne. Un portavoce del ministero di Scholz spiega che l’obiettivo è “rafforzare la stabilità, la convergenza e la competitività dell’eurozona, così come è stato stabilito al vertice di Meseberg”.

Se il fondo fortissimamente voluto da Emmanuel Macron ha anche lo scopo di “stabilizzare” l’area dell’euro assicurando margini di spesa a chi ha le finanze pubbliche imbrigliate, è anche vero che presupporrà, nelle intenzioni di Parigi e Berlino, una maggiore “convergenza” tra i Paesi. Soprattutto, il braccio esecutivo diventerebbe l’Eurogruppo, e i Paesi che richiedessero i fondi potrebbero accedervi solamente se perseguissero “politiche che sono in sintonia con gli obblighi” che discendono dalle regole europee, “incluso le regole fiscali”. 

In altre parole: chi si mette di traverso sui conti pubblici – un esempio a caso: l’Italia di queste tormentate settimane di negoziato sul Def – non avrà diritto di accedere ai soldi europei. Quanto alla somma del fondo, “sarà decisa dagli Stati membri”, e, per accontentare i desiderata tedeschi, sarà “parte del bilancio Ue”. 

https://www.repubblica.it/economia/2018/11/16/news/eurozona_cosi_la_vogliono_germania_e_francia-211859921/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

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Per rispondere alle idiozie sui termovalorizzatori di #grillo e il pupazzetto ebete #dimail

Il termovalorizzatore di Vienna: un esempio di modernità

 

Il termovalorizzatore di Vienna

di Alberto Canonico

Esempio di eccellenza e monumento della contemporaneità. È il termovalorizzatore di Vienna, uno straordinario impianto di smaltimento dei rifiuti nel pieno centro della città, vicino alla cattedrale di Santo Stefano, diventato meta dei turisti.

Nel 1987 in seguito a un incendio che distrusse gran parte del vecchio impianto, l’allora sindaco Walter Zilk affidò a Friedrich Hundertwasser, noto architetto viennese, la realizzazione del nuovo impianto. Venne fuori una struttura colorata, interrotta da miriadi di finestre, ognuna divisa dall’altra da cespugli e alberi che si arrampicano sulla facciata dell’impianto e che termina con una cupola dorata che svetta altissima sulla città con lo stile variopinto e visionario tipico dell’artista. Oltre all’incenerimento dei rifiuti, il termovalorizzatore di Spittelau provvede al riscaldamento di oltre un terzo delle case viennesi e produce aria condizionata nei mesi estivi. I fumi sono depurati da moderni impianti di filtraggio per la rimozione di polveri sottili, metalli pesanti e acidi inquinanti e le ceneri di scarto vengono vendute alle industrie del cemento.

L’impianto desta  particolare interesse proprio in rapporto al suo inserimento nel cuore della città. La sua ubicazione denota un atteggiamento di fiducia dei cittadini nei confronti delle politiche di gestione dei servizi e dell’ambiente. Anche la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione, in grado di alimentare buona parte della città e di produrre energia elettrica, può essere visto dalla cittadinanza come una risorsa e non come una minaccia per la propria salute.

https://ilgiornalink.wordpress.com/2010/02/08/il-termovalorizzatore-di-vienna-un-esempio-di-modernita/

E OLTRE A VIENNA IN EUROPA MOLTE ALTRE CITTÀ HANNO DEI BELLISSIMI E UTILISSIMI TERMOVALORIZZATORI.

Risultati immagini per termovalorizzatori in europa

A COPENAGHEN ADDIRITTURA FANNO SCI, TREKKING E KLIMBING SUL TERMOVALORIZZATORE

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PADOVA

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Altre stronzate deliranti dell’ebete ne volete? Non sa quello che raglia, povera scimmietta ammaestrata.

LUI, POVERO EBETE IGNORANTE, NON LO SA, MA RENZI HA RISOLTO CIRCA 12 MILA CRISI AZIENDALI. QUESTI LE AZIENDE LE FANNO FALLIRE.

Di Maio s’inventa l’auto-Brexit dei prodotti del territorio

La trovata del vicepremier grillino, scosso dalla chiusura di Pernigotti: “Entro fine anno una legge che leghi per sempre i marchi ai territori”. Ma che vuol dire? Intanto grandi marchi fuggono dall’Italia sovranista

Maurizio Crippa

di Maurizio Crippa

crippa@ilfoglio.it

Di Maio s’inventa l’auto-Brexit dei prodotti del territorio

Luigi Di Maio incontra i lavoratori della Pernigotti di Novi (foto LaPresse)

Pensate se intorno a Maranello girassero in loop, a tutta velocità, tutte le Ferrari in circolazione: però solo lì, ché i marchi devono stare legati al territorio che li ha prodotti. O se tutto il Parmigiano se lo mangiassero a Parma (e solo quello, magari). O se con le famose scarpe coi pallini si potesse ciondolare solo per le viuzze di Sant’Elpidio a Mare, sempre in ossequio al dogma che i marchi devono stare legati ai territori. Come sarebbe semplice il mondo, eh? Magari anche più piccolo. Ma senza alcun dubbio tanto più povero. A chi può essere venuta in mente un’idea così, una specie di auto-Brexit sovranista per chiudersi in casa con i propri prodotti “e tutto il mondo fuori”, come cantava Vasco? Avete indovinato, al ministro del controsviluppo Gigino Di Maio, cresciuto professionalmente negli spazi economicamente sconfinati del San Paolo. E’ molto scosso dalla chiusura della Pernigotti, ovviamente un bel pasticcio, così ha annunciato una trovata da cioccolataio: introdurre una misura che impedisca di sradicare i marchi storici dal loro territorio di origine: “Entro fine anno il governo farà una norma, una proposta di legge che leghi per sempre i marchi ai territori”. Ma che vuol dire? Nel frattempo, la Bc Partners, azionista di controllo della catena di ristorazione di Old Wild West, Temakinho e altri, ha deciso di sospendere il progetto di vendita: tra domeniche chiuse e altre genialità sviluppiste, in Italia c’è troppa incertezza. I bistecconi dei cow-boy se li mangeranno tutti nel vecchio West.

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