La bufera “monnezzopoli” rischia di far (già) saltare la giunta Raggi. Magari! Ne godrebbe la città. Due mesi si NULLA!

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30 luglio 2016

La bufera “monnezzopoli” rischia di far (già) saltare la giunta Raggi

Al centro del disastro la nuova assessora all’Ambiente Paola Muraro, di cui, viste le esperienze passate, si può dire tutto tranne che rappresenti il nuovo che avanza

“Quello che infastidiva era la presunzione con cui i grillini in campagna elettorale professavano onestà e soluzioni rapide. Una volta arrivati al governo, la musica è cambiata: Roma è sporca né più né meno (anzi di più) di prima che la Raggi fosse eletta sindaca, ed è stata lei a dire che il problema lo avrebbe risolto tre settimane fa“. Con queste parole il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato punta il dito contro la nuova giunta che amministra la Capitale e che rischia, in pochissimo tempo, di essere spazzata via dalla bufera che sui social è già stata ribattezzata come una nuova #monnezzopoli romana.

Al centro di questo disastro c’è la nuova assessora all’Ambiente Paola Muraro, la persona scelta dalla Raggi per gestire la delicata questione della pulizia delle strade e, soprattutto, della raccolta, della gestione e dello smaltimento dei rifiuti accumulati nei cassonetti maleodoranti della città.

“A Roma, sulla vicenda dei rifiuti – osserva Alessia Rotta, deputata del Pd – si sta delineando un quadro preoccupante e fosco. Attorno alla figura della neo assessora Muraro nella giunta Raggi si intrecciano legami poco trasparenti che riportano indietro la capitale di almeno venti anni, visti i rapporti con Alemanno e quelle consulenze per l’Ama protrattesi per 12 anni, che le hanno fatto incassare oltre un milione di euro grazie a un contratto rivalutato per mano di Panzironi (ex ad di Ama condannato a sei anni nell’ambito dell’inchiesta ‘parentopoli’). Alla faccia della trasparenza, se poi a tutto questo si aggiunge anche figura di Alfonso Marra ex collaboratore di Alemanno e fedelissimo di Panzironi e ancora tra i più stretti collaboratori della Raggi”.

>>> Leggi anche: Fortini: “Sulla gestione rifiuti M5S non cerchi scorciatoie” di Claudia Fusani

Il fuoco di fila nei confronti della Muraro (e della Raggi) è trasversale.

Torbidi interessi attorno ai rifiuti le consulenze della , rapporti con panzironi e Alemanno  piena di spazzatura

 

La nostra Roma invasa dai rifiuti e un’assessore che si professa estranea a tutto ma poi lavora per Ama da anni.Un film:

 

Non sono solo gli esponenti del Pd a chiedere che si faccia immediatamente chiarezza. Anche il senatore di Forza Italia Francesco Giro si unisce al coro di critiche osservando che “sul caos rifiuti la sindaca Raggi è già in tilt. Per molto meno l’ex sindaco Marino venne crocefisso. E dopo le rivelazioni dei maggiori quotidiani nazionali l’assessore Muraro farebbe ebbe a dimettersi subito e a chiarire la sua posizione in procura”.

Duro anche il commento di Giorgia Meloni: “Virginia Raggi ha nominato assessore all’ambiente di Roma, Paola Muraro. La Muraro è stata consulente esterna di Ama per 12 anni incassando più di un milione euro, 115 mila euro di consulenze nel solo 2015. Nominata e strapagata solo perché è bravissima? Ma queste municipalizzate romane non sono dei carrozzoni dove vengono stipati parenti, amici e raccomandati? E’ in questo modo che il Movimento 5 Stelle intende segnare la discontinuità con la mala gestione del passato?“.

>>> Leggi anche: “Giunta Raggi, vi spiego il pasticcio sui rifiuti” di Cristiano Bucchi

Secondo Stefano Fassina che, vale la pena ricordarlo, rifiutò un accordo a sinistra con il candidato del Pd Roberto Giachetti in ottica anti-M5S, “a Roma il quadro politico e amministrativo del ciclo dei rifiuti si fa ogni giorno più inquietante, mentre la città ritorna in drammatica sofferenza e i protagonisti del disastro e della malagestione, come Cerroni, si ripropongono in veste di salvatori della patria in un fiume di interviste. L’assessora Muraro, senza timore del ridicolo, attacca la gestione partitica dell’Ama dalla quale per 12 anni ha ricevuto consulenze milionarie. Oggi, dopo essere stata allontanata dall’Ama dal presidente Fortini, scopre il merito e i cv per la scelta dei vertici dell’azienda”.

E mentre ogni angolo di Roma è invaso dai cumuli di rifiuti, la sindaca (che aveva promesso una città pulita entro i primi giorni di luglio) continua a nascondere la testa sotto la sabbia. Per quanto tempo si potrà andare avanti?

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Non si può mettere una colf ignorante e impreparatissima a fare il sindaco di Roma. Una gaffe al giorno e il mondo ride.

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30 luglio 2016

Virginia sbaglia ancora: quel viaggio a Rio non è pagato dal Comune di Roma

La sindaca non aveva capito che è pagato dal Cio

Un altro errore di Viginia Raggi, che annulla un viaggio “pagato da Roma” ma che invece è a carico del Cio, e dunque di fatto non annulla niente.

“Stop ai viaggi pagati da Roma capitale per le Olimpiadi”, scrive la sindaca sul suo profilo Facebook privato, al quale allega il documento con il quale richiede di revocare l’autorizzazione a un dirigente capitolino a recarsi a Rio de Janeiro come membro della delegazione dello “Observer program” del Cio ai giochi  brasiliani in vista della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024.

Indignata, scrive: “Neanche io ci credevo all’inizio: mi state dicendo
che noi, ossia Roma Capitale, paghiamo il soggiorno a Rio ad un nostrodirigente/funzionario/dipendente???”.

Non è così, in realtà. Lo spiega il deputato dem Mauro Miccoli: “Come dovrebbe sapere il sindaco Raggi questi viaggi non pesano sulle casse di Roma Capitale ma su quelle del Comitato Roma 2024. Quindi lei non può sospendere proprio nulla, al netto della figuraccia internazionale visto che Roma non sarà presente a Rio con nessun rappresentante, pur essendo candidata ad ospitare le Olimpiadi del 2024. Fra l’altro la partecipazione al programma Observer, organizzato dal Cio, è obbligatorio per tutte le città candidate. E Roma lo è, nonostante le gaffe e le bugie della Raggi”.

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Notte da tregenda.

Dalle 20 di ieri fino alle 14 di oggi sono stato ostaggio di una cistite aggressiva e dolorosissima. Mi son fatto gli addominali a forza si sdraiarmi e rialzarmi dopo 5 minuti per correre in bagno. Pipì di fuoco e intorpidimento di mani e braccia. MAI SUCCESSO. Forse ho fatto il coglione col diabete…

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“La giunta Raggi travolta dai rifiuti. La Procura indaga” AHI AHI AHI!

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29 luglio 2016

La giunta Raggi travolta dai rifiuti. La Procura indaga

L’ad di Ama chiede che l’impianto di Cerroni venga requisito da Ama: “Così costi trasparenti”

Finisce subito in procura il pasticcio sui rifiuti della Capitale. L’amministratore delegato di Ama Daniele Fortini è stato sentito ieri per cinque ore dal pm Alberto Galanti.

Sul tritovagliatore di Rocca Cencia e sugli impianti Tmb (trattamento meccanico biologico) – due sistemi diversi di smaltire i rifiuti – che nei fatti lasciano ogni giorno che passa, ogni giorno di più, la Capitale nella sua vergogna di immondizia. Non è chiaro se e quanto la giunta Raggi sia coinvolta in questo pasticcio che ha già assunto pesanti contorni penali (le ipotesi di reato sono truffa, frode e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti).

Certo è che l’assessore all’Ambiente Paola Muraro (in Ama per dieci anni prima di approdare nella giunta Raggi) e il deputato 5 Stelle Stefano Vignaroli – anche vicepresidente della Commissione rifiuti nonchè compagno di Paola Taverna ed entrambi membri dei minidirettorio romano – hanno fatto di tutto per accusare Fortini. E ancora di più per far rientrare dalla finestra quel Manlio Cerroni, da trent’anni gestore in monopolio dei rifiuti nel Lazio, che la giunta Marino e lo stesso Fortini avevano fatto uscire dalla porta chiudendo per sempre la discarica di Malagrotta.

Ogni giorno la Capitale produce un milione di tonnellate di spazzatura indifferenziata che, dopo la chiusura di Malagrotta (2014 da cui poi sono nate tre inchieste penali) vengono smaltite negli impianti di otto regioni. Tra queste il Lazio che mette a disposizione il tritovagliatore di Rocca Cencia che fa capo sempre a Cerroni. E quattro TMB, due a Malagrotta di Co.La.Ri (Consorzio laziale rifiuti) che fa sempre capo a Cerroni e due di Ama (Rocca Cencia e Salaria).

Da un mese, Raggi e Muraro fanno pressioni su Fortini per portare i rifiuti al tritovagliatore.Fortini si oppone e insiste sul fatto che i rifiuti devono essere consegnati agli impianti Tmb di Ama che però dicono di essere pieni e tengono i camion pieni fuori dai cancelli. È chiaro che usare il tritovagliatore significa non solo dare soldi a Cerroni (indagato a più riprese) ma farlo rientrare nel business rifiuti.

Ma è esattamente il piano della giunta Raggi. Fortini non ci sta. E al magistrato ha spiegato perchè. «Vista la fase di criticità – ha detto l’ad – il sindaco deve valutare la requisizione del tritovagliatore di proprietà Co.La.Ri e affittato a Porcarelli e metterlo a disposizione di Ama nel pubblico e generale interesse di Roma». L’assessore Muraro crede di aver messo con le spalle al muro Fortini quando lunedì ha fatto un blitz in Ama e ha mandato in streaming la riunione accusandolo di non voler risolvere l’emergenza. Non sapeva che, proprio su input di Fortini, il Noe dei carabinieri era già stato in azienda ad acquisire atti e materiale per la nuova indagine. «L’assessore Muraro – ha aggiunto Fortini – mi spinge ad usare il tritovagliatore ma lo posso fare solo dentro i limiti della legalità e non al di fuori dalla legge». .

E l’impianto, è sicuro Fortini, non può essere usato perché è fuori dal piano regionale dei rifiuti.Per poterlo utilizzare serve una gara pubblica o un’ordinanza del sindaco o del governatore che però potrebbe essere indirizzata a persone che oggi potrebbero essere indagate. Allora l’unico modo «per usare un impianto che non è indispensabile» visto che il prefetto può intimare ai Tmb la ricezione dei rifiuti, è la requisizione. «Almeno – è la conclusione di Fortini – lo prende Ama lo gestisce Ama e i prezzi saranno trasparenti».

Alla voce rifiuti il programma di Virginia Raggi fantasticava di «riduzione, riuso e riciclo, isole ecologiche in ogni quartiere e tariffe puntuali». Quaranta giorni sono pochi e la crisi spazzatura a Roma sconta anni di malaffare e di monopoli. Ma tra la rivoluzione di un nuovo ciclo dei rifiuti e il ritorno all’antico, cioè a Cerroni, i Cinque stelle hanno scelto l’antico. «Ho rappresentato una situazione anomala e stravagante» ha tagliato corto Fortini dopo cinque ore di interrogatorio come persona informata sui fatti. L’ad di Ama ha presentato 14 denunce in tema di gestione rifiuti. Non ci sta a farsi trattare «come uno del Pd che deve spiegare vent’anni di gestione fallimentare dei rifiuti». Così ha detto Muraro. Che invece collaborava in Ama ai tempi di Fiscon, l’ex plurindagato ad.

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