Avete bisogno di cartaccia per imballare le stoviglie e le porcellane? E QUANTO SPAZIO SUI MEDIA PIÙ MERDOSI DEL MONDO A UN VECCHIO BOLSO CHE DA ANNI SPARA MINCHIATE PATETICHE E MALINCONICHE SUI PALCHI, PRENDENDO DECINE DI MILIONI RIGOROSAMENTE IN NERO!

QUESTA CARTACCIA NON E’ BUONA NEMMENO PER ACCENDERE IL FUOCO DEL CAMINO.

Prima Pagina La Verità 22/10/2018

E FIOCCANO ALTRE QUERELE E ALTRE CONDANNE SCONTATISSIME. PAGATE, DELINQUENTI, PAGATE!

Prima Pagina Il Fatto Quotidiano 22/10/2018

QUALCHE MILIONE, FORSE 12, CHE SEGUONO L’EVENTO IN STREAMING PER QUESTA FECCIA SONO “4 AMICI AL BAR”

Prima Pagina Libero 22/10/2018

QUESTI GIORNALAI SOTTO PADRONE NON HANNO SEGUITO UN SOLO MINUTO DI LEOPOLDA9, ALTRIMENTI NON SCRIVEREBBERO QUESTE MINCHIATE DELIRANTI. SONO GLI STESSI CHE RUBANO I SOLDI COME CRITICI CINEMATOGRAFICI O LETTERARI SENZA ESSERE MAI ANDATI AL CINEMA E SENZA AVER MAI LETTO UN LIBRO. SQUALLORE.

Prima Pagina Il Giornale 22/10/2018

LA BATTUTA CHE FA PIÙ RIDERE E’: “QUOTIDIANO INDIPENDENTE”

Prima Pagina Il Tempo 22/10/2018

QUESTO 30 ANNI FA ERA UN BEL GIORNALE. ORA E’ FASCISTOIDE E RAZZISTA: BASTA VEDERE OGNI GIORNO I TITOLONI CONTRO I PROFUGHI.

Prima Pagina Il Messaggero 22/10/2018

 

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Diciotti, Salvini: “Per Tribunale abbiamo difeso i confini” E te lo raccomando quel magistrato che vede un attacco ai nostri confini da 170 richiedenti asilo stremati, sporchi e moribondi!

I confini si difendono in caso di attacco militare, da un atto di guerra, non da dei poveretti che per anni ne hanno passate di tutti i colori pur di arrivare in Italia… sperando di trovare un paese civile. Ma ora c’è il fascismo al potere e quindi questi poveri cristiani dalla pelle diversa vengono sequestrati e trattati come criminali, con la complicità colpevole di qualche magistrato che dovrebbe studiarsi la Costituzione, la legge del mare e il Vangelo.

 (ANSA)

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Certo che qualunque persona di media cultura e di buonsenso fatica a trovarne uno appena appena passabile tra questi cialtroni che si spacciano per ministri e sottosegretari agli ordini di un paio di sciroccati, pur se strapagati dai cittadini italiani.

Il declassamento del ministro Bonafede

Nel congresso dell’Unione delle Camere Penali Italiane i penalisti si oppongono alle ricette populiste del nuovo esecutivo Lega-M5s in materia di giustizia

20 Ottobre 2018 alle 15:54

Il declassamento del ministro Bonafedefoto LaPresse

E’ frattura completa, ormai, tra il governo giallo-verde e gli avvocati penalisti, da ieri riuniti a Sorrento al congresso dell’Unione delle Camere Penali Italiane, che domenica eleggerà i suoi nuovi vertici, incluso il successore di Beniamino Migliucci alla presidenza. Un congresso dal titolo emblematico (“Il buio oltre la siepe: la difesa delle garanzie nell’epoca dei populismi”), che esplicita nella maniera più chiara la volontà dei penalisti di opporsi alle ricette populiste del nuovo esecutivo Lega-M5s in materia di giustizia. Una contrapposizione che da ieri, con l’apertura dei lavori del congresso dell’UCPI, si arricchisce ulteriormente di tensione.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, invitato al congresso, infatti, non si è presentato, facendo riferimento a impegni precedentemente assunti, e ha inviato un messaggio agli oltre mille penalisti riuniti. Messaggio, però, che Gaetano Pecorella, componente del comitato di presidenza del congresso, si è rifiutato di leggere, scandendo queste parole tra gli applausi degli avvocati: “Un ministro della Giustizia deve venire al congresso dei penalisti per ascoltare ed è per questo che la sua lettera che ci ha inviato non merita una lettura, ma solo una distribuzione ai presenti”.

Il rifiuto di leggere il testo inviato dal Guardasigilli (che poi, nel merito, si sostanziava nella semplice elencazione di buoni auspici per la riforma della giustizia) assume ancor più rilievo se si considera che, pochi secondi prima, dal palco del congresso dei penalisti era stata data lettura di un messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in cui si esprimeva “apprezzamento per il tema scelto”. Riconoscimento non da poco, se si considerano, come abbiamo detto, i profondi significati politici del titolo scelto dai penalisti (la difesa delle garanzie nell’epoca dei populismi).

Nel corso della sua relazione, il presidente uscente dell’UCPI, Beniamino Migliucci, ha rincarato la dose: “La distanza tra le nostre idee e quelle del ministro è siderale. La situazione è complicata perché è sotto gli occhi di tutti come abbia preso il sopravvento il populismo anche in materia giudiziaria, populismo che non accetta mediazioni di sorta e che è ispirato a ottenere consenso con scelte a costo zero”. Migliucci ha ricordato come, non appena è stato reso noto il programma del nuovo governo in materia di giustizia, l’Unione abbia espresso “netta contrarietà” alle proposte di legge sulla “legittima difesa, sulla riforma dei reati contro la pubblica amministrazione e le norme del decreto in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica”. Temi che chiamano in causa la difesa dei diritti fondamentali e sui quali Migliucci ha lanciato un monito chiarissimo: “Sappiano il vicepremier Salvini e il ministro Bonafede che sulla difesa degli ultimi l’Unione delle Camere Penali non farà mai un passo indietro e che avranno vita durissima”.

Poco prima, il presidente uscente aveva evidenziato il successo ottenuto dall’UCPI con la raccolta di oltre 72mila firme per la presentazione al Parlamento della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per la separazione delle carriere tra giudici e requirenti, definita “indispensabile per modificare la mentalità autoritaria e inquisitoria che ancora permea il processo penale nel nostro Paese”. Di conseguenza, Migliucci ha invitato il presidente della Camera, Roberto Fico, a far esaminare la proposta dal Parlamento e ha ricordato che persino Matteo Salvini aveva aderito alla campagna.

Chi comunque, a differenza di Bonafede, è riuscito a districarsi tra i vari impegni e a presentarsi al congresso dei penalisti è il vicepresidente del Csm, David Ermini. Dopo aver partecipato, ieri mattina a Roma, a un seminario di Magistratura Indipendente, Ermini si è recato a Sorrento e nel suo indirizzo di saluto, dopo aver anch’egli espresso apprezzamento per la scelta del titolo del congresso, ha sottolineato i rischi del processo mediatico, “corollario inevitabile di un regime a vocazione populista”: “Il processo mediatico investe e compromette valori – presunzione di non colpevolezza, riservatezza, efficacia investigativa, serenità di giudizio, informazione – che sono in qualche modo paritari e costitutivi di uno stato democratico e di diritto. E’ evidente che in questa specie di ‘giustizia fai da te’ si annida il rischio di interferire negativamente mettendo in gioco la stessa equità del processo e della pena. Non solo infatti viene travolto il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza – compromettendo onore, reputazione, dignità della persona – ma potenzialmente può suggestionare e condizionare i protagonisti del processo giudiziario, i testimoni e gli stessi magistrati”.

 

https://www.ilfoglio.it/giustizia/2018/10/20/news/il-declassamento-del-ministro-bonafede-220107/

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L’evento della giornata è stato Matteo Renzi con la chiusura di Leopolda9: evento di altissimo livello politico e programmatico che ha interessato tutti i media del mondo.

Ma i giornalacci nostrani lo relegano a fondo pagina con un titoletto e poche righe. Preferiscono dare i titoloni e le paginate a chi ha già devastato irrimediabilmente Roma, Raggi, e ai cialtroni che stanno sfasciando l’Italia. Con grande rilievo anche a un rottame criminale pluricondannato che per una vita intera si è spacciato per comico, ma non sa nemmeno cosa significhi essere UN COMICO.

 

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Per i babbei che credono ai truffatori come berlusconi, grillo, salvini e di maio: “Lo spread è un’invenzione di chi odia l’Italia”. IDIOTI E FALSARI! Ecco i primi calcioni dello spread più che triplicato dal governo Renzi a oggi: IN SOLI QUATTRO MESI!

ApprofondimentoAffari E Finanza

Tasse, meno servizi e caro-bollette: dallo spread un conto da 18 miliardi

I calcoli dell’Osservatorio Cpi sulla sorta di manovra-bis causata dalla sfiducia dei mercati verso l’Italia: lo Stato dovrà recuperare i  maggiori costi e le banche ridurre i fondi per imprese e famiglie, e forse affrontare onerose ricapitalizzazioni

DI EUGENIO OCCORSIO

Sei miliardi e seicento milioni nel 2019, 11 miliardi e mezzo nel 2020. E ancora di più se dovesse andare peggio. Sono i costi che lo Stato dovrà sostenere con aumenti delle tasse o tagli di spesa a causa dell’esplosione dello spread, che ha chiuso venerdì sera a quota 315 dopo aver però toccato in giornata perfino i 340 punti. Come saranno finanziati? Potrebbero aumentare i costi fiscali sui conti correnti o sui depositi titoli, diminuire detrazioni e deduzio…

 

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/10/20/news/tasse_meno_servizi_e_caro-bollette_dallo_spread_un_conto_da_18_miliardi-209490885/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P13-S1.4-T1

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Votare a destra è facile, ma poi le persone perbene e in buonafede si mangiano i gomiti. Com’è successo agli inglesi.

 

Brexit, 750mila in piazza per un secondo referendum. Ian McEwan tra i manifestanti

Brexit, 750mila in piazza per un secondo referendum. Ian McEwan tra i manifestanti
(afp)

Si stima oltre al mezzo milione la presenza dei manifestanti oggi a Londra per chiedere un nuovo voto sulla Brexit e per ribadire il desiderio di non abbandonare l’Europa

dal nostro corrispondente ANTONELLO GUERRERA

 LONDRA. È un’incredibile marea umana quella che a Londra oggi ha sfilato a favore dell’Europa e per chiedere un secondo referendum sulla Brexit. Secondo gli organizzatori sono accorse 750mila persone, nonostante in contemporanea ci fosse un classico del calcio come Chelsea-Manchester United. Alla vigilia, se ne attendevano al massimo centomila. Se le cifre venissero confermate, questa sarebbe la più grande manifestazione di questo secolo sul suolo britannico, dopo quella contro la guerra in Iraq nel 2003 alla quale partecipò un milione di persone. Ma il momento è critico per questo Paese sempre più vicino a un bivio capitale per il proprio futuro e così, in un sabato di un ottobre straordinariamente caldo, centinaia di migliaia di britannici, da tutto il Regno, sono accorsi in massa.
Tra cartelli e striscioni pro-Europa, i manifestanti chiedono un secondo referendum non sulla Brexit in sé, ma sull’opportunità di avere l’ultima parola sull’accordo di divorzio dall’Ue che il governo di Theresa May e le autorità europee stanno da mesi cercando di raggiungere con una certa fatica soprattutto a causa della questione irlandese e del ritorno delle frontiere tra nord e sud dell’isola. In caso di intesa entro la deadline di marzo 2019 (il rischio di “no deal”, nessun accordo, è paurosamente cresciuto negli ultimi giorni), è previsto per ora solo un (rischiosissimo) voto parlamentare alla Camera dei Comuni.

rep

Ma i manifestanti non ci stanno. Per molti, come Alastair, 22 anni, insegnante, i termini sono radicalmente cambiati. “Nessuno ci aveva detto del rischio di no deal, questo governo screditato non ha la capacità né il diritto di decidere il futuro di un intero Paese”. Ci sono giovani, vecchi, stranieri, mamme, bambini, giovani coppie che vedono il loro futuro e quelli dei propri figli in pericolo, laburisti delusi dalle ambiguitá di Corbyn, lo scrittore Ian McEwan (che insieme ad altri vip come l’ex calciatore Jamie Carragher ha pagato anche gli autobus ai manifestanti più distanti), la star della musica britannica Jarvis Cocker.

https://www.repubblica.it/esteri/2018/10/20/news/brexit_500mila_persone_in_piazza_per_un_secondo_referendum_ian_mc_ewan_tra_i_manifestanti-209499809/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P9-S1.6-T1

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Felpini! PRIMA GLI ITALIANI! Anche questo assassino è un italiota come te e sono come te gli italioti che commettono il 99,99% dei reati violenti in Italia. Non “CLANDESTINI”, Felpini: italioti violenti e vigliacchi come te.

Tragedia a Sesto Fiorentino: vicino di casa spara e uccide un uomo e suo figlio

Tragedia a Sesto Fiorentino: vicino di casa spara e uccide un uomo e suo figlio

L’autore del duplice omicidio è stato arrestato dai carabinieri. Le due vittime stavano lavorando in una casa colonica. Erano già stati minacciati in passato.

Tragedia a Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze: un uomo di 66 anni, Salvatore Andronico, e suo figlio Simone di 31 sono stati uccisi a colpi di pistola da un vicino di casa. L’autore del duplice omicidio, 53 anni, è stato arrestato dai carabinieri.

Secondo quanto si apprende, i fatti sarebbero avvenuti in via dei Grilli, a Quinto Alto, in una casa colonica dove padre e figlio stavano lavorando. L’omicida aveva una pistola, una Beretta, regolarmente denunciata. Si chiama Fabrizio Barna e ha 53 anni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale e personale del 118.

Padre e figlio erano nel giardino di casa, che stavano ristrutturando. Facevano rumore e il vicino si era già lamentato. Forse è stato proprio questo il motivo del gesto folle. Barna faceva il commesso ma aveva perso il lavoro, da tempo era disoccupato. Viene descritto come un tipo solitario. Aveva perso entrambi i genitori.

Sul luogo del delitto è arrivato il sostituto procuratore Christine von Borries, magistrato di turno, per un sopralluogo insieme agli investigatori dei carabinieri. L’area è stata delimitata e circoscritta per evitare l’accesso durante i rilievi.
Anche i parenti delle vittime sono arrivati nel piccolo gruppo di case dove si è verificato il duplice delitto: pianti e lacrime di disperazione, più invettive contro l’omicida, si sono udite a distanza. Ad avvertire i carabinieri sono stati alcuni abitanti della zona che si erano allarmati dopo aver udito alcuni colpi di pistola. Una donna per telefono ha raccontato di aver scorto la sagoma di un corpo riverso a terra. Insospettita dalle esplosioni è andata verso il piccolo cantiere per vedere cosa fosse successo e ha scoperto i due cadaveri.
La donna si è sentita male. Anche la moglie e madre delle due persone uccise avrebbe accusato un malore. Le due donne hanno fatto in tempo a dare l’allarme, poi sono state soccorse e portate in ospedale. Una donna ha riferito di aver sentito il calpestio di persone che scappavano e numerosi spari, “come se fosse una raffica”. La stessa donna ha chiamato subito il 112 perchè (si scrive perché. Mi sono stufato di correggere i mille errori di voi giornalai. Va bene che forse voi corrispondenti non vi pagano abbastanza, ma dato che non sapete scrivere in italiano almeno fate un altro lavoro! Nota mia) “mi sembrava strano che si trattasse di colpi di cacciatori, nessuno stava cacciando qua. Quindi ho chiesto di venire a controllare”.

Secondo i familiari l’omicida avrebbe già in passato minacciato i due. Familiari, parenti e conoscenti saranno sentiti dagli investigatori dei carabinieri riguardo a minacce, fatte anche con la pistola, da Fabrizio Barna alle due vittime in periodi scorsi. Lo ha detto il pm Christine von Borries lasciando il piccolo borgo di case dove c’è stato il duplice delitto.
Il magistrato ne ha parlato ai giornalisti che riferivano di alcune frasi di conoscenti fatte sul posto poco prima. Da queste affermazioni, sembra che la famiglia delle vittime abbia segnalato di recente alle autorità che il vicino li aveva minacciati con l’arma. Ma non risultano denunce. Il pm Christine von Borries ha delegato i carabinieri per le indagini. Il cantiere e la casa dove è avvenuto il duplice omicidio restano sotto sequestro per gli accertamenti del medico legale.

Il vicesindaco di Sesto Damiano Sforzi offre la sua testimonianza: “Abito qui vicino, appena ho saputo sono corso a dare la mia solidarietà alla famiglia delle vittime. In questo momento è la sola cosa che mi interessa”. Avete avuto denunce? “Da domani faremo tutte le verifiche”.

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/10/21/news/sesto_fiorentino_vicino_di_casa_uccide_padre_e_figlio-209559168/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P2-S1.6-T1

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CHI CI RUBA 24 MILA EURO PER 15 MENSILITÀ SE NE FOTTE, CHI INVECE NON CE LA FARA’ A PAGARE IL MUTUO E LE BOLLETTE, CHI TRA BREVE PER COLPA DI QUESTA FECCIA NON RIUSCIRÀ PIÙ AD ARRIVARE AL 15 DEL MESE SARANNO I CITTADINI. SIA I BABBEI CHE HANNO VOTATO A DESTRA CHE LE PERSONE CIVILI.

IL DEFAULT E’ ALLE PORTE E QUESTO NON E’ CHE L’INIZIO DELLA DEVASTAZIONE DEI PENTAFASCI E DELLA LEGA LADRONA: UNA CIURMA DI ANALFABETI, IGNORANTI, IMBROGLIONI, BUGIARDI, LADRI E INCAPACI.
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L’effetto rating tocca anche le banche, più caro trovare fondi e dare credito

Lo scenario dopo il declassamento di Moody’s: con la fine del Quantitative easing da parte della Bce i nostri istituti svantaggiati per i finanziamenti rispetto ai concorrenti europei

DI LUCA PAGNI

MILANO – Non saranno il livello dello spread e nemmeno l’andamento delle quotazioni di Borsa, gli osservati speciali domani mattina alla riapertura dei mercati. Analisti e operatori finanziari non sono preoccupati più di tanto per quanto potrà accadere ai titoli di Stato o per eventuali scivoloni di Piazza Affari. Sanno che i mercati, come sempre, si sono mossi in anticipo e hanno già scontato – aspettandosela – la bocciatura di Moody’s, che venerdì sera h…

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