Agli amici che mi chiedono dei miei libri: li trovate solo qui, non in libreria, purtroppo.

https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=lucio+salis

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Le sciocchezze di travaglio, con un grosso problema personale nei confronti di Renzi.

·

20 febbraio 2017

Tutte le invenzioni del Fatto sulla scissione “a rate” del Pd

Rileggere i titoli di oggi aiuta a capire qual è il senso politico della scissione che si apprestano a compiere Bersani, Rossi e (forse) Emiliano

Le prime cinque pagine del Fatto di oggi – come del resto quelle di quasi tutti gli altri quotidiani – sono dedicate alla scissione “a rate” del Pd (così viene canzonata con indubbia efficacia nel titolo di apertura). Il filo rosso che accompagna pezzi, titoli e foto è naturalmente la disumana cattiveria di Matteo Renzi, reo di aver sfasciato tutto per narcisismo, autoritarismo, delirio di onnipotenza, arroganza e chi più ne ha più ne metta.

Rileggere i titoli del Fatto di oggi aiuta dunque a capire qual è il senso politico della scissione che si apprestano a compiere Bersani, Rossi e (forse) Emiliano, quali effetti avrà, e chi ne pagherà il prezzo più alto: se infatti l’house organ della Casaleggio Associati srl è così convinto che sia tutta colpa di Renzi, il dubbio che la verità stia dalla parte opposta, e che ad avvantaggiarsi dell’avventura scissionista sarà proprio il M5s, è più che legittimo.

“Renzi se ne frega di Bersani e si prende tutto il partito”, spara il primo titolo (dimenticandosi che è stato Bersani a “fregarsene” di Renzi, visto che ha parlato alle telecamere dell’Annunziata anziché ai microfoni dell’Assemblea nazionale). Il secondo incalza: “Emiliano spaventa Speranza e Rossi, ma Matteo lo caccia” (qui la colpa è non essere intervenuto nuovamente alla fine del dibattito: il che non era tecnicamente possibile, visto che Renzi alla fine della giornata non era più il segretario del Pd).

Voltiamo pagina: “L’ex mister 40 per cento vince giocando da solo”, insiste un terzo titolo (ignorando che a “giocare da soli” sono semmai gli scissionisti, visto che hanno posto come condizione della loro permanenza nel Pd la rinuncia di Renzi a candidarsi a qualsiasi carica). E infine: “Il lungo addio del Pd dalla rossa Testaccio a Matteo il pariolino”. Accipicchia!

Da tre anni Renzi discute pazientemente con tutti i suoi oppositori, nessuno dei quali è stato mai cacciato da niente, e da tre settimane propone di fare ciò che i suoi oppositori hanno chiesto a gran voce, minacciando addirittura “le carte bollate”, e cioè il congresso, che fino a prova contraria è l’unico modo democratico di cui un partito dispone per scegliere liberamente linea politica e leadership. Ma per il Fatto Renzi è un dittatore egotico.

E Grillo? Sempre sulla prima pagina del Fatto di oggi leggiamo: “Oggi Grillo è a Roma per tentar di mettere ordine sullo stadio nel Movimento 5 stelle, che, specialmemte nella Capitale, parla con troppe voci. E tutte cacofoniche”.

Sì, avete letto bene: gli attivisti e i militanti del M5s che si permettono di ricordare che il Movimento è sempre stato contrario alla costruzione del nuovo stadio sono dei provocatori e le loro opinioni sono “tutte cacofoniche”, mentre Grillo che cala da Genova per dare la linea è un modello di serietà e di democrazia. E vabbè.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Stadio Roma, la soluzione di Grillo: “Sentiremo prima la popolazione” La popolazione vota per farvi decidere, IDIOTA! Vi manderanno a cagare!

Non hai capito niente di cos’è la democrazia. Si vota per eleggere i propri rappresentanti che poi devono SCEGLIERE IL MEGLIO E DECIDERE. Ma i tuoi pupazzetti non li ha mai votati nessuno! Sono lì, alla camera e al senato con 26 “mi piace” sul tuo ridicolo blog truffaldino.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter