Le stronzate di bersani-travaglio e i grullini “di sinistra”. Nei loro deliri.

http://www.unita.tv/opinioni/non-sono-i-suoi-e-travaglio-il-fan-piu-acceso-del-bersani-2-0/

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24 marzo 2017

Non sono i suoi, è Travaglio il fan più acceso del “Bersani 2.0″

Tanto per il paraguru del Fatto l’ex segretario del Pd non conta nulla

Che l’idea del compagno Pier Luigi Bersani di correre in soccorso della Casaleggio Associati srl, nel caso in cui alle prossime elezioni ricevesse l’incarico per formare un nuovo governo pur non disponendo della maggioranza assoluta dei seggi, sia un’idea a dir poco bizzarra, lo hanno subito capito persino i compagni rivoluzionari di “Articolo Uno”, il partitino che raccoglie alcuni transfughi del Pd (fra cui lo stesso Bersani) e di Sel.

Ora però che la proposta è stata accolta, vidimata e rilanciata dal paraguru della Casaleggio, il  compagno Marco Travaglio, in un solenne editoriale brillantemente intitolato “La mucca e il grillo”, possiamo tirare un sospiro di sollievo: pensavamo fosse una sciocchezza, e invece è puro avanspettacolo.

Il rapporto fra Bersani e Travaglio/Casaleggio Associati merita un breve approfondimento.

Quando l’ex segretario del Pd ebbe un malore e fu ricoverato in ospedale, un gran numero di grillini si precipitò ad augurargli la morte sui social: la classe, si sa, non è acqua.

Nell’indignazione generale, Travaglio si distinse per un inno all’odio: “Questa storia dei politici da amare – scrisse allora – è una follia ricattatoria introdotta dal berlusconismo, che deve finire. Ogni cittadino dev’essere libero di amare, odiare o ignorare i politici, senza che nessuno si senta autorizzato a chiedergliene conto”. Chiarissimo.

Ora i due vanno d’amore e d’accordo: di recente sono apparsi fianco a fianco a Cartabianca – l’ennesimo programma grilloide, questo però pagato coi soldi del canone –, teneri e solidali nel dare addosso a Renzi fra i sorrisini compiaciuti della conduttrice: del resto, per l’ex smacchiatore di giaguari l’intesa “con questo Pd” è impossibile (e chi la vuole?), mentre il M5S rappresenta “l’argine alla deriva populista e nazionalista” – che è un po’ come sostenere che il Big Mac sia l’argine al colesterolo.

Entusiasta del “Bersani 2.0 non più liberalizzatore”, il compagno Travaglio oggi lo rilancia come interlocutore privilegiato della Casaleggio per due motivi: il primo – non ridete – è che il M5S è di sinistra (non “di centro”, come sostiene il compagno Bersani 2.0, che certamente rettificherà al più presto), tanto è vero che – ho detto di non ridere! – la Raggi “ha formato a Roma la giunta più di sinistra che si sia mai vista negli ultimi 20 anni in una metropoli d’Italia”.

Il secondo motivo, più ficcante del primo, è che Bersani non conta nulla: “Rappresenterebbe una forza – scrive il paraguru – molto più piccola e meno concorrenziale e minacciosa” del Pd del 2013 (quello appunto bersaniano) che tentò invano – l’Italia è un Paese fortunato – di fare un governo con Grillo. Prosit.

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Caso Perego, parla l’ad Campo Dall’Orto: «Solo un incidente ma ora cambiamo i palinsesti di Rai1» E sarebbe ora di fare televisione vera e non più ciarpame di berlusconi!

Si può parlare di tutto, ma con il tono giusto. Il nostro sforzo quotidiano è finalizzato a far sì che la volgarità sia ogni giorno meno presenza nella Rai, al contrario della leggerezza, che è ben accolta. È proprio quella volgarità che condurrebbe la Rai al bigottismo cui allude – bigottismo che porta alla malizia e all’ipocrisia, lontane da ogni gioia e dalla possibilità della leggerezza.

Mi riconosco nei valori fondanti del Servizio Pubblico, valori che, a mio giudizio, negli ultimi anni si erano un po’ diluiti nell’inseguimento di logiche commerciali. Solo partendo dai nostri valori si può affrontare la sfida dell’innovazione e del cambiamento. Inoltre, non bisogna accontentarsi di rispondere alla domanda su cosa sia “accettabile” per il Servizio Pubblico. La domanda deve essere: cosa è necessario e desiderabile per il Servizio Pubblico? Ritengo che i contenuti di cui stiamo parlando fossero lontani anni luce dall’essere desiderabili o necessari e che uscissero anche dal perimetro dell’”accettabile”. E dunque si è deciso di interromperne la programmazione. Il moltiplicarsi delle opinioni e la decisione percepita come improvvisa hanno fatto sì che diventasse un caso.

E’ stato sì un incidente di percorso, ma un incidente lungo un cammino già tracciato e su cui stavamo lavorando da tempo: l’evoluzione dei programmi quotidiani di Rai1. In verità Abbiamo semplicemente ritenuto che quei contenuti non fossero in linea con i valori del Servizio Pubblico e con le linee editoriali indicate fin dall’inizio del nostro mandato. Un ultimo punto, se avrà avuto la pazienza di leggermi fino a qui. Ogni nostra decisione deve essere letta in proiezione futura; il punto non è interrompere o meno un programma. Quello è, come le dicevo, un incidente di percorso. Il punto è costruire una Rai sempre più vicina alla sua mission e ai suoi cittadini, che non rincorra gli ascolti come legittimamente fanno gli operatori commerciali e che sia sempre più plurale, universale e contemporanea. Quella mezz’ora di brutta televisione non rispondeva a nessuno di questi obiettivi.

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“Imprenditrice evade 3 milioni di euro ma incassava l’indennità di disoccupazione Denunciata a Beinasco assieme al marito: i due sono proprietari di due officine di carrozzeria” Ecco chi sono moltissimi dei “disoccupati” italioti. Furbetti che danneggiano tutti noi.

Torino, imprenditrice evade 3 milioni di euro ma incassava l’indennità di disoccupazione

Torino, imprenditrice evade 3 milioni di euro ma incassava l'indennità di disoccupazione

Denunciata a Beinasco assieme al marito: i due sono proprietari di due officine di carrozzeria

di CARLOTTA ROCCI

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Un reddito di coppia, non dichiarato, da tre milioni di euro: ma la moglie prendeva anche l’indennità di disoccupazione. Lo ha scoperto il gruppo della Guardia di finanza di Orbassano che ha acceso i riflettori sulle dichiarazioni e sui libri contabili di due coniugi di Beinasco, alle porte di Torino. Lì marito e moglie gestiscono due carrozzerie: ma di quelle attività i finanzieri non hanno trovato alcuna dichiarazione dei redditi. Secondo le stime degli investigatori i due coniugi avrebbero omesso di dichiarare oltre tre milioni di euro ed evaso 360mila euro di Iva.

La donna, quasi cinquantenne, ha inoltre percepito migliaia di euro di indennità di disoccupazione, un contributo che spetta ai lavoratori dipendenti che si trovano in difficoltà economica perché hanno perduto involontariamente il lavoro: non a chi, come in questo caso, è un imprenditore più che benestante. I finanzieri hanno scavato nell’attività e nei conti bancari della coppia scoprendo versamenti in contanti per oltre 125mila euro, indice di un’attività molto remunerativa. Durante i controlli delle Fiamme Gialle è emerso anche come i due imprenditori smaltissero rifiuti tossici, come batterie e vernici, in modo irregolare e senza la documentazione necessaria. I coniugi, oltre a dover versare le imposte evase, a cui vanno aggiunti sanzioni e interessi, dovranno pagare una multa di oltre 40mila euro per le violazioni alla normativa
antiriciclaggio e a quella sulla tutela dell’ambiente. Rischiano fino a quattro anni di carcere.

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Fammi capire: le cosiddette “star” della Rai non accettano il tetto dei 240 mila annui. Ma se sono diventate popolari solo grazie alla Rai?! Sono per il 90% dei poveri mentecatti senza nessun talento miracolati dalla televisione e ora vorrebbero continuare a essere pagate come Messi o Ronaldo. Ma vi prego! Dovreste pagarci voi!

E le Star VERE, tutti i grandi artisti scomparsi, quanto avrebbero dovuto chiedere allora? E si parla di Artisti, non di colf, vallette e dj di mezza tacca.

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