Ma chi sono i ritardati che votano per questa feccia ladra incapace e incompetente? Ecco l’ultima:

 Vi ricordo che Marino aveva cacciato i ladri incapaci e nominato un vertice serio. Questa idiota l’ha azzerato subito.

Roma, salta il dg Ama Stefano Bina nominato da giunta Raggi 14 mesi fa

Bina
di Mauro Evangelisti

Non c’è pace per Ama. Salta anche il direttore generale. Da oggi Stefano Bina non è più il dg dell’azienda dei rifiuti di Roma, al termine di uno scontro sotterraneo con la giunta Raggi e il presidente Lorenzo Bagnacani che ha preso ad interim le sue funzioni.

Bina, 54 anni, originario di Voghera, era stato nominato appena 14 mesi fa dalla giunta Raggi, dopo che se ne era già andato sbattendo la porta il primo ad nominato dalla giunta M5S, Alessandro Solidoro. Va anche ricordato che in un anno e mezzo la Raggi ha già avuto due diversi assessori ai rifiuti.

Bina aveva scritto una lettera di dimissioni che dovevano scattare da gennaio ma Bagnacani, passato il rischio di contraccolpi elettorali nel X Municipio, ha deciso di allontanarlo subito dopo il ballottaggio. Per l’Ama inizia una nuova fase di instabilità.

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Da quando è comparso il gangster piduista berlusconi sulla scena politica questa purtroppo è la regola non l’eccezione. Basti vedere mille sentenze che gridano vendetta al cielo:

Bari, ex giudice confessa in aula: pilotavo le sentenze per denaro

La sede del tribunale di Bari
Denaro, buoni vacanza, consulenze e frutti di mare sono alcune delle regalie ricevute dall’ex giudice tributario barese Oronzo Quintavalle in cambio di sentenze favorevoli. A confermarlo in aula dinanzi ai giudici del Tribunale di Bari è stato lo stesso Quintavalle, imputato nel processo ribattezzato “Gibbanza” insieme con altre 23 persone, fra giudici, commercialisti, avvocati, funzionari delle commissioni tributarie e imprenditori. Agli imputati il pm Isabella Ginefra contesta, a vario titolo, i reati di corruzione in atti giudiziari, falso, rivelazione del segreto d’ufficio, infedele dichiarazione dei redditi, riciclaggio, favoreggiamento, abuso d’ufficio, truffa, millantato credito e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I fatti contestati risalgono agli anni 2008-2010, quando Quintavalle era presidente della Commissione Tributaria regionale della Puglia. Dopo il suo arresto, nel novembre 2010, decise di collaborare con gli inquirenti e oggi, da testimone assistito, ha risposto in aula alle domande della Procura, ribadendo circostanze e accuse già mosse all’epoca a colleghi e professionisti.
Dagli accertamenti della Guardia di Finanza, confermati dalle sue dichiarazioni, è emerso che a Bari alcuni imprenditori, che avevano subito nelle proprie aziende verifiche fiscali e risultavano sanzionabili per ingenti somme in relazione a gravi irregolarità amministrativo-contabili commesse, riuscivano a evitare il pagamento dovuto all’Erario attraverso l’elargizione di «regalie» ai giudici delle Commissioni Tributarie (Provinciale o Regionale) alle quali veniva presentato il ricorso. Ai giudici chiamati a decidere su quei contenzioni, stando a quanto dichiarato da Quintavalle, venivano consegnate sentenze già scritte da commercialisti e legali delle aziende. «Riuscivo a pilotare le assegnazioni dei fascicoli – ha spiegato Quintavalle in aula – rivolgendomi ai segretari delle commissioni, dando loro compensi fra i 500 e i 1.500 euro per ogni procedimento». L’esame del teste proseguirà all’udienza del 15 marzo 2018 con la trattazione delle singole controversie pilotate. Nel processo sono costituiti parti civili il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Agenzia delle Entrate e Equitalia.
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Tipico dei grillini: dare sempre la colpa dei propri disastri agli altri. Vigliacchi sempre.

Appendino interrogata per tre ore si difende e tira in ballo i funzionari

La sindaca in procura ricostruisce la catena delle responsabilità in Comune
LAPRESSE

Davanti ai giudici la sindaca di Torino ha ripercorso come funziona la macchina delle responsabilità in Comune

TORINO

È vero: il sindaco è responsabile di quel che accade in una città e lo è a maggior ragione se decide di riservare per sé molte deleghe, specie se di peso. Però la responsabilità ha un limite, una cornice: i grandi comuni sono macchine complesse, fatte di procedure, gerarchie, funzioni; chi governa dà le direttive, detta la linea, ma non necessariamente (e non sempre) segue direttamente l’evolversi della situazione.

(segue)

 

http://www.lastampa.it/2017/11/21/cronaca/appendino-interrogata-per-ore-T3xwlXju7yppzINT6TmfLK/pagina.html

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