Londra, 20 set – (Agenzia Nova) – L’attuale “strana coalizione” di governo formatasi in Italia “al termine della più disonesta campagna elettorale che si ricordi a memoria d’uomo” E TUTTI RISERO.

Londra, 20 set – (Agenzia Nova) - L’attuale “strana coalizione” di governo formatasi in Italia “al termine della più disonesta campagna elettorale che si ricordi a memoria d’uomo” , basata su un “contratto” tra due partiti populisti “diametralmente opposti” quali Lega e Movimento 5 Stelle , dopo “promesse irrealizzabili” sembra aver avuto un sussulto di realismo in vista della scadenza della presentazione alla Commissione europea della legge di stabilità. Lo scrive il quotidiano britannico “The Times”,secondo cui la coalizione tra Lega e Movimento 5 Stelle sembra essersi resa conto che “nel mondo reale gli impegni vanno rispettati, i debiti onorati e le nuove spese finanziate”. Nel medio periodo, “Bruxelles potrebbe essere il minore dei problemi per il governo di Roma ed il benvenuto ritorno alla razionalità economica probabilmente non sarà sufficiente a fugare tutti i timori sulle prospettive a lungo termine dell’Italia e sui rischi che il paese rappresenta per l’intera Eurozona”.

Madrid, 20 set – (Agenzia Nova) - Il vertice europeo iniziato mercoledì a Salisburgo è diventato un disperato tentativo di superare la pagina nera della crisi migratoria e recuperare l’unità dei paesi membri che, nei prossimi mesi, saranno chiamati ad affrontare ardue sfide come la Brexit, il rinnovo del Parlamento europeo e i negoziati sul bilancio dopo il divorzio con il Regno Unito. All’incontro informale, come deciso lo scorso febbraio, partecipano anche i paesi della Lega Araba nel tentativo di risolvere il dramma delle migrazioni. La speranza, scrive “El Pais”, è che nella città natale di Mozart si recuperi l’armonia che alcuni leader europei – come il primo ministro ungherese Viktor Orban e il ministro dell’Interno Matteo Salvini – hanno spezzato con la loro discutibile gestione del fenomeno migratorio. Il programma delle prime due giornate di vertice mira a distendere gli animi in quanto non prevede che ci siano significativi passi in avanti in nessuno dei conflitti aperti. Ma, secondo “El Pais”, nessuno può escludere che Orbán, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte o il polacco Mateusz Morawiecki non riaprano il dibattito per aumentare un po’ il bottino di voti a costo dell’indebolimento dell’unità dell’Ue. 

Immigrazione: sondaggio, in otto Stati Ue maggioranza a favore di accoglienza rifugiati

 

Berlino, 20 set – (Agenzia Nova) - Tre anni dopo il picco della crisi dei rifugiati, quando arrivò più di un milione di profughi in Europa, un sondaggio condotto dell’American Pew Research Center su dieci Stati membri dell’Ue ha mostrato che in otto di questi paesi la maggioranza degli intervistati è favorevole all’accoglienza dei rifugiati. Tuttavia, la maggioranza del campione non è d’accordo con la politica dell’Unione europea sui rifugiati. Tra i cittadini favorevoli all’accoglienza dei rifugiati al primo posto si collocano gli spagnoli (86 per cento). I tedeschi sono al terzo posto (82 per cento). Nei Paesi Bassi, in Svezia, Francia e Regno Unito è a favore dell’accoglienza dei rifugiati il 75 per cento degli intervistati. Colpisce. secondo il quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung” che in Italia e in Grecia, due delle principali destinazioni dei rifugiati, più della metà degli intervistati sia favorevole all’accoglienza. Solo in Polonia e in Ungheria meno del 50 per cento è di questo avviso. In merito alla politica adottata dall’Ue sui rifugiati si è detta contraria la maggioranza dei greci (92 per cento), seguiti da svedesi, ungheresi e italiani (circa l’80 per cento) e tedeschi (66 per cento).

Continua a leggere l’articolo della Faz

 

Venezia, nuove proposte sindaco Brugnaro contro il turismo “rozzo”

 

Londra, 20 set – (Agenzia Nova) - Le autorità comunali di Venezia hanno proposto nuove misure per contrastare il turismo “rozzo”, in particolare il divieto di sedersi o sdraiarsi per terra in qualsiasi parte della città, divieto che è già in vigore per i portici e le gradinate attorno alla basilica di San Marco- Se approvate nella seduta del consiglio comunale programmata per i prossimo mese di ottobre, le nuove proposte del sindaco Luigi Brugnaro prevederanno multe da 50 ai 500 euro per i turisti trasgressori. A queste proposte si oppongono il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e soprattutto diverse associazioni di residenti: “Esiste già una lista talmente lunga di cose che non si possono fare che praticamente non c’è niente che si possa fare a Venezia”, obbietta Marco Gasparinetti dell’associazione Gruppo 25 Aprile. Inoltre, aggiunge Gasparinetti citato dal quotidiano britannico “The Guardian”,il Comune di Venezia “dovrebbe assumere altri 5 mila vigili per far rispettare tutte le regole e i divieti in tutta la città”.

Continua a leggere l’articolo del Guardian

Continua a leggere l’articolo del Times

 

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Non sono i profughi il problema dell’Italia, è la mancanza di un governo, sono i ministri analfabeti e incapaci che stanno sfasciando l’ottimo lavoro di Renzi e ci stanno inimicando tutto l’Occidente. L’Immigrazione bisogna incoraggiarla e governarla. I delinquenti sono gli italiani di destra, non i poveri africani che scappano da guerre, fame e sete!

C’è un abisso incolmabile, culturale e umano, che ci separa de questi animali razzisti. Tutti i media (osceni) tengono bordone al fascista parassita #salvini su una cosa che NON ESISTE: la sicurezza e i profughi, invece di parlare dei 49 milioni che ci ha rubato. Sento cialtroni della lega ladrona che addossano la colpa di “700 mila clandestini” – FALSO, SONO INFINITAMENTE DI MENO, MENO DELLA META’ -  al governo Renzi. Ma dei 1,300 milioni arrivati con #berlusconi e #Maroni e buttati per strada e nei lager? Non se ne parla mai del disastro epocale che hanno lasciato loro a Monti, Letta e Renzi! Porci! Parlate di cose serie, giornalai, non di queste porcate razziste e deliranti.

Siamo un popolo in estinzione di over 65 e non si fanno abbastanza figli. L’Italia ha URGENTE BISOGNO di almeno 5 MILIONI di immigrati da integrare per far funzionare le aziende, ripopolare i paesini, occuparsi di pastorizia e agricoltura (abbiamo milioni di ettari abbandonati in tutta Italia) o nessuno vedrà la pensione tra 30 anni!

BASTA RAZZISMO E OTTUSITÀ’!!!  BASTA!

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@BoboMaroni strano, non ti abbiamo sentito ergerti a difesa dei galantuomini @matteorenzi e di suo padre, dell’ottima @meb e di suo padre, tutti infangati e diffamati a suon di bufale per quattro lunghi anni dal 90% dei media italioti. Avevi judo o danza?

Presunto colpevole

Carriere rovinate, vite distrutte, famiglie annientate. Ho deciso di passare all’attacco contro il “rito della giustizia mediatica” 

20 Settembre 2018 alle 06:12

Presunto colpevole Il Palazzo di Giustizia di Milano

 Nel diritto penale l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. E’ un principio di civiltà giuridica, consacrato dalla nostra Costituzione all’articolo 27. Bene. Peccato che in questa Italia del secolo nuovo succeda (spesso) l’esatto contrario: si parte con la presunzione di colpevolezza, la sentenza di condanna (mediatica) arriva subito, talvolta precede persino l’informazione all’interessato di essere sottoposto a indagine. E poi recuperare è quasi impossibile.

 Non c’entri nulla con le accuse che un pm in cerca di notorietà ha inventato contro di te? #chissenefrega. Sei assolto dopo vari anni di processi inutili e costosi? #chissenefrega. Carriere rovinate, vite distrutte, famiglie annientate? #chissenefraga. Beh, io ho deciso che a me frega, eccome. È capitato anche a me, di recente, di subire un processo assurdo, basato sul nulla, con accuse ridicole. Ho le spalle larghe e la pressione bassa, me la sono cavata e sono più forte di prima. E ho deciso di passare all’attacco. Questo “rito della giustizia mediatica” con i valori al contrario è molto milanese. Nato con Mani Pulite ha fatto tante vittime, illustri e anonime, e danni rilevanti al sistema economico. Tanti processi, grande risalto mediatico, pochissime condanne definitive. Il RITO AMBROSIANO è un sistema di successo, con valori etici e fini nobili. Tranne che per la giustizia, che è proprio il contrario. Manca il coraggio di parlar chiaro? Io lo farò, in un libro che uscirà a novembre. Stay tuned.

https://www.ilfoglio.it/barbari-foglianti/2018/09/20/news/presunto-colpevole-214606/

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Quando non esiste nessun governo anche il parlamento non lavora. Bei tempi quando le camere lavoravano anche 12 ore al giorno, spesso di notte e ai festivi. Eh, sì, ma allora c’era @matteorenzi , mica una cricca di parassiti analfabeti fannulloni.

“Non c’è niente da fare”. Così i parlamentari sono sempre più inutili

Il calendario della settimana prossima della Camera prevede solo la discussione e il voto su tre mozioni delle opposizioni. Aula chiusa lunedì, martedì e anche mercoledì

20 Settembre 2018 alle 17:38

“Non c’è niente da fare”. Così i parlamentari sono sempre più inutili

https://www.ilfoglio.it/politica/2018/09/20/news/non-ce-niente-da-fare-cosi-i-parlamentari-sono-sempre-piu-inutili-214733/

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CAZZARI SI NASCE, E LUI LO NASCETTE… NACQUETTE… NASCITURO… MA COME MIN…?

Serietà o Di Maio

Il bi-ministro è tutto chiacchiere e promesse. Per questo chiede a Tria, quando si deve lavorare sul serio

Luciano Capone

di Luciano Capone

Serietà o Di MaioFoto LaPresse

 “Voglio che il ministro dell’Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani. Un ministro serio i soldi li deve trovare”. Tutti hanno letto le dichiarazioni di Luigi Di Maio come un duro attacco a Giovanni Tria. E quasi sicuramente lo erano. Ma c’è un’altra possibile interpretazione, che allontana l’accusa politica e rivela la sincera colpevolezza. Ed è questa: siccome per trovare le risorse serve un ministro serio, Di Maio si fa da parte e chiama in…

https://www.ilfoglio.it/economia/2018/09/19/news/serieta-o-di-maio-214614/

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L’ebete #dimail: “Questi dell’Ocse sono cattivi.” L’Ocse: «Non cancellate la Fornero» Di Maio: «Non si intrometta» Ma con chi credi di avere a che fare, ebete? Col tuo barbiere? Con Er patata? Con Giggi er Bullo? Con Lo Zozzone?

Stranieri e centri per l’impiego, l’altro lato del reddito di cittadinanza

Senza riforma delle agenzie per il lavoro, il sussidio finirà per avere “una mera funzione assistenziale”. Ma quanto è lontano il modello tedesco che il governo vuole copiare?

di Maria Carla Sicilia

Stranieri e centri per l'impiego, l'altra faccia del reddito di cittadinanza

Foto Imagoeconomica

La platea dei destinatari è ancora allo studio, ma quando il reddito di cittadinanza sarà introdotto, anche gli stranieri residenti in Italia potranno farne richiesta. Il chiarimento chiesto da Fratelli d’Italia al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, durante un question time al Senato, potrebbe essere un nuovo fattore di attrito nella maggioranza, già impegnata con fatica a trovare un accordo per far rientrare nella prossima manovra di bilancio tutte le misure economiche previste nel contratto di governo. Proprio sul reddito di cittadinanza la Lega ha chiesto uno sforzo al M5s. Come ha scritto il Foglio, la proposta leghista ai compagni di governo è quella di assorbire in un unico sussidio tutti i vari ammortizzatori sociali già attivi. Non è proprio il progetto grillino, ma può essere funzionale in un’ottica di semplificazione. In questo modo, sperano i leghisti, Tria potrebbe ammorbidirsi e sforare l’1,6 per cento del rapporto deficit/pil lasciando più spazio per le altre iniziative fiscali.

 E di margini c’è bisogno, anche perché il reddito di cittadinanza porta con sé un’altra voce di spesa che secondo i piani iniziali del M5s avrebbe assorbito più di 2 miliardi di euro. Si tratta della riforma dei centri per l’impiego, che mercoledì il premier Giuseppe Conte ha definito “un’operazione necessaria per evitare che il reddito di cittadinanza abbia una mera funzione assistenziale”. Il modello a cui il governo vuole ispirarsi è quello tedesco: “Ne abbiamo parlato con la Merkel a Berlino. E siamo in contatto con alcuni esperti della Germania”, ha detto Conte in un’intervista. La scelta del governo gialloverde ricade su uno dei modelli più efficienti in Europa, che però si discosta abbastanza dal nostro sistema, almeno in termini di estensione, finanziamenti e gestione.
 Partiamo dai numeri. L’ultimo rapporto disponibile che mette a confronto la spesa pubblica destinata ai servizi per l’impiego è stato redatto da Isfol nel 2014 e dà un’idea della distanza tra i due paesi. Mentre l’Italia, nel 2011, spendeva lo 0,03 per cento del pil per le attività delle agenzie pubbliche che favoriscono l’inserimento lavorativo, la Germania investiva lo 0,34 per cento. Sale la spesa se si guarda alle misure, cioè gli interventi finalizzati a creare nuove opportunità di lavoro per i disoccupati o le categorie svantaggiate, ma in proporzione al pil le risorse italiane si fermano allo 0,3 per cento, contro lo 0,45 per cento dei tedeschi.

Come riporta invece una relazione parlamentare di ottobre 2017, che riferisce di una missione di studio condotta da una delegazione della commissione Lavoro della Camera, le persone impiegate presso l’Agenzia federale per il lavoro (BA) sono circa 100 mila. In sostanza, l’ente pubblico che si occupa di servizi per l’impiego è uno dei maggiori datori di lavoro del governo. Va considerato, infatti, che a questi impiegati si aggiungono i dipendenti degli enti locali coinvolti nelle attività di jobcenter, strutture che si occupano di erogare un assegno di sostegno al reddito, complementari alle agenzie per il lavoro che si dedicano invece alle indennità di disoccupazione. Entrambe le attività prevedono comunque dei percorsi di inserimento nel mercato del lavoro: chi non li accetta o non li segue può essere sanzionato.

A contribuire alla limitata efficienza dei centri per l’impiego italiani sono anche le dimensioni del servizio, il suo budget e il personale a disposizione. L’ente corrispondente all’Agenzia federale per il lavoro in Italia, l’Anpal, può contare su circa 1.400 lavoratori (di cui almeno 800 assunti con contratti di collaborazione, sempre secondo la relazione della commissione Lavoro). A questi si sommano 8.800 lavoratori impiegati nei circa 500 centri per l’impiego distribuiti sul territorio italiano. Facendo una media per abitante, in Germania c’è un centro per il lavoro ogni 68 mila abitanti; in Italia uno ogni 120 mila.

A tutto questo vale la pena aggiungere alcune considerazioni su come sono organizzate le competenze per la gestione dei servizi per il lavoro. Se anche l’Italia riuscisse a investire di più nelle politiche attive del lavoro, rendendo più efficiente la rete dei centri per l’impiego, resterebbe ”una differenza di fondo che influenza l’intero sistema tedesco, che attualmente gode di una maggiore stabilità decisionale a livello centrale”, nota un paper ADAPT a firma di Tommaso Grossi pubblicato a novembre scorso. Il sistema tedesco rimette al governo federale la competenza legislativa in materia, ma bilancia l’accentramento di potere permettendo ai Lander di influenzare l’iter attraverso il Bundesrat, la camera di rappresentanza a loro dedicata. Qualcosa di simile a quello che avrebbe introdotto in Italia il referendum costituzionale del 4 dicembre, riformando il sistema di competenze concorrenti che comprendono anche le politiche attive del lavoro, di cui oggi si occupano le regioni all’interno delle disposizioni generali che stabilisce il governo.

https://www.ilfoglio.it/economia/2018/09/20/news/stranieri-e-centri-per-l-impiego-l-altro-lato-del-reddito-di-cittadinanza-214612/
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Sulla pelle degli italiani. Coi piedi sulla costituzione e sputando alla bandiera e alla democrazia.

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20 settembre 2018

È la Rai la merce di scambio per l’alleanza tra Silvio e il governo

Solo un mese e mezzo fa assistevamo al muro contro muro tra Berlusconi e Salvini su Foa, il nome imposto dal leader leghista per la presidenza della Rai. Una scelta che il Cavaliere non aveva digerito tanto da non partecipare al voto in commissione di Vigilanza.

Poi è arrivato l’ultimatum del governo, con le non troppo velate minacce a Berlusconi sul tetto alle pubblicità in tv. Lì la decisione della cena ad Arcore. In quell’incontro la destra è tornata a coalizzarsi in nome degli interessi delle due parti: il voto di Forza Italia per Foa alla presidenza Rai, in cambio dello stop del governo alle pressioni sulla tv e del via libera della Lega alle alleanze per le prossime amministrative. Un bottino ricco per entrambi.

E così, dopo un mese di stallo in Rai provocato dalla scelta di Salvini di andare avanti con Foa nonostante la posizione contraria del Parlamento, ora si inaugura una fase mai vista neppure ai tempi di massimo splendore del governo Berlusconi.

Domani il cda della Rai tornerà a riunirsi e lì, secondo le indiscrezioni, verrà riproposto Foa (già eletto in una prima tornata e poi non ratificato dalla commissione di Vigilanza). Poi di nuovo il voto in commissione. L’opposizione di fronte a questa forzatura promette battaglia e ricorsi, ma il voto è ormai scontato. È vero che la capogruppo azzurra in Senato Anna Maria Bernini continua a fingere che nulla sia cambiato e annuncia che Forza Italia vuole un’audizione di Foa in commissione  prima di dare il proprio parere. Ma come si spiega un’apertura di questo tipo dopo la prima, netta chiusura in Parlamento?

L’unica risposta è la nuova maggioranza a tre Salvini-Berlusconi-Di Maio. Di fronte a questa nuova situazione i Cinque Stelle tacciono, ma è chiaro che qualche mal di pancia tra i grillini inizia ad esserci. Ma come può il ministro del Lavoro giustificare questa ennesima inversione a U – forse la più imbarazzante per il M5S – dopo che lui stesso, nei giorni della formazione del nuovo governo, chiedeva un passo indietro al Cavaliere per permettere la nascita del governo del “cambiamento”?

https://www.democratica.com/focus/rai-foa-berlusconi-salvini-cena-arcore-dimaio/?utm_source=onesignal&utm_medium=notifiche

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Lo statista Matteo Renzi prende a sportellate questa feccia impresentabile che ci sta facendo ridere dietro e schifare da tutto il mondo.

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20 settembre 2018

Renzi al governo: “Avete ingannato i cittadini”

L’ex premier prende la parola durante le dichiarazioni di voto sul Milleproroghe: “Avete scippato le periferie, e fatto scrivere un decreto agli sciamani”

E’ l’ex premier Matteo Renzi a prendere per il Pd la parola al Senato sul Milleproroghe. Un decreto a cui il Pd si opposto fermamente sia alla Camera che al Senato e che soprattutto sui vaccini e sui tagli ai fondi per le periferie ha incontrato moltissime polemiche.

Renzi nel corso della dichiarazione di voto ha accusato il governo di aver “ingannato i cittadini con le promesse elettorale” e l’ha invitato a prendere una posizione, e non rinviare tutto: “E’ difficile combattere l’evasione quando il fondatore del Movimento ha particolari difficoltà con i pagamenti in nero. Il vostro Milleproroghe ad agosto è un unicum che segnala una precisa scelta politica, quella di rinviare e non dare risposte ai cittadini. Avete cominciato con il rinvio della fatturazione elettronica ai distributori; la Tap la fate sì o no? La Tav la fate sì o no? La Gronda la fate sì o no? La revoca della concessione ad Autostrade la fate sì o no? La cancellazione della legge Fornero sì o no? La Fate la flat tax al 15% la fate sì o no? Il reddito di cittadinanza a 780 euro lo fate sì o no? Il Milleproroghe è il desiderio di rinviare. Il vostro parlare sia ‘sì sì, no no’ – dice citando il Vangelo -. Il governo ha punti di riferimento televisivi: a Palazzo Chigi c’è un ex del Grande Fratello, il ministro dell’Interno ha aperto un avviso di garanzia come fosse stato C’è posta per te. Le vostre promesse elettorali sono degne di uno Scherzi a parte, perché hanno ingannato i cittadini. E non sarà la maleducazione di qualche interruzione a negare la realtà”.

La risposta a Salvini sulle periferie

Sul taglio ai fondi alle periferie poi ha voluto rispondere al vicepremier Salvini che aveva dichiarato: “Basta progetti alla renziana”, spiegando come e quando è nato il provvedimento: “Nel 2015, quando tutti i governi europei mettevano più soldi sulla sicurezza, noi abbiamo fatto una scelta diversa con un investimento in cultura, educazione e periferie, ottenendo un sostanziale plauso, una condivisione. E invece con il Milleproroghe intervenite sulle periferie, con il risultato che oggi l’Anci ha lasciato la conferenza unificata dicendo al governo che stava venendo meno al rapporto di lealtà tra istituzioni. Voi non state togliendo i soldi del Pd, state togliendo i soldi ai vostri cittadini”.

Vaccini

Ma l’attacco più duro al governo lo rivolge sui vaccini: “Avete fatto una cosa truce, avete fatto scrivere un decreto agli sciamani, avete messo in discussione la scienza e la ricerca. Fate i no vax con i figli degli altri perché voi dite che vaccinate i vostri figli, ma non vi preoccupate dei più deboli che non potranno andare a scuola. Quella del Pd è stata una battaglia di civiltà sulla quale è la società civile a dover intervenire. Ringrazio Ivan Zaytsev che ha avuto il coraggio nonostante gli haters di dire che lui la sua principessa l’avrebbe vaccinata senza paura delle reazioni, è stata la più bella schiacciata che ha fatto”. E poi un attacco ai giornali che non hanno dedicato molto spazio alla questione: “Dove sono i grandi giornali? Solo il New York Times ha fatto un pezzo di grande intensità prendendo in giro l’Italia, purtroppo. Ognuno di voi senta la responsabilità di votare pro o contro i propri figli, il tempo sara’ galantuomo, vi auguriamo che non vi accorgiate tra qualche anno di aver fatto del male ai nostri e vostri figli, perché questo non ve lo perdonerebbero innanzi tutto loro”.

https://www.facebook.com/matteorenziufficiale/videos/538256846603814/?t=0

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Tutto il mondo prendeva per culo berlusconi-bossi e maroni. @matteorenzi ha sudato sette camicie per farci accettare, stimare e rispettare da tutti, intessendo rapporti eccellenti con tutti. Questi cialtroni stanno litigando con tutto l’Occidente. Che ovviamente ci deride e ci schifa. Leggere il NYT di ieri o due giorni fa.

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20 settembre 2018

Nessuno contraddica il Governo: Di Maio se la prende anche con l’Ocse

 Una previsione al ribasso che penalizza ancora una volta il nostro Paese e lo mortifica.

L’Ocse ha rivisto al ribasso la previsione di crescita economica dell’Italia quest’anno, ora indicata all’1,2 per cento, mentre ha confermato al più 1,1 per cento la stima sul 2019. Il dato sul 2018 contenuto in un aggiornamento di interim dell’Economic Outloook è di 0,2 punti percentuali più basso rispetto alle stime del maggio scorso.  “In Italia è probabile una crescita più moderata – afferma l’organizzazione parigina nello studio – con l’incertezza che grava sulle scelte di politica, il rialzo dei tassi di interesse e il rallentamento della creazione di posti di lavoro che frena la spesa delle famiglie”. Una previsione al ribasso che penalizza ancora una volta il nostro Paese e lo mortifica.

Insieme alla Brexit, l’Italia viene, infatti, ritenuta dall’Ocse come una dei principali rischi che potrebbero impedire all’Europa di prosperare: “Preoccupazioni persistono sulla stabilità fiscale e finanziaria a causa dell’incertezza sulle scelte politiche, tra cui quelle dell’Italia e sul futuro accordo tra il Regno Unito e il resto dell’Unione europea”, prosegue l’organismo per lo sviluppo e la cooperazione economica.

Le raccomandazione dell’Ocse

Eppure, secondo l’Ocse, la strada per proseguire sulla via della sviluppo sarebbe già tracciata per l’Italia. Basta non smantellare le riforme già fatte e mantenere la disciplina sui conti pubblici, rispettando le regole europee. Questo il messaggio, “molto semplice”, che la nuova capo economista dell’Ocse, Laurence Boone, ha voluto rivolgere alla Penisola in occasione della conferenza stampa esplicativa sull’aggiornamento di interim dell’Economic Outlook.

In Italia “è importante non disfare la riforma Fornero”, ha detto, fornendo tre motivi. Primo, “si sa” che l’abbassamento dell’età pensionabile “non crea più lavoro”; secondo “è iniquo dal un punto di vista intergenerazionale” e, terzo, “nella fase di incertezza in cui siamo c’è una tendenza a risparmiare e non è detto che una misura simile aiuterebbe i consumi”. Sul Reddito di cittadinanza l’Ocse raccomanda all’Italia di evitare misure universalistiche ma puntare piuttosto a u intervento “ben mirato” sui più bisognosi. “Un reddito universale potrebbe andare a tutti e sarebbe molto più caro, e si riesce poco a mirare bene i destinatari”, ha affermato la capo economista dell’Ocse. “Oggi mi sembra importante mirare bene le persone più toccate dalla crisi e fornire bene degli incentivi al lavoro e quindi – ha aggiunto – serve un livello di reddito che lasci un divario rispetto al reddito da lavoro”. L’Italia è stato il Paese su cui si sono maggiormente concentrate le domande nella conferenza stampa. In generale “è difficile commentare un Bilancio che non è ancora pubblicato”, ha proseguito la Boone. “La nostra prima raccomandazione è che bisogna assolutamente mantenere la fiducia, sia delle imprese mantenendo le molte riforme fatte dal governo precedente, come l’Industria 4.0, sia la fiducia sulla sostenibilità del debito pubblico italiano, dopo che l’Italia ha fatto sforzi straordinari è importante che continui a rispettare le regole Ue sui conti”. “La seconda raccomandazione – ha detto ancora Boone – è l’importanza degli investimenti pubblici. Quindi il nostro messaggio è da un lato di non disfare le riforme giuste fatte e dall’altro di dirigere le spese verso gli investimenti pubblici produttivi che fanno la crescita di domani, come l’educazione, le infrastrutture e il digitale”. Più in generale l’Ocse ritiene “non appropriate” le politiche di bilancio procicliche “quando i debiti sono elevati e le misure puntano a rafforzare i consumi che sono già veloci. Non pensiamo che siano appropriate – ha spiegato – perché stiamo usando margini di bilancio che potrebbero servire in seguito”.

La reazione di Di Maio

Il governo non si smentisce mai. Anche stavolta, come le altre volte, quando gli viene contestato di rimanere ai fatti e ai numeri e abbandonare la propaganda, si reagisce in maniera scomposta. E così dopo poco è arrivata – ovviamente via Facebook – la reazione stizzita del ministro del Lavoro e vice premier, Luigi di Maio: “L’OCSE non deve intromettersi nelle scelte di un Paese sovrano che il governo democraticamente legittimato sta portando avanti. Il superamento della legge Fornero è nel contratto e verrà realizzato. Quasi due terzi degli italiani sono con noi. I burocrati se ne facciano una ragione. Siamo stati eletti anche per questo e manterremo l’impegno preso”.

Se vi aspettavate una presa di responsabilità, un ripensamento, o un passo indietro, anche stavolta rimarrete delusi. La colpa, come sempre, è di qualcun’altro. Nello specifico dei ‘mitologici’ poteri forti che ostacolano le politiche del governo: ma quanto potrà durare questa giustificazione (che ormai sembra un mantra) per coprire l’incapacità della peggiore classe politica di sempre?

Mauro Del Barba

✔@emmedibi

Quelle canaglie dell’OCSE dicono che il Pil in Italia crescerà meno del previsto. Figuriamoci se può essere vero che questo governo ha creato incertezza politica, rialzo dei tassi di interesse, Diminuzione dei posti di lavoro, rallentamento delle riforme.

https://www.democratica.com/focus/di-maio-ocse-previsioni-ribasso-italia/?utm_source=onesignal&utm_medium=notifiche

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