ABRUZZO E L’AQUILA: I familiari delle vittime: «Berlusconi ha offeso il nostro dolore»

I familiari delle vittime: «Offeso il nostro dolore»

di Jolanda Bufalinitutti gli articoli dell’autore Di fronte al numero 46 di via XX settembre a L’Aquila, dove sono le macerie della Casa dello studente, da qualche giorno crescono cespuglietti di rose bianche e fiori d’angelo intorno al piccolo monumento eretto dai vigili del fuoco. Li hanno piantati i parenti degli studenti morti nel sisma. È così che ricordano i loro ragazzi rimasti sotto le macerie di istituzioni pubbliche e di case private: con piccoli gesti affettuosi, con le fiaccolate ogni sei del mese. E con una richiesta di verità e giustizia. Le parole del premier piombano sui due procedimenti che si sono già aperti, quello per la Casa dello studente e quello per il Convitto nazionale, dove si è in attesa che la Cassazione si pronunci su una istanza di trasferimento «per legittimo sospetto».

Se a L’Aquila ci fosse il clima rappresentato dalle parole di Berlusconi, quell’istanza avrebbe ragion d’essere. Ma lo stesso Bertolaso smentisce nei fatti: ieri era a L’Aquila per un incontro già programmato, ma si è premurato, prima di partire, di avvertire palazzo Chigi del viaggio. Per Roberto Di Simone, papà di Alessio, morto alla casa dello studente, le parole del premier sono «benzina sul fuoco del dolore, non della violenza», precisa. «Dopo 14 mesi il problema non è quello di aggiungere violenza a violenza». Chiediamo, dice ancora, «dignità e rispetto, come caratterizzate da estrema dignità e civiltà sono state le nostre manifestazioni».

Il signor Di Simone andrà ovunque, se la decisione fosse quella di spostare il processo, perché «ovunque crediamo nella giustizia» però «L’Aquila per me rappresenta qualcosa, lì vado a trovare mio figlio, è come se lui fosse ancora lì». E Grazia, la mamma di Davide Centofanti: «Mio figlio è morto sepolto sotto tonnellate di macerie, non permetto a nessuno, nemmeno a Berlusconi di ricattarci in modo così vigliacco». Perché certo, anche nel processo della casa dello studente, il giudice ha accolto l’estensione dei reati contestati al mancato allarme. Nei documenti in mano ai magistrati, nel dossier di “Abruzzo engineering”, nello studio sulla vulnerabilità realizzato dalla stessa Protezione civile, gli edifici che non avrebbero retto ad un sisma erano indicati con indirizzo e numero civico. È da dimostrare se quelle informazioni furono trasmesse ai diretti responsabili, come Luca Valente, direttore della Casa dello studente.

E, in caso affermativo, come e perché non furono prese misure di precauzione. Interrogativi analoghi si pone Lucia Catarinacci, la mamma di Luigi Cellini, 15 anni, morto al Convitto nazionale. Al Convitto era ospite una squadra di rugby e il dirigente della squadra portò via i ragazzi, dopo la prima botta di terremoto, nella notte del 5 aprile. «Perché il preside Livio Bearzi e il dirigente Vincenzo Mazzotta non ritennero di tutelare i ragazzi che erano al Convitto sotto la loro responsabilità?». «Voglio semplicemente la verità su quella notte», dice Lucia. E «verità» chiede Giustino Parisse, il giornalista de “Il Centro” che ha perso la mamma e i due figli piccoli, scrivendo nel suo blog «le parole del premier fanno male».

Parisse hanno firma l’esposto che chiede chiarezza sulla riunione della Commissione grandi rischi del 31 marzo che «non si può confondere con l’operato della Protezione civile dopo il terremoto. Si può criticare ma nessuno a L’Aquila è stato mai aggredito». Interviene nel blog Rosanna Italia: «Mia madre e mio fratello sono stati trovati dopo 35 ore di attesa..E se c’è chi pensa che questo possa fare di noi delle menti fragili, si sbaglia. Ci sono persone che ci insultano, senza immaginare cosa abbiamo passato e cosa stiamo passando. Le menti fragili non siamo noi». Le parole del premier non interessano i magistrati aquilani: «Non entro in polemica; continuo a lavorare come al solito, bene, velocemente e rispettando le leggi vigenti», dice il procuratore capo Alfredo Rossini. Ma interessano il Csm, i consiglieri (con l’eccezione dei laici del Pdl e di “Magistratura indipendente”)chiedono alla presidenza un intervento di tutela nei confronti dei Pm aquilani.

°°° Ma chi si ricorda, al contrario delle minchiate che dice questa destra ladra e assassina, degli allarmi ripetuti e accorati del sismologo…minacciato di querele per “procurato allarme” dalla gang di Berlusconi medesimo?

 

FACCENDIERE MAFIOSO DI MERDA

bpompiere

 

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