Dal 1994 la Rai NON E’ PIÙ SERVIZIO PUBBLICO, ma è un servizio pubico: del cazzo, insomma. Una vergogna mondiale.

Ascolti Tv: Renzi spopola alla Leopolda ma i telegiornali Rai lo cancellano

Negati spazi a Italia Viva nei notiziari del Servizio Pubblico, soprattutto al Tg1 dove invece regna il M5s. La denuncia dell’On. Anzaldi

di Marco Zonetti

Ascolti Tv: Renzi spopola alla Leopolda ma i telegiornali Rai lo cancellano
Matteo Renzi, Leader di Italia Viva
La Leopolda 10 è iniziata con i migliori auspici e un pienone non previsto - essendo la prima senza il Pd - Matteo Renzi e il suo neonato Italia Viva incassano dunque l’affetto e la grande partecipazione dei fan dell’ex premier al quale il suo “popolo” chiedeva da tempo un passo avanti e un distacco dai dem che l’hanno spesso ostacolato.
Sono le 19:22 del primo giorno e i cancelli della #Leopolda10 si sono già chiusi per troppa affluenza. Mai vista una cosa così. Anche quest’anno è una “riunione tra pochi intimi”.
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@matteorenzi
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I tavoli della #Leopolda10 sono uno spettacolo. Da noi la gente è protagonista, attiva e partecipe. Siamo cittadini, non numerini #ItaliaViva
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Elena Bonetti
Poco fa ho presentato alla #Leopolda10 le nostre proposte per le famiglie: più protagoniste, più eque, più ricche. https://bit.ly/33KI4yA #italiaviva
SIAMO L’ESATTO OPPOSTO DI QUESTI LADRI ANALFABETI E NAZISTI
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Ma quanto fanno schifo questi della lega ladrona? Istigati dall’invertebrato servo di #putin, si aggrappano a tutto e poi finiscono sempre per aggrapparsi… ar cazzo! Come il loro Capitan farlock.

Matteo Renzi indagato per diffamazione dai genitori di Jessica Faoro: sotto accusa un passaggio del suo libro

Matteo Renzi indagato per diffamazione dai genitori di Jessica Faoro: sotto accusa un passaggio del suo libro

jessica faoro 

L’ex premier scrive una frase sulla 19enne uccisa con 85 coltellate da un tranviere a Milano: “Frequentava un brutto giro legato alla droga”. La pm chiede l’archiviazione, la famiglia si oppone

 

Matteo Renzi è indagato a Padova per diffamazione, dopo la denuncia presentata dalla famiglia di Jessica Faoro, la ragazza uccisa con 85 coltellate a Milano il 7 febbraio 2018 dal tranviere Alessandro Garlaschi. La presunta diffamazione riguarda una frase contenuta nel libro dell’ex premier ( ‘Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani’, edito da Marsilio) in cui Renzi aveva scritto: “A Milano Jessica Faoro viene uccisa da un italiano. Frequenta un brutto giro legato alla droga. Gli esami medici ci descrivono violenze di ogni genere e un omicidio particolarmente efferato”. Parole diffamanti secondo i genitori quelle che si riferiscono a presunte frequentazioni del mondo della droga da parte della ragazza. sporgere denuncia sono stati i genitori separatamente, prima la madre e poi il padre, a Milano; poi per competenza il fascicolo aperto come atto dovuto, in cui Renzi risulta indagato, è passato alla procura di Padova, dal momento che la casa editrice ha sede in Veneto. Tuttavia la procura della Repubblica di Padova, tramite la pm Luisa Rossi, ha fatto richiesta di archiviazione al tribunale: la notifica è arrivata ai genitori nei giorni scorsi. Secondo i magistrati la notizia che la giovane facesse uso di stupefacenti era stata resa pubblica nell’immediatezza dell’assassinio da molte fonti di stampa e dunque non è possibile ritenere che il libro di Renzi avesse divulgato elementi diffamatori ulteriori rispetto a quelli già noti. Ritenuta l’infondatezza della notizia di reato, secondo la procura, non c’erano elementi idonei a procedere. I genitori della ragazza, tramite i loro avvocati, intendono opporsi all’archiviazione.

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Ci vuole un Uomo per affrontare lo statista Matteo Renzi in un faccia a faccia, non un coniglio cazzaro nazista di pasta frolla invertebrato. L’avevo scritto che dopo 10 anni di fuga alla fine si sarebbe cagato sotto. Beh, l’hanno ricoverato con la cagarella a Monfalcone. #salvinov a scoppio ritardato.

La la #documentazione delle accuse dello statista Renzi al parassita ladro e bugiardo servo della mafia russa.

https://twitter.com/i/status/1184815879512645632 (Se il link non si apre, copincollalo sulla barra alta del tuo browser)

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Da quando non c’è più Matteo Renzi a palazzo Chigi MANO LIBERA A MAFIE E CORRUZIONE. Meditate.

Corruzione, nell’ultimo triennio indagati 47 politici. Cantone: “In Italia nessuno se ne occupa”

Corruzione, nell'ultimo triennio indagati 47 politici. Cantone: "In Italia nessuno se ne occupa"
Raffaele Cantone 

Nel dossier dell’Anticorruzione le ordinanze custodia cautelare e correlate ad appalti. Dal 2016 al 2019 effettuati 117 arresti, un caso a settimana. Diminuiscono le tangenti, sostituite da ”benefit”

ROMA - Quaransette politici arrestati, 20 dei quali sindaci. Sono alcuni numeri che emergono dal dossier “La corruzione in Italia nel triennio 2016-2019: numeri, luoghi e contropartite del malaffare”, presentato dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, al suo ultimo bilancio in Anticorruzione e presto di ritorno in magistratura. Il report analizza i casi registrati nell’ultimo triennio: “Il 74% delle vicende (113 casi) ha riguardato l’assegnazione di appalti pubblici, a conferma della rilevanza del settore e degli interessi illeciti a esso legati per via dell’ingente volume economico. Il restante 26% (39 casi) è composto da ambiti di ulteriore tipo (procedure concorsuali, procedimenti amministrativi, concessioni edilizie, corruzione in atti giudiziari)”.

Un bilancio a tinte fosche, soprattutto per gli appalti pubblici, ma non certo paragonabile a Tangentopoli. Se non altro perché la “mazzetta” sembra essere tramontata, rimpiazzata da beni materiali e non, ben più facili da occultare. “Il livello di mazzette è molto meno significativo del passato, si tratta di episodi di piccolo calibro”, recita il dossier. Alla tangente ora si preferiscono favori, un esempio per tutti: il posto di lavoro.

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/10/17/news/corruzione_anac_113_arresti_un_caso_a_settimana-238780271/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P8-S1.8-T1
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SUD. Altre risorse salviniane. Passerà anche questa notte buia. Ha da passà ‘a nuttata

Spara sui braccianti per farli lavorare di più: arrestato imprenditore a Terracina

Spara sui braccianti per farli lavorare di più: arrestato imprenditore a Terracina
 

Migranti indiani spronati a fare di più a colpi di fucile e sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola. L’indagine scattata dopo la denuncia di 5 di loro

di CLEMENTE PISTILLI

Non più solo costretti a lavorare ogni giorno per pochi spiccioli, a dormire in baracche fatiscenti, a sottostare ai ricatti dei caporali e persino a fumare oppio per sopportare la fatica. I braccianti agricoli nell’agro pontino sono finiti anche a rompersi la schiena nella raccolta degli ortaggi sotto la minaccia di un fucile.

E se non facevano abbastanza in fretta o provavano a scappare perché stremati il “padrone” iniziava a sparare. Terracina come gli Stati americani del Sud nel Settecento. Una storia tremenda quella appena emersa dalle indagini del locale commissariato, culminate ieri sera con l’arresto di un imprenditore agricolo, Alessandro Gargiulo, 35 anni, accusato di sfruttamento del lavoro, minaccia aggravata con l’utilizzo di un fucile a pompa, lesioni personali, detenzione abusiva di munizionamento e omessa denuncia di materie esplodenti.

Titolare di un’azienda, giovane e feroce secondo gli investigatori, l’indagato avrebbe costretto braccianti agricoli di nazionalità indiana a lavorare in condizioni disumane, aiutato da alcuni caporali impegnati nella sorveglianza nei campi. Un’indagine partita dopo le segnalazioni di cinque lavoratori indiani, che insieme ad altri sarebbero stati minacciati dal datore di lavoro, con tanto di colpi di fucile sparati verso di loro “per spronarli ad accelerare la raccolta e la lavorazione dei prodotti”.

Alcuni avevano deciso anche di mollare, mandando il 35enne su tutte le furie. E all’ennesima defezione, giovedì sera, Gargiulo si sarebbe presentato presso l’alloggio dei braccianti, iniziando a sparare senza fortunatamente colpire nessuno, ma puntando anche a tutti l’arma alla gola. Infine il blitz della Polizia, l’arresto e la denuncia  a piede libero di alcuni amici del 35enne che l’avevano aiutato a nascondere il fucile.

https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/10/12/news/spara_sui_braccianti_per_farli_lavorare_di_piu_arrestato_imprenditore_a_terracina-238342091/?ref=RHPPLF-BH-I238311152-C8-P9-S2.4-T1
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