IL COLMO DEI COLMI

Condono, la capogruppo 5S Floridia contro Renzi: “Non basta la parola. E se io dico mafia?”

Il paragone spericolato della capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Barbara Floridia tra mafia e condono. Renzi aveva sottolineato che la parola ‘condono’ per Ischia era contenuta nel decreto Genova. E nel corso del dibattito in Aula sull’informativa urgente del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, sull’alluvione di Ischia attacca il leder Iv con un accostamento azzardato con la mafia.

Ora, non voglio infierire contro questa misera anatra decerebrata, ma la sua ignoranza non ha limiti. Renzi è L’UNICO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CHE IN ITALIA HA COMBATTUTO E SPIZZATO GLI ARTIGLI ALLA MAFIA.

Ma poi, ce lo siamo dimenticati che questo mucchio di letame, parassita e analfabeta, chiamato m5s nasce dalla mafia russa? Putin ha speso 18/20 miliardi in 20 anni per creare questo obbrobrio. Certo, hanno devastato e derubato l’Italia almeno quanto la cosca #burlesquoni, ma “OGNI LIMITE HA LA SUA PAZIENZA”, DICEVA IL GRANDE TOTO’.

ALLA MAFIA RUSSA SI SONO AGGIUNTE LE MAFIE ITALIANE E QUELLA VATICANA, OLTRE ALLA MASSONERIA E LA “DITTA” COMPLICE E ASSERVITA ORMAI ALLA NULLITA’ ASSOLUTA, #pochette, BASTI VEDERE IL VOTO DI SCAMBIO MAFIOSO COI MILIARDI A VAGONI DI QUELLA PORCATA DEL RdFANNULLANZA!

C’ERA IL REI DI RENZI, CHE ERA PERFETTO PERCHE’ GESTITO DAI SINDACI, NON DAI PUSHER E DAI BOSS MAFIOSI, HANNO DISTRUTTO ANCHE QUELLO. OLTRE ALL’UNITA’ DI MISSIONE PER IL DECRETO “SALVA ITALIA“. E CHI, MEGLIO DI UN SINDACO, CONOSCE LE FAMIGLIE VERAMENTE INDIGENTI? NESSUNO.

E QUINDI, DOPO I MORTI DI GENOVA E QUELLI DI TORINO E LIVORNO, AGGIUNGETE ANCHE I MORTI DI ISCHIA: TUTTO “MERITO” DEI 5MERDE. SENZA CONTARE LA SCELLERATA E INCOMPETENTE NON-CAMPAGNA VACCINALE ANTICOVID E I CIRCA 200 MILA MORTI CREATI DA QUESTA BANDA DI DELINQUENTI INCAPACI E ARROGANTI.

INSOMMA, COME DICEVA IL SAGGIO:

RIPETIAMOLO e AMEN
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CARA GIORGIO, ORA O MAI PIU’.

Brutte notizie da Bruxelles. L’Ue non concede proroghe all’Italia sul Pnrr e adesso Giorgia deve dimostrare di saper governare.


di Amedeo La Mattina

A spegnere le speranze di Roma è stato il Commissario Gentiloni, che non ha concesso sconti sui tempi: il piano nazionale si deve realizzare entro il 2026. I prossimi mesi saranno una prova del fuoco per la destra.

Pexels

Brutte notizie da Bruxelles: il governo italiano deve realizzare il Piano nazionale di ripresa e resilienza entro il 2026. Nessuna proroga. A spegnere le speranze di Giorgia Meloni ci ha pensato Paolo Gentiloni.

Il viaggio-debutto di alcune settimane fa della premier nella capitale belga non è stato cosparso di rose e fiori come era sembrato, anzi era stato nascosto proprio questo punto nevralgico. Aperture, sorrisi, strette di mano, ma nella stanza dell’ambasciata italiana, quando la premier si è seduta davanti al Commissario all’Economia, scortata dal facilitatore Raffaele Fitto, sperava che l’italiano le assicurasse più tempo per dare corpo ai progetti e alle riforme contenute nel Pnrr.

Gentiloni e tutta la Commissione si rendono conto che qualcosa da aggiustare ci sia, che i costi delle opere pubbliche sono schizzati alle stelle per via del caro energia e delle materie prima. «Le aste vanno deserte», gli aveva detto Meloni. Gentiloni però non è potuto venire incontro a Roma sul timing: 2026. E lo ha ripetuto ieri a muso duro durante un forum economico organizzato dal Messaggero.

È questo il vero problema che ha Meloni, il più amaro. Il resto, paradossalmente, è meno drammatico. Consideriamo il quadro macroeconomico. Un manager come Carlo Messina, che di economia reale, di conti e investimenti per centinaia di miliardi ne sa molto, in un’intervista alla Stampa ha detto di prevedere dai sei ai nove mesi di difficoltà per l’Italia e l’Europa. Dopo, nella seconda metà del 2023, per il presidente di Intesa San Paolo torneremo a crescere.

Del resto sono tanti gli indicatori economici, dall’inflazione ai costi energetici all’indice di fiducia di imprese e consumatori, che sfatano catastrofi, una pesante recessione e piazze nervose. Nella speranza che veramente non ci siano cigni neri svolazzanti sopra nostra testa, la piega politica rispetto a questa prospettiva è tutta da capire e vivere, partendo da quello che accade oggi.

Intanto le speranze moscovite di un’Europa e un Occidente in ginocchio verrebbero spezzate e lo sono già alla luce anche dell’eroica resistenza Ucraina. È già questa è un’ottima notizia, nonostante l’incapacità europea di fissare un price cap. Limitandoci poi al nostro cortile di casa, dovremo misurarci sulla capacità del centrodestra di governare questo tornante, tra la curva della manovra economica e quella dell’attuazione del Pnrr.

Giorgia Meloni attraverserà di corsa i prossimi 6-9 mesi con il cuore in gola, e non sarà paradossalmente la Legge di Bilancio il maggiore ostacolo. Non è che sia una a passeggiata di salute approvarla entro il 31 dicembre.

«Lavoreremo giorno e notte in Parlamento, anche a Natale se è necessario», ha detto tanto per far capire il patema d’animo. Ci sono le rogne solite di una maggioranza, chi la vuole cotta, chi cruda, con Silvio Berlusconi che frigna più di tutti sui contributi per i giovani, sull’aumento delle pensioni minime, sul super bonus da allungare per gli amici costruttori. Ma questo tornante verrà superato, in un modo o nell’altro. Per realizzare le promesse elettorali ci sarà tempo.

«Abbiamo un orizzonte di legislatura», insiste la premier. (Non ci credo nemmeno se lo vedo. Al massimo, durerete un anno. Nota di L.S.)

Dovrà però accendere mille ceri in tutte le chiese italiche per sperare che quelle previsioni più rosee si verifichino. Altrimenti anche il prossimo anno Meloni, Salvini e Berlusconi dovranno inventarsi un altro impedimento al miracolo promesso in campagna elettorale. Questo però è il futuro prossimo. C’è poi il presente del Pnrr che ha in pancia importantissimi progetti infrastrutturali e riforme di sistema, la cui realizzazione è la conditio sine qua non per aver i soldi, i tanti soldi da Bruxelles. E qui arrivano le vere rogne per il governo.

Sui Pnrr «tutti Paesi hanno difficoltà», ha detto Gentiloni. Alcuni Paesi, ha aggiunto, hanno chiesto il rinvio della data del 2026, «ma questi rinvii non sono possibili dal punto di vista tecnico, politico e legale». Zac! «Conosco le difficoltà che abbiamo di attuazione. Però guardiamo anche ai nostri vicini: l’unico Paese europeo che ha maggiori difficoltà di assorbimento delle risorse europee dell’Italia è la Spagna. E la Spagna sta a testa bassa cercando di mantenere gli impegni per per il Pnrr».

Per Gentiloni bisogna correggere quello che va corretto ma occorre lavorare per attuare: «Penso che la sfida debba essere mantenuta. Questa è un’occasione e questa occasione non va e non può essere perduta».

Ecco perché la premier non ha tempo da perdere con gli alleati riottosi o impauriti dagli incontri con il Terzo Polo. Incombe una scadenza capestro.

La vera differenza tra il successo e la brutta figura è tutta legata all’attuazione del Pnrr al quale non riusciamo a dare gambe per i maggiori costi ma anche per l’incapacità della macchina pubblica a marciare spedita, delle amministrazioni, regionali e locali soprattutto, a fare progetti e spendere i soldi. Come è avvenuto regolarmente per i tanti fondi nazionali ed europei rimasti a marcire. Compresi quelli che servono e servivano a mettere in sicurezza i territori a rischio idrogeologico. Ischia è l’esempio purtroppo più eclatante, con i suoi morti.

Allora Meloni e il suo governo avranno tanto da lavorare «a testa bassa», come avverte Gentiloni.
I nuovi padroni della politica italiana non sanno neanche se potranno evitare il rischio di recessione. Il perché lo spiega sempre il Commissario europeo: «L’Italia ha un problema in più rispetto agli altri paesi europei, che è, a parte tanti problemi storici strutturali, un problema di pagare l’altro debito. Questa questione ovviamente è un limite alle possibilità di espansione di sostegno economico». Ma ci sta «l’antidoto del Pnrr: quindi in che modo riusciremo a spendere questi quattrini secondo me sarà molto molto importante perché l’Italia non resti il mitico fanalino di coda della crescita europea».

È veramente il caso di dire che le chiacchiere stanno a zero.

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COME SI DICE DELINQUENTISI E FILLUS DE BAGASSA IN ITALIANO?

Mezza Italia senza una mappa geologica: dopo il dramma di Ischia il governo taglia i fondi per rilevare le fragilità del territorio.

CIOE’ LA DESTRA FA SEMPRE IL CONTRARIO DI CIO’ CHE SERVE AI CITTADINI E PERO’ SERVE AL LORO TORNACONTO PERSONALE. MA SIETE IDIOTI O ASSASSINI?

RIPRISTINATE IN FRETTA L’UNITA’ DI MISSIONE DI RENZI O ANDRETE A CASA MOLTO PRESTO E POI NON VI VOTERA’ PIU’ NEMMENO LA VOSTRA O IL VOSTRO AMANTE.







E LO STA FACENDO DI NUOVO. SVEGLIAAAA, BISCHERIII!!!

NO, SBAGLIATO FOTO, SCUSATE. MA COMUNQUE NON C’E’ DIFFERENZA.
ECCOLI, I PARASSITI LADRI E INCOMPETENTI E… TRADITORI DELL’ITALIA.
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SENATO. LE MINCHIATE IN POLITICHESE DEL SEDICENTE MINISTRO PER LA PROTEZIONE CIVILE NON SI POSSONO SENTIRE. SONO UN’OFFESA ALLA NOSTRA INTELLIGENZA E PER I MORTI NEL FANGO. SONO QUESTI FASCISTI INCOMPETENTI E MORTIFERI CHE HANNO AFFONDATO I PROGETTI DI MATTEO RENZI PER LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO. MA QUESTO E’ MUSUMECI, PROPRIO L’ULTIMA PERSONA CHE PUO’ RAGLIARE DI “METEO KILLER”. SIETE VOI I KILLER!!! E’ COME IL GIRNALETTARO CHE SCRIVE E RISCRIVE DI “STRADA O BUCHE KILLER” QUANDO I KILLER SONO I SINDACI INCAPACI E LADRI E CHI GUIDA UBRIACO E DROGATO. E’ CHIARO? E PER ISCHIA NON SI TRATTA DI “CALAMITA’ “, MA DI INCURIA, MENEFREGHISMO, ABUSIVISMO E DELINQUENZA DEGLI AMMINISTRATORI CAMORRISTI.

UNA BELLA COSCA.
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I DANNI PRODOTTI DA UN’ACCOZZAGLIA CHE NON HA MAI GESTITO NEMMENO UNA PIZZERIA AL TAGLIO. E SI VEDE!

Mes, dalla Camera passa la mozione che dice no alla ratifica. Renzi: “Serve all’Italia, da Meloni no ideologico. All’Italia servono i denari del Mes che l’Europa ci permette di avere a condizioni più favorevoli. E il Mes serve soprattutto per la nostra sanità pubblica, per le liste d’attesa, per i nostri ospedali e i nostri ambulatori. Meloni dice No al Mes per motivi ideologici e perché loro si sentono i patrioti contro l’Europa. Ma chi è veramente il patriota? Chi fa veramente l’interesse degli italiani in questa vicenda: chi vuole più soldi per la sanità o chi li rifiuta per scelta ideologica?”, ha scritto in mattinata sulla sua enews il leader di Iv, Matteo Renzi.”

LA SANITA’ PUBBLICA IN GINOCCHIO, LISTE D’ATTESA DA QUARTO MONDO, POCHI MEDICI E INFERMIERI… MA LEI RIFIUTA I 39 MILIARDI DEL “MES” A TASSO QUASI ZERO. MA CHI CAZZO AVETE VOTATO PER OLTRE 30 ANNI?!

SCUSANDO LA LICENZA POETICA DIALETTALE, ECCO I SICARI DELLA SCUOLA E DELLA SANITA’ PUBBLICHE, CHE CI HANNO RUBATO MIGLIAIA DI MILIARDI PER ARRICCHIRE E SMAZZETTARE COI MASSONI PRIVATI.
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LE COSE CHE NON SAPETE.

LA TRAGEDIA DI ISCHIA

Casamicciola, lo sgombero post sisma 2017 avrebbe salvato gli abitanti della strada della strage. Ma poi: “Tornate, nessun rischio”.

IL GOVERNO RENZI, IL MIGLIORE DEL DOPOGUERRA: DATI ALLA MANO, ORDINO’ LO SGOMBERO, MA POI LA CAMORRA E I POLITICANTI COLLUSI FECERO TORNARE TUTTI. COMPRESI I POVERI MORTI DI QUESTI GIORNI. MA LA COLPA MAGGIORE L’HANNO #pochette e #salvini, CHE CANCELLARONO L‘UNITA’ DI MISSIONE MESSA IN PIEDI DA RENZI PER IL PROGETTO DI SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO:“ITALIA SICURA”, CHE AVREBBE EVITATO MIGLIAIA DI DISASTRI E DI POVERE VITTIME. ADESSO SAPETE ANCHE QUESTO.

TUTTO QUESTO DISASTRO SI POTEVA EVITARE
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CHI DICE CHE NON ESISTONO I MIRACOLI NEI PARTITINI DEI LADRI PARASSITI?

IL CASO

L’assessora leghista di Ardea si “assume” da sola: partecipa al concorso dei vigili urbani nel suo Comune e vince.

E QUESTO NON E’ UN CLASSICO MIRACOLO FASCISTA? NEI PAESI NORMALI SAREBBE STATA PORTATA VIA IMMEDIATAMENTE DALLA FORZA PUBBLICA, IN QUESTA ITALIETTA RIDOTTA A MACCHIETTA… LEI BRINDA.

QUI LA VEDIAMO COL PARASSITA LADRO E IGNORANTE CHE COMANDA IL PICCOLO BRANCO.
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I CAZZARI DELLA MAFIA RUSSA

La fake news dell’ambasciata russa sul blindato italiano

di Gianluca Di Feo

La sede diplomatica diffonde la foto di un Lince distrutto in Ucraina: “I contribuenti sono felici della destinazione dei loro soldi?”. Ma si tratta di uno dei veicoli Tekne comprati di tasca sua dall’ex presidente Poroshenko.

https://www.repubblica.it/esteri/2022/11/29/news/russia_propaganda_ambasciata_russa_roma-376771672/?ref=RHLF-BG-I376524434-P1-S1-T1

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QUESTA E’ MERAVIGLIOSA!

L’INCONTRO

Calenda vede Meloni: “Dalla premier apertura su molte cose. Fi la aiuti invece di sabotarla”. La replica: “Niente lezioni da chi è irrilevante”

NON SAPPIAMO CHI SIA IL FESSO CHE HA RISPOSTO COSI’ ARROGANTEMENTE, MA GLI RICORDO CHE OGGI COME OGGI, CALENDA E RENZI HANNO PIù DEL TRIPLO DEI RARI VOTI DI FORZA MAFIA.

NEL 2024 SARANNO PRIMO PARTITO IN ITALIA.
QUESTI SONO GLI SFASCISTI FASCISTI.
E QUESTI SONO I MIGLIORI RISULTATI OTTENUTI DA CHI RAGLIA.
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