Tranquilli. Adesso ci pensano #selfini e #gigginocammorrista, travestiti da Zorro. E dire che @matteorenzi , insieme a @TeresaBellanova e @CarloCalenda ne hanno risolto 12 mila (DODICIMILA) di queste crisi aziendali.

Mercatone Uno, ancora un fallimento: 1.800 lavoratori fuori dai negozi

Punti vendita chiusi nottetempo, la rabbia dei sindacati: “E’ una vergogna, vogliamo risposte dal Mise”. Cinquantacinque i negozi interessati.

Mercatone Uno, ancora un fallimento: 1.800 lavoratori fuori dai negozi

MILANO - Fallimento scoperto via Facebook, negozi chiusi all’improvviso e 1.800 lavoratori sconvolti. La Filcams-Cgil di Reggio Emilia ha fatto sapere che Shernon Holding, la società che gestiva punti vendita di Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita.

Secondo la ricostruzione data dal sindacato, i lavoratori sono giunti a conoscenza del fallimento attraverso il passaparola sul social network, soltanto nella notte: “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”, ha spiegato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia. In una nota congiunta con Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, i sindacati hanno poi fatto sapere che “questa notte si è appreso che il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società e i direttori hanno comunicato ai lavoratori il divieto di accedere ai locali aziendali”. Risultato: saracinesche chiuse, nessuno ha potuto raggiungere il suo posto. “C’è un problema serio anche con la clientela – ha aggiunto Chierici – molta gente si è presentata stamattina nei punti vendita per ritirare merce sulla quale aveva già versato degli acconti nei giorni scorsi per migliaia di euro”.

https://www.repubblica.it/economia/miojob/lavoro/2019/05/25/news/mercatone_uno_fallimento_1800_lavoratori-227151656/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

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Promemoria per #salvinimmerda e i suoi babbei rimasti a votare le sue minchiate.

Prima gli svizzeri. Quando gli immigrati eravamo noi

Prima gli svizzeri. Quando gli immigrati eravamo noi
Luino, anni Settanta: trasbordo degli emigrati al confine italo-svizzero 

Un libro ricorda il primo referendum elvetico per cacciare gli italiani. Era il giugno del 1970. E un politico adottò lo slogan che oggi, rivisto e corretto, va così di moda

di Fabrizio Ravelli

ZURIGO. Quando i migranti eravamo noi vivevamo nelle baracche. Luciano Alban, arrivato da Montebelluna nel 1968, se le ricorda bene: «Baracche come ne ho viste poi solo a Dachau. Ci stavano gli stagionali, quelli che potevano restare solo nove mesi e non avevano il permesso di affittare una casa. E anche gli operai in difficoltà, quelli che invece nelle campagne stavano dai contadini». Baracche coi letti a castello, un cesso per cinquanta persone, il lavatoio in comune, fornelletti per cucinare, fili stesi per i panni. Ai margini delle città, vicino ai cantieri, lontano dai quartieri borghesi. Quando i migranti eravamo noi, c’era qualcuno che voleva cacciarci via, perché “prima gli svizzeri”. Ci fu un referendum nel 1970, lanciato da James Schwarzenbach, strana figura di intellettuale-scrittore-editore, aria da gentleman con gli occhialini d’oro, figlio di industriali proprietari della più grossa fabbrica tessile del mondo, allora.

Ci siamo abbastanza dimenticati di quando i migranti eravamo noi, quella memoria lì l’abbiamo cancellata. Eppure dal 1860 a oggi più di 30 milioni di italiani sono emigrati. Dal 1946 al 1968 in Svizzera ne arrivano due milioni. Prima i lombardi, poi i veneti e i friulani, e dai primi Sessanta l’ondata dal Sud. A metà dei Sessanta vivono in Svizzera 500 mila italiani. Sono arrivati coi treni stracarichi, con le valigie legate con lo spago, parlano quasi solo dialetto e spesso sono analfabeti. Nel film Pane e cioccolata con Nino Manfredi si vede un gruppo di clandestini che vive in un pollaio: è successo anche questo, nessuna esagerazione. Gli italiani sono venuti a fare i lavori pesanti, quelli che gli svizzeri non vogliono più fare. Lo stesso governo italiano, che nel 1948 ha siglato un accordo bilaterale con la Confederazione sul reclutamento di operai, li ha spinti verso il confine. Perché se ne andassero dall’Italia, che scoppiava di disoccupati. Alcide De Gasperi, nel 1949, invitò i meridionali a «partire verso le strade del mondo».

https://www.repubblica.it/venerdi/reportage/2019/05/24/news/svizzera_immigrati_italiani_referendum_concetto_vecchio_libro_cacciateli-226977475/?ref=RHRS-BH-I227104702-C6-P6-S1.6-T1
Quando mi parlano di grandi statisti e confrontano De Gasperi a Renzi, faccio notare che il primo, nel 1949, esortò i disoccupati italiani a emigrare, mentre Renzi ha creato milioni di NUOVI POSTI DI LAVORO QUI. @matteorenzi è il migliore di sempre.
Risultati immagini per matteo renzi
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Vedete come la Cia e la mafia di putin usano gli stessi sistemi per far fuori gli avversari’ FAKENEWS E BUFALE GIGANTESCHE, COME CONSIP ed Etruria contro Matteo Renzi.

Usa, video manipolati di Nancy Pelosi divulgati sui social con il contributo di Donald Trump

Usa, video manipolati di Nancy Pelosi divulgati sui social con il contributo di Donald Trump

Il fact checking del New York Times 

Schiaffo a Trump, giudice federale blocca parte della costruzione del muro con il Messico. Da sempre tesi i rapporti tra il presidente Usa e la presidente dem della Camera dei rappresentanti: opposta in particolare la loro visione sull’immigrazione e sulla libera vendita di armi

di ALBERTO CUSTODERO

Sempre più tesi i rapporti tra Donald Trump e Nancy Pelosi. Questa volta l’attacco del Tycoon alla sua avversaria democratica va sul personale. Il presidente americano ha condiviso sul proprio profilo Twitter un video che mostra un discorso della presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. “Balbetta durante una conferenza stampa”, ha scritto Trump condividendo il video della 79enne leader democratica.

Sta facendo molto discutere negli Stati Uniti anche un altro video condiviso su Twitter e poi rimosso da Rudolph W. Giuliani, avvocato personale di Trump, in cui sempre Pelosi balbetterebbe nel corso di una conferenza. “Cosa c’è che non va con Nancy Pelosi?”, ha commentato, sarcasticamente, Giuliani.

Usa, Trump condivide video in cui attacca Nancy Pelosi: “Ecco come balbetta”

https://www.repubblica.it/esteri/2019/05/25/news/usa_video_manipolati_di_nancy_pelosi_divulgati_su_facebook_e_twitter_con_il_contributo_di_donald_trump-227126830/?ref=RHPPBT-BH-I227126834-C4-P12-S1.4-T1

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Finora è cresciuto solo il convento diroccato che hai “comprato” con la banda della Magliana, #pisanu e il figlio di kossiga e ci è costato 12 miliardi di€, con la scusa della sicurezza del PdC, che faceva solo orge a base di minorenni e cocaina. Per il resto ci hai lasciato col culo per terra. Querelami che ridiamo.

Berlusconi: «La Sardegna può crescere solo se mi date fiducia»

Il leader di Forza Italia punta sulle Europee per rilanciare il suo partito: «Quando sarò nel Parlamento Ue difenderò le ragioni e gli interessi dei sardi» (Ma se non ti caga nessuno e ti hanno sempre riso in faccia, buffone?! Tu sei il bunga bunga e il cucù… In Europa vogliono statisti, come Renzi. Nota mia)

SASSARI. L’eloquio e la grinta sono quelli di sempre. Silvio Berlusconi scende di nuovo in campo. Ci mette la faccia (DA CULO. Nota mia) e si candida alle Europee. Spiega qual è la missione di Forza Italia in Europa e cosa può fare per l’isola.

di Luca Rojch

http://www.lanuovasardegna.it/regione/2019/05/23/news/l-isola-puo-crescere-solo-se-mi-date-fiducia-1.17824636
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Le ultime notizie sono martellate sulle palline del felpato: in tutta Europa i sovranisti – che dovevano vincere a mani basse – sono agli ultimi posti dove si è già votato e idem negli exit poll dove si vota oggi e domani.

Visto?

Elezioni Ue, gli exit poll in Olanda: ai partiti euroscettici 4 seggi ma non c’è l’exploit. I laburisti primo partito

dal nostro inviato PIETRO DEL RE

Geert Wilders, leader di Pvv, sul palco di Milano organizzato da Salvini lo scorso sabato (ap)
Urne chiuse nel Paese, il primo a votare insieme al Regno Unito per le europee. Ma da Londra non sono previsti exit poll fino domenica sera
AMSTERDAM - Contro ogni pronostico, sono i laburisti del PvdA i grandi vincitori del voto europeo che s’è svolto oggi in Olanda. Secondo un sondaggio Ipsos, pubblicato in largo anticipo rispetto alla data prevista di domenica prossima assieme a quelli degli altri membri dell’Unione, a loro andrebbero 5 seggi al Parlamento europeo.

https://www.repubblica.it/dossier/politica/elezioni-europee-2019-ue-23-26-maggio/2019/05/23/news/elezioni_europee_olanda_exit_poll-227010117/?ref=RHPPLF-BH-I227032358-C8-P5-S1.8-T1

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Ma che c’entra una nave militare con la carogna #salvini? Mica comanda lui la marina militare! BESTIE!

Vorrei vedere se ci fossero le vostre famiglie e i vostri bambini a bordo di un gommone sgonfio in mezzo al mare.

“Nave militare non interviene davanti ad un gommone che affonda carico di gente”

"Nave militare non interviene davanti ad un gommone che affonda carico di gente"

La denuncia della Sea Watch con un tweet. La risposta della Marina: “Eravamo a 80 chilometri, abbiamo inviato elicottero, li aveva già soccorsi motovedetta nave libica” (Per massacrarli un altro po’ e straviolentare di nuovo donne e bambine? Nota mia)

“La nave P492 Bettica della Marina militare italiana si trova vicino a un gommone in pericolo con circa 80 persone a bordo, ma non interviene. Il nostro aereo ha inviato un messaggio di Mayday Relay e ha confermato l’avvistamento di persone aggrappate a un tubolare sgonfio”.E’ il primo pomeriggio quando Sea Watch lancia l’allarme su Twitter chiedendo l’immediato intervento italiano prima che la barca affondi. E soprattutto prima dell’arrivo delle motovedette libiche, che già in mattinata avevano fermato due imbarcazioni con 200 migranti riportandoli in Libia.

Alle accuse della ong ribatte con un tweet la Marina militare italiana: “Avvistato natante in difficoltà da ONG Colibrì. Nave Bettica MarinaMilitare a 80km invia proprio elicottero in zona per supporto. Con elicottero in zona ha constatato avvenuto recupero migranti da motovedetta libica in zona Sar libica”.

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/05/23/news/_nave_militare_ferma_davanti_a_gommone_che_affonda_-227001334/
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Renzi ha sempre messo i migliori cervelli del mondo nei posti chiave e nemmeno uno di loro era renziano, questi mettono qualche loro servo incompetente per falsare numeri e dati. Questo serve all’Italia e a noi cittadini? Quanti danni ci fanno?

Quelle parole incaute dei vertici Inps e Istat

Siamo sicuri che un giorno le dichiarazioni di Blangiardo e Tridico non si trasformino in vere e proprie forzature sui numeri?

 Mentre il campanello d’allarme per il futuro dell’economia del nostro Paese assume le pericolose sembianze di una “sirena anti-aerea”, il commento di Gian Claudio Blangiardo – presidente dell’Istat vicino alla Lega – va in netta controtendenza e vede segnali di riscossa del nostro sistema produttivo. Usa parole dall’aspetto forse anacronistico, soprattutto se si considerano i numeri che il suo stesso Istituto ha diffuso circa 24 ore fa: ovvero previsioni nelle quali le prospettive di crescita italiane sono state drasticamente tagliate.

E soprattutto sembrano stonare se si accostano ai numeri diffusi oggi dall’Osservatorio mensile dell’Inps, che ha parlato di un forte aumento delle ore di cassa integrazione: +16% sul mese precedente e +30% su base annua.

Ma Blangiardo, l’uomo scelto dai gialloverdi e dagli ideali filo-leghisti, schiva tutte le analisi svolte dagli autorevoli istituti internazionali e parla di ripresa italiana, riallacciandosi forse al boom economico tanto sbandierato qualche mese fa dal vicepremier grillino.

Ci si avventura così in letture forzate, che per il momento appaiono piuttosto sconfessioni politiche (comunque gravi) nei confronti di quei numeri, oggettivi e inequivocabili, che invece parlano palesemente, e in maniera costante, di decrescita.

Ma attenzione. Siamo sicuri che un giorno quelle dichiarazioni non possano trasformarsi in vere e proprie forzature sui numeri, con conseguenti manovre delle analisi economiche? Non sarà certo il caso di un ente così autorevole come l’Istat, pieno di fior fiori di dirigenti e dipendenti rispettabilissimi, beninteso.

Si tratta in ogni caso di una domanda legittima – seppur provocatoria – che non vuole mettere in alcun modo in discussione l’autonomia dell’ente.

Una provocazione alla quale aggiungiamo, però, un altro elemento, ovvero il fatto che fino alle europee non si potrà più parlare di recessione. Per quale motivo? A causa del dato diffuso recentemente dall’Istat: un dato provvisorio sulla crescita (+0,2%) che ha fatto uscire momentaneamente l’Italia dalla recessione tecnica in cui eravamo piombati solo qualche mese fa. Siamo davvero sicuri che si tratti di una coincidenza e che l’Istat, quando il 31 maggio dovrà trasformare quel dato da provvisorio in definitivo, non ribasserà la stima? Staremo a vedere.

Ma non siamo certo gli unici a notare un eccessivo ottimismo (definiamolo così) da parte dell’Istituto di statistica e dell’ente previdenziale. Si veda ad esempiol’attacco del presidente del Consiglio di vigilanza dell’Inps, Guglielmo Loy, che in un’intervista rilasciata oggi a Repubblica attacca duramente il comportamento di Pasquale Tridico (il nuovo presidente dell’istituto pensionistico), accusandolo di rispondere a “logiche politiche”. Politicizza l’Istituto, è il succo del suo commento: “L’Inps non può essere un termometro della fibrillazione elettorale”, fa notare, sottolineando come l’ente non debba entrare nel merito dei provvedimenti che il governo propone e che il Parlamento approva.

Certo, una cosa appare evidente da tutto questo: quelle istituzioni, da oggi, non potranno più essere definite “sabotatrici inaffidabili” come accadeva un tempo, visto che è proprio lì che la maggioranza gialloverde ha piazzato le sue pedine.

Sarà bene, in futuro, che i vertici di istituzioni di garanzia osservino il massimo della prudenza nelle loro valutazioni.

https://www.democratica.com/focus/istat-inps-blangiardo-tridico-loy/?utm_source=onesignal&utm_medium=notifiche

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