RISORSE SALVINIANE. E siamo sempre lì: il 99% dei femminicidi e dei reati in generale che avvengono in Italia sono opera di ITALIANI! Gli stranieri studiano, lavorano e pagano e tasse. PUNTO.

Delitto di Valenza, un amico della donna confessa l’omicidio

È lui l’assassino di Ambra Pregnolato, 40 anni, trovata morta in casa dal marito.

Delitto di Valenza, un amico della donna confessa l'omicidio

Sono arrivate a una svolta nel giro di 24 ore le indagini sul misterioso delitto di Ambra Pregnolato, maestra d’asilo quarantenne, uccisa ieri nell’appartamento di Valenza in cui viveva con il marito e la figlia dodicenne. I carabinieri del comando provinciale di Alessandria, guidati da Michele Lorusso, nel pomeriggio hanno sottoposto a fermo un amico della donna, Michele Venturelli, 46 anni, che ha confessato l’omicidio. Si tratterebbe di un femminicidio:  la donna, di cui si era innamorato un anno fa, gli aveva detto di avere cambiato idea e di non volersi più separare dal marito per andare a vivere con lui. L’ha colpita con un martello che aveva nello zaino e più tardi ha cercato di uccidersi sotto un treno. Rimasto ferito, è in stato di fermo e piantonato all’ospedale di Alessandria.

Era stato il marito, orafo, a scoprire il cadavere della donna quando verso le 13 era tornato a casa per la pausa pranzo. La moglie era a terra, con profonde ferite al capo. Esclusa fin dall’inizio la rapina, le indagini si erano subito orientate verso le conoscenze della donna, sentendo come testimoni amici e familiari. Fino a quando, in mattinata, gli investigatori hanno imboccato una pista precisa e si sono recati in un appartamento di via Volta, che hanno perquisito minuziosamente per cercare prove del delitto. Ed è stato a quel punto che l’interrogatorio di uno degli amici della donna ha avuto una svolta determinante, che si è concluso con la confessione e il fermo.

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/01/25/news/delitto_di_valenza_fermato_un_amico_della_donna-246701807/?ref=RHRS-BH-I246702380-C6-P4-S1.6-T1

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Ma continuate pure a sottovalutare, a giustificare, a riderne, a definirle “goliardate”…

Goliardata uno: 

“Juden”: imbrattata la porta di casa del figlio di Lidia Rolfi, la testimone di Ravensbruck. Reazioni di sdegno. Presidio antifascista

https://www.lastampa.it/cuneo/2020/01/24/news/juden-e-la-stella-di-davide-imbrattata-la-porta-di-casa-di-aldo-rolfi-figlio-di-lidia-la-testimone-del-lager-di-ravensbruck-1.38375857

Goliardata due:

“”Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare“.

Goliardata tre: 

Risultati immagini per leggi razziali mussoliniRisultati immagini per leggi razziali mussoliniRisultati immagini per leggi razziali mussolini

Goliardata quattro: 

Risultati immagini per campi concentramento nazisti

 

FINE DELLE GOLIARDATE:

Risultati immagini per NAZISTI VINTI PRIGIONIERIRisultati immagini per NAZISTI VINTI PRIGIONIERIRisultati immagini per piazzale loretoRisultati immagini per piazzale loreto

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Ignoranti come zappe e smemorati come nessuno. Almeno leggessero e capissero questo sermone!

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare“.

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Ma queste merde se ne rendono conto o no che se continuano a tirare la corda e noi ci rompiamo i coglioni le piazze e i piazzali saranno pieni di prosciuttoni capovolti? E’ pericoloso scherzare col fuoco, caro #salvinimmerda. Buongiorno a tutti!

Mondovì, scrivono “Qui c’è un ebreo” sulla porta del figlio di una deportata

L’uomo aveva ricordato su un giornale locale la madre, Lidia Beccaria Rolfi, che era stata imprigionata a Ravensbruck come politica. Il sindaco: “Atto vergognoso”

di JACOPO RICCA

Mondovì, scrivono "Qui c'è un ebreo" sulla porta del figlio di una deportata
La scritta apparsa sulla porta dell’abitazione di Mondovì, nel Cuneese 

Una scritta antisemita è comparsa a Mondovì, in provincia di Cuneo, a poche ore dal Giorno della Memoria. Sulla porta dell’abitazione di Lidia Beccaria Rolfi, staffetta partigiana, deportata a Ravensbruck come politica, ma testimone dell’Olocausto, qualcuno ha pensato di vergare le parole “Juden hier”, qui abita un ebreo, e una stella di David come quelle usate dai nazisti per identificare gli ebrei. Una frase che riecheggia quelle usate dai nazisti durante i rastrellamenti, in Italia quanto in Germania, per deportare gli ebrei.

Nella casa di Lidia Rolfi, morta nel 1996, abita oggi il figlio che ha già sporto denuncia contro ignoti. “Ho attraversato questa porta molte volte. La scritta è apparsa oggi, dopo che Aldo è intervenuto su un giornale locale per ricordare sua madre. Al di là della patente ignoranza – Lidia è stata una deportata politica – è uno dei molti segnali che ci dovrebbero fare alzare la voce per ricordare a tutti che essere antifascisti è il primo dovere della memoria che abbiamo” commenta lo storico Bruno Maida che con Lidia Rolfi ha scirtto diversi libri sulla deportazione. “Mi sembra un gesto molto grave tanto più nella dimensione di Mondovì e per il ruolo di Lidia”.

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/01/24/news/mondovi_scrivono_qui_c_e_un_ebreo_sulla_porta_del_figlio_di_una_deportata-246567128/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

 

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Però nel Veneto, derubato, deturpato e devastato da #salvini, almeno in una cosa sono PRIMI: i morti per overdose.

L’ALLARME

Droga, Veneto primo in Italia per morti da overdose: «Peggio degli anni ‘80»

Nel 2019 già 25 casi mortali. Il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto: «Ora gli Stati generali per affrontare l’emergenza»

Spaccio di droga (foto d’archivio)
Spaccio di droga (foto d’archivio)

 

VENEZIA - «L’eroina è tornata prepotentemente sul mercato. I dati dei sequestri e dello spaccio sono strabilianti. E lo scenario che abbiamo davanti è peggiore di quello degli anni ’80 e il numero dei morti rischia di essere maggiore. Per questo organizzerò gli Stati generali sulla tossicodipendenza». Il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto non usa mezze misure e non intende stare alla finestra a guardare espandersi un fenomeno che è ormai vera emergenza.

 

 

 

L’emergenza

Quello cioè dell’aumento dei morti per overdose e del ritorno dell’eroina sulle piazze venete e in particolare veneziane. Per questo, da settimane, sta lavorando all’organizzazione di una serie di tavoli di confronto che coinvolgeranno tutti i protagonisti di quel mondo che Zappalorto include tra i confini «a monte e a valle del buco». Da chi cioè sulla strada, ogni giorno, contrasta lo spaccio e arresta i pusher, a chi sul piano sanitario e sociale si occupa di curare i tossicodipendenti e fare prevenzione. «Quello che abbiamo davanti è un quadro che ci ha riportato agli anni ’80 ma rischia di essere peggiore. L’eroina è ricomparsa in modo prepotente, con prezzi stracciati e una platea di clienti paragonabile a quella di trent’anni fa ma con un numero maggiore di morti determinato dal fatto che la sostanza è oggi molto più potente. Credo sia necessario organizzare una serie di conferenze che vedano impegnati tutti i soggetti coinvolti in questo fenomeno, dalle forze di polizia alla magistratura, dai SerD alle comunità al volontariato. È tempo di agire per arginare il fenomeno».

 

I dati e il summit sui servizi

Un lavoro che prevede una presa d’atto di quanto si sta già facendo ma anche nuove progettualità: «Dobbiamo capire se i servizi e le attività in atto sono sufficienti, o se invece servano nuove metodologie di intervento e nuovi attori». Una consapevolezza quella del Prefetto, confermata dai numeri. I dati recentemente diffusi dalla Direzione Centrale Antidroga del Ministero dell’Interno lasciano spazio a pochi dubbi: nel 2018 i morti per overdose in Italia sono stati 334 con un aumento del 12,84 per cento rispetto al 2017, e il Veneto con 36 decessi, insieme al Piemonte, è la prima regione per numero di vittime. Primato che rischia di mantenere anche per il 2019, dall’inizio dell’anno i morti per overdose sarebbero infatti già 25, 18 dei quali per eroina (fonte GeOverdose, portale che mappa la situazione sulla base di dati non certificati e che, per lo stesso periodo del 2018, registrava 15 decessi). A provocare il maggior numero di vittime l’eroina gialla o killer, con un principio attivo del 30 per cento, dieci volte quello dell’eroina tradizionale e per questo molto più pericolosa. Eroina che arriva in quantità sempre maggiori. In Veneto, dal gennaio al luglio scorso, le forze dell’ordine hanno sequestrato circa 289 chilogrammi di sostanze stupefacenti: 34 chili di eroina, 15 di cocaina, 228 di cannabis e hashish, 5 chili e 153 dosi di droghe sintetiche (fonte Direzione Centrale Servizi Antidroga).

 

Le sostanze killer

La preoccupazione è forte soprattutto per l’eroina gialla, droga che piace sempre di più per il prezzo ma anche per l’effetto potenziato. All’inizio a diffonderla è stata l’organizzazione dei nigeriani sgominata dalla polizia nel luglio 2018 a Mestre: «Ma eliminare quella banda non è bastato a sconfiggere il traffico – continua il prefetto -, perché ci sono altri attori che hanno preso il posto dei nigeriani e continuiamo purtroppo a registrare vittime». Dall’inizio dell’anno le operazioni antidroga in Veneto sono state 710 per un totale di 660 arresti e 346 denunce, 51 di soggetti minorenni. C’è poi tutto il fronte delle nuove droghe sintetiche, con produttori in grado di modificare le molecole delle sostanze non appena vengono tabellate. Droghe che si comprano anche su internet. «Questa è una delle preoccupazioni – conclude Zappalorto -, più grandi che le istituzioni devono avere per questo è necessario mettersi attorno a un tavolo e capire se c’è qualcosa in più che si può fare».

https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/19_agosto_24/droga-veneto-primo-italia-morti-overdose-peggio-anni-80-19808926-c632-11e9-9244-1c57f5139422.shtml
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Io ti rilancio anche oggi. La gente deve sapere anche la verità, ogni tanto.

Anna Paola Sanna

@annapaolasanna
Allora: la Regione Sardegna stanzia 99 milioni a favore delle cliniche private. Di cui 40 solo per le tre del gruppo Korian a Cagliari. Chi è il gruppo Korian? Una multinazionale che sta acquistando strutture sanitarie in tutta Europa (MASSONERIA INTERNAZIONALE. Nota mia). Perché così funziona: prima gli italiani.
Anna Paola Sanna

@annapaolasanna
·

In risposta a

Forse non tutti sanno che ci sono zone in Sardegna dove mancano anche le Asl.
i
Salvatore Bruno
@TobrukBruno
·

In risposta a

E a noi pediatri di famiglia, non ci vogliono pagare i bilanci di salute e le prestazioni extra, perchè dalla Regione dicono che hanno finito i soldi. Però i milioni per la sanità privata a quanto pare li hanno trovati. Bravi i sardi ad avere votato un branco di sciacalli.
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Pessima notizia. Che tu possa continuare a far ridere gli altri Astri col tuo Genio assoluto, Maestro. R.I.P.

È morto Terry Jones, fondatore dei Monty Python

È morto Terry Jones, fondatore dei Monty Python
(afp)

Ha diretto tre dei film del gruppo umoristico inglese tra cui il cult ‘Il senso della vita’. Gli amici Terry Gilliam: “Era un ragazzaccio e ci mancherà”, John Cleese: “un uomo con così tanti talenti svanito delicatamente”, Michael Palin: “la compagnia più calorosa che si potesse avere”.

È morto l’attore e regista britannico Terry Jones. L’annuncio lo ha dato la famiglia: “Il suo lavoro con i Monty Python, i suoi libri, le sue trasmissioni televisive e le sue poesie vivranno per sempre” hanno scritto. Tra i membri fondatori dei Monty Python, aveva 77 anni, dal 2016 soffriva di demenza che gli aveva fatto perdere l’uso del linguaggio. Anche regista ha diretto tre dei film del gruppo umoristico inglese tra cui Monty Python e il Sacro Graal (insieme a Terry Gilliam), Brian di Nazareth Monty Python – Il senso della vita.

https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2020/01/22/news/e_morto_terry_jones_fondatore_dei_monty_python-246398056/?ref=RHPPBT-VZ-I246399895-C4-P9-S1.4-T1

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