Lotta al regime del dittatorello

La protesta contro la mancanza di spazi informativi adeguati
in vista delle elezioni. “Rimarremo finché non avremo risposte”
Europee, Bonino occupa studi Rai
“Non rispetta le delibere Agcom”

ROMA – Emma Bonino occupa gli studi della Rai. Il gesto di protesta arriva nel giorno della festa della Repubblica, ed è l’ultimo, dopo una serie di richiami e appelli ai vertici dell’azienda pubblica di informazione radiotelevisiva perché siano concessi spazi adeguati in tv anche ai “piccoli” in corsa per le europee. E, avverte Bonino, non deve essere interpretato come una protesta radicale per avere visibilità in tv, perché in ballo c’è dell’altro, e si tratta di “qualcosa di più grave e serio”.

Il blitz pacifico è avvenuto oggi, al termine della registrazione dello spazio di comunicazione politica, realizzato alle 13 a Saxa Rubra, quando la capolista della Lista Bonino-Pannella alle Europee, in sciopero totale della fame e della sete dalla mezzanotte, ha comunicato al personale Rai presente la sua decisione di occupare in modo non violento lo studio. Insieme a lei, Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nel Pd, membro della Vigilanza Rai.

“Alla fine dell’intervista registrata, abbiamo informato il personale che intendevamo rimanere in attesa di una qualche risposta”, spiega Bonino per telefono a Repubblica.it. Dal 23 maggio, continua, l’Autorità garante delle comunicazioni ha chiesto un riequilibrio degli spazi informativi. E non è successo nulla, “neppure dopo il telegramma inviato dal presidente della Commissione Vigilanza Sergio Zavoli, che chiedeva un rapporto”. Da qui, l’occupazione in attesa di risposte. “Noi intendiamo sapere se per l’azienda pubblica, l’Autorità garante o perfino il monito del presidente della Repubblica, che ha parlato nei giorni scorsi di un diritto all’informazione dei cittadini leso, sono carta straccia”, continua Bonino.

Lo sciopero della sete è stato iniziato insieme a ormai 50 tra parlamentari, dirigenti e militanti radicali, per chiedere conto alla Rai proprio del mancato rispetto delle delibere dell’Autorità garante per le comunicazioni. “Nonostante l’intervento del presidente Zavoli, i vertici della Rai sembrano voler continuare nella vera e propria truffa compiuta ai danni dei cittadini italiani, del loro diritto a essere informati”, denuncia una nota dei radicali.

“Da nonviolenti gandhiani, non intendiamo restare inerti, né tollerare che sia perfezionato il sequestro di conoscenza e di legalità in atto. Mentre ci prepariamo in queste ore a nuove azioni legali, anche sul versante della giustizia penale, ho deciso di non abbandonare gli studi della Rai, di non lasciare la sede di questa azienda fino a quando non saranno realizzate – ripeto, ‘realizzate’, non genericamente garantite, magari ‘a babbo morto’ per dopo le elezioni – azioni di immediata riparazione e interruzione dell’attentato ai diritti civili e politici dei cittadini”, spiega ancora l’onorevole Bonino.

E, diffidando preventivamente fin d’ora chi vorrà parlare di protesta radicale per la visibilità in tv, si augura “che i ‘grossi’ leader politici di questo paese non vorranno continuare ad essere protagonisti e complici di quanto sta accadendo. Per quanto ci riguarda, continuiamo a dar corpo a una sete di verità e legalità che è, sempre più, anche quella del popolo italiano”.

Nei giorni scorsi i radicali, insieme ad esponenti della Lista Comunista, di Sinistra e Libertà e de La Destra, avevano già mandato una lettera a Zavoli, all’ufficio di presidenza della commissione stessa, al presidente e al direttore generale della Rai, unendo le loro forze per chiedere che gli spazi di comunicazione politica in vista del voto delle europee fossero moltiplicati e che l’azienda concessionaria del servizio pubblico intervenisse con la massima urgenza per garantire “almeno parzialmente” il diritto dei cittadini a essere informati e dunque “la democraticità delle elezioni stesse”. Ora, dice Emma Bonino, l’occupazione pacifica della Rai continuerà finché non ci saranno risposte: “Siamo pazienti e determinati”.

emma

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