Politica e clan arresti eccellenti indagato generale dei carabinieri Inquisito anche l’alto ufficiale dell’Arma (ora in pensione) Domenico Cagnazzo. L’accusa: rivelazione di segreto d’ufficio

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Parma, arresti travolgono giunta: il sindaco si dimette. ERA ORA! Crolla tutto il castello.

Parma, arresti travolgono
giunta: il sindaco si dimette

pietro vignali sindaco centro destra parma
Il Pdl ritira il suo appoggio alla giunta dell’ex astro nascente Pietro Vignali. Che si dimette. Comune travolto dai nuovi arresti dopo quelli di giugno.
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Salute e grano! Voto di scambio nel Pdl, altri 12 arresti. Questi NON HANNO MAI VINTO!

‘Ndrangheta e voto di scambio
Tra i 12 arresti un consigliere Pdl
In manette anche 4 candidati del centrodestra

Inchiesta a Reggio Calabria per associazione mafiosa e corruzione elettorale aggravata. Nel mirino il presunto condizionamento esercitato dalla cosca Pelle di San Luca in occasione delle ultime elezioni. Tra gli arrestati Santi Zappalà (foto), del Popolo delle libertà, Antonio Manti, Pietro Nucera, Liliana Aiello e Francesco Iaria

b-manette

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Morti bianche, sei arresti a Capua tra gli ispettori Asl°°° Era ora!

Morti bianche, sei arresti
a Capua tra gli ispettori Asl

Arrestati 6 dipendenti della Asl nel Casertano. Alcuni avevano svolto ispezioni presso l’azienda dove, l’11 settembre, morirono i tre operai
http://www.unita.it/news/italia/103675/morti_bianche_sei_arresti_a_capua_tra_gli_ispettori_asl

°°°  Ecco un ennesimo esempio deteriore del lassismo, del menefreghismo, e della malavita promozionati dal presidente del consiglio in persona e dalle sue cricche. ASSASSINI!

LAVORATORIIIIIIIIII… PRRRRRRRRRRRRRRR!

sordi.lavoratorii

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Le cazzate di maroni sugli arresti di mafia: continua ad appropriarsi dei meriti dei MAGISTRATI!

Amici, ne ho già parlato altre volte… ma questi cialtroni del regime insistono!  Soltanto i decerebrati della lega e le scimmiette senza speranza della destra italiota possono credere alla panzana che gli arresti di mafia sono opera di questo governicchio. Chiunque abbia il numero necessario di neuroni funzionanti capisce benissimo che ogni arresto è frutto di anni e anni di indagini. E tutti noi umani sappiamo benissimo in che stato misero e precario sono costretti a lavorare i magistrati eroici che non hanno venduto il culo al mafionano: uffici semideserti e senza mezzi, tagli su tagli alle risorse, poliziotti e carabinieri penalizzati anch’essi dai tagli DI QUESTO GOVERNICCHIO! e quindi demotivati e avviliti. E’ una verità così semplice… Il merito della lotta allemafie è

ESCLUSIVAMENTE

merito dei magistrati e delle forze dell’ordine a loro fedeli. Punto.

B.giustizia

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Salute e grano! La scimmietta, siòr siòri…

A Vibo Valentia un’operazione contro la ‘ndrangheta ha portato a 14 arresti. A tutti quelli che sostengono che il nostro premier sia legato in qualche modo alla malavita rispondo: contate quanti son stati gli arresti di mafiosi e
malavitosi con questo governo. Solamente dopo aver contato a lungo vi renderete conto delle fesserie che molti giornali ogni giorno scrivono o
“lasciano intendere”.
Un lettore

°°° Esimia testa di cazzo, i giornali liberi lasciano intendere e certificano soltanto la verità: e cioè che il tuo premier èlegato mani e piedi alle mafie da tutta lasua miserabile esistenza. Ci spieghi chi, precisamente, nel governicchio ha ordinato o eseguito gli arresti? Non te lo ha detto mammina che le indagini e gli arresti li hanno sempre fatti i magistrati – alla faccia di Berlusconi e della sua cosca di regime e alla faccia dei miseri mezzi che gli hanno lasciato –  e con  le scarse forze dell’ordine  di cui dispongono i Pm e leProcure? No, vero? Forse mammina è ancora più stronza di te…

FATTI  MENO  PIPPE,  CICCIO, E  PROVA AD USARE IL CERVELLO.

masturbazione

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Tanto fumo, pochi arresti

L’indagine di Bari

Il pusher smentisce Tarantini:

in Sardegna mezzo chilo di coca

Isolamento in carcere, domani l’udienza

Da uno dei nostri inviati Fiorenza Sarzanini (Corriere.it)

Alpini

BARI — C’era almeno mezzo chi­lo di cocaina nella cassaforte di Gianpaolo Tarantini durante la va­canza in Sardegna. A smentire l’im­prenditore, che aveva parlato di «50, 70 grammi» è stato Nico, il «pusher», durante un interrogato­rio avvenuto qualche giorno fa. Su­bito dopo i pubblici ministeri han­no firmato il provvedimento di fer­mo contro l’imprenditore finito in manette venerdì mattina subito do­po essere atterrato a Bari con un ae­reo proveniente da Roma. Gli con­testano le bugie raccontate, ma lo accusano anche di voler «inquina­re le prove avvicinando testimoni e rilasciando alla stampa dichiara­zioni allarmistiche». Tarantini rimane in isolamento in carcere e attende l’udienza da­vanti al giudice che è stata fissata per domani mattina. «È tranquillo, combattivo — assicura il suo avvo­cato Nicola Quaranta — certo di po­ter dimostrare di aver sempre avu­to una condotta leale e collaborati­va con i magistrati».
E poi torna a smentire che il suo cliente avesse intenzione di lasciare l’Italia. «Non è vero che volessi andare in Tuni­sia o altrove», fa sapere Tarantini attraverso il legale. Una tesi che l’ac­cusa cercherà di smontare deposi­tando la relazione della Guardia di Finanza in cui si parla «della vacan­za che dal 25 al 31 maggio scorso l’imprenditore ha fatto con la mo­glie e le due figlie in un villaggio turistico di Djerba e della sua inten­zione di voler trasferire nel Paese nordafricano il centro logistico del­le sue attività». Il documento elenca anche le di­chiarazioni rilasciate alla stampa da Tarantini e in particolare cita quella in cui manifestò «timore per la mia vita e per quella dei miei fa­miliari ». Secondo gli investigatori in questo modo «l’indagato voleva attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla propria persona e poi inquinare le prove», cercando di convincere testimoni e coindaga­ti a modificare le affermazioni già rilasciate davanti agli inquirenti. Elemento forte dell’accusa è an­che il verbale di uno dei suoi due fornitori di fiducia, Nico. Il 27 lu­glio raccontò al magistrato di aver acquistato in diverse circostanze a Bari e portato in Sardegna «50-70 grammi di cocaina ed un quantitati­vo inferiore di Md», droga sinteti­ca che ha lo stesso effetto dell’ec­stasy. I finanzieri non hanno mai creduto a questa tesi, anche perché le intercettazioni telefoniche evi­denziavano come gli abitanti della villa rifornissero abbondantemen­te tutti gli ospiti. E qualche giorno fa il «pusher» ha confermato: «Io gli diedi almeno mezzo chilo di co­caina ».

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