Quei giovani fuori dal bar stazioni di una vita precaria°°° Sono i moderni abbeveratoi.

Ma qui in Sardegna sono almeno il 70% e la cosa brutta è che non hanno titoli di studio, specializzazioni, un mestiere! Ma guai a dirglielo: sono arroganti, come tutti gli esseri stupidi e ignoranti, campano alle spalle dei genitori o spacciano e si ubriacano a manetta. E bestie se vanno in campagna a zappare! Più che precari sono inutili e dannosi. Dove abito io, in Barbagia, ci sono decine di questi contenitori di pessima  birra locale e le teste vuote e tutti hanno la macchina e tutti corrono e rompono i coglioni con gli stereo a palla anche alle due del mattino, con pessima musichetta stupida come loro. E guai a rimproverarli o a cercare di farli ragionare, spronandoli a fare qualcosa di costruttivo: ti bruciano la macchina alle 4 del mattino, come hanno fatto a me. E non voglio sentire la cazzata che qui non c’è lavoro… NON C’è UN CAZZO E QUINDI E’ TUTTO DA FARE. TUTTO! E’ la voglia di lavorare che non c’è… Qui vedi solo settantenni, ottantenni, novantenni a lavorare gli orti. Mai visto uno di questi coglioni che si spacciano per giovani, ma sono morti dentro e fuori.

disperazione

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LA MACCHINA DEL FANGO DEL RIDICOLO CAUDILLO

Chi tocca i fili muore

MASSIMO GIANNINI
Dopo un brevissimo periodo di tregua, le macchine del fango del presidente del Consiglio hanno ricominciato a fulminare chiunque si azzardi a criticare, a obiettare, a dissentire. Il caso più eclatante è quello di Emma Marcegaglia 1. Domenica sera, sulla poltrona di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, il presidente di Confindustria si è limitata a certificare l’ovvio: “Da sei mesi a questa parte l’azione dell’esecutivo non è sufficiente”. Un giudizio fin troppo generoso, persino paludato. L’ultimo provvedimento “qualificante” (ammesso che lo si voglia considerare tale) transitato per il Consiglio dei ministri, è stato la Legge di Stabilità. Data del varo: 28 maggio 2010. Da allora encefalogramma piatto. L’azione di governo non è stata “insufficiente”, come sostiene la Marcegaglia. È stata nulla, se si esclude il frenetico ma inutile lavorio intorno ai decreti attuativi del federalismo, che ancora non hanno ottenuto il via libera dei comuni.

Ma al leader degli industriali verrebbe da chiedere: prima degli ultimi sei mesi cos’altro ha fatto di buono il governo Berlusconi? Siamo ancora fermi al giudizio positivo sulla tremontiana “tenuta dei conti pubblici”? La tenuta c’è stata. Ma accontentarsi è davvero ridicolo per una borghesia produttiva che vuole essere l’avanguardia della modernizzazione: dalla crisi del 2007 il mondo è cambiato, e noi abbiamo
avuto l’unico merito di restare fermi, mentre i

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Quando è nata la macchina del fango del mafionano di Hardcore

La differenza tra inchieste e depistaggi. Il caso Telekom Serbia. La vicenda di Igor Marini fu così esplicita nelle sue connessioni, che Fassino disse apertamente: il suo burattinaio è a Palazzo Chigi. L’allora direttore del Giornale, Belpietro, sostiene che è stata Repubblica a creare il caso. Ma c’è un imbroglio: gli affari Telekom Serbia sono due

di GIUSEPPE D’AVANZO

MOLTO opportunamente Maurizio Belpietro, direttore del giornale della famiglia Berlusconi dal 2001 al 2007, ricorda l’affaire Telekom Serbia dalle colonne del quotidiano che dirige ora. Muove a ragion veduta perché, se la politica si fa scandalo mediatico, character assassination dell’avversario politico con dossier cucinati nella macchina del fango pilotata dal tycoon-premier, torna utile nominare quel “caso” che può essere definito il più assordante dossieraggio criminale della recente storia d’Italia.

Naturalmente, Belpietro evoca quello scandalo non per chiarire, ma per confondere. Non per

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Tornato sono e abbracciato vi ho

Amici, sono molto felice. E’ tornata Melina e ho riabbracciato la mia figlia maggiore, Marybel, che non vedevo da due anni. Grande mangiata di cozze crude (che mi son fatto portare di mattina ed ho messo a bere in acqua di fonte e sale marino) , perfette.  Ora usciamo a respirare ginepro e lavanda qui intorno e poi a nanna. Troppe curve e troppe ore in macchina.

orsetti

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