Tarantini si sacrifica in cambio di cosa? Burlesquoni continua a corrompere e scappare dai suoi reati.

Caso escort, il regalo di Tarantini a B. Con il rito abbreviato niente ragazze in aula

Non sarà come il processo Ruby che vede sfilare in aula ogni settimana le fanciulle ospiti delle cene eleganti ad Arcore. A poche settimane dalle ormai inevitabili elezioni in dono al Cavaliere arriva l’aiuto di un vecchio amico ed ex ufficiale procacciatore di prostitute. L’avvocato dell’imprenditore però smentisce: “Non è stato ancora deciso”.

Caso escort, il regalo di Tarantini a B. Con il rito abbreviato niente ragazze in aula

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/08/caso-escort-regalo-di-tarantini-a-berlusconi-con-rito-abbreviato-niente-ragazze/439739/

 

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Esistono testimoni non pagati da B? No, certo, non per la difesa delirante.

Processo Ruby, le Olgettine: “Silvio ci dà ancora 2500 euro al mese”

Silvio Berlusconi continua a pagare le ragazze delle “cene eleganti” di Arcore. Elisa To, Aris Espinoza, Ioana Visan, tre delle ragazze ospiti delle serate parlano come testimoni al processo in corso a Milano. E raccontano anche di bonifici che continuano a ricevere dal Cavaliere: “Silvio Berlusconi dava un aiuto allora e ce la dà anche adesso”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/09/processo-ruby-testimone-silvio-mi-da-ancora-2500-euro-al-mese/408596/

 

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Don Gallo, il prete che dovrebbe essere papa, dice le cose che ho scritto giorni fa.

“Il matrimonio era la forma giuridica al tempo dei padri costituenti, ma non è assolutamente la forma naturale dell’unione. E allora quando c’erano la poligamia e la bigamia?”

gallo interna

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/07/matrimoni-gay-don-gallo-bindi-sbaglia/346196/

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Il nano compra testimoni versando al padre di due zoccole. “E’ brutto che si spettegoli su delle zoccole e sui loro genitori magnaccia.”

Procura di Milano: da Berlusconi 127mila euro a Nicole Minetti, Imma ed Eleonora De Vivo

I movimenti bancari, risalenti a qualche mese fa, sono stati segnalati dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif) ai magistrati, che hanno acquisito tutta la documentazione, inserendola nelle “indagini suppletive” notificate ai difensori dell’ex premier (processo Ruby) e di Lele Mora, Emilio Fede e dell’ex igienista dentale del Cavaliere

Le gemelle Eleonora e Imma De Vivo
Pochi mesi fa Silvio Berlusconi ha versato 127mila euro in quattro bonifici a Nicole Minetti, Imma ed Eleonora De Vivo, tre delle partecipanti alle cene eleganti del Cavaliere, ma soprattutto tutte testimoni nel processo sul Ruby Gate e il Bunga Bunga. In questo procedimento, l’ex presidente del Consiglio è imputato di prostituzione minorile per i rapporti con la minorenne Karima el Mahroug e di concussione per le telefonate alla Questura milanese la notte del 27 maggio 2010, in cui il premier aveva chiesto di affidare la ragazza marocchina alla consigliere regionale Nicole Minetti.I movimenti bancari sono stati segnalati dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif) alla Procura della Repubblica di Milano, che ha acquisito tutta la documentazione, inserendola nelle “indagini suppletive” notificate dai pm Ilda Boccassini e Antonio Sangermanoai difensori di Berlusconi (processo Ruby) e di Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede, gli ultimi tre imputati di favoreggiamento alla prostituzione per le “serate eleganti” nella villa di Berlusconi ad Arcore.

Per quanto riguarda i bonifici bancari ‘incriminati, tra ottobre e novembre scorso Nicole Minettiha incassato sul suo conto corrente presso Banca Intesa due versamenti, rispettivamente di 15mila e 40mila euro (‘prestito infruttifero’ la prima causale, nessuna specificazione per la seconda somma), provenienti dal conto di Silvio Berlusconi presso il Monte dei Paschi di Siena. Quelli alla sua ex igienista mentale, però, non sono gli unici versamenti contestati all’ex capo del Governo: a luglio e ottobre scorso, infatti, ha versato in due tranches 72mila euro – giustificando la somma come ‘regalìa – sul conto di Enzo De Vivo (padre delle gemelle Eleonora e Imma, ndr) presso la filiale napoletana della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza. Lo stesso Enzo De Vivo, interrogato il 5 aprile scorso da Ilda Boccassini, ha confermato di aver ricevuto quei soldi proprio da Silvio Berlusconi: i 72mila euro non erano per lui, ma per le sue figlie, che avevano fatto versare la somma sul conto del genitore per ‘evitare pettegolezzi’.

°°°Mi sembra giusto. è brutto che si spettegoli su delle zoccole e sui loro genitori magnaccia.
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Chiesto rinvio a giudizio per Fede, Mora, Minetti

Chiesto rinvio a giudizio per Fede, Mora, Minetti
L’ex di Nicole: “Ha mentito, l’ho mollata”

Per il direttore del Tg4, per la consigliera regionale Pdl e per l’impresario la Procura di Milano ha chiesto il processo per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile: “Bordello come sistema strutturato per fornire ragazze disponibili”. Nessuno dei tre si è presentato in aula. Chiara Danese e Ambra Battilani, che erano a una festa ad Arcore, parte civile

Chiesto rinvio a giudizio per Fede, Mora, Minetti L'ex di Nicole: "Ha mentito, l'ho mollata"

MILANO – Il procuratore aggiunto Pietro Forno e il pm Antonio Sangermano, nel corso dell’udienza preliminare iniziata stamani, hanno chiesto al gup Maria Grazia Domanico di rinviare a giudizio Lele Mora, Nicole Minetti e Emilio Fede imputati per il caso Ruby. Per il direttore del Tg4, la consigliera regionale del Pdl in Lombardia e l’agente di

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B. e le minorenni: Le farfalline di Iris spaventano “papinonno”Silvio.

Le farfalline di Iris
spaventano Silvio

di Claudia Fusani

iris berardi 4

Nuove intercettazioni. Nuove letture sui dettagli di come veniva organizzato il giro delle feste di Arcore: reclutamenti delle ragazze, ingaggi dell’harem , premi, regali e ricompense per le ospiti del sultano. Saranno depositate in settimana, al più tardi all’inizio della prossima. Roba che al confronto le 800 pagine che costituiscono lo stralcio del Rubygate in cui è imputato il Cavaliere con l’accusa di concussione e prostituzione minorile sembreranno dettagli irrisori.

Anche per questo il Presidente del Consiglio non perde occasione per attaccare giornali e magistrati e brandire l’arma del bavaglio (stop alle intercettazioni) contro chi lo “spia”. La procura di Milano deciderà oggi come procedere con il filone principale dell’inchiesta, quello in cui sono indagati il direttore del Tg4 Emilio Fede, l’impresario delle starlette Lele Mora e il consigliere regionale Nicole MInetti per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. In procura sembra prevalare l’impostazione per cui si procederà all’avviso di chiusura indagini per i tre principali indagati (possibile l’archiviazione per i due indagati minori), l’atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Per il filone madre dell’inchiesta, aperto in settembre, si procederà con rito ordinario – deposito, udienza preliminare – con tutto quello che ne consegue per la pubblicità degli atti che diventano – in base alla legge – divulgabili. Gli annunci e i vittimismi del premier suonano quindi come azioni preventive per distogliere l’attenzione dal vero problema: la miseria di un giro di prostituzione organizzato in favore di un capo del governo che combatte la prostituzione nelle strade ma la favorisce in casa sua.

Dalle carte, intanto, si definisce sempre di più la lista dei regali e delle ricompense per le preferite del premier: soldi, case, Mini e Smart, abiti e gioielli. A casa di Iris Berardi, l’altra minorenne brasiliana ammessa all’harem, sono stati sequestrati, oltre le migliaia di euro, 7 collier, 12 anelli, 15 bracciali «tutti – ha detto Iris – omaggi del premier per le mie partecipazioni e feste e ricevimenti». Spesso quei gioielli sono decorati con farfalline di brillanti e pietre preziose. E’ il ciondolo preferito da Berlusconi. Lo raccontò per prima Noemi Letizia. Era l’aprile 2009. Era già tutto scritto, due anni fa.

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Quel tentato blitz ad personam già in Ottobre: “A Monza i reati di prostituzione”°°°FLOP!

Quel tentato blitz ad personam
“A Monza i reati di prostituzione”

A ottobre il centrodestra aveva varato in Senato l’ennesima legge per blindare il premier sul caso Ruby e strappare la competenza a Milano. La norma saltata alla Camera dopo le proteste della polizia postale e della Bongiorno

di PIERO COLAPRICO e LIANA MILELLA
ROMA – L’uovo di Colombo. Un magico, salvifico emendamento ad personam per tirar fuori dai guai il Cavaliere spunta anche nel caso Ruby. Ciao ciao a Boccassini, Forno, Sangermano. Addio alla “famigerata” procura di Milano. Benvenuta quella di Monza.

Dove, ipotizzano le menti giuridiche del premier – che tra settembre e ottobre 2010 molto hanno appreso dell’inchiesta in corso su Ruby – non ci potrà essere la stessa acredine verso il premier. Detto fatto.
Quale miglior “uovo” della convenzione di Lanzarote, grande isola delle Canarie? Là nel 2007 è stata firmata un’intesa europea per proteggere i minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale. Le leggi di ratifica non hanno mai grande appeal mediatico. Vecchio del 23 marzo 2009, firmato da Frattini, Alfano e Carfagna, il ddl è passato alla Camera il 19 gennaio 2010. Non se lo fila nessuno, ma a ottobre ecco un balzo avanti: l’”uovo di Lanzarote” entra nel lungo elenco delle leggi a misura di Berlusconi. Roberto Centaro, senatore pidiellino, fa una piccola ma significativa modifica: un emendamento che trasferisce i reati di pedopornografia e prostituzione minorile dalla competenza delle grandi procure (le direzioni distrettuali antimafia: e a Milano il capo è Ilda Boccassini) alle piccole procure come Monza (le circondariali).

Centaro sostiene che “Ruby non c’entra niente”. Lo fece, spiega ieri a Repubblica, perché s’accorse che le “procurine” indagavano di più, mentre le grandi erano oberate di lavoro. Fatto sta che quella

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