Questi ladroni destronzi non credono al santo finché non vedono il miracolo.

Pacco bomba esplode
all’Agenzia delle Entrate

Un pacco bomba è esploso all’Agenzia delle entrate in via Andrea Millevoi

Pacco bomba esplode all'Agenzia delle Entrate Via Ajaccio, dove martedì è stato trovato un ordigno

Un pacco bomba, nascosto in un plico postale da poco recapitato,  è esploso all’Agenzia romana delle entrate in via Andrea Millevoi 10, in zona Ardeatino. Il direttore, al quale l’involucro era indirizzato, è rimasto ferito a una mano. Indaga la Digos e nella sede ci sono gli artificieri.

Martedì mattina in via Ajaccio, a pochi metri dalla sede dell’università Luiss, era stato ritrovato nascosto presso un’auto un ordigno confezionato con gelatina da cave.

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Cicchitto il santo, Aracu la mammoletta

L’inchiesta a Pescara parte dal memoriale dell’ex moglie del parlamentare Pdl Aracu
Che denuncia: “Vicenda nata dall’odio di questa donna, vuole distruggermi”
Cicchitto indagato per ricettazione
L’accusa: “Prese soldi per una candidatura”
Le rivelazioni dell’Espresso. “Sono indignato, querelo tutti, piena fiducia nella magistratura”

°°° Non mi fido. Se Cicchitto si è rivolto ad avvocati del posto… immagino già a che giro appartengano. Non sarebbe così “sportivo” e fiducioso nella giustizia, altrimenti.

I GIUDICI LOCALI SARANNO COME QUESTO POLIZIOTTO?

“No, capo, qui non vedo niente di sospetto…”

poliziotto sveglio

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La sindrome del maschio

di CHIARA SARACENO

“Non sono un santo”, ha dichiarato Berlusconi, meritandosi i titoli di apertura di tutti i giornali. È davvero una ammissione di colpevolezza, una assunzione di responsabilità rispetto al pericolo serio in cui ha messo la sicurezza dello stato con i suoi comportamenti a dir poco sventati, e rispetto alle menzogne profuse con generosità al paese?

Persino gli ambienti della Santa Sede sembrano aver accolto con benevolo favore questa ammissione, mostrando ancora una volta quanta real politik ci sia nell’atteggiamento della gerarchia cattolica nei confronti dei politici italiani. Pronta a chiudere non uno, ma due occhi di fronte alle nefandezze comportamentali, purché (verrebbe da dire, in cambio) sia assicurato il mantenimento e l’approvazione delle norme che le stanno a cuore, anche se contro il principio di sovranità dello stato e di rispetto della libertà dei cittadini. Viceversa pronta ad attaccare violentemente i politici, specie se cattolici, che tentano di trovare ragionevoli equilibri normativi tra le diverse opzioni valoriali. Ne sanno qualche cosa Prodi e Bindi.

In realtà a me sembra che, con la solita furbizia e tempismo, Berlusconi abbia semplicemente detto, strizzando l’occhio alla platea di cittadini maschi, ma anche di un bel po’ di donne: sono uno come voi, solo più fortunato e più potente. Sono un “maschio vero”, e per questo potenzialmente incontenibile e incontinente. A differenza di voi, mi posso permettere tutte le donne giovani e carine (e disponibili) che voglio, perché le posso pagare sia direttamente sia utilizzando risorse pubbliche (posti di lavoro, candidature in parlamento, ministeri). Per questo ci sono schiere di “belle figliole”, anche non necessariamente già professioniste del ramo, disposte ad accettare un mio invito, anche con il consenso dei genitori.

Questo tipo specifico di “non santità”, in effetti, è la realizzazione dei sogni più o meno inconfessati molti maschi italiani (anche russi, a leggere la Komsomolskaia Pravda) – a prescindere dal colore politico. E lusinga tutte quelle donne giovani e meno giovani che perdono la testa per gli uomini forti e potenti. E sono disponibili, come le mamme degli stupratori, a trovare loro ogni tipo di scusante, compresa la cattiveria femminile. O le donne che, più cinicamente, hanno deciso di fare del proprio corpo e della propria sessualità il proprio strumento di lavoro, o di accesso al lavoro, in una società dove abbondano i maschi guardoni e segretamente mandrilli. Una società che sembra avere della sessualità una concezione sfruttatoria, coattiva e ripetitiva, svincolata da ogni dimensione relazionale, mortalmente triste. Molte donne italiane sono soffocate e umiliate da questa situazione e si ribellano. Ma non si sentono uomini ribellarsi a questa immagine della maschilità e dei rapporti uomo-donna che suggerisce.

E’ questa complicità sotterranea di una parte grande della società italiana che permette a Berlusconi la sfrontatezza che conosciamo e a cui si è rivolto con quella banale, ma furba, ammissione. Una complicità, verrebbe da dire, a tutto campo, che riguarda le sue imprese sessuali con corollario di scambio sesso-potere, ma anche i vari conflitti di interesse e le imprese finanziarie non sempre limpide. Del resto, che cosa ci si può aspettare in un paese che approva solennemente codici etici quando basterebbe fare rispettare il codice civile e penale? Ovvero dove non imbrogliare assurge a dimensione etica alta e non è il normale atteggiamento che ci si deve attendere nei rapporti commerciali e non? Se Berlusconi è un problema per la nostra democrazia, lo è ancora di più la complicità di larga parte della società civile, con il benevolo silenzio-assenso della gerarchia cattolica.

°°° Un’analisi lucida e, secondo me, anche troppo pacata. La volgarità dell’essere viscido e delinquente di cui parliamo, i danni catastrofici che ha procurato ad almeno due generazioni di italiani, meritavano la sciabola e non il fioretto.

B-verme-piccolo

MA  IL  PALAZZO  SI STA SGRETOLANDO…

palazzo-sgretola

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Il Gruppo Espresso querela il Cavaliere

Battuta del premier dopo la smentita affidata al suo legale Niccolò Ghedini

Il Gruppo Espresso querela il Cavaliere,

che replica: “Ho già spiegato, vedrete”
Berlusconi: “Non sono un santo
spero lo capiscano a Repubblica”
“Chi mi attacca non ha altre critiche. La campagna si ritorcerà contro chi la pratica”

Zappadu: “Forse le mie foto, rispetto ad un audio, contengono persone o situazioni che

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da Travaglio

Pompe funebri

Don Gianni Baget Bozzo avrebbe meritato necrologi un po’ più somiglianti. Ma, si sa: chi nasce è bello, chi si sposa è buono e chi muore è santo. Ora, che il defunto sacerdote fosse santo, è possibile: le vie del Signore sono infinite. Ma che fosse un «genio» o un «eretico», come l’han compianto in molti a destra al centro e a sinistra (infatti era stato, talora contemporaneamente, di destra, di centro e di sinistra), sussiste qualche dubbio. Il «genio» è stato il cappellano di tutti i peggiori soggetti della I e della II Repubblica: Tambroni (uomo dell’asse Dc-Msi), Craxi e Berlusconi. L’«eretico» fu sospeso a divinis non certo per posizioni irregolari, ma perché si era fatto eleggere due volte eurodeputato nel Psi. Campionissimo di conformismo, fu con la destra cattolica e democristiana negli anni 50, col Pci negli anni del sinistrismo imperante, con Bottino Craxi negli anni 80 della Milano da bere e dell’Italia da mangiare, poi con Al Tappone. Senza dimenticare il flirt manipulitista nel 1992-’94 («Di Pietro impressiona per la sua dignità, il suo riserbo, la sua schietta popolanità. È una persona in cui gli italiani credono, ma in lui come pubblico ministero, come uomo del dovere quotidiano, di cui il paese vive»). Il tipico intellettuale italiano: sempre a corte, sempre dove tira il vento, sempre dalla parte del potere politico e culturale. Diceva, restando serio, di sentire le voci dello Spirito Santo, che lo guidava nel suo zig-zag politico e gli suggeriva concetti del tipo: «Craxi è come Cristo sul Calvario» o «Berlusconi è l’Uomo della Provvidenza». Una prece.

bozzo

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