CAZZARI ALLO SBANDO

L’avvocato lo aveva presentato a Roma
Le 5.000 immagini scattate da Zappadu non saranno sequestrate
Foto Villa Certosa: no della Procura
respinto l’esposto di Ghedini

Il fotoreporter ascoltato dal Garante della Privacy

Niccolò Ghedini

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ROMA – La procura di Roma cambia strada e respinge l’esposto dell’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini sul sequestro delle cinquemila nuove foto scattate a Villa Certosa dal fotoreporter Antonello Zappadu. Non più tardi di dieci giorni fa, di fronte al primo esposto, relativo a 700 scatti, la Procura dispose il sequestro immediato. Questa volta si è limitata a passare gli atti ai colleghi sardi di Tempi Pausania competenti per territorio.

Ghedini aveva già annunciato, alla fine della settimana scorsa, il nuovo ricorso alla magistratura. “E’ un fatto gravissimo, chiediamo al Garante e all’autorità giudiziaria che vengano sequestrate tutte le cinquemila fotografie che Zappadu dice di aver scattato”, aveva dichiarato l’avvocato del premier. Le foto scattate dal 2006 al 2009 sarebbero, per l’avvocato, “intollerabili” in quanto violerebbero la privacy del premier e dei suoi ospiti. E’ proprio al reato di violazione della privacy, previsto dall’art. 651 bis del codice penale, che Ghedini si appella.

Zappadu dal Garante – Questa mattina il fotoreporter sardo è stato ascoltato dal Garante della Privacy in merito alla vicenda delle foto scattate a Villa Certosa. Zappadu ha tempo sino alle 16 di mercoledì per consegnare una memoria difensiva. Intanto il Garante procederà con l’istruttoria sulla vicenda.

°°° Ma davvero questo azzeccagarbugli spiritato crede di prendere per il culo tutti? Lui e il suo padrone bandito e cocainomane si ostinano a trattare i cittadini italiani come se fossero decerebrati come i suoi elettori. O ghedini! Piglia, incarta, e porta a casa!!!

ECCO GHEDINI STUPITO PER IL VAFFANCULO DEI GIUDICI.

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La bontà di la russa

Gnazzio La Russa torna a casa stanco e ancora più spiritato del solito. Posa la sacca coi bastoni da golf su una poltrona del salone e si accascia sul divano. La moglie, vedendolo così stravolto, arriva con un bicchierone d’acqua e zucchero:
- Tutto bene, mostro?
- Macché, stai zitta… arrivati alla buca numero otto, Giangiorgio fa un tiro potentissimo e subito dopo crolla a terra… infarto… stecchito.
- Oh, mio Dio! – fa la moglie, portandosi le mani alle tempie. – Che tragedia!
- Eh, sì. Proprio una tragggedia è. Giangiorgio, il mio più caro amico, il mio compagnetto delle elementari che mi è stato sempre fedele… Ma non è finita: tragggedia nella tragggedia… dalla buca otto alla diciottesima buca… e tira la pallina e trascina Giangiorgio, e sistema la pallina, tira la pallina e trascina Giangiorgio… tutto così fino a poco fa!

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